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Testo originale scritto da aureliano88
Ieri latitavo...perdonate!
Come scrivevo nel articolo di apertura della discussione l'endogamia è una caratteristica di ogni popolo, qualcunque razza, qualiasi gruppo umano dotato di proprie peculiarità è portato (istintivamente) a respingere il metticciato, le sue forme e le sue aberrazioni.
E' evidente che in nazioni e città in cui il fenomeno immigratorio è tristemente più sviluppato (nel tempo e nelle dimensioni) che da noi siano già in corso processi di distinzione tra gruppi umani, è perfettamente normale che si creino quartieri razzialmente "uniformi", l'esempio di New York si può applicare adesso ma non è certo una novità: risale al IXX secolo, in ragione della dirompente immigrazione, la nascita di città nella città, vedi Little Italy, Chinatown (presente in ogni metropoli mondiale), il quartiere ebraico, e chiaramente Harlem, il quartiere dei negri. E' ovvio che chi partecipa per caratteristiche di una determinata compagine sociale tenda a frequentare e socializzare coi propri simili. Il sentimento di segregazione (e, diciamolo chiaramente) di aperto disprezzo reciproco interessa tanto noi quanto gli allogeni. Chiunque ha a cuore l'identità e l'integrità del proprio gruppo desidera la segregazione e disprezza il meticciato (un esempio su tutti: Malcom X, che odiava i bianchi e ancora di più i negri che frequentavano i bianchi, anche lui combatteva il meticciato!!!).
Il problema però, che interessa maggiormante nazioni come la nostra, già devastata da volumi immigratori insostenibili ma comunque ancora inferiori a quelli di Francia e Germania, risiede in chi, bianco come noi, investe tutte le sue energie per promulgare l'integrazione, i matrimoni misti, l'eguaglianza sociale, l'equiparazione dei diritti.
La Francia? non ho idea di che persone conosci in Francia o dove tu sia andato, ma io passo 15 giorni l'anno da 10 anni in Costa Azzurra, e vedo un vertiginoso incremento delle coppie miste, di gruppi di ragazzini uno per razza, di allarmante incremento della delinquenza, senza fare riferimenti ai 9/11 della nazionale di calcio francese, non propriamente un esempio di sangue carolingio. In Francia gli allogeni sono molto più integrati di noi, e ciò dipende dall'esperienza coloniale francese e dai drammi sociali nati dal 14 luglio. Stesso discorso per l'Olanda, se non in condizioni più gravi.
Per fortuna da noi la mentalità sociale è ancora meravoigliosamente chiusa e sospettosa verso lo straniero, ma la martellantecampagna per l'accettazione egualitaria degli allogeni guadagna proseliti quotidianamente, e va fermata.
BASTA IMMIGRAZIONE, FERMIAMO L'INVASIONE!!!
Allora faccio un pò d'ordine.....La Costa Azzurra non è Francia in senso stretto. E' un zona prevalentemente turistica ed allora vi è la trasposizione di quello che si vorrebbe fosse il mondo. Sono reduce da un viaggio in Bretagne ( vacci altro che Costa Azzurra, caro camerata...) e li la situazione è assai diversa da Parigi o da Marsiglia. Intanto sono praticamente tutti bianchi ( non lo dico per una qualche forma razziale, a dirla tutta non sono neppure razzista!) e quei pochi non bianchi si autoescludono escludendosi, mi si passi l'allittarazione. A Parigi,confermo, il 'popolo', lascia stare la sinistra intellettualoide del picchio, è sostanzialmente avulso dal mescolio. E' ovvio che le generazioni più recenti essendo esse abituate all'attule realtà prima o poi a questa situazione non faranno più caso ed allora addio nostri discorsi sulla diversità, sulle specificità e quant'altro. In merito alle osservazioni su quanto accade a New York ( conosco quella realtà, ma non escludo che a Los Angeles succeda la stessa cosa) occorre dire che quanto da me affermato non si riferiva ai quartieri divisi per questa o quella razza. La 'divisione' appare evidente anche in situazioni più in generale promiscue come Manhattan, per esempio, dove durante la pausa pranzo dei tanti uffici o per il brunch domenicale difficilmente troverai una tavolata mista. Ed infine una ultima notazione sulla diversa situazione nel nostro Paese e Francia, Regno Unito, Belgio e Olanda. Queste ultime che debbano pagare un 'dazio' alla oloro politica coloniale ci può anche stare. Cosa pretendevano che potessero uscire dall'Algeria, dal Marocco , dall'Egitto e compagnia bella senza avere conseguenze? Beh! Troppo facile. Certo stupisce, e non poco, che lo stesso dazio lo si debba pagare noi che un 'posto al sole' lo abbiamo avuto per pochissimo tempo ( peraltro lasciando quei paesi in condizioni nettamente migliori rispetto al loro status precoloniale) senza aver tratto benefici duraturi. Resto tuttavia convinto che proprio nei confronti dei popoli che avemmo come colonie il nostro Paese dovrebbe offrire un 'canale preferenziale' . La cosa avrebbe lo scopo, non trascurabile, di ricordare alle attuali generazioni così poco attente alla nostra storia recente la parentesi coloniale, non proprio da buttare, del Ventennio. Che ne pensi?