Forum "Mare aperto"
Il "patto delle regioni" sui Cpt proposto da Vendola non ci soddisfa
Non accolta la piattaforma rivendicativa del movimento
I lager dei migranti "clandestini" vanno chiusi subito
L'11 luglio si è svolto a Bari nel padiglione della Fiera del Levante il forum "Mare aperto", promosso dal neogovernatore della Puglia Nicki Vendola e sostenuto da altri 13 presidenti di Regione del "centro-sinistra".
Al centro del dibattito la lotta portata avanti da oltre 7 anni da vari movimenti e associazioni che aderiscono alla Rete No Cpt e che coraggiosamente si battono per la chiusura immediata dei cosiddetti "Centri di permanenza temporanea" (CPT), per l'abrogazione della legge fascista, razzista e xenofoba Bossi-Fini e il non ritorno alla legge n.40 Turco-Napolitano del 19 febbraio 1998 che istituì i primi Cpt poi trasformati in veri e propri lager per gli immigrati "clandestini" col varo del successivo decreto legislativo n.286 del 25 luglio 1998. Legge che fra l'altro fu votata all'unanimità da tutto il "centro-sinistra", Vendola compreso.
Al Forum hanno preso parte anche il sindaco di Bari, Michele Emiliano che ha aperto i lavori, vari assessori e consiglieri di diverse regioni e comuni d'Italia e alcuni esponenti del movimento.
Il dibattito è durato circa 3 ore ed è terminato con l'agghiacciante racconto delle violenze, abusi, angherie e ingiustizie di ogni genere subite da Sardar Sajjad, un ragazzo pakistano che ha trascorso 6 mesi nelle mani dei negrieri libici e poi un lungo periodo di detenzione nei Cpt di Lampedusa, al Regina Pacis e nella roulottopoli di Bari Palese, di cui ha detto "mi resteranno per sempre stampate in testa la matricola, numero 389, il numero della cella, la A27, e soprattutto l'immagine dei muri insanguinati dai compagni di sventura che vi sbattevano la testa contro dalla disperazione e pregavano ognuno il proprio dio di farli morire piuttosto che venire rimpatriati".
Al termine del Forum Vendola e gli altri 13 governatori del "centro-sinistra" hanno sottoscritto un documento denominato "Patto delle regioni" che in appena 35 righe secondo i sottoscrittori racchiuderebbe tutte le "Idee per superare i Cpt e costruire una nuova politica dell'immigrazione" discusse durante il dibattito.
In realtà si tratta di un documento che è in aperta contraddizione con le richieste e le finalità che il movimento ha posto all'ordine del giorno nella lunga e difficile lotta contro i Cpt. In esso infatti non vi è traccia dei punti espressi nella piattaforma rivendicativa del movimento che proprio alla vigilia del Forum aveva tenuto a Bari un'assemblea pubblica molto partecipata e aveva dato vita anche a una carovana di protesta da Trieste a Bari per ribadire le proprie posizioni, ossia: 1) La chiusura di tutti i centri di detenzione dentro e fuori l'Europa. 2) La non apertura di quelli in costruzione. 3) Amnistia e depenalizzazione di tutti i reati sociali. 4) Abrogazione di tutti i reati connessi alla condizione di irregolarità dei migranti sul territorio. 5) Rilanciamo la ripresa delle iniziative per la chiusura dei centri di detenzione con due manifestazioni nazionali e la ripresa delle campagne contro gli enti gestori dei centri. 6) Chiediamo ai presidenti di regione riuniti in questo Forum, iniziative di boicottaggio gestionale delle strutture di detenzione. 7) Rilanciamo la ripresa delle iniziative per l'abrogazione della Bossi-Fini, il non ritorno alla Turco-Napolitano, la revoca dei regolamenti attuativi, l'elaborazione di una legge organica sull'asilo.
Di tutto ciò nel documento sottoscritto da Vendola & C. non c'è niente e perciò esso è da ritenere non solo insoddisfacente sul piano politico e programmatico ma addirittura dannoso per le finalità che il movimento si prefigge. In definitiva si tratta di un'operazione puramente demagogica e di facciata di cui i revisionisti sono maestri. La conferma sta nel fatto che ad esempio diversi governatori del "centro-sinistra" alla vigilia del Forum hanno dichiarato alla stampa la loro adesione al dibattito facendo passare l'idea di dare inizio a una crociata contro i Cpt quando in realtà buona parte dei DS, con Del Turco e Napolitano in testa, e della Margherita non sono affatto contrari ai Cpt.
Fassino ha candidamente ammesso a "L'Espresso" del 21 luglio: "I Cpt sono uno strumento dell'azione di contrasto delle forme di illegalità e clandestinità... Discutiamo di come renderli più umani. Ma l'alternativa non è chiuderli".
Per questo molti governatori non si sono fatti vedere a Bari e hanno delegato i loro vice o i loro assessori. Così come molto significativo è che, mentre il Forum era in pieno svolgimento, DS e Margherita hanno ripetutamente avvertito Vendola & C. di non esagerare con la demagogia e il "nuovo modo di governare". Infatti, con una fraseologia che è propria degli opportunisti e degli imbroglioni politici come Vendola, si parla di "superamento dei Cpt" e non di chiusura immediata e incondizionata come chiede giustamente il movimento. Non solo; secondo Vendola & C. gli attuali Cpt vanno "superati" perché a loro dire in questi anni non hanno funzionato. "Noi, Presidenti di Regione - si legge infatti nel documento - nel pieno rispetto delle Leggi, ci assumiamo la responsabilità di riaprire una discussione che riguardi l'efficacia e l'equità delle politiche dei flussi migratori sin qui perseguite. Lo facciamo senza spirito di contrapposizione politica e senza prefigurare lacerazioni in quello che auspichiamo possa essere un fecondo colloquio inter-istituzionale. Lo facciamo cogliendo il punto più dolente di caduta delle scelte operate dall'Italia: i cosiddetti CPT. Chiediamo il superamento dei Centri di Permanenza Temporanea, chiediamo al Governo l'istituzione di un tavolo di confronto per definire risposte alternative che tutelino i diritti e promuovano la sicurezza sociale".
Purtroppo la realtà è ben diversa da come la descrive opportunisticamente il nuovo S. Nicola di Bari Vendola. I Cpt purtroppo hanno funzionato e funzionano fin troppo bene. Ed è proprio per questo che essi vanno chiusi subito e senza condizioni di sorta. Basti pensare che oggi i Cpt, non assolvono soltanto la funzione di lager per la carcerazione preventiva di migliaia di migranti rinchiusi in strutture inaccessibili, cinte da muri e filo spinato che al massimo ne potrebbero ospitare non più di qualche centinaio, privati di tutte le libertà individuali ivi compresa quella di incontrare amici e parenti e tutto senza aver commesso nessun reato e senza aver subito un regolare processo; ma per il solo fatto di essere "clandestini". I Cpt dopo il decreto emanato dal neoduce Berlusconi nel settembre del 2002, che ha dichiarato lo "stato di emergenza" affidando ancora più discrezionalità alle prefetture e ai vertici ministeriali, fungono anche e soprattutto da veri e propri centri per lo sfruttamento del precariato migrante. Attraverso un ferreo controllo dei flussi, delle regolarizzazioni, delle espulsioni e della possibilità di revoca del permesso di soggiorno si è realizzata un'evidente quanto odiosa convergenza fra la Bossi-Fini e la legge 30 Biagi che istituzionalizza il precariato consegnando migliaia di migranti tra le grinfie dei pescecani capitalisti che li sfruttano come bestie da soma per realizzare profitti sempre più alti.
Tutto ciò il nuovo San Nicola di Bari fa finta di non saperlo! Ecco perché i suoi interlocutori privilegiati non sono i movimenti ma il governo neofascista e guerrafondaio del neoduce Berlusconi che è il massimo responsabile di questa situazione, e il ministro piduista Pisanu che tra l'altro alla viglia del Forum ha proditoriamente minacciato il movimento contro i Cpt intimando: "Se le Regioni vogliono dialogare, da parte mia c'è la massima apertura. Ma se il presupposto è l'affermazione arbitraria e illegale che i Cpt vanno chiusi allora non c'è nulla da discutere. I Cpt sono indispensabili, sopprimerli ci metterebbe fuori dall'Europa. è in atto una furibonda campagna politica, e in questo clima si sono inseriti eversori e terroristi". un diktat neofascista a cui Vendola si è subito adeguato rispondendo che non c'è: "Nessuna guerra con il ministro degli interni Pisanu. La nostra non è un'adunata sediziosa, sto chiedendo l'apertura di un dibattito: si può fare? Anzi, dopo l'11 luglio, mi piacerebbe invitare Pisanu a un tavolo inter-istituzionale, per trovare insieme una soluzione al diritto d'asilo, che cinquemila anni fa era più garantito di quanto non lo sia oggi".
Eccolo allora il vero punto che sta alla base del peloso abbraccio di Vendola & C. al movimento contro i Cpt.
Con il "Patto delle regioni" essi mirano non solo a mettere il proprio cappello politico a un movimento che è nato dentro e intorno gli stessi Cpt con le rivolte, gli scioperi della fame, le proteste e a volte anche le fughe dei "clandestini"; che si è sviluppato nelle piazze di tutta Italia grazie alla coraggiosa lotta di migliaia di attiviste e attivisti che lo hanno portato avanti organizzando cortei, presidi, dibattiti e decine di iniziative di protesta molte delle quali represse coi manganelli o coi provvedimenti giudiziari della magistratura di regime; ma che ora rischia di essere riassorbito dal sistema grazie proprio all'opera di pompieraggio di Vendola & C. che invece di allargare la protesta la vogliono svuotare di tutto il suo contenuto politico e rivendicativo per ricondurla dalle piazze nell'alveo delle istituzioni e del parlamentarismo borghese facendo così un grosso favore al neoduce Berlusconi e al piduista Pisanu.
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