Due prestigiosi enti americani stanno creando un database
con 200mila immagini d'autore. Sarà completato nel 2006
Gratis su web le foto capolavoro
Un archivio da fine '800 a oggi



Uno scatto di Arthur Fellig Weegee



ROMA - Sarà il più grande museo fotografico del mondo. Quasi 200mila immagini d'autore, raccolte da due prestigiosi enti americani: la Eastman House di Rochester, che ha la più antica collezione fotografica del pianeta, e l'International Center of Photography di Midtown. Ma per vederle non sarà necessario né andare negli Stati Uniti né pagare costosi biglietti d'ingresso. Per ammirare l'intero catalogo, infatti, basterà un clic.

L'ambizioso progetto consiste infatti nella creazione di un database online di capolavori della fotografia, un archivio visitabile gratuitamente dagli appassionati di tutto il mondo. Il sito web in cui sarà disponibile la rassegna si chiama photomuse.org ed entro l'autunno del 2006 sarà completato con l'intera rassegna (al momento contiene solo alcune immagini). Ci saranno scatti di fine Ottocento, ma anche quelli di fotografi contemporanei. L'obiettivo è riuscire raccogliere quasi 200mila foto, per poi incrementare l'archivio fino a decine di migliaia di pezzi.

La New York del diciannovesimo secolo ritratta da Alfred Stieglitz; gli immigrati italiani a Ellis Island, ai primi del '900, immortalati da Lewis Hine; la Grande Depressione degli anni Trenta descritta con le immagini di Arthur Fellig Weegee. Insomma, più di cento anni di storia raccontati attraverso l'obiettivo dei più grandi fotografi. "Vogliamo rendere accessibili a tutti gli scatti che hanno fatto la storia della fotografia", spiega Willis E. Hartshorn, direttore del'International Center. Non solo i migliori, però: ci sarà spazio anche per le collezioni di autori meno conosciuti, come Roman Vishniac, James VanDerZee e Ralph Eugene Meatyard.

Il progetto, finanziato dall'Institute of Museum and Library Services di Washington, costerà inizialmente 800mila dollari. Ma è una cifra destinata a lievitare man mano che nuove foto si aggiungeranno al catalogo. Questo perché la conversione dei preziosi scatti in immagini digitali (circa 300 pixel la larghezza) non è un'operazione semplicissima. "Non è che si spinge un pulsante e l'immagine si digitalizza automaticamente", spiega Anthony Bannon, direttore della Eastman House.

Alle resistenze iniziali di alcuni e alle inevitabili difficoltà tecniche, si aggiungono poi i problemi di copyright. Alcuni fotografi si sono mostrati disponibili a diffondere gratuitamente i propri scatti su internet; altri, invece, sono più preoccupati di perdere possibili fonti di guadagno. "Tutti noi dobbiamo ancora capire a fondo le potenzialità del web", aggiunge con ironia Bannon.