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  1. #1
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    Predefinito Nord Corea, dissidenti politici rischiano la pena di morte

    Nord Corea, dissidenti politici rischiano la pena di morte

    Il regime attua un inasprimento delle pene per i crimini di Stato perchè sono in aumento i ribelli.


    Seoul (AsiaNews/Agenzie) – Nel tentativo di contrastare l’aumento dei dissidenti politici, la Corea del Nord inasprisce il codice criminale e impone perfino la pena di morte per i crimini di Stato. Lo hanno riferito fonti dei servizi segreti sudcoreani.

    L’inasprimento delle pene, introdotte in aprile, prevede l’ergastolo o l’esecuzione capitale per chi partecipa a rivolte armate contro il regime. In precedenza chi prendeva parte ad una manifestazione di rivolta era condannato a 10 anni di lavori forzati.

    Secondo analisti a Seoul, l’aumento di chi ha il coraggio di ribellarsi e il conseguente inasprimento delle pene sarebbero legati alle riforme economiche introdotte negli ultimi 2 anni in Corea del Nord. La graduale eliminazione del sistema delle razioni alimentari e l’introduzione dei prezzi di mercato hanno costretto milioni di nordcoreani a sopravvivere con difficoltà, senza l’assistenza statale alla qual erano abituati. Questo, secondo gli analisti, ha provocato nella gente un “ripensamento” del ruolo dello Stato, “riducendo” la fedeltà verso il partito comunista.

    A causa delle riforme economiche, è in aumento anche il numero di nordcoreani che sconfinano in Cina alla ricerca di cibo. Riconoscendo questo dato, il governo ha diminuito da 3 a 2 anni la pena per chi lascia il paese per “motivi economici”, mentre i profughi accusati di tradire la patria andando all’estero per “ragioni politiche”, rischiano più di 5 anni di detenzione.

    L’inasprimento delle pene per i crimini di Stato è l’ultima delle voci che giungono da Pyongyang e che fanno intuire probabili incertezze e instabilità politiche nel paese. Molti testimoni riferiscono di un re-styling nel culto della personalità di Kim Jong Il. I media di Stato hanno eliminato titoli retorici; nei luoghi pubblici frequentati da stranieri non si vedono più i ritratti del “caro leader” e chi viaggia verso la Cina ha smesso di indossare il distintivo raffigurante Kim Jong Il.

  2. #2
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    la corea del sud ha fatto passi da gigante sul fronte della democrazia l'attuale presidente è un ex rifugiato politico

  3. #3
    Obama for president
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    Thumbs down passiamo al nord

    Corea del Nord

    Repubblica Democratica Popolare di Corea
    Capo di Stato: Kim Jong-il
    Capo del governo: Pak Pong-ju
    Pena di morte: mantenitore
    Statuto di Roma della Corte penale internazionale: non firmato
    Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne: ratificata
    Protocollo opzionale alla Convenzione delle Nazioni Unite sulle donne: non firmato

    Il governo continua a essere incapace di far fronte al proprio dovere di garantire il diritto al cibo, esacerbando così gli effetti della perdurante crisi alimentare. I casi di malnutrizione cronica tra i bambini e le popolazioni urbane, soprattutto nelle province settentrionali del Paese restano diffusi. I diritti fondamentali, compresa la libertà di espressione, di associazione e di movimento, continuano a essere negati. L’accesso nel Paese da parte di osservatori indipendenti continua a essere fortemente limitato. Numerose sono state le notizie di incarcerazioni politiche, torture e maltrattamenti ed esecuzioni capitali.

    Contesto

    Nel corso dell’anno le relazioni diplomatiche tra la Corea del Nord e quella del Sud si sono raffreddate. A luglio, una nave della marina militare sudcoreana ha aperto il fuoco contro una nave nordcoreana che aveva sconfinato nelle acque territoriali occidentali. Nonostante l’incidente, a ottobre, la Corea del Sud si è impegnata a sostenere un’operazione urgente del World Food Programme volta a fornire aiuti a 6,5 milioni di persone a rischio, in larga parte donne e bambini. Inoltre, la Corea del Sud ha promesso l’invio in Corea del Nord di 1,2 tonnellate di riso a titolo di prestito agevolato.

    Il terzo incontro della conferenza a sei, (comprendente Corea del Nord, Corea del Sud, Cina, Giappone, Russia, e Stati Uniti), tenutosi a Pechino a giugno e avente lo scopo di persuadere la Corea del Nord ad abbandonare il proprio programma di sviluppo di armi nucleari, ha prodotto scarsi risultati. La Corea del Nord ha inoltre negato la propria partecipazione a un quarto incontro previsto per il mese di settembre. A ottobre la Corea del Nord ha reso noto che avrebbe utilizzato “forze deterrenti” nel caso in cui gli Stati Uniti avessero portato la contesa sul nucleare dinnanzi al Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite.

    A ottobre, il presidente degli Stati Uniti ha firmato la legge sui di diritti umani nella Corea del Nord del 2004, con la quale viene fornita assistenza umanitaria al Paese e ai nordcoreani viene garantito il diritto d’asilo negli Stati Uniti.

    Osservatorio internazionale sui diritti umani

    Ad aprile, la Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha approvato una risoluzione in cui viene espressa profonda preoccupazione per le continue segnalazioni di gravi, diffuse e sistematiche violazioni dei diritti umani. A luglio è stato nominato un Relatore speciale sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord.

    A giugno, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha espresso la propria preoccupazione per le restrizioni politiche e civili cui sono sottoposti tutti i cittadini nordcoreani, bambini compresi. Il Comitato ha anche espresso preoccupazione per l’età minima di 16 anni per il reclutamento volontario nelle forze armate e per il fatto che nelle scuole viene insegnato ai bambini ad assemblare e smontare armi. Il Comitato ha altresì sollevato timori riguardo all’indipendenza e l’imparzialità del sistema di giustizia minorile.

    Accesso negato

    L’informazione e l’accesso al Paese continuano a essere sotto stretto controllo. Ad aprile, a tre delegati del Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia è stato autorizzato, fatto senza precedenti, l’ingresso nel Paese. Tuttavia, nonostante le ripetute richieste il governo ha continuato a negare l’ingresso al Relatore speciale delle Nazioni Unite sulla situazione dei diritti umani in Corea del Nord e al Relatore speciale delle Nazioni Unite sul diritto al cibo così come ad AI e ad altri osservatori indipendenti.

    A ottobre, il World Food Programme ha annunciato che, per “motivi di sicurezza”, al suo personale non era concesso libero accesso nel Paese per poter monitorare la distribuzione degli aiuti. Queste continue ostruzioni da parte del governo all’ingresso di osservatori indipendenti hanno compromesso un’accurata valutazione delle necessità alimentari della popolazione.

    Libertà di espressione

    Le libertà di espressione e di associazione continuano a essere fortemente limitate. I mezzi d’informazione risultano sotto il controllo di un unico partito politico al quale i giornalisti sono obbligati ad aderire. Secondo alcune fonti, a partire dalla metà degli anni Novanta almeno 40 giornalisti sono stati “rieducati” per mancanze quali errori d’ortografia nello scrivere il nome di notabili dello Stato. Il sistema radiotelevisivo è predisposto solamente alla ricezione di reti statali, mentre tutti coloro che si sintonizzano su stazioni radio estere rischiano sanzioni.

    Libertà dalla fame e dalla malnutrizione

    Milioni di cittadini nordcoreani continuano a soffrire di malnutrizione cronica. Le continue limitazioni poste dal governo alla libertà di movimento e d’informazione, la mancanza di trasparenza e l’ostacolo a controlli indipendenti ha fatto sì che non sempre gli aiuti alimentari raggiungessero i più bisognosi.

    Stando alle fonti, le razioni fornite dal sistema pubblico di distribuzione, la principale fonte di cibo per il 70% della popolazione, hanno subito una riduzione dagli insufficienti 319 gr. al giorno per persona del 2003 ai 300 gr. del 2004. I nuclei familiari urbani spenderebbero l’85% delle proprie entrate per il cibo. Queste famiglie dipendono pesantemente dall’inflazionato mercato privato in cui i prodotti costano dalle 10 alle 15 volte in più rispetto ai prezzi stabiliti dal governo.

    La maggioranza della popolazione è afflitta da una critica situazione di deficit alimentare dovuta all’esiguo consumo di proteine, grassi, vitamine e oligoelementi. Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha espresso preoccupazione per l’alto tasso di mortalità infantile e neonatale, di malnutrizione e di arresto dello sviluppo tra i bambini e per l’allarmante incremento della mortalità post parto. Destano ulteriori preoccupazioni la difficoltà di accesso all’acqua potabile e l’insufficienza dei servizi igienici.

    La grave situazione di deficit alimentare ha costretto migliaia di persone a espatriare “illegalmente” verso le province settentrionali della Cina. Una volta rimpatriati questi profughi sono stati sottoposti ad arresti, interrogatori e reclusioni in condizioni degradanti.

    Tortura e maltrattamenti

    I cittadini nordcoreani rimpatriati forzatamente dalla Cina sono stati interrogati in centri di detenzione o in stazioni di polizia da agenti dell’Agenzia per la sicurezza nazionale oppure da agenti dell’Agenzia per la sicurezza del popolo.

    *Tre cittadini nordcoreani, Chang Gyung-chul, suo fratello Chang Gyung-soo, e la loro cugina Chang Mi-hwa, furono arrestati dalle forze di sicurezza cinesi a Shanghai nell’agosto 2003. Trasportati a Sinuiju City, in Corea del Nord, per essere interrogati, furono in seguito trasferiti nel centro di detenzione dell’Agenzia per la difesa nazionale nella provincia del Nord Hamgyung. Nel mese di settembre Chang Gyung-chul e Chang Gyung-soo sono stati condannati a 10 anni di carcere a quanto è parso solamente per aver lasciato il Paese senza autorizzazione. L’insolita pesante condanna è stata attribuita al fatto che la loro madre, Shin Jong-ai, divenuta cittadina sudcoreana, era stata precedentemente incarcerata con la medesima accusa.

    Secondo quanto riferito, i pestaggi sono una pratica comune durante gli interrogatori. Nel caso in cui i prigionieri siano sorpresi a comunicare tra di loro vengono picchiati con bastoni di legno o barre di ferro. Dopo essere stati picchiati vengono colpiti con getti d’acqua fredda, prassi utilizzata anche in pieno inverno. Secondo quanto riferito, alcuni prigionieri sono stati sottoposti alla “tortura dell’acqua” che consiste nell’immobilizzare il prigioniero e costringerlo a bere grandi quantità d’acqua.

    Le condizioni nelle carceri e nei centri di detenzione (già gravemente sovraffollate) si sono ulteriormente aggravate in parte a causa della carenza di cibo. Stando alle fonti, la scarsità di cibo, è risultata essere la causa dei decessi per malnutrizione avvenuti nelle colonie di lavoro coatto o nei “centri di controllo e gestione”. Prigionieri colpevoli di aver infranto le regole carcerarie hanno subito l’ulteriore taglio della razione di cibo assegnata.

    A giugno, il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha espresso preoccupazione a seguito delle notizie relative all’istituzionalizzazione dell’uso della violenza contro i minorenni, specialmente all’interno di strutture carcerarie e di istituti sociali.

    Esecuzioni

    Si è avuta notizia di continue esecuzioni pubbliche, sebbene in numero inferiore rispetto agli anni scorsi. Le esecuzioni vengono eseguite tramite fucilazione o per impiccagione. La risoluzione sulla Corea del Nord della Commissione delle Nazioni Unite sui diritti umani ha espresso preoccupazioni per il problema delle esecuzioni pubbliche e per l’utilizzo della pena di capitale a scopo politico. Sono pervenute inoltre segnalazioni che lasciano supporre che esecuzioni extragiudiziali ed esecuzioni segrete abbiano avuto luogo in strutture di detenzione.

    Detenzione femminile

    Secondo quanto riferito, le donne detenute subiscono condizioni carcerarie degradanti. Le donne incarcerate dopo essere state forzatamente rimpatriate dalla Cina sono state obbligate a spogliarsi e a subire perquisizioni corporali. Alcune donne hanno dichiarato che durante la carcerazione preventiva, secondini di sesso maschile le avrebbero umiliate e toccate in modo scorretto. Tutte le donne, comprese quelle incinte o anziane, sono state costrette a lavorare dall’alba fino a tarda sera nei campi o nelle fabbriche della prigione. Nelle carceri mancano i servizi basilari per le esigenze femminili.

    Nordcoreani richiedenti asilo in Asia

    A Pechino, centinaia di cittadini nordcoreani hanno cercato rifugio in ambasciate estere o scuole straniere. Oltre un centinaio, rifugiatisi in ambasciate straniere, erano in attesa di lasciare la Cina. A ottobre, il governo cinese ha dichiarato che le ambasciate coinvolte avrebbero tenuto una condotta troppo permissiva.

    A luglio, almeno 468 cittadini nordcoreani in volo dal Vietnam hanno raggiunto la Corea del Sud, divenendo così il gruppo singolo di richiedenti asilo più numeroso dai tempi della separazione della penisola. Sono oltre 5.000 i nordcoreani che hanno raggiunto la Corea del Sud ottenendone la cittadinanza.

    A ottobre, le autorità della Mongolia hanno incarcerato due nordcoreani che cercavano di raggiungere gli Stati Uniti. I due avevano cercato di raggiungere tramite un volo aereo la Corea del Sud nella speranza di poter usufruire dei benefici stabiliti dalla legge statunitense sui diritti umani in Corea del Nord del 2004.

    Il Comitato delle Nazioni Unite sui diritti dell’infanzia ha espresso preoccupazione per le notizie riguardanti i bambini di strada nordcoreani presenti nelle città cinesi di frontiera. Forte preoccupazione ha suscitato anche il fatto che questi bambini (e le loro famiglie) qualora ritornassero o fossero respinti verso la Corea del Nord sarebbero considerati trasgressori anziché vittime.

    Rapporti di AI

    Starved of Rights: Human rights and the food crisis in the Democratic People’s Republic of Korea (North Korea) (AI Index: ASA 24/003/2004)

  4. #4
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    pdci abboccateeeee...

  5. #5
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    veramente ho preso qualcosa da fascia protetta mi apresto le cose più dure in futuro

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    In origine postato da fidel
    bravo benfy,
    vedo che hai ascoltato il mio consiglio, HAI TOLTO LA ROSA DAL TUO SIMBOLO.
    willy invece nella sua inconsapevolezza politica persiste...

    alemannaggia lasciamolo stare li' dov'e' nel limbo dei revisionisti perbenisti parolai...fra mille anni chissa' forse potra' scalare i gradini del purgatorio per avvicinarsi ad una faticosa salvezza degna del Parma di quest'anno

    su cosa penso della corea del nord e' noto a molti e non sono certo giudizi positivi,
    su cosa penso della corea del sud sono peste e corna, paese dove le liberta' civili sono messe sotto i piedi da decenni, ma voi bananas in salsa rosa siete troppo ottusi per documentarvi.

    ci bevo su va...
    Quindi preferisci quella del nord, mi par di capire, giusto?

  7. #7
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    In origine postato da fidel


    alemannaggia lasciamolo stare li' dov'e' nel limbo dei revisionisti perbenisti parolai...fra mille anni chissa' forse potra' scalare i gradini del purgatorio per avvicinarsi ad una faticosa salvezza degna del Parma di quest'anno

    non cercarmi.non voglio nulla a che fare con te.
    stammi alla larga
    adios

  8. #8
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    Predefinito Re: Nord Corea, dissidenti politici rischiano la pena di morte

    In origine postato da willy
    Nord Corea, dissidenti politici rischiano la pena di morte
    E allora ? Nulla di sorprendente...

  9. #9
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    bella sceneggiata che state facendo... complimenti, recitate bene !
    Dove avete imparato, in questa scuola ? http://www.ordoilluminatorum.org/

 

 

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