Risultati da 1 a 5 di 5
  1. #1
    remedios
    Ospite

    Predefinito appello del movimento contro la guerra

    riporto il testo dell'appello che è uscito dalla riunione di domenica scorsa a roma dei comitati, delle reti e delle associazioni contro la guerra.
    domani mattina verrà trasmesso alla stampa e martedi 19, giorno del voto sul rifinanziamento delle missioni in iraq, volantinato fuori da montecitorio (per chi può andare, alle ore 12)

    *********************************

    Questa volta è toccato a Londra.

    La popolazione londinese, colpita da atti criminali che non hanno
    giustificazione alcuna, ha subito morte, orrore, paura. Siamo al loro
    fianco, esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà.

    Siamo tutti vittime di una guerra globale contro l'umanità che ogni giorno,
    spesso nell'indifferenza generale, colpisce tante comunità umane in tutto il
    mondo.

    E' una guerra fra potenti. E' combattuta dagli interessi forti che tirano le
    fila dell'ingiustizia e dello sfruttamento, dagli stati che fanno le guerre,
    dalle organizzazioni che, per competere con essi, utilizzano strategie
    terroristiche.

    La guerra è loro. Nostri sono i morti innocenti, le vittime civili.

    Alla guerra globale bisogna reagire, se vogliamo assicurare a noi stessi e
    al mondo un futuro.

    Quattro anni di guerra condotta in nome della lotta al terrorismo, oltre a
    seminare distruzione, hanno aumentato in modo gigantesco l'insicurezza, la
    destabilizzazione, i pericoli in tutto il pianeta. Lungi dall'averli
    diminuiti, la guerra ha alimentato gli attacchi terroristici.

    Bisogna cambiare radicalmente strada, prima che sia troppo tardi.

    Sottrarsi al circolo vizioso nel quale guerra genera guerra e terrore è
    l'unica possibilità per garantire sicurezza a tutte e a tutti.

    Bisogna opporsi alla costruzione di un mondo armato, di società e di
    economie di guerra.
    Bisogna portare subito l'Italia fuori dal sistema della guerra.

    Le grandi e pacifiche manifestazioni ad Edimburgo hanno ancora una volta
    mostrato la volontà di lottare per una giustizia globale: questa lotta è
    possibile e necessaria.

    E' possibile e necessario ritirare immediatamente le nostre truppe
    dall'Iraq, finirla con il riarmo, l'esportazione di armi e l'aumento delle
    spese militari, smantellare subito le basi militari straniere, ripulire il
    nostro territorio dalle armi nucleari e di distruzione di massa, avviare una
    politica estera di pace che obbedisca al dettato costituzionale: "L'Italia
    ripudia la guerra".

    E' possibile e necessario impegnarsi per la giustizia globale, ricercare la
    convivenza, combattere la discriminazione e il razzismo, mettere al bando
    l'islamofobia, chiudere i cosiddetti Centri di Permanenza Temporanea e
    accogliere i migranti.

    E' possibile e necessario affermare diritti, costruire giustizia sociale ed
    eguaglianza, innovare ed estendere la democrazia fondata sulla
    partecipazione.

    Le scelte del governo italiano, confermate dalle prime reazioni
    all'attentato di Londra, vanno nella direzione opposta. Il governo conferma
    la partecipazione alla guerra, alimenta l'intolleranza, aumenta la stretta
    contro gli immigrati, contro i musulmani, contro le lotte sociali. Annuncia
    il futuro ritiro di soli trecento soldati dall'Iraq ma si appresta a
    prendere il comando delle forze Nato in Afghanistan.

    Questa politica espone il nostro paese e noi tutti a gravi pericoli. Il
    Governo stesso annuncia che siamo un paese
    fortemente a rischio. Gioca la carta della paura per puntellare le sue
    scelte di guerra.

    Bisogna fermarli.

    E possiamo fermarli con la mobilitazione popolare che il nostro paese in
    tante occasioni è stata in grado di esprimere e che ha diffuso un'altra
    coscienza, un'altra cultura, l'urgenza di un'altra politica.

    C'è bisogno di una reale alternativa, non di unità nazionale con chi ci ha
    spinto sull'orlo del baratro.

    Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme una grande campagna, fatta di
    iniziative, azioni, riflessione e dibattito perché la paura non produca
    rassegnazione, ma voglia di ribellarsi e di cambiare.

    LA SOLA SICUREZZA E' LA PACE
    diritti e convivenza, disarmo e giustizia globale

  2. #2
    remedios
    Ospite

    Predefinito

    le adesioni all'appello, sia individuali che di associaizoni possono essere mandate all'email adesioni@unmondodiverso.it

  3. #3
    ardimentoso
    Ospite

    Predefinito

    ma perchè non scrivete mai ci pensate ci sia davvero dietro gli attentati??

  4. #4
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    Predefinito Re: appello del movimento contro la guerra

    In origine postato da remedios
    riporto il testo dell'appello che è uscito dalla riunione di domenica scorsa a roma dei comitati, delle reti e delle associazioni contro la guerra.
    domani mattina verrà trasmesso alla stampa e martedi 19, giorno del voto sul rifinanziamento delle missioni in iraq, volantinato fuori da montecitorio (per chi può andare, alle ore 12)

    *********************************

    Questa volta è toccato a Londra.

    La popolazione londinese, colpita da atti criminali che non hanno
    giustificazione alcuna, ha subito morte, orrore, paura. Siamo al loro
    fianco, esprimiamo loro tutta la nostra solidarietà.

    Siamo tutti vittime di una guerra globale contro l'umanità che ogni giorno,
    spesso nell'indifferenza generale, colpisce tante comunità umane in tutto il
    mondo.

    E' una guerra fra potenti. E' combattuta dagli interessi forti che tirano le
    fila dell'ingiustizia e dello sfruttamento, dagli stati che fanno le guerre,
    dalle organizzazioni che, per competere con essi, utilizzano strategie
    terroristiche.

    La guerra è loro. Nostri sono i morti innocenti, le vittime civili.

    Alla guerra globale bisogna reagire, se vogliamo assicurare a noi stessi e
    al mondo un futuro.

    Quattro anni di guerra condotta in nome della lotta al terrorismo, oltre a
    seminare distruzione, hanno aumentato in modo gigantesco l'insicurezza, la
    destabilizzazione, i pericoli in tutto il pianeta. Lungi dall'averli
    diminuiti, la guerra ha alimentato gli attacchi terroristici.

    Bisogna cambiare radicalmente strada, prima che sia troppo tardi.

    Sottrarsi al circolo vizioso nel quale guerra genera guerra e terrore è
    l'unica possibilità per garantire sicurezza a tutte e a tutti.

    Bisogna opporsi alla costruzione di un mondo armato, di società e di
    economie di guerra.
    Bisogna portare subito l'Italia fuori dal sistema della guerra.

    Le grandi e pacifiche manifestazioni ad Edimburgo hanno ancora una volta
    mostrato la volontà di lottare per una giustizia globale: questa lotta è
    possibile e necessaria.

    E' possibile e necessario ritirare immediatamente le nostre truppe
    dall'Iraq, finirla con il riarmo, l'esportazione di armi e l'aumento delle
    spese militari, smantellare subito le basi militari straniere, ripulire il
    nostro territorio dalle armi nucleari e di distruzione di massa, avviare una
    politica estera di pace che obbedisca al dettato costituzionale: "L'Italia
    ripudia la guerra".

    E' possibile e necessario impegnarsi per la giustizia globale, ricercare la
    convivenza, combattere la discriminazione e il razzismo, mettere al bando
    l'islamofobia, chiudere i cosiddetti Centri di Permanenza Temporanea e
    accogliere i migranti.

    E' possibile e necessario affermare diritti, costruire giustizia sociale ed
    eguaglianza, innovare ed estendere la democrazia fondata sulla
    partecipazione.

    Le scelte del governo italiano, confermate dalle prime reazioni
    all'attentato di Londra, vanno nella direzione opposta. Il governo conferma
    la partecipazione alla guerra, alimenta l'intolleranza, aumenta la stretta
    contro gli immigrati, contro i musulmani, contro le lotte sociali. Annuncia
    il futuro ritiro di soli trecento soldati dall'Iraq ma si appresta a
    prendere il comando delle forze Nato in Afghanistan.

    Questa politica espone il nostro paese e noi tutti a gravi pericoli. Il
    Governo stesso annuncia che siamo un paese
    fortemente a rischio. Gioca la carta della paura per puntellare le sue
    scelte di guerra.

    Bisogna fermarli.

    E possiamo fermarli con la mobilitazione popolare che il nostro paese in
    tante occasioni è stata in grado di esprimere e che ha diffuso un'altra
    coscienza, un'altra cultura, l'urgenza di un'altra politica.

    C'è bisogno di una reale alternativa, non di unità nazionale con chi ci ha
    spinto sull'orlo del baratro.

    Invitiamo tutti e tutte a costruire insieme una grande campagna, fatta di
    iniziative, azioni, riflessione e dibattito perché la paura non produca
    rassegnazione, ma voglia di ribellarsi e di cambiare.

    LA SOLA SICUREZZA E' LA PACE
    diritti e convivenza, disarmo e giustizia globale
    Andate a lavorare che non si è mai visto un comunista che lavori decentemente...

  5. #5
    Hanno assassinato Calipari
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    le adesioni all'appello, sia individuali che di associaizoni possono essere mandate all'email adesioni@unmondodiverso.it
    ho aderito

 

 

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