| Mercoledì 20 Luglio 2005 - 12:27 | Siro Asinelli |

Mobilitazione permanente e senza scuse contro il terrorismo internazionale. Questa la ricetta del ministro degli Esteri Jack Straw britannico esposta alla riunione dei rappresentanti del Consiglio Ue svoltasi ieri a Bruxelles. “I tempi per le scuse fornite al terrorismo sono finiti: gli attacchi terroristi in Kenya, in Tanzania, in Indonesia, nello Yemen e questo week end in Turchia non hanno niente a che vedere con la guerra in Iraq”, ha sentenziato il braccio destro di Blair nella sua doppia veste di esecutore dell’aggressione all’Iraq e presidente di turno dei ministri degli esteri dell’Unione. Gli attentati di Londra hanno dato il via pretestuoso per l’ufficializzazione della ‘caccia alle streghe’ in stile atlantico, abbattendo il diritto dei popoli a combattere contro aggressioni ed occupazioni, come sancito dalle stesse Nazioni Unite e sino ad ora applicato soltanto in condizioni gradite a Washington.
I Paesi colpiti da attentati portati ad esempio da Straw per rilanciare la ‘Dottrina Monroe’ in salsa globalizzata rispecchierebbero una situazione di costante pericolo cui sarebbe sottoposto quello che lo stesso ministro britannico definisce “mondo civilizzato”. Una propaganda fumosa e contraddittoria attribuisce nel giro di poche ore la paternità dell’attentato in Turchia prima alla presunta ‘rete di al Qaida’, poi a cellule terroriste ‘islamiche’ non meglio definite, infine all’estremismo curdo. Una girandola di potenziali ‘nemici’ di questo “mondo civilizzato”, tutti plausibili e spendibili in termini di propaganda. La Turchia entra a pieno titolo nel novero dei Paesi “civilizzati” colpiti dalla spirale del terrore. La Turchia è l’alleato Nato militarmente più organizzato e preparato del Mediterraneo. La Turchia è la porta del Vicino Oriente e dell’Asia Centrale. La Turchia controlla e smista il flusso del petrolio che da lì proviene via terra. La Turchia controlla e regola l’afflusso di acqua verso la penisola arabica, la Siria, l’Iraq. La Turchia si appresta ad avviare i negoziati per un futurio ingresso in Unione il 3 ottobre prossimo. Un’integrazione particolarmente ben vista da Washington, Londra ed i loro supini alleati europei. L’ennesimo ‘Cavallo di Troia’ atlantico nel cuore del Vecchio Continente.
Il satrapo di Londra mette così in guardia l’opinione pubblica internazionale: “Questi Paesi non sostenevano la nostra azione in Iraq. È necessaria la responsabilità di tutto il mondo civilizzato per affrontare il terrorismo e non fornirgli alcuna giustificazione”. Mentre lo Yemen fa parte di quei Paesi che appoggiano qualsiasi linea ‘occidentale’ pur di piazzare i prpri barili di petrolio, la propganda sugli Stati africani lascia perplessi. Perché sono mesi che la ‘democrazia’ tenta un nuovo grande sbarco nel cuore dell’Africa utilizzando l’ipocrita passepartout della ‘cancellazione del debito’ - riservata ovviamente ai Paesi che dimostreranno di occupare lo spazio riservato ai ‘buoni’ nella lavagnetta atlantica - e costruendo a tavolino il mostro del Darfur. Barbara Contini è pronta da tempo per portare il Verbo nella regione.
Era prevedibile. Chiunque abbia premeditato, organizzato ed eseguito gli attentati in Gran Bretagna, doveva pur prevedere che quelle bombe avrebbero scatenato il Leviatano atlantico dandogli il ‘destro’ per l’ennesima chiamata alle armi. Per l’ennesimo ‘serriamo i ranghi’ attorno alla necessità di ‘esportare democrazia’. Il cerchio si è chiuso a Londra il 7 luglio scorso. Le leggi speciali entreranno presto in vigore, accolte dalle maggioranze e dalle opposizioni di questo bel ‘mondo civilizzato’, senza colpo ferire. Scattano le manette ai polsi degli indesiderabili: di religione islamica, potenziali terroristi. Da una parte si agita il vessillo dell’integrazione a tutti i costi, dall’altro si diffonde il virus dell’allarmismo. Nella sola Leeds Scotland Yard sta procedendo a decine di arresti. Il ministero degli Interni londinese precisa che si tratta di operazioni non legate ai recenti attentati. Eppure accade a Leeds, città già scossa dalle notizie. E monta la paura che nel tuo vicino di casa che parla un perfetto inglese madrelingua si nasconda in fondo un bieco terrorista.