ReMuNa: musei di Napoli in rete
Si chiama ReMuNa (“Museo Virtuale di Napoli : Rete dei Musei Napoletani“) ed è il nuovo sistema unitario di fruizione informatica del patrimonio artistico, culturale e museale della città di Napoli. Realizzato all’Istituto di Cibernetica “E.Caianiello“ del Cnr di Pozzuoli, verrà presentato ufficialmente giovedì prossimo all’Archivio di Stato. A fare un bilancio della ricerca e delle innovazioni tecnologiche che hanno fatto nascere ReMuNa è Mario Mango Furnari, responsabile scientifico del progetto.
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“Rappresentare e valorizzare l’esprit di Napoli. Questo in fondo è l’obiettivo di ReMuNa". Esordisce così Mario Mango Furnari, ricercatore all’Istituto di Cibernetica “E.Caianiello“ del Cnr di Pozzuoli e responsabile scientifico del progetto ReMuNa, Rete dei Musei Napoletani, di cui giovedì prossimo all’Archivio di Stato verranno presentati ufficialmente i risultati.
Proposto dal Comune di Napoli, finanziato dal ministero dell’Università e della Ricerca e realizzato all’Istituto “E.Caianiello’’ il progetto punta a mettere in rete "virtualmente" le realtà museali e dei beni culturali napoletane, in modo da consentire la fruizione del patrimonio culturale della città e dei suoi spazi artistici come un unico “museo aperto’’.
Un’idea che per altro a Napoli ha precise radici storiche e istituzionali, che risalgono alla creazione del Real Museo Borbonico e degli Istituti culturali connessi, fondati da Carlo III e Ferdinando I di Borbone. La sfida originale oggi è quella di attuare questa valorizzazione attraverso le più innovative tecnologie e forme di comunicazione informatiche. “Concretamente — racconta Mario Furnari - abbiamo fornito i diversi enti, musei, istituti culturali (sono diciotto, tra pubblici e privati, quelli che hanno inizilamente aderito all’iniziativa) di una piattaforma informatica condivisa. Questa è il frutto del lavoro di ricerca svolto all’Istituto Caianiello e consente a ciascun museo di organizzare in maniera semplice, rapida ed efficiente i documenti che vuole mettere in rete. D’altra parte fa sì che agli utenti sia possibile l’accesso al più completo ventaglio di informazioni e servizi concernenti le opere e gli eventi culturali di Napoli’’. In effetti accedendo al sito www.remuna.org chiunque potrà esplorare buona parte del patrimonio artistico culturale della città partenopea, visitando ad esempio le sale del Museo di Capodimonte e le collezioni del Museo Archeologico o sfogliando gli archivi documentali dell’Archivio di Stato come in una sorta di grande museo virtuale, ma non solo. L’utente stesso potrà scegliere percorsi attraverso i Beni Culturali della città seguendo chiavi di lettura originali e inedite, cronologiche, iconografiche, geografiche o basate, ad esempio, sulla materia, la tipologia o la tecnica esecutiva delle opere… Tutto ciò grazie al sistema informativo distribuito sul territorio, approntato dal gruppo di ricercatori di Pozzuoli, e alla piattaforma software condivisa tra i vari enti pensata nella prospettiva del Web Semantico, ovvero di rendere in grado il calcolatore di gestire autonomamente le informazioni in funzione del loro contenuto, creando ex-novo collegamenti e relazioni tra queste.
Questo ambiente si chiama Octapy ed è un prodotto informatico open source (è cioè libero l’accesso ai suoi codici sorgente) realizzato all’Istituto di Cibernetica proprio per rispondere alle esigenze poste da ReMuNa.
“Dal punto di vista del lavoro di ricerca e delle sue ricadute tecnologiche, in un certo senso abbiamo ribaltato il modo di procedere usuale - spiega Mango Furnari - In genere la ricerca procede autonomamente e successivamente cerca le possibili applicazioni dei risultati prodotti. In questo caso noi siamo partiti da una esigenza concreta e abbiamo intrapreso un progetto di ricerca sui problemi per così dire di base che quella esigenza poneva. Contemporaneamente però abbiamo adattato le soluzioni al prodotto tecnologico preciso che ci veniva richiesto, lavorando quindi parallelamente su due piani’’.
Mario Mango Furnari messinese di nascita, ma napoletano di adozione insegna al corso di laurea di Informatica della Federico II ed è responsabile di diversi progetti di ricerca all’Istituto Caianiello, tiene a farci almeno intravedere la complessità di un’impresa, che lo appassiona tanto. “Immaginate che tutto ciò ha coinvolto una trentina di persone, da dirigere e formare sul campo, con degli obiettivi da raggiungere in tempi prefissati dalle regole del finanziamento ministeriale, che ammonta a circa sei milioni di euro. E’ una situazione reale molto diversa da una simulazione in laboratorio’’.
Ma qual è in effetti l’esigenza a cui il progetto ha tentato di rispondere? Nasce dalla consapevolezza - ben descritta dal direttore regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici Stefano De Caro - “che qualsiasi attività di valorizzazione dei beni culturali passa attraverso un’azione che considera ogni bene culturale come parte di un complesso, il più ampio ed esteso possibile, e si deve preoccupare quindi dello studio e del recupero del contesto’’. Un altro aspetto cruciale di ReMuNa è stato infatti l’aver riunito intorno ad obiettivi comuni esperti di ambiti di studio molto distanti, tali da apparire addirittura antitetici. Questo in realtà ha significato e ha prodotto anche un approccio culturale innovativo, ad esempio all’uso del virtuale. “Abbiamo ridotto al minimo gli effetti per così dire spettacolari, che si possono produrre sul Web ed enfatizzato al massimo invece possibili relazioni e collegamenti tra gli elementi che ci venivano dati. Il virtuale nel nostro caso non si presenta affatto - continua Mango Furnari - come assenza o sostituzione del reale, ma al contrario come un suo potenziamento, come uno strumento per attuarne le potenzialità nascoste. Il nostro approccio alla tecnologia è stato quindi funzionale a un’esigenza culturale ben precisa’’. L’incontro tra questi due mondi certamente ha dischiuso molti problemi ineludibili per attuare un approccio realmente “multi’’ e “inter’’ disciplinare. “Ognuno nel suo settore si è trovato a dover giustificare scelte e idee che usualmente considera acquisite e dà per scontato. Noi ad esempio ci siamo accorti come molte tecnologie informatiche, che tutti usiamo quotidianamente, siano difficili da controllare integralmente da un punto di vista tecnico. Nascondono, infatti, una complessità e una quantità di operazioni effettive assolutamente incontrollabili. Un grande successo di ReMuNa è stato l’aver fatto sì, anche se dopo un faticoso processo, che le varie specificità divenissero un valore aggiunto e non fossero più delle barriere’’. Per chi l’ha vissuta in prima persona è stata sicuramente un’avventura scientifica e professionale appassionante anche se molto faticosa, che ora è a una tappa decisiva. Giovedì prossimo infatti all’Archivio di Stato verranno presentati i risultati di questi anni di lavoro e il vascello ReMuNa salperà ufficialmente. Il progetto partito nel 2000 si conclude, secondo le scadenze previste dal finanziamento ministeriale ed è tempo di bilanci.
“Mi piacerebbe riuscire a comunicare - dice Mango Furnari non senza un pizzico di ironia, la guida scientifica di questo vascello - che la conclusione di un progetto è sicuramente un punto di avanzamento, ma quasi mai un punto di arrivo. In Italia in genere i progetti istituzionali si concludono trionfalisticamente, per poi lasciarne cadere nel vuoto i risultati. In questo caso noi crediamo di aver raggiunto uno standard minimo rispetto a quello che si può fare, che certamente è un solido punto di partenza per andare avanti. Da qui non solo non si torna indietro, ma a noi piacerebbe anche continuare’’. Un prodotto che non sarà facilmente cancellato è lo straordinario apparato di infrastrutture informatiche di cui l’Istituto Caianiello si è dotato per gestire la complessità del sistema ReMuNa.
“Questo oggi rappresenta un grande patrimonio, che ci piacerebbe gestire come un vero e proprio laboratorio aperto - conclude Mango Furnari - ReMuNa è stato il nostro banco di prova. Se funziona significa che queste strutture sono in grado di gestire sistemi informatici distribuiti di analoga complessità e si apre quindi un vasto scenario di sperimentazioni e possibili differenti usi da parte di enti pubblici o aziende private’’.
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I protagonisti

Soggetto proponente
Comune di Napoli

Soggetto attuatore
Istituto di Cibernetica E. Caianiello, Cnr Pozzuoli Napoli

Partner soggetto attuatore
Dipartimento Educazione e Cultura del Comune di Napoli
Dipartimento Progettazione Urbana, Università Federico II di Napoli
Cosmofilm spa
Microgravity Advanced
Research and Support Center
Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Campania
Archivio di Stato di Napoli
Soprintendenza per i Beni Archeologici delle province di Napoli e Caserta
Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici di Napoli
Soprintendenza Speciale per il Polo Museale di Napoli

da www.denaro.it


www.remuna.org