COME NIENTE FOSSE, LA COSTITUZIONE UE PROSEGUE
di Maurizio Blondet
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Jean-Claude Junker insieme al presidente american George W. Bush
Che importa se Francia e Olanda hanno votato "no"?
Il Lussemburgo ha detto sì.
"La costituzione europea non è morta", ha esultato Jean-Claude Junker, premier
del granducato di Lussemburgo.
E gli eurocrati vanno avanti come se nulla fosse accaduto.
Loro avevano posto la regola: la Costituzione UE entrerà in vigore quando tutti
i 25 paesi l'avranno ratificata.
Ora, hanno cambiato la regola: basta la maggioranza dei Paesi.
E con Lussemburgo, Malta e Cipro che hanno detto sì, sono ormai 13 Stati su 25
ad averla approvata.
I più senza referendum, per decreto del governo.
Che importa?
Questa è da sempre la "legalità" massonico-eurocratica.
Barroso, il presidente della Commissione, l'ha detto chiaro.
Il "sì" di grandi potenze come Malta e Lussemburgo rappresenta "un forte segnale
che la maggioranza degli Stati membri ritiene la costituzione adeguata alle
proprie aspettative".
Sicchè l'europarlamento ha messo in piedi una commissione che studierà come
procedere all'applicazione della costituzione, lo voglia o no l'elettorato.
Daniel Hannan, eurodeputato inglese conservatore, ha fatto un elenco delle
istituzioni che non dovrebbero esistere senza la costituzione che le autorizzi,
ma che invece esistono da tempo o sono in via di creazione.
Eccone uno stralcio:
- il codice penale europeo;
- la politica europea sul diritto di asilo;
- l'Agenzia delle frontiere esterne;
- il "Centro di controllo del razzismo e della xenofobia": ossia la polizia del
pensiero fortemente voluta dalla lobby ebraica per gettare in galera chiunque
critichi Israele come "antisemita". Piccolo particolare, il Centro è stato
ribattezzato. Ora ha un nome eufemistico alla Orwell: "Agenzia dei diritti
fondamentali". Il primo diritto fondamentale, la libertà di pensiero, opinione
ed espressione, è appunto quello per sopprimere i quali l'Agenzia è stata
creata;
- l'ufficio del Procuratore europeo: braccio armato dell'Agenzia suddetta;
- il corpo diplomatico europeo, che nel gergo eurocratico si chiama "Servizio
europeo per l'azione estera";
- la Carta dei diritti fondamentali (quei diritti di cui l'UE ci sta a poco a
poco spogliando).
- Puro Orwell, "1984".
Si ripeta per bene: tutte queste cose non dovrebbero essere fatte, perché è una
Costituzione europea che dovrebbe autorizzarle, e la Costituzione è stata
bocciata.
Daniel Hannan racconta che ogni volta, quando si vede presentare per
l'approvazione un pezzo o l'altro di questa creazione di istituti, chiede: "in
quale punto dei 9 trattati in vigore c'è scritto che possiamo farlo?".
La risposta che riceve è invariabile: "e dov'è scritto che non possiamo farlo?".
L'UE ha sempre proceduto così fin dalla sua nascita: prima ha esteso il suo
potere a questa e a quell'area di competenza degli Stati, poi – anche dopo anni
– si è data un trattato che legalizzava a posteriori il furto di sovranità.
Ovviamente, sempre facendo a meno del voto dell'elettorato.
Con accordi fra grembiulini e squadre e compassi transnazionali.
Non a caso il sullodato Juncker, premier di un Paese che ha più banche (e logge)
che abitanti, sostiene ora con massonica improntitudine: "i francesi non hanno
veramente votato 'no' alla costituzione. Hanno votato no a Chirac. O alla
Turchia".
Già: lorsignori sanno meglio di noi che cosa pensiamo noi.
Ma ce li meritiamo.
L'Eurocrazia e la sua eurobanca, con la sua politica dell'euro forte, hanno
provocato in Europa la disoccupazione di 67 milioni di europei.
Se il Continente non fosse quella regione di vecchi intimoriti che è, se fosse
quella che era nel 1920 o 1930, una tale disoccupazione avrebbe già innescato
moti rivoluzionari, già ci sarebbero dei Lenin e degli Hitler al potere.
Noi siamo qui, tranquilli come pecore, docili come agnelli.
O come in un ospizio di Alzheimer, in attesa catatonica che l'UE ci cambi il
pannolone.
di Maurizio Blondet




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