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  1. #1
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    Predefinito Un discorso sull' immigrazione che potrebbe non piacere...

    Questo potrebbe essere una "visione" sull' immigrazione che non potrebbe piacere a molti (qui) ma che deve essere presa in considerazione se veramente si vuole arrivare al quid del problema.
    Da oltre 3 anni assisto quotidianamente al flusso immigratorio di salvadoregni verso gli USA. L' anno scorso coloro che hanno tentato "l' avventura" son stati circa 270 mila, ovvero piú di 20 mila persone al mese. Ricordo che il "viaggio della morte" come lo chiamano non riesce a dissuadere praticamente nessuno nonostante i rischi siano altissimi: ti derubano i delinquenti, le bande organizzate, ti squartano spesso o mozzano la testa (sancire il loro potere davanti a gruppi rivali), ti derubano, picchiano e stuprano le polizie di Guatemala e Messico. Se arrivi al confine USA devi evitare le pallottole della polizia di frontiera e oggi dei chiamati Minuteman. Eppure, nonostante questa lunga scia di sangue, continuano a emigrare. I rimpatriati? Un 45% che poi ci riprovano, ci riprovano e ci riprovano ancora.

    Tutti i partiti antiimmigrazione (tra i quali la Lega) propongono che i paesi sfortunati vengano aiutati a casa loro, che venga impiantata una cooperazione internazionale in grado di produrre sopratutto posti di lavoro nei luoghi da dove essi provengono. Gli Stessi USA a parole dicono essere tra massimi alfieri di questa proposta: sviluppare le risorse dei loro paesi affinché l' emigrazione non debba essere una scelta obbligata.
    Ma restando nel caso Latinoamericano guardiamo bene qual'é la politica dello sviluppo proposta, apoggiata e finanziata. E uso il caso che meglio conosco: El Salvador.
    É uno dei pochi paesi che appoggiano gli USA nella guerra in Irak, all' Onu quando ci son da votare vaccate o far discorsi sciovinisti che gli USA appoggiano ma si vergognano un po' a fare mandano avanti un cagnolino salvadoregno.
    Nonostante questo il rapporto di sudditanza non produce alcun effetto benefico: negli ultimi 3 anni gli USa non han investito qui neppure un dollaro. Il poco che han spedito, in forma informale, sono imprese tipo terronia (durano un anno e poi spariscono) dove non si rispettano nessuno dei diritto né del lavoro né umano. Il governo, emanazione dei voleri di Washington, permette anzi difende la situazione adducendo che "almeno son posti di lavoro". La finanziaria di quest' anno, su pressioni americane, ha ovuto tagliare tutti i costi sociali e quelli volti alla creazione di posti di lavoro perché: lo che deve importare al governo salvadoregno é pagare il debito con loro; deve privatizzare il privatizzare il privatizzabile compresi i servizi fondamentali dando agli americani la "prelazione" (sottobanco); i costi sociali vanno aboliti perché i poveri, la stragrande parte, non puó pagare quindi loro rischiano che non si adempia al appianamento dei prestiti. Inoltre il 80% degli appalti pubblici li vincono imprese estere (quasi tutte americane) che non danno lavoro a gente del posto perché o se la portano dai vicini states o la tecnologia di cui dispongono gli basta e avanza. Ma é perché le imprese nazionali danno garanzie minori di efficienza o scarsi risultati? No, perché Washington appoggia partiti e governi che continuino a produrre ricchezza per loro, non per i paesi che governano. E mi fermo qui per ora.

    Ora come si pensa di fermare o controllare l' immigrazione quando queste sono le politiche di sviluppo che le "nazioni ricche" creano nei paesi in via di sviluppo.
    Che gliene frega all' Europa? I Latinoamericani son centinaia di milioni e piú prolifici degli africani: presto gli USA sbarreranno le proprie (giá si stanno preparando, sempre con maggior veemenza) frontiere e quindi dove credete che si riverseranno?

    Ed inoltre noi europei passeremo due volte per scemi: ci beccheremmo una immigrazione che dovrebbe finire nelle braccia della Land Of Free (visto che su tale miseria ci mangia e abbondantemente) e lasciando tutti i vantaggi agli USA stessi: meno stranieri e lo sfruttamento dei loro paesi.


    Paolo

  2. #2
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    Credo che le misure di repressione alla immigrazione verso l'Europa o gli USA dovrebbero essere proporzionali agli aiuti REALI che si danno a quei paesi.
    Il Veneto in questo senso, rappresenta un caso da manuale perché l'export di imprenditorialità non è secondo a nessuno.
    Ragion per cui reputo che NOI VENETI, abbiano già dato anche sotto l'aspetto solidaristico nel portare lavoro là dove non c'é e che questo, ci autorizza a dire senza senza patemi d'animo che non possiamo accettare altri immigrati.

  3. #3
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    In origine postato da Maxadhego
    Credo che le misure di repressione alla immigrazione verso l'Europa o gli USA dovrebbero essere proporzionali agli aiuti REALI che si danno a quei paesi.
    Il Veneto in questo senso, rappresenta un caso da manuale perché l'export di imprenditorialità non è secondo a nessuno.
    Ragion per cui reputo che NOI VENETI, abbiano già dato anche sotto l'aspetto solidaristico nel portare lavoro là dove non c'é e che questo, ci autorizza a dire senza senza patemi d'animo che non possiamo accettare altri immigrati.
    Senza dubbio.Ma il mio discorso voleva mettere l' accento su come la prima potenza mondiale finge aiutare gli altri e dopo averli usati come ingranaggi solamente per i propri interessi li trasforma in massa che emigra e che ben presto emigrerá anche in Europa. E noi come al solito, come sempre, nonostante mille discorsi finiremo per acettare tutto e tutti. Pagando una volta in piú gli errori (che non son errori, ma sfruttamento pro domo sua) degli altri (USA).

    Paolo

  4. #4
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    In origine postato da Wotan
    Senza dubbio.Ma il mio discorso voleva mettere l' accento su come la prima potenza mondiale finge aiutare gli altri e dopo averli usati come ingranaggi solamente per i propri interessi li trasforma in massa che emigra e che ben presto emigrerá anche in Europa. E noi come al solito, come sempre, nonostante mille discorsi finiremo per acettare tutto e tutti. Pagando una volta in piú gli errori (che non son errori, ma sfruttamento pro domo sua) degli altri (USA).

    Paolo
    Concordo pienamente con quanto hai scritto.
    Mi auguro che il vecchio continente si accorga in tempo dei pericoli derivanti da una supina accettazione di quanto imposto dagli USA.
    Questo è un compito che spetta a tutti coloro che si mostrano ancora fieri e orgogliosi del nostri preziosi retaggi culturali, religiosi e spirituali.

 

 

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