Sarà un caso, ma dopo questo colpo inferto dal terrorismo islamico(?) gli USA hanno messo le loro zampe su:
Afghanistan
Iraq
Kirghizistan
Uzbekistan
Tagikistan
Georgia
Azerbaijan
Ucraina
Libano
Mica male come risultato...![]()
Sarà un caso, ma dopo questo colpo inferto dal terrorismo islamico(?) gli USA hanno messo le loro zampe su:
Afghanistan
Iraq
Kirghizistan
Uzbekistan
Tagikistan
Georgia
Azerbaijan
Ucraina
Libano
Mica male come risultato...![]()


Ma in nessuno di questi posti hanno una situazione stabile. Metti che l'onda torni indietro di colpo, come la gestiscono? Manco in casa sanno cavarsela...
Che si trovino in una situazione non proprio tranquilla è un effetto collaterale non avevano calcolato (cazzi loro).Originally posted by yurj
Ma in nessuno di questi posti hanno una situazione stabile. Metti che l'onda torni indietro di colpo, come la gestiscono? Manco in casa sanno cavarsela...
Io registro solo che grazie all'11.9, gli USA hanno potuto mettere le loro zampe, militarmente e/o politicamente su numerosi stati geo-strategicamente importantissimi.


Ahah, viva il Libano filoccidentale, abbasso i NazionalSocialisti, ve rode eh![]()
LIBANO
Libano: la Rice “snobba” la Siria
Per la prima volta un rappresentante americano non abbina la visita di Stato a Beirut con quella a Damasco.
Beirut (AsiaNews) – Per la prima volta un rappresentante del governo americano si è recato in visita in Libano senza passare dalla Siria. Numerose testate in lingua araba hanno rilevato il fatto che Condoleeza Rice, segretario di Stato Usa, si è recata a Beirut per una visita lampo, arrivando da Gerusalemme invece che da Damasco, senza recarsi nella capitale siriana nemmeno prima della partenza. La Rice è rimasta in Libano per sole 7 ore, il 22 luglio, per portare il sostegno americano al primo governo libero dalla presenza siriana. La Siria, un tempo partner importante degli Usa, è entrata nella lista nera di Washington dal 2003, da quando Damasco, con l’inizio della Seconda Guerra del Golfo, ha manifestato la sua paura di un dominio americano in tutta l’area. Per questo, il ritiro delle forze siriane dal Libano lo scorso aprile è anche il risultato delle pressioni americane successive all’uccisione dell’ex premier libanese, Rafiq Hariri. La Rice ha incontrato, durante la sua visita, il presidente libanese, Emile Lahoud, il presidente della Camera dei Deputati, Nabih Berri, il primo ministro, Fouad Siniora, il generale Michel Aoun e Saad Hariri. Al centro dell’agenda, la richiesta di applicazione della risoluzione Onu 1559 sul disarmo di Hezbollah, i cui rappresentanti al governo di Beirut non sono stati incontrati dalla Rice (la forza politica è iscritta nel registro americano delle organizzazioni terroristiche). Da Beirut, la Rice ha chiesto alla Siria di ritirare gli agenti segreti dal Libano e di rimuovere i blocchi alla frontiera, dove la situazione è “molto grave”. “Sta ai libanesi prendere in mano la situazione”, ha affermato il segretario di Stato americano. “Gli Stati Uniti sono in prima fila nel sostenere quella che per il popolo del Libano è una grande opportunità per il futuro. Sono qui per sostenere il nuovo Libano. Un Libano democratico e libero da influenze straniere”, ha aggiunto la Rice. Alcuni giornali di Beirut hanno criticato il suo incontro con Lahoud, per i legami di quest’ultimo con Damasco: il suo mandato presidenziale è stato esteso per 3 anni sulla base di un emendamento costituzionale sostenuto dalla Siria lo scorso autunno.
Nella notte fra venerdì e sabato, dopo la partenza del segretario di Stato, è esplosa una bomba nella zona dei locali notturni di Beirut, in rue Monnot, ferendo 12 persone, per la maggior parte abitanti del vecchio fabbricato di Massabny. La carica di circa 25 kg, sistemata in un’Opel blu, è esplosa presso il campus dell’Università San Giuseppe. Lo stesso sistema è stato utilizzato per altri attentati negli ultimi mesi, nelle vie Kaslik, Broumana, Nuova Jdeieh e Sid El Bouchrieh. Il premier Fouad Siniora, si è recato sul luogo dell’attentato. Verso mezzanotte la strada era completamente deserta e una parte della strada che porta all’Università San Giuseppe, tenuta dai gesuiti, è stata bloccata per le indagini. (YH)
http://www.asianews.it
Tiger, smettila di abbaiare. Rispondi al thread se ti riesce.![]()


Non ho mai sentito una tigre abbaiareOriginally posted by Totila
Tiger, smettila di abbaiare. Rispondi al thread se ti riesce.![]()
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Bè comunque quello che hai riportato è vero con l'eccezione del Libano, dove gli Americani non metteranno mai piede; ovviamente il discorso che faccio da sempre, chiaro che se non si è che le forze radicali antioccidentali come i Baatisti, alla fine finisci per ritrovarti con una politica filoUSA, meglio questo però che tante altri percorsi che certi paesi possono scegliersi, vedi il caso Vietnam, Corea del Nord, Egitto ecc ecc...


assolutamente vero. il problema è che non si vogliono fermare qui.Originally posted by Totila
Sarà un caso, ma dopo questo colpo inferto dal terrorismo islamico(?) gli USA hanno messo le loro zampe su:
Afghanistan
Iraq
Kirghizistan
Uzbekistan
Tagikistan
Georgia
Azerbaijan
Ucraina
Libano
Mica male come risultato...![]()
Siria
Iran
sono i prossimi "stati canaglia".
così fanno anche un favore ai compari sionisti...
Poi sarà la volta di quegli stati che non osano definire canaglia: Russia e Cina.Originally posted by kenshin
assolutamente vero. il problema è che non si vogliono fermare qui.
Siria
Iran
sono i prossimi "stati canaglia".
così fanno anche un favore ai compari sionisti...
Così il vecchio sogno dell' Angloamerica esplicitato nei libri di H.J. McKinder, la conquista dell'Hertland, si compirà.
Ma questo gli "americani" del forum non lo sanno...![]()
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