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    Per non lottare ci saranno sempre moltissimi pretesti in ogni circostanza, ma mai in ogni circostanza e in ogni epoca si potrà avere la libertà senza la lotta!
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    Predefinito Il massimo Genio italico: Pisanu, apriamo all'islam moderato

    l ministro dell'Interno: l'organismo permetterà il dialogo con i musulmani moderati
    "Le forze dell'ordine, la difesa e la protezione civile sono all'altezza del compito"
    Pisanu: "La repressione non basta
    subito la Consulta islamica"
    "Noi stiamo in guardia, ma il terrorismo può colpire"
    di LUIGI CONTU


    Giuseppe Pisanu, ministro dell'Interno

    ROMA - "L'Europa deve saper tendere la mano al mondo islamico moderato evitando ad ogni costo di rinchiudersi in se stessa, negando accoglienza a chi vuole venire in pace e nel rispetto delle regole alla ricerca di un futuro migliore." Gli attentati di Londra e Sharm El Sheik non hanno fatto cambiare idea al ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, da sempre assertore di una linea di dialogo tra Occidente e Islam. Anzi. Pisanu mette in guardia dai rischi che comporterebbe il prevalere di una politica di repressione indiscriminata e xenofoba capace di portare altri argomenti alla propaganda terroristica che invece perde consenso anche tra gli immigrati che vivono nelle nostre città. E proprio nella convinzione che insieme cristiani e musulmani possono sconfiggere il terrorismo il ministro annuncia a Repubblica che nei prossimi giorni nascerà al Viminale la Consulta islamica, un organismo consultivo pensato proprio per far dialogare lo stato con la comunita islamica nazionale.

    Ministro Pisanu, subito dopo l'attacco di Londra intellettuali e politici occidentali hanno sostenuto che una risposta ai terroristi deve essere quella di non modificare il sistema di libertà civili conquistate nei secoli e di difendere anche le piccole abitudini di tutti i giorni. I massacri londinesi e di Sharm el Sheik fanno però sembrare questo ragionamento lontano dalla realtà. La gente ha paura di prendere la metropolitana, ormai non solo a Londra. Molti in Italia rinunciano alla vacanza in Egitto. Per restare se stesso, l'Occidente è costretto a cambiare?

    "No, deve semmai consolidare queste libertà e queste abitudini. E ciò proprio per rispondere più efficacemente all'attacco dei terroristi. Tenga presente che si tratta di gruppi oltremodo aggressivi, sparsi in gran parte del mondo, ma assolutamente minoritari e privi di una organizzazione gerarchicamente costruita. Hanno perduto l'Afghanistan, che era il loro Stato base, hanno subito colpi durissimi e ora stanno perdendo rapidamente gran parte del consenso di cui godevano nel mondo islamico e presso gli immigrati in Occidente. Sono destinati alla sconfitta. Conservano, però, una grande aggressività, un forte potere destabilizzante e colpiranno ancora per diversi anni. Ma otterranno risultati politici rilevanti soltanto se l'Europa, allontanandosi dai suoi valori, lascerà spazio alla repressione indiscriminata, al razzismo e all'islamofobia".

    La nostra inquietudine però cresce. Ci sentiamo sempre più insicuri a casa nostra. Dobbiamo abituarci all'idea di vivere in una realtà all'israeliana con la paura di imbatterci in un kamikaze mentre prendiamo l'autobus per andare in ufficio o al cinema?

    "Il paragone mi sembra esorbitante, perché Israele vive in un vero e proprio stato di guerra"

    Ma l'emergenza terrorismo implica anche un restringimento degli spazi di libertà.

    "Certo, più sicurezza vuol dire anche meno privacy e disciplina più severa delle nostre libertà. Ricordiamoci, comunque, che la sicurezza è l'espressione concreta di una libertà fondamentale: la libertà dalla paura"

    Dopo molte polemiche il governo ha approvato il pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza in Italia. Si sente di tranquillizzare i cittadini italiani che il massimo è stato veramente fatto?

    "L'esempio di Londra, che è ancora oggi una delle città meglio protette del mondo, non consente affermazioni baldanzose. Comunque con l'adozione di queste misure abbiamo accresciuto l'efficienza del sistema antiterrorismo costruito dopo l'11 settembre e via via potenziato dopo le tragedie di Nassiriya e Londra. Resta il fatto che nessuna città, nessun luogo al mondo può considerarsi al riparo dalla minaccia terroristica"

    Roma è indicata dagli esperti come un possibile obiettivo del terrorismo islamico. Può confermare questa analisi? E può indicare quali sono ad avviso del governo gli obiettivi sensibili in Italia?

    "Si può sostenere anche il contrario. Perché, a parte la grande considerazione politica di cui gode il Santo Padre, Roma, sede di una delle tre "religioni del libro", appare agli occhi di molti musulmani come una città santa e intoccabile. Ma non facciamoci illusioni. In realtà il terrorismo può colpire diverse città italiane e gli obiettivi più disparati, compresi i cosiddetti soft target. I simboli e le coincidenze sono importanti, però contano di più le possibilità di riuscita dell'attentato. Insomma, si colpisce nel luogo e nel momento più propizio all'attacco"

    C'è qualcosa che possono fare direttamente i cittadini italiani nella lotta al terrorismo? Sono a suo avviso sufficientemente preparati ad affrontare emergenze tipo quelle londinesi?

    "Un sondaggio recente lascia intendere che sono preparati al peggio, anche se, come è giusto, pretendono che si faccia tutto il possibile per evitarlo. Le forze dell'ordine, quelle della difesa e della protezione civile sono all'altezza del compito. Agli italiani chiederei di essere più collaborativi, specialmente nel segnalare persone e situazioni sospette"

    Si sente di escludere che la nostra presenza in Iraq ci collochi tra i paesi a rischio attentati?

    "Non posso escluderlo a priori. Osservo però che l'Egitto non ha mandato soldati in Iraq, eppure è stato colpito ripetutamente prima e dopo quella guerra. No, mi creda, l'Iraq come l'Afghanistan o il conflitto israelo-palestinese sono soltanto pretesti politici di grande impatto propagandistico, ma non sono cause scatenanti del terrorismo di matrice islamica".

    C'è qualche misura che ancora non è stato possibile adottare e che vorrebbe vedere approvata per rafforzare la lotta al terrorismo? La superprocura può essere un ulteriore risposta?

    "L'idea della superprocura circola da qualche anno e recentemente ha dato luogo anche a proposte parlamentari che appaiono tanto autorevoli quanto difficili da comporre in un disegno unitario. Penso, in particolare, a quelle avanzate dai democratici di sinistra e dal Presidente emerito della repubblica Francesco Cossiga. Le resistenze di cui lei parla si spiegano con la complessità della materia e la delicatezza dei ruoli in gioco, dalla magistratura alle forze dell'ordine".

    Nei giorni successivi al massacro di Londra lei è stato protagonista di un braccio di ferro con la Lega e con il ministro Castelli, sembrando più in sintonia con le opposizioni. Oggi Castelli canta vittoria per l'introduzione del prelievo della saliva. Non crede che alcune forze strumentalizzino quanto sta accadendo nel mondo per alimentare anche da noi paure irrazionali contro gli stranieri ?

    "In fatto di sicurezza e specialmente di lotta al terrorismo, io ho sempre tenuto alta la mira su un obiettivo fondamentale: quello di realizzare la più larga concordia possibile tra governo e Parlamento, tra cittadini e forze dell'ordine. Finora credo di esserci riuscito, senza menarne vanto. E continuerò a farlo. Sono infatti convinto che, oggi come non mai, in un Paese afflitto da questo bipolarismo immaturo, il Viminale abbia bisogno di un ministro di garanzia, non di un ministro di polizia. Per il resto porto pazienza, ben sapendo che "ogni aiuola dà i fiori che può dare".

    Lei è stato fautore del dialogo interreligioso. Gli attentati londinesi compiuti da cittadini britannici riportano i riflettori sulle comunità islamiche. Qual è il suo giudizio sull'Islam italiano? Sono motivate le preoccupazioni di alcuni media, che Lega e settori di An cavalcano in chiave xenofoba? Ci sono controlli sufficienti?

    "Mi lasci fare una premessa indispensabile. La battaglia al fondamentalismo islamico si combatte e si vince a due mani: una armata contro i terroristi e l'altra tesa cordialmente verso i musulmani moderati. Finora l'Europa si è preoccupata molto della prima mano e poco della seconda, con le conseguenze che tutti vediamo. E non mi riferisco soltanto alle atrocità del terrorismo, ma anche agli effetti dannosi (emarginazione sociale, isolamento culturale ed esasperazione politica) di una immigrazione islamica più subita che governata. Per questo sostengo il dialogo interreligioso, guardando all'integrazione senza assimilazione degli immigrati islamici e, contemporaneamente, alla pacifica convivenza del mondo islamico e di quello cristiano, specialmente nell'area mediterranea. Come confermano Londra e Sharm el Sheik, il terrorismo colpisce indiscriminatamente l'uno e l'altro. E' tempo che cristiani e islamici, egualmente minacciati, si uniscano per isolare e battere il nemico comune".

    Non le sembra che proprio in Italia la seconda mano sia stata meno attiva che in altre parti d'Europa?

    "Se si riferisce ai paesi di più antica immigrazione, come il Regno Unito e la Francia, ha certamente ragione. Debbo dirle però che in questi ultimi tre anni abbiamo fatto molto, all'interno e all'estero (Fini si sta muovendo benissimo), per tessere una fitta rete di rapporti amichevoli e per favorire la nascita di un "Islam italiano": e cioè, di una comunità di immigrati regolari salvaguardata nella propria identità, ma rispettosa dei nostri valori e delle nostre leggi. Grazie a questo lavoro oggi conosciamo bene la realtà variegata delle moschee, dei centri culturali, delle scuole coraniche e di altri luoghi di aggregazione; e siamo sempre più capaci di individuare le insidie che ci nascondono e le opportunità che ci offrono. Abbiamo acquisito strumenti adeguati per fronteggiare questa situazione."

    Dia qualche esempio concreto...

    "Non posso certo parlarle delle attività di intelligence e di altre forme riservate di prevenzione. Le ricordo, invece, le iniziative promosse dalle prefetture per il dialogo interreligioso e per la tutela dell'immigrazione regolare. E le annuncio la nascita, fra pochi giorni, della consulta islamica presso il ministero dell'Interno: un passo difficile e promettente per cominciare a dare consistenza e voce all'Islam italiano".

    Punto centrale del confronto e del dialogo è il trattamento riservato agli immigrati. Le misure che il governo sta per approvare non rischiano di accanirsi sui clandestini che arrivano con la speranza di trovare un lavoro e non con l'obiettivo di partecipare alla guerra santa jihadista? Non stiamo andando proprio nella direzione auspicata dalle forze xenofobe?

    "Questo rischio sarà evitato se continueremo a rispettare scrupolosamente le leggi e le convenzioni internazionali".

    Il presidente Ciampi chiede il mantenimento degli accordi di Schengen. Ma in Europa il dibattito è aperto e in Italia la Lega insiste per una sospensione del trattato. Ci attende un'Europa chiusa in se stessa, con le frontiere sigillate e la paura di viaggiare?

    "Il presidente Ciampi ha ragione da vendere. Le ricordo, peraltro, che gli accordi di Schengen sono stati sospesi temporaneamente più volte e per ragioni diverse in diversi Paesi d'Europa, mai per terrorismo. Con questa motivazione lo ha fatto solo la Francia e solo per la durata di un mese. L'Europa, invece, deve proteggere meglio le sue frontiere esterne perché i terroristi o sono già nel suo territorio (e si muovono all'interno con documenti passabili) o vengono da fuori. La chiusura delle frontiere interne, dunque, non servirebbe a contrastare il terrorismo e limiterebbe inutilmente quella "libertà di andare e venire" che il Trattato di Westfalia consegnò alla storia d'Europa".

    (25 luglio 2005)

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: Il massimo Genio italico: Pisanu, apriamo all'islam moderato

    In origine postato da Nanths
    l ministro dell'Interno: l'organismo permetterà il dialogo con i musulmani moderati
    "Le forze dell'ordine, la difesa e la protezione civile sono all'altezza del compito"
    Pisanu: "La repressione non basta
    subito la Consulta islamica"
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    di LUIGI CONTU


    Giuseppe Pisanu, ministro dell'Interno

    ROMA - "L'Europa deve saper tendere la mano al mondo islamico moderato evitando ad ogni costo di rinchiudersi in se stessa, negando accoglienza a chi vuole venire in pace e nel rispetto delle regole alla ricerca di un futuro migliore." Gli attentati di Londra e Sharm El Sheik non hanno fatto cambiare idea al ministro dell'Interno Giuseppe Pisanu, da sempre assertore di una linea di dialogo tra Occidente e Islam. Anzi. Pisanu mette in guardia dai rischi che comporterebbe il prevalere di una politica di repressione indiscriminata e xenofoba capace di portare altri argomenti alla propaganda terroristica che invece perde consenso anche tra gli immigrati che vivono nelle nostre città. E proprio nella convinzione che insieme cristiani e musulmani possono sconfiggere il terrorismo il ministro annuncia a Repubblica che nei prossimi giorni nascerà al Viminale la Consulta islamica, un organismo consultivo pensato proprio per far dialogare lo stato con la comunita islamica nazionale.

    Ministro Pisanu, subito dopo l'attacco di Londra intellettuali e politici occidentali hanno sostenuto che una risposta ai terroristi deve essere quella di non modificare il sistema di libertà civili conquistate nei secoli e di difendere anche le piccole abitudini di tutti i giorni. I massacri londinesi e di Sharm el Sheik fanno però sembrare questo ragionamento lontano dalla realtà. La gente ha paura di prendere la metropolitana, ormai non solo a Londra. Molti in Italia rinunciano alla vacanza in Egitto. Per restare se stesso, l'Occidente è costretto a cambiare?

    "No, deve semmai consolidare queste libertà e queste abitudini. E ciò proprio per rispondere più efficacemente all'attacco dei terroristi. Tenga presente che si tratta di gruppi oltremodo aggressivi, sparsi in gran parte del mondo, ma assolutamente minoritari e privi di una organizzazione gerarchicamente costruita. Hanno perduto l'Afghanistan, che era il loro Stato base, hanno subito colpi durissimi e ora stanno perdendo rapidamente gran parte del consenso di cui godevano nel mondo islamico e presso gli immigrati in Occidente. Sono destinati alla sconfitta. Conservano, però, una grande aggressività, un forte potere destabilizzante e colpiranno ancora per diversi anni. Ma otterranno risultati politici rilevanti soltanto se l'Europa, allontanandosi dai suoi valori, lascerà spazio alla repressione indiscriminata, al razzismo e all'islamofobia".

    La nostra inquietudine però cresce. Ci sentiamo sempre più insicuri a casa nostra. Dobbiamo abituarci all'idea di vivere in una realtà all'israeliana con la paura di imbatterci in un kamikaze mentre prendiamo l'autobus per andare in ufficio o al cinema?

    "Il paragone mi sembra esorbitante, perché Israele vive in un vero e proprio stato di guerra"

    Ma l'emergenza terrorismo implica anche un restringimento degli spazi di libertà.

    "Certo, più sicurezza vuol dire anche meno privacy e disciplina più severa delle nostre libertà. Ricordiamoci, comunque, che la sicurezza è l'espressione concreta di una libertà fondamentale: la libertà dalla paura"

    Dopo molte polemiche il governo ha approvato il pacchetto di misure per rafforzare la sicurezza in Italia. Si sente di tranquillizzare i cittadini italiani che il massimo è stato veramente fatto?

    "L'esempio di Londra, che è ancora oggi una delle città meglio protette del mondo, non consente affermazioni baldanzose. Comunque con l'adozione di queste misure abbiamo accresciuto l'efficienza del sistema antiterrorismo costruito dopo l'11 settembre e via via potenziato dopo le tragedie di Nassiriya e Londra. Resta il fatto che nessuna città, nessun luogo al mondo può considerarsi al riparo dalla minaccia terroristica"

    Roma è indicata dagli esperti come un possibile obiettivo del terrorismo islamico. Può confermare questa analisi? E può indicare quali sono ad avviso del governo gli obiettivi sensibili in Italia?

    "Si può sostenere anche il contrario. Perché, a parte la grande considerazione politica di cui gode il Santo Padre, Roma, sede di una delle tre "religioni del libro", appare agli occhi di molti musulmani come una città santa e intoccabile. Ma non facciamoci illusioni. In realtà il terrorismo può colpire diverse città italiane e gli obiettivi più disparati, compresi i cosiddetti soft target. I simboli e le coincidenze sono importanti, però contano di più le possibilità di riuscita dell'attentato. Insomma, si colpisce nel luogo e nel momento più propizio all'attacco"

    C'è qualcosa che possono fare direttamente i cittadini italiani nella lotta al terrorismo? Sono a suo avviso sufficientemente preparati ad affrontare emergenze tipo quelle londinesi?

    "Un sondaggio recente lascia intendere che sono preparati al peggio, anche se, come è giusto, pretendono che si faccia tutto il possibile per evitarlo. Le forze dell'ordine, quelle della difesa e della protezione civile sono all'altezza del compito. Agli italiani chiederei di essere più collaborativi, specialmente nel segnalare persone e situazioni sospette"

    Si sente di escludere che la nostra presenza in Iraq ci collochi tra i paesi a rischio attentati?

    "Non posso escluderlo a priori. Osservo però che l'Egitto non ha mandato soldati in Iraq, eppure è stato colpito ripetutamente prima e dopo quella guerra. No, mi creda, l'Iraq come l'Afghanistan o il conflitto israelo-palestinese sono soltanto pretesti politici di grande impatto propagandistico, ma non sono cause scatenanti del terrorismo di matrice islamica".

    C'è qualche misura che ancora non è stato possibile adottare e che vorrebbe vedere approvata per rafforzare la lotta al terrorismo? La superprocura può essere un ulteriore risposta?

    "L'idea della superprocura circola da qualche anno e recentemente ha dato luogo anche a proposte parlamentari che appaiono tanto autorevoli quanto difficili da comporre in un disegno unitario. Penso, in particolare, a quelle avanzate dai democratici di sinistra e dal Presidente emerito della repubblica Francesco Cossiga. Le resistenze di cui lei parla si spiegano con la complessità della materia e la delicatezza dei ruoli in gioco, dalla magistratura alle forze dell'ordine".

    Nei giorni successivi al massacro di Londra lei è stato protagonista di un braccio di ferro con la Lega e con il ministro Castelli, sembrando più in sintonia con le opposizioni. Oggi Castelli canta vittoria per l'introduzione del prelievo della saliva. Non crede che alcune forze strumentalizzino quanto sta accadendo nel mondo per alimentare anche da noi paure irrazionali contro gli stranieri ?

    "In fatto di sicurezza e specialmente di lotta al terrorismo, io ho sempre tenuto alta la mira su un obiettivo fondamentale: quello di realizzare la più larga concordia possibile tra governo e Parlamento, tra cittadini e forze dell'ordine. Finora credo di esserci riuscito, senza menarne vanto. E continuerò a farlo. Sono infatti convinto che, oggi come non mai, in un Paese afflitto da questo bipolarismo immaturo, il Viminale abbia bisogno di un ministro di garanzia, non di un ministro di polizia. Per il resto porto pazienza, ben sapendo che "ogni aiuola dà i fiori che può dare".

    Lei è stato fautore del dialogo interreligioso. Gli attentati londinesi compiuti da cittadini britannici riportano i riflettori sulle comunità islamiche. Qual è il suo giudizio sull'Islam italiano? Sono motivate le preoccupazioni di alcuni media, che Lega e settori di An cavalcano in chiave xenofoba? Ci sono controlli sufficienti?

    "Mi lasci fare una premessa indispensabile. La battaglia al fondamentalismo islamico si combatte e si vince a due mani: una armata contro i terroristi e l'altra tesa cordialmente verso i musulmani moderati. Finora l'Europa si è preoccupata molto della prima mano e poco della seconda, con le conseguenze che tutti vediamo. E non mi riferisco soltanto alle atrocità del terrorismo, ma anche agli effetti dannosi (emarginazione sociale, isolamento culturale ed esasperazione politica) di una immigrazione islamica più subita che governata. Per questo sostengo il dialogo interreligioso, guardando all'integrazione senza assimilazione degli immigrati islamici e, contemporaneamente, alla pacifica convivenza del mondo islamico e di quello cristiano, specialmente nell'area mediterranea. Come confermano Londra e Sharm el Sheik, il terrorismo colpisce indiscriminatamente l'uno e l'altro. E' tempo che cristiani e islamici, egualmente minacciati, si uniscano per isolare e battere il nemico comune".

    Non le sembra che proprio in Italia la seconda mano sia stata meno attiva che in altre parti d'Europa?

    "Se si riferisce ai paesi di più antica immigrazione, come il Regno Unito e la Francia, ha certamente ragione. Debbo dirle però che in questi ultimi tre anni abbiamo fatto molto, all'interno e all'estero (Fini si sta muovendo benissimo), per tessere una fitta rete di rapporti amichevoli e per favorire la nascita di un "Islam italiano": e cioè, di una comunità di immigrati regolari salvaguardata nella propria identità, ma rispettosa dei nostri valori e delle nostre leggi. Grazie a questo lavoro oggi conosciamo bene la realtà variegata delle moschee, dei centri culturali, delle scuole coraniche e di altri luoghi di aggregazione; e siamo sempre più capaci di individuare le insidie che ci nascondono e le opportunità che ci offrono. Abbiamo acquisito strumenti adeguati per fronteggiare questa situazione."

    Dia qualche esempio concreto...

    "Non posso certo parlarle delle attività di intelligence e di altre forme riservate di prevenzione. Le ricordo, invece, le iniziative promosse dalle prefetture per il dialogo interreligioso e per la tutela dell'immigrazione regolare. E le annuncio la nascita, fra pochi giorni, della consulta islamica presso il ministero dell'Interno: un passo difficile e promettente per cominciare a dare consistenza e voce all'Islam italiano".

    Punto centrale del confronto e del dialogo è il trattamento riservato agli immigrati. Le misure che il governo sta per approvare non rischiano di accanirsi sui clandestini che arrivano con la speranza di trovare un lavoro e non con l'obiettivo di partecipare alla guerra santa jihadista? Non stiamo andando proprio nella direzione auspicata dalle forze xenofobe?

    "Questo rischio sarà evitato se continueremo a rispettare scrupolosamente le leggi e le convenzioni internazionali".

    Il presidente Ciampi chiede il mantenimento degli accordi di Schengen. Ma in Europa il dibattito è aperto e in Italia la Lega insiste per una sospensione del trattato. Ci attende un'Europa chiusa in se stessa, con le frontiere sigillate e la paura di viaggiare?

    "Il presidente Ciampi ha ragione da vendere. Le ricordo, peraltro, che gli accordi di Schengen sono stati sospesi temporaneamente più volte e per ragioni diverse in diversi Paesi d'Europa, mai per terrorismo. Con questa motivazione lo ha fatto solo la Francia e solo per la durata di un mese. L'Europa, invece, deve proteggere meglio le sue frontiere esterne perché i terroristi o sono già nel suo territorio (e si muovono all'interno con documenti passabili) o vengono da fuori. La chiusura delle frontiere interne, dunque, non servirebbe a contrastare il terrorismo e limiterebbe inutilmente quella "libertà di andare e venire" che il Trattato di Westfalia consegnò alla storia d'Europa".

    (25 luglio 2005)

    Mi è bastato leggere il titolo del democristianone.Preferisco non sorbirmi la solita pappardella.

  3. #3
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    Scusate non ce l'ho fatta a leggere tutta la intervista dopo questa affermazione:

    Si sente di escludere che la nostra presenza in Iraq ci collochi tra i paesi a rischio attentati?

    "Non posso escluderlo a priori. Osservo però che l'Egitto non ha mandato soldati in Iraq, eppure è stato colpito ripetutamente prima e dopo quella guerra.


    Come si fa ad affermare una castroneria del genere, è ovvio che non volevano colpire l'egitto in se ma quello che rappresenta Sharm El Sheik per l'occidente
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  4. #4
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    In origine postato da Shaytan
    Scusate non ce l'ho fatta a leggere tutta la intervista dopo questa affermazione:

    Si sente di escludere che la nostra presenza in Iraq ci collochi tra i paesi a rischio attentati?

    "Non posso escluderlo a priori. Osservo però che l'Egitto non ha mandato soldati in Iraq, eppure è stato colpito ripetutamente prima e dopo quella guerra.


    Come si fa ad affermare una castroneria del genere, è ovvio che non volevano colpire l'egitto in se ma quello che rappresenta Sharm El Sheik per l'occidente
    ti ho detto che è veramente un genio

  5. #5
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    Proprio un genyo
    Tu che odi dio e la vita cristiana
    Senti la sua presenza come un doloroso cancro
    Vengano profanate e profanate aspramente
    Le praterie del cielo bagnate di sangue

    Odiatore di dio
    E della peste della luce

    Guarda negli occhi paralizzati di dio
    E sputa al suo cospetto
    Colpisci a morte il suo miserevole agnello
    Con la clava

    Dio, con ciò che ti appartiene ed i tuoi seguaci
    Hai mandato il mio regno di Norvegia in rovine
    I tempi antichi, le solide usanze e tradizioni
    Hai distrutto con la tua orrida parola
    Ora vai via dalla nostra terra!

  6. #6
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    In origine postato da Shaytan
    Proprio un genyo

  7. #7
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    Predefinito Italiani di Sardegna

    Il traditore Pisan(O) e la sua razza bastarda non si smentiscono!

  8. #8
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    Dopo che Cè all'inizio della legislatura aveva detto a Pisanu di cambiare mestiere ( uno dei pochi guizzi di leghismo nella legislatura ) , la linea della Lega è cambiata.Ufficialmente lo si critica,poi lo si accetta facendo finta di litigare.
    Come mille altre cose che da cinque anni si accettano e che hanno snaturato la Lega.
    La politica tricolore è da sempre quella di trattare, mediare,accettare, tirare a campare, accattonare, condividere,zanzonare,etc. etc.
    Pisanu segue il solco tracciato dall'aratro sapendo che non c'è spada che lo possa difendere.
    TIOCH FAID AR LA'

  9. #9
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    Cari amici di Padania ,proviamo su questo spunto di dare la nostra oppinione senza andare troppo OT

    ve la giro, mi è arrivata or ora da un'altra lista
    è interessante, la stiamo dibattendo

    Oggetto: terrorismo islamico

    Cari amici,
    di fronte a questi tragici avvenimenti, penso che tutti si siano chiesti da dove provenga tutto quest’odio nei confronti del mondo occidentale, odio talmente profondo che va ben oltre la propria vita.

    Dire che sia originato dall’intervento occidentale in Afghanistan e in Iraq è riduttivo.

    Le motivazioni sono, a mio parere, molto più antiche e complesse.

    Sicuramente la religione ha la sua influenza. Il Corano parla esplicitamente del fatto che il vero credo vada propagato con la "guerra santa", ma non è questo, secondo me, il vero motivo e non lo è nemmeno il fatto che l’Islam non abbia mai contemplato la possibilità che esista uno stato temporale in contrapposizione con uno spirituale.

    Il vero motivo è un profondo disprezzo da parte degli islamici in generale e degli integralisti in particolare per gli aspetti più decadenti e materialistici del nostro mondo; attraverso la nostra libertà di pensiero e la superiorità tecnologica, vedono il pericolo che la loro identità venga fagocitata e distrutta e che i loro valori vengano annientati. Nel consumismo esacerbato, nella dissolutezza dei costumi, nell’eccessiva libertà, soprattutto delle donne, identificano lo Shitan al kabir (il grande Satana). Se a questo si aggiunge anche un atavico complesso nei confronti di un mondo "infedele" che è arrivato a colonizzarli e a sfruttare in casa loro le ricchezze del "loro" sottosuolo, il cocktail micidiale di risentimento e odio è approntato. Se poi si pensa che i "martiri" vengono reclutati anche tra la "seconda generazione" o meglio tra i figli di coloro che sono emigrati in Europa, è ancora più evidente che, alla lunga, l’integrazione tra il mondo piccolo borghese islamico e il mondo occidentale è mera utopia. Cade anche la leggenda metropolitana che il terrorismo pesca adepti nei ceti più poveri, ove regna ancora incontrastato il Medio Evo.

    Qualsiasi "soluzione", a questo punto, diventa un errore: a essere troppo duri si esacerbano ancor più gli animi e si allargano i fronti, a non reagire o meglio a reagire democraticamente, acceleriamo solo la nostra fine culturale.

    Che fare?

  10. #10
    piemonteis downunder
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    >ve la giro, mi è arrivata or ora da un'altra lista
    >è interessante, la stiamo dibattendo

    quasi completamente d'accordo.

    E' per questo che ho scritto piu' volte che e' un errore invocare
    il cristianesimo per combattere l'islam. Perche' la vera contrapposizione
    non e' fra islam e cristianesimo--quelli sono i proclami retorici
    di Bin Laden, ma non e' il motivo per cui ci sono tensioni nei musulmani
    inglesi di 2a o 3a generazione. Tutto sommato, islam e cristianesimo
    per molti aspetti sono simili e possono coesistere.

    La vera contrapposizione e' fra Islam e valori laici della societa' occidentale.
    Sono quei valori laici che hanno "sconfitto" o "addomesticato" il cristianesimo
    trasformandolo in un virus tutto sommato benigno, mentre non hanno
    ancora addomesticato una frangia estrema di islam.

    Quando Matteo Salvini andava in giro a distribuire Bibbie "per contrastare
    l'Islam", ricordo di aver scritto che avrebbe fatto meglio a distribuire
    libri di Voltaire per quello scopo.

    Si oppone di piu' all'Islam Zapatero quando regolarizza i matrimoni gay,
    di quanto non si opponga un Calderoli o Bricolo quando invocano messe in latino
    o i valori tradizionali cattolici.

    Che fare? Qui e' solo un'opinione personale, ma sono abbastanza ottimista
    che, isolati dai provocatori mediorientali, l'islam occidentale potra' essere
    addomesticato come e' accaduto al cristianesimo. Addomesticato dal
    benessere economico, dai valori occidentali. Pero' solo a una condizione:
    che l'occidente abbia la forza e l'orgoglio di ribadire quei valori laici e liberali,
    di esserne orgoglioso, invece di vergognarsene, invece di auto-accusarsi
    per ogni male del mondo. Non credo invece che mettersi a rimpiangere
    i valori cattolici tradizionali serva assolutamente a niente.

 

 
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