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    Arrow La contesa per AntonVeneta: Fiorani & C. incastrati dalle intercettazioni

    Colpo di scena con tanto di fuochi d’artificio nella battaglia legale per AntonVeneta. La Procura di Milano muove a sorpresa le sue pedine e dispone il sequestro preventivo dei titoli AntonVeneta in mano ai famosi “concertisti”, gli azionisti del patto parasociale. Gli stessi che, secondo le indagini, da novembre hanno acquistano in concerto le azioni della banca padovana. Un provvedimento inedito e dirompente in quanto la misura cautelare intende “prevenire le ulteriori condotte criminose”. E inoltre, grazie alla nuova legge sul market abuse, sono state effettuate intercettazioni telefoniche, utili per ricostruire un quadro preciso di ciò che è successo e i rapporti tra i soggetti chiamati in causa. E così Giampiero Fiorani, amministratore delegato della Banca Popolare Italiana, dovrà riporre nel cassetto i sogni di vittoria. È stato sequestrato circa il 40% del capitale della banca, circa 3 miliardi e mezzo di euro, contestando ancora una volta il reato di aggiotaggio. In tutto, nel mirino dei magistrati di Milano, si trovano indagati per aggiotaggio: Giampiero Fiorani, Emilio Gnutti, Gianfranco Boni, Ettore Lonati, Tiberio Lonati, Danilo Coppola e Stefano Ricucci. Sono le intercettazioni telefoniche delle conversazioni avvenute nell'ultimo mese tra l'amministratore delegato della Bpi Gianpiero Fiorani, Emilio Gnutti e Stefano Ricucci sull'organizzazione della scalata a sostenere la prova del concerto. Conversazioni che vedono anche protagonista niente meno che il governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio. È dal 24 giugno che il telefono di Giampiero Fiorani è intercettato ventiquattro ore su ventiquattro, e per un mese gli inquirenti hanno registrato tutte le sue conversazioni. Le telefonate si intensificano a partire dall’8 luglio quando “viene protocollata la conclusione negativa dell’istruttoria su Bipielle” compiuta dagli ispettori in merito al “controllo di AntonVeneta”. La conversazione più significativa risale al 12 luglio quando la Banca d’Italia ha appena dato il via libera a Lodi per l’Opas. Il telefono di Fiorani (GF) squilla non proprio in un orario consueto: a mezzanotte. Dall’altra parte della linea c’è il governatore Antonio Fazio (AF).
    AF: “Ti ho svegliato?”.
    GF: “No, no…”.
    AF: “Va bene, ho appena messo la firma”.
    GF: “Tonino, io sono commosso, io ti ringrazio…ti ringrazio…ho la pelle d’oca…io guarda Tonino ti darei un bacio sulla fronte ma non posso farlo… So quanto hai sofferto, ho sofferto anch’io con la struttura, con i miei legali e prenderei l’aereo e verrei da te in questo momento se potessi”.
    È del 5 luglio, quando Abn Amro chiede alla Consob di prorogare i tempi per l’offerta su AntonVeneta, un’altra importante conversazione tra Fazio e Fiorani:
    AF: “Allora se tu vieni da me verso le 15, le 15.30, stiamo insieme un’ora, un’ora e mezza che…diciamo…perché voglio verificare un insieme di cose”.
    GF: “Sì, sì…va bene…”.
    AF: “Allora…l’unica cosa passa come al solito…dal dietro…dietro di là”.
    GF: “Sì va bene…(…) sennò sono problemi”.
    Dal traffico telefonico e dalle conversazioni trascritte, le Fiamme Gialle ritengono anche di aver individuato chi “sonda il terreno” all’interno della Banca d’Italia per conto dell’istituto di Giampiero Fiorani. Si legge nel documento: “E poi risulta che tale Gennaro (identificato in D’Amico Gennaro, dirigente della Banca Popolare di Lodi e già funzionario della Banca d’Italia) è l’uomo della Popolare di Lodi presso Banca d’Italia ed è l’uomo che tiene i rapporti con Frasca e con i funzionari della vigilanza. D’Amico fornisce indicazioni a Fiorani su come dovrà muoversi e sugli umori”. Gli scandali finanziari e la crisi economica degli ultimi anni hanno causato un crescente grado di sfiducia nei confronti delle banche e delle altre istituzioni finanziarie. Ciò non fa altro che contribuire all’indebolimento della struttura economica del Paese provocando un circolo vizioso. Il risparmio della gente è la prima risorsa in grado di sostenere lo sviluppo economico futuro ma, così facendo, la fiducia dei risparmiatori rischia di crollare inesorabilmente. La fiducia nelle banche ha come presupposto e principio fondamentale la trasparenza che in questo caso, come in molti altri negli ultimi anni, viene a mancare. Forse è finalmente giunto il momento di fare un po’ di chiarezza e di tenere un po’ più in considerazione gli interessi dei risparmiatori, che in fin dei conti sono gli interessi di tutti.

    Massimiliano Michele Mellone
    http://mellone.blogspot.com/

  2. #2
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    Antonveneta, azioni sequestrate non avranno diritto voto
    martedì luglio 26, 2005 9.17
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    MILANO (Reuters) - I diritti di voto della Banca popolare italiana (29% circa) e di Stefano Ricucci (5% circa) in Antonveneta sono stati sterilizzati dalla Banca d'Italia in vista dell'assemblea di domani per la nomina del nuovo consiglio di amministrazione.

    Lo riferisce una fonte della banca centrale precisando che questa misura "inibisce l'esercizio del voto".

    "E' un atto dovuto a seguito della delibera della Consob sul secondo concerto. Le posizioni sono state sterilizzate", ha detto la fonte.

    L'iniziativa del governatore Antonio Fazio arriva dopo la decisione della procura di Milano di sequestrare le azioni dei pattisti di Antonveneta e di nominare custode giudiziale delle azioni il docente di diritto bancario Emanuele Rimini.

    Secondo fonti legali, il custode, che ha diritto di voto secondo il codice civile, non potrà così esercitarlo, almeno per il 35% dei voti.

    All'assemblea Antonveneta di domani quindi, fra gli altri soci maggiori, potranno votare solo Abn Amro, rivale di Bpi nella lotta per il controllo di Antoveneta, e il suo alleato LLoyd Adriatico.

    Il sequestro preventivo è stato disposto dai pm che conducono l'inchiesta per aggiotaggio, insider trading e ostacolo all'attività della Consob Eugenio Fusco e Giulia Perrotti, ed è immediatamente efficace. Deve però essere convalidato da un giudice delle indagini preliminari con le modalità stabilite dall'articolo 321 del codice di procedura penale: i pm hanno 48 ore di tempo per presentare richiesta di convalida al gip, che a sua volta avrà poi 10 giorni di tempo per esprimersi.

    Emanuele Rimini, nato nel 1962, è docente di Diritto delle banche e della borsa presso l'istituto di Diritto commerciale dell'Università Statale di Milano, è direttore dell'Istituto di Diritto societario e coordinatore del master in Mercati Finanziari presso la stessa università.

    Ad essere stato sequestrato ieri è stato oltre il 40% del capitale di Antonveneta, quello in mano ai cosiddetti "concertisti", sia a quelli per cui Consob ha accertato il concerto con Popolare Italiana l'11 maggio scorso -- Danilo Coppola, Emilio Gnutti, i fratelli Lonati -- sia a Stefano Ricucci, per cui Consob ha stabilito il concerto con Bpi su Antonveneta venerdì 22 luglio.

    "Anche nel primo caso le posizioni erano state sterilizzate", ha ricordato la fonte della Banca d'Italia.

    L'assemblea per il rinnovo del consiglio di Antonveneta è fissata per domani, dopo che ieri in prima convocazione era presente il 34,3% del capitale: cioè Abn Amro (con poco meno del 30%), Lloyd Adriatico (2,758%) da sempre favorevole ad una soluzione olandese per la banca padovana, Carige (1,5%) e il restante 0,10% a soci minori.

    Prosegue intanto l'esame della Consob della complessa situazione e, secondo una fonte vicina alla vicenda, il lavoro della Commissione continuerà anche domani.

    NEL DECRETO, LE TELEFONATE INTERCETTATE FAZIO-FIORANI

    Nelle 24 pagine del decreto di sequestro delle azioni Antonveneta dei presunti "concertisti", che Reuters ha potuto leggere, ci sono anche alcune intercettazioni telefoniche fra il governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio e l'ad di Bpi, Gianpiero Fiorani, riportate oggi dal Giornale.

    Le intercettazioni telefoniche, dicono fonti giudiziarie, sono state richieste al gip dalla procura il 20 giugno scorso, otto giorni dopo l'entrata in vigore della norma che allarga il ricorso alle intercettazioni anche a reati minori, come l'aggiotaggio.

    La telefonata considerata più indicativa risale al 12 luglio scorso, dopo il via libera di Bankitalia alla Banca Popolare Italiana. Intorno a mezzanotte, si legge nel decreto, Fazio telefona a Fiorani.

    Fazio: "Ti ho svegliato?"

    Fiorani: "No, no..."

    Fazio: "Va bene, ho appena messo la firma".

    Fiorani: "Tonino, io sono commosso, io ti ringrazio... ti ringrazio... ho la pelle d'oca... io guarda Tonino ti darei un bacio sulla fronte ma non posso farlo... so quanto hai sofferto, ho sofferto anch'io con la struttura, con i miei legali, e prenderei l'aereo e verrei da te in questo momento se potessi".

    Un altra telefonata fra i due risale al 5 luglio quando Abn Amro ottiene da Consob la proroga fino al 22 luglio per la sua opa su Antonveneta.

    Fazio: "Allora, se tu vieni da me verso le 15, le 15,30, stiamo insieme un'ora, un'ora e mezza che... diciamo... perché voglio verificare un insieme di cose".

    Fiorani: "Sì, sì... va bene".

    Fazio: "Allora, l'unica cosa, passa come al solito... dal dietro.... dietro di là".

    Fiorani: "Sì va bene... sennò sono problemi".

    Al governatore di Bankitalia sono arrivate nelle ultime settimane diverse critiche che gli rimproverano un atteggiamento non imparziale nelle procedure di approvazione delle offerte pubbliche lanciate dagli spagnoli di Bbva e dagli olandesi di Abn Amro rispettivamente su Bnl e Antonveneta. Oggi il leader dell'Unione Romano Prodi è tornato a chiedere un termine per il mandato del governatore. "Trovo naturale che qualsiasi carica pubblica debba avere un inizio e una fine", ha detto.

    Bankitalia oggi ha ribadito in una nota la correttezza del suo operato e ha respinto "strumentalizzazioni di notizie che non incidono sulla legittimità e sul merito dei provvedimenti assunti".

    IL CAPO DI IMPUTAZIONE NEL DECRETO DI SEQUESTRO

    Nel decreto di sequestro delle azioni, la procura sintetizza il capo di imputazione, aggiungendo anche l'iptesi di reato di manipolazione mercato (185 del Testo unico della Finanza), che si aggiunge all'aggiotaggio e all'ostacolo alla Consob.

    Dicono i magistrati nel decreto, a pagina 7 del provvedimento, che "la strategia è stata quella di eludere le autorizzazioni di Bankitalia e fornire alla Consob e ai mercati false informazioni: quando Bpl veniva autorizzata ad incrementare la propria parte al 14,9% e poi al 29,9% già disponeva direttamente/indirettamente di percentuali più elevate".

    Si legge nel capo di imputazione, riferito agli otto indagati (fra i quali Fiorani e Ricucci):

    "- avendo deciso di acquisire una partecipazione anche superiore al 30% del capitale sociale di Banca Antonveneta al fine di esercitare un'influenza dominante su tale banca, operando con modalità atte a eludere gli obblighi del 106 Tf, violando gli obblighi di informazioni al mercato nonché garantendo a diverse persone fisiche e giuridiche ingenti capitali (esempio 100 milioni di euro a Stefano Ricucci) ..."

    "- Diffondendo altre false notizie al mercato

    - che il gruppo facente capo a Ricucci, definiva come destituite di ogni fondamento le notizie secondo cui il gruppo avrebbe ricevuto da istituti bancari un finanziamento per l'acquisizione di azioni Antonveneta

    - così inducevano il mercato nella convinzione che Bpl non avesse acquisiti titoli Antonveneta....".

    La Bpi ha sempre respinto le accuse e in diversi comunicati si è detta certa di riuscire a dimostrare la correttezza del proprio operato.

  3. #3
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    Predefinito Re: La contesa per AntonVeneta: Fiorani & C. incastrati dalle intercettazioni

    In Origine Postato da Massi
    Gli scandali finanziari e la crisi economica degli ultimi anni hanno causato un crescente grado di sfiducia nei confronti delle banche e delle altre istituzioni finanziarie. Ciò non fa altro che contribuire all’indebolimento della struttura economica del Paese provocando un circolo vizioso. Il risparmio della gente è la prima risorsa in grado di sostenere lo sviluppo economico futuro ma, così facendo, la fiducia dei risparmiatori rischia di crollare inesorabilmente. La fiducia nelle banche ha come presupposto e principio fondamentale la trasparenza che in questo caso, come in molti altri negli ultimi anni, viene a mancare. Forse è finalmente giunto il momento di fare un po’ di chiarezza e di tenere un po’ più in considerazione gli interessi dei risparmiatori, che in fin dei conti sono gli interessi di tutti.

    Massimiliano Michele Mellone
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    Fazio, Adusbef raccoglie firme on line per chiedere dimissioni
    martedì luglio 26, 2005 7.21
    Versione per stampa

    ROMA (Reuters) - Una raccolta di firme per chiedere le dimissioni del governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio, tramite il sito web dell'associazione: questa l'originale iniziativa lanciata dall'associazione di consumatori Adusbef

    L'iniziativa fa seguito alle intercettazioni telefoniche effettuate dalla Guardia di Finanza nell'ambito dell'inchiesta sulla scalata alla banca Antonveneta da parte dell'allora Banca Popolare di Lodi, ora Bpi.

    "I sottoscritti si appellano alla suprema carica dello Stato, per chiedere il suo alto intervento in tutte le sedi istituzionali, per rimuovere con estrema urgenza il Governatore della Banca d'Italia Antonio Fazio dalla carica ricoperta", si legge nella lettera da inviare al Presidente della Repubblica ed alla quale si chiede la firma, pubblicata sul sito Internet dell'Adusbef.

 

 

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