di Maurizio Blondet
Il 29 aprile 2003 un cittadino britannico di origine pakistana, Asif Hanif, si fece saltare a Tel Aviv uccidendo tre persone.
Un suo complice, Omar Sharif, non riuscì a far detonare la cintura esplosiva; fuggì, ma il suo corpo fu trovato in mare qualche giorno dopo.
Qualcuno l’aveva fatto tacere per sempre.
Meir Dagan, il capo del Mossad, fin dalle prime ore del 7 luglio ha collegato gli attentati di Londra con questo evento di due anni prima; sottolineò subito che anche i quattro di Londra erano britannici di cittadinanza, come i “martiri” di Tel Aviv.
Su Asif Hanif, l’ISN (International Security Network, sede in Svizzera) pubblica una testimonianza d’eccezione: quella di un suo corrispondente di nome Claudio Franco, che parlò con Hanif nel marzo 2003, un mese prima che diventasse “martire di Allah” (1).
Il racconto delinea molto bene la psicologia di un “plagiato”.
Hanif era nella cerchia stretta di Mohammed Bakri, fondatore di al-Mouharijoun, il mullah più radicale d’Inghilterra: un provocatore così eccessivo, da suscitare più di un sospetto (2).
Per esempio, i mullah radicali dicono concordi che l’11 settembre è stato un complotto israeliano; Bakri esalta i terroristi suicidi dirottatori degli aerei in USA come “i magnifici 19”.
Attorno a lui, alleva nell’estremismo una quantità di giovani accesi e influenzabili. Hanif era uno di questi.
Il più montato.
“Una figura massiccia di altezza media, e con una gran barba”, lo ricorda Claudio Franco, “aveva solo 21 anni, ma con atteggiamenti e pose che lo facevano apparire più anziano. […] Parlava l’inglese dei ragazzi di Londra, con tracce di arabo e di urdu invece del gergo giovanile. Il suo atteggiamento faceva impressione: si portava in modo assai sicuro di sé ed era visibilmente a suo agio nel gruppo” […].
“I timore di seguaci di al-Bakri erano appena tornati da una manifestazione anti-guerra alla moschea di Finsbury Park, e discutevano animatamente della ‘invasione dei crociati in terra musulmana’, in Irak e Afghanistan. Hanif era quello che aveva più voglia di parlare e rispondeva alle mie domande prima che gli altri potessero articolare una risposta. Con aria di sfida, facile agli eccessi verbali, Hanif esibiva un atteggiamento ostile e provava chiaramente piacere a esprimere i suoi pensieri senza compromettere sé o il gruppo.
Pochi giorni prima, una piccola dose di ricina era stata trovata nel metrò di Parigi e correva voce che Al Qaeda stesse preparando un attentato chimico a Parigi o a Londra. Hanif criticò la mancanza di risoluzione della cellula di Parigi, dicendo: ‘Il problema con la ricina di Parigi è che non l’hanno usata. Si sono fatti prendere prima’: vedevo che gli altri si sarebbero morsi la lingua al suo posto, ma lui non attenuò né ritirò le sue frasi, ostentatamente indifferente alle conseguenze.
Quando io protestai che avevo parenti a Parigi che usavano il metrò ogni giorno, bambini compresi, lui replicò che era mia la responsabilità se li lasciavo viaggiare in luoghi ‘così poco sicuri’ come il metrò parigino…Poi girò lo sguardo attorno alla tavola, cercando l’approvazione degli altri. E siccome non veniva, si alzò e li invitò tutti a pregare”.
Quasi tutti i giovani che Franco ha incontrato attorno ad Al-Bakri (li ha frequentati, dice, dal 2000 al 2003) erano giovani di cittadinanza britannica, tra i 18 e i 35 anni, per lo più pakistani di seconda o terza generazione, salvo qualche nordafricano e alcuni giamaicani.
L’ambiente di Al-Bakri li radicalizza a puntino, e solo dopo giungono – già “preparati” psicologicamente – in Pakistan dove si arruolano come “soldati segreti”; l’appartenenza ad un circolo chiuso ed estremo li gratifica palesemente.
Asif Hanif è stato compagno di scuola, al Cranford Community College di West London, con Zeeshan Siddiqui, un altro britannico oggi in galera in Pakistan per terrorismo; erano amici intimi.
Siddiqui si trasferì definitivamente in Pakistan nel 2001, dove pare sia stato un braccio destro di Abu Faraj al-Libby.
Al-Libbi viene indicato dai pakistani come “comandante operativo di AL Qaeda”, e lo si sospetta di aver preso parte a una riunione ad alto livello nel Waziristan, nella primavera del 2004, in cui sarebbero stati identificati diversi bersagli di attentati terroristici, fra cui quello alla sotterranea di Londra.
I servizi pakistani hanno tratto le informazioni dagli interrogatori di Mohammed Noor Khan, un genio del computer (e anche lui ha studiato in Gran Bretagna) di 25 anni, caduto in trappola a Lahore nel giugno 2004.
Astutamente, i servizi pakistani hanno usato Noor Khan – che aveva il compito di criptare i messaggi che al Libbi spediva per @ mail, e di decrittare quelli che riceveva come “talpa”: ne hanno tenuto segreto l’arresto e l’hanno costretto ad inviare messaggi a vari presunti militanti di Al Qaeda nel mondo, “agente doppio” involontario.
Era il filo prezioso per giungere alla testa dell’imprendibile scorpione.
L’intelligence pakistana avverte i servizi britannici, che cominciano a mettere sotto sorveglianza i destinatari in Inghilterra dei messaggi di Noor Khan; e anche gli americani vengono avvertiti.
A questo punto però la Casa Bianca fa pubblicamente il nome di Noor Khan, bruciando il prezioso agente doppio e obbligando gli inglesi ad arrestare prematuramente vari individui, prima di aver identificato l’intera rete (3).
Molti degli arrestati sono della cerchia dell’imam provocatore al-Bakri, l’allevatore di giovani montati “martiri di Allah”.
di Maurizio Blondet
Note
1) Claudio Franco, “Profile of a suicide bomber”, ISN, 21 luglio 2005.
2) Diversi islamisti radicali che ho intervistato a Londra insinuano che Bakri sia d’origine ebraica, o un provocatore al soldo di Israele.
3) Il ministro degli Interni britannico David Blunkett farà sapere di essere “furioso” della rivelazione americana che ha bruciato Noor Khan; il ministro competente pakistano, Faisal Saleh Hayat, verrà descritto come “livido”. Sono molti, nel giro dell’intelligence, a chiedersi se Bush abbia veramente interesse a smantellare Al-Qaeda. Cfr. il mio “Israele, Usa, il terrorismo islamico”, Effedieffe, 2005, p. 110.




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