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John è inglese, ha 40 anni ed è dirigente di un’impresa privata nei sobborghi di Londra, ma non è sempre stato il cittadino modello che è oggi.
Infatti, patriota convinto, durante gli Anni ‘80, quando ancora era uno studente, fece parte di un piccolo gruppo d’azione nazionalista.
All’epoca, l’opposizione alla sinistra era la motivazione principale, e le zuffe con gli studenti d’estrema-sinistra erano l’essenza dell’azione militante, insieme alla lettura di autori nazionalisti. Ciò che lo portò a non abbandonare il suo credo alla fine degli studi, al contrario di numerosi tra i suoi camerati, fu l’idea di entrare in una formazione politica più “seria” .
La sua esperienza come militante e il suo livello politico lo portarono rapidamente ad avere grandi responsabilità all’interno di un’organizzazione politica, che pero’ al tempo era ancora marginale.
Fu forse a causa dei poveri risultati, che John si allontanò dalla politica, o forse a causa dell’incontro con la sua futura moglie, a cui lui non nascose nulla e la quale si premurò da subito di avvisarlo che la politica non l’avrebbe portato lontano e che, anzi, sarebbe probabilmente stata deleteria per la sua vita e il suo lavoro.
Alla nascita del loro primo figlio, egli abbandono’ definitivamente la politica: era sempre fedele alle sue idee, ma non voleva mettere in pericolo i suoi cari.
E poi, il lavoro gli prendeva molto tempo: doveva incessantemente lottare per avere un posto migliore, una situazione sociale migliore, non tanto per sé quanto per la sua famiglia. Presto, non fu più militante, del tutto.
Teneva certamente d’occhio l’attualità politica, in particolare la crescita di quello che era stato il suo partito. Ma lui aveva deciso: la sua famiglia ed il suo mestiere prima di tutto.
Questa scelta non gli era di peso comunque, anche se certe mattine, sulla banchina della metro, i comportamenti di certe gang “multirazziali” tenevano vive le sue idee nazionaliste.
Era quello che ripeteva dentro di sé anche quella mattina del 7 luglio, mentre teneva per mano suo figlio Kevin, alla stazione Edgware Road di Londra.
In dieci minuti, nonostante non fosse più attivo dentro un partito politico, John è rimasto gravemente ferito nell’esplosione di una bomba piazzata da un terrorista. Nell’attentato, suo figlio è rimasto ucciso.
Il 7 di luglio, John ha perso la sua famiglia e il suo mestiere, nonostante avesse cessato di “fare politica"…
PS: dedico questo testo a tutti i camerati che hanno “scelto altre priorità".
Hervé VAN LAETHEM
Traduzione a cura di Novopress Italia su fonte: Les Identitaires
http://it.novopress.info




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