Alitalia, stavolta i sindaci dicono sì
Per fine 2005 previsto un rosso di circa 100 milioni. Ok della Consob alle modifiche del Mengozzi bond. Slitta intanto a settembre l’ingresso del nuovo azionista Fintecna nella newco Az-Servizi
Di ANGELA ZOPPO
Feeling ritrovato fra il top management dell’Alitalia e il collegio sindacale, rimesso a nuovo dopo la recente nomina del presidente Luigi Pacifico, subentrato a Bruno Steve. Archiviate le obiezioni sul bilancio 2003 e i dubbi sulla continuità aziendale, i sindaci stavolta hanno emesso un verdetto a favore in vista delle assemblee straordinarie degli azionisti e degli obbligazionisti, che si terranno venerdì prossimo, in prima convocazione con all’ordine del giorno, tra le altre cose, la riduzione del capitale sociale e la delega al cda per avviare la ricapitalizzazione. Una prima buona notizia per il presidente e ad Giancarlo Cimoli, che ieri ha incontrato il ministro del Welfare, Roberto Maroni, per la questione ancora aperta del fondo esuberi. «Il collegio sindacale», si legge nella relazione predisposta per l’appuntamento coni soci, «ritiene che siano state adeguatamente rappresentate le operazioni societarie prospettate che, unitamente al previsto aumento di capitale, sono ritenute necessarie al fine di rendere percorribile, anche dal punto di vista finanziario, il percorso di ristrutturazione Alitalia indicato nel piano industriale 2005-08». Sì, quindi alla riduzione del capitale sociale, che scivolerà così a 291 milioni di euro dagli attuali 1,4 miliardi, in attesa della ricapitalizzazione (fino a 1,2 miliardi). E via libera anche alla copertura delle perdite accumulate fino al 31 marzo scorso dalla compagnia, che assorbono anche i costi della ristrutturazione con la creazione della newco Alitalia Servizi e salgono oltre quota 1,1 mld, ereditando anche quelle delle passate gestioni. I sindaci fanno presente che le loro conclusioni sono state avvalorate da un incontro avvenuto appena una settimana fa alla Magliana con i revisori dei conti. Deloitte & Touche, infatti, avrebbe informato a sua volta il collegio sindacale «di non aver riscontrato elementi ostativi al rilascio di un giudizio positivo», seppure con richiamo d’informativa. Significa che la società di revisione dovrà comunque rimarcare che la situazione della compagnia resta grave.
Il collegio sindacale fa sua anche la scommessa del management sulla ripresa dei conti. In sostanza, dopo la doccia fredda della prima trimestrale 2005 chiusa con un risultato negativo di 140 milioni di euro, «nel secondo e terzo trimestre la compagnia non evidenzierà ulteriori perdite», 0vvero dovrebbe chiudere in pareggio, complice anche la stagionale impennata degli incassi. Diverso il discorso per il quarto trimestre, che dovrebbe concludersi nuovamente in rosso ma, tirando le somme, per fine 2005 Cimoli ha messo in conto una perdita limitata, nell’ordine dei 100 milioni di euro, considerando che quella del primo trimestre non rientrerà nel computo perché nel frattempo sarà stata coperta riducendo il capitale. Il documento dei sindaci si fa pressante solo sui tempi della ncapitalizzazione, che dovrà chiudersi entro il 31 dicembre, «per far fronte alle necessità finanziarie della compagnia», anche perché per allora dovrà essere rimborsato il prestito ponte di 400 milioni di euro, già interamente utilizzato. Quanto alla sorte del prestito obbligazionario, la cui scadenza è stata posticipata di tre anni (dal 22 luglio 2007 al 22 luglio 2010), i sindaci giudicano sostenibile per l’Alitalia il nuovo tasso d’interesse, che salirà dal 2,9% annuo al 7,5% «assumendo il raggiungimento degli obiettivi di piano 2005-08». E proprio ieri è arrivato l’ok Consob alla pubblicazione del nuovo documento d’offerta del cosiddetto Mengozzi bond.
Intanto, è slittata l’assemblea di Alitalia Servizi per l’ingresso de nuovo azionista di controllo, Fintecna. L’appuntamento è rimandato a settembre.
Da MF del 27-07-2005




Rispondi Citando
