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  1. #1
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    Arrow Ripartire dalla nostra "Area".

    Sono convinto che è proprio dalla nostra "Area" che occorre ripartire! Quante volte si è fantasticato di impossibili convergenze con gruppi dell'ultra sinistra movimentista?
    :
    Ma poi, nei fatti, si è dovuto amaramente constatare che, soprattutto nell'area dell'estrema sinistra, si è incapaci di abbandonare il "pregiudizio" antifascista e la conseguente tentazione di ricacciarci nelle squallide logiche degli "opposti estremismi".
    Anche quella di cavalcare improbabili "fronti unitari di liberazione", resta solo una vana illusione, dalla quale ci dovremmo una volta e per tutte "liberare"!
    Ma "ripartire dall'area" non vuol dire rassegnarsi a convivere con i suoi limiti, con i suoi attardamenti ed i suoi pregiudizi.
    Vuol dire, al contrario, avviare una vera e propria "rivoluzione culturale" che ne ridefinisca in profondità i riferimenti e le prospettive politiche, avendo ben chiari i problemi e gli scenari del presente. In questa "rivoluzione culturale" dovremmo essere in grado di coinvolgere tutti quegli studiosi, opinionisti politici e culturali, economisti, giuristi, esponenti delle categorie produttive e del mondo scientifico, che si riconoscono, pur se per grandi linee, nelle nostre aspirazioni e nelle nostre battaglie.
    Solo da un grande "laboratorio di idee", potranno essere tracciate le nuove direttrice attraverso le quali ridare un ruolo ed un destino alla nostra gente.
    Vi rimetto queste riflessioni, con la speranza che, all'interno della cosiddetta "destra radicale", si possa aprire un sereno quanto utile dibattito.
    Ita est!

  2. #2
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    Predefinito

    Secondo me non manca molto che ciò che auspichi divenga realtà.
    Anche perché, ammesso che sia esistita in passato, attualmente non mi sembra identificabile alcuna "area", a meno che non si voglia definire così quella babele di sigle cui facciamo riferimento e che sono divise su tutto, dalle questioni spicciole ai massimi sistemi (concezione di stato confessionale/laico) e che hanno fatto finta di stare insieme sperando in un miracolo della Mussolini (miracolo che non c'è stato).
    Comunque segnali positivi mi sembra che vengano, ultimamente, dalla fiammatricolore che, essendo la più organizzata partiticamente tra le realtà "dell'area" potrebbe aver fiutato qualcosa nell'aria...

  3. #3
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    Predefinito

    Testo originale scritto da frontista
    pardòn...mi sono autoquotato...

  4. #4
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito Re: Ripartire dalla nostra "Area".

    Testo originale scritto da Saturno
    Sono convinto che è proprio dalla nostra "Area" che occorre ripartire! Quante volte si è fantasticato di impossibili convergenze con gruppi dell'ultra sinistra movimentista?
    :
    Ma poi, nei fatti, si è dovuto amaramente constatare che, soprattutto nell'area dell'estrema sinistra, si è incapaci di abbandonare il "pregiudizio" antifascista e la conseguente tentazione di ricacciarci nelle squallide logiche degli "opposti estremismi".
    Anche quella di cavalcare improbabili "fronti unitari di liberazione", resta solo una vana illusione, dalla quale ci dovremmo una volta e per tutte "liberare"!
    Ma "ripartire dall'area" non vuol dire rassegnarsi a convivere con i suoi limiti, con i suoi attardamenti ed i suoi pregiudizi.
    Vuol dire, al contrario, avviare una vera e propria "rivoluzione culturale" che ne ridefinisca in profondità i riferimenti e le prospettive politiche, avendo ben chiari i problemi e gli scenari del presente. In questa "rivoluzione culturale" dovremmo essere in grado di coinvolgere tutti quegli studiosi, opinionisti politici e culturali, economisti, giuristi, esponenti delle categorie produttive e del mondo scientifico, che si riconoscono, pur se per grandi linee, nelle nostre aspirazioni e nelle nostre battaglie.
    Solo da un grande "laboratorio di idee", potranno essere tracciate le nuove direttrice attraverso le quali ridare un ruolo ed un destino alla nostra gente.
    Vi rimetto queste riflessioni, con la speranza che, all'interno della cosiddetta "destra radicale", si possa aprire un sereno quanto utile dibattito.
    Ita est!
    Giustissimo. Aggiungo anche che è inutile cercare le convergenze di cui parli te se non riusciamo nemmeno ad eliminare tutti quegli steccati mentali che attraversano la nostra area. Steccati che non finirò mai di ripetere sono dovuti nel 99% dei casi a futili motivi di natura personale o, comunque, anche se di natura politica, facilmente eliminabili o aggirabili. La "rivoluzione" non deve essere solo culturale ma deve riguardare l'intero modo di agire all'interno della nostra area ed il modo di porsi verso l'esterno con un lavoro di inserimento nella società, cercando di erodere quelle posizioni di forza culturali, politiche ed economiche che hanno fatto della sinistra italiana l'unica forza politica che può attingere a piene mani tra i giovani.
    Lungi da me il voler scimmiottare la sinistra: ognuno deve creare il proprio modello di sviluppo sulla base dei propri Valori, ciò non toglie però che è necessario creare tutta una serie di legami che oltrepassino il semplice legame di cameratismo tra tutte le realtà italiane creando una rete fondata su rapporti culturali, politici ed anche economici. Per riprendere le parole di fabiosko in un altro 3d, dobbiamo essere in grado di crearci le nostre lobbies ed una nostra massoneria....

  5. #5
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    Predefinito Re: Re: Ripartire dalla nostra "Area".

    Testo originale scritto da Massimiliano71
    è necessario creare tutta una serie di legami che oltrepassino il semplice legame di cameratismo tra tutte le realtà italiane creando una rete fondata su rapporti culturali, politici ed anche economici.[/B]
    tutto condivisibile, ma in sostanza che si fa? idee, proposte concrete?

  6. #6
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    Andare oltre

  7. #7
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Predefinito Re: Ripartire dalla nostra "Area".

    Testo originale scritto da Saturno
    Sono convinto che è proprio dalla nostra "Area" che occorre ripartire! Quante volte si è fantasticato di impossibili convergenze con gruppi dell'ultra sinistra movimentista?
    :
    Ma poi, nei fatti, si è dovuto amaramente constatare che, soprattutto nell'area dell'estrema sinistra, si è incapaci di abbandonare il "pregiudizio" antifascista e la conseguente tentazione di ricacciarci nelle squallide logiche degli "opposti estremismi".
    Anche quella di cavalcare improbabili "fronti unitari di liberazione", resta solo una vana illusione, dalla quale ci dovremmo una volta e per tutte "liberare"!
    Ma "ripartire dall'area" non vuol dire rassegnarsi a convivere con i suoi limiti, con i suoi attardamenti ed i suoi pregiudizi.
    Vuol dire, al contrario, avviare una vera e propria "rivoluzione culturale" che ne ridefinisca in profondità i riferimenti e le prospettive politiche, avendo ben chiari i problemi e gli scenari del presente. In questa "rivoluzione culturale" dovremmo essere in grado di coinvolgere tutti quegli studiosi, opinionisti politici e culturali, economisti, giuristi, esponenti delle categorie produttive e del mondo scientifico, che si riconoscono, pur se per grandi linee, nelle nostre aspirazioni e nelle nostre battaglie.
    Solo da un grande "laboratorio di idee", potranno essere tracciate le nuove direttrice attraverso le quali ridare un ruolo ed un destino alla nostra gente.
    Vi rimetto queste riflessioni, con la speranza che, all'interno della cosiddetta "destra radicale", si possa aprire un sereno quanto utile dibattito.
    Ita est!
    Purtroppo il lavoro all'esterno in questo tempo di dissoluzione e di disinteresse rischia di essere buttato via (seppu abbia sempre amato la militanza spicciola)....Occorre quindi lavorare su noi stessi per costruire delle vere comunita' ....

  8. #8
    Massimiliano71
    Ospite

    Predefinito Re: Re: Re: Ripartire dalla nostra "Area".

    Testo originale scritto da Léon Degrelle
    tutto condivisibile, ma in sostanza che si fa? idee, proposte concrete?
    Ti faccio l'esempio della Toscana: molte comunità militanti, associazioni e gruppi, parecchi dei quali non appartenenti a partiti hanno inziato a collaborare tra loro nell'organizzazione di manifestazioni, dibattiti, lasciando finalmente in un angolo le pregiudiziali del tipo "te fai parte di questo partito allora vattene...".
    Una di queste associazioni inoltre si occupa anche della vendita di libri e naturalmente le altre realtà anzichè ordinarle direttamente alle librerie li acquistano da questi camerati permettendo loro di avere un incasso continuo.
    A questo aggiungi il fatto che una buona parte di noi svolge lavori attinenti all'ambito legale, amministrativo e tributario: in alcuni casi quando è stato necessario siamo intervenuti ad aiutare singoli camerati con problemi legati alla legge o a proprie attività economiche.
    Quest'ultimo è un tasto che, personalmente, mi preme molto: almeno qui in Toscana molti camerati sono laureati o si stanno laurenado in legge o economia e commercio. Mettere le proprie conoscenze al servizio di altri camerati liberandoli da quelle sanguisughe dei normali avvocati e commercialisti non sarebbe affatto male.
    A questo aggiungi anche il fatto che altri camerati hanno intrapreso o intraprenderanno una propria attività economica imprenditoriale: potrebbe creare ulteriori opportunità di lavoro per altri ragazzi dando loro così la possibilità di continuare la propria militanza.
    Siamo solo all'inizio o, addirittura, non abbiamo nemmeno iniziato, ma come dicevo in un altro 3d i frutti li potremmo iniziare a raccogliere tra una decina d'anni quando le generazioni degli attuali ventenni e trentenni saranno effettivamente e stabilmente inserite nel mondo del lavoro e, spero, anche della cultura.
    Spero di averti chiarito, almeno per sommi capi, quello che intendevo, anche se avrei potuto scriverti almeno per altre tre pagine. Attendo più che volentieri critiche, suggerimenti aggiunte ed anche offese

  9. #9
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Predefinito Re: Re: Re: Ripartire dalla nostra "Area".

    Testo originale scritto da Léon Degrelle
    tutto condivisibile, ma in sostanza che si fa? idee, proposte concrete?
    Stiamo in contatto ci consciamo, facciamo comunita' (che non vuoldire andare a sbevazzare o a cena per parlarsi addosso), creare iniziative editoriali, telematche, gruppi di studio, di discussione, collaborazioni (anche di carattere economico)...ecc. ecc.

  10. #10
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    Predefinito

    Testo originale scritto da frontista
    Secondo me non manca molto che ciò che auspichi divenga realtà.
    Anche perché, ammesso che sia esistita in passato, attualmente non mi sembra identificabile alcuna "area", a meno che non si voglia definire così quella babele di sigle cui facciamo riferimento e che sono divise su tutto, dalle questioni spicciole ai massimi sistemi (concezione di stato confessionale/laico) e che hanno fatto finta di stare insieme sperando in un miracolo della Mussolini (miracolo che non c'è stato).
    Comunque segnali positivi mi sembra che vengano, ultimamente, dalla fiammatricolore che, essendo la più organizzata partiticamente tra le realtà "dell'area" potrebbe aver fiutato qualcosa nell'aria...
    è infatti vi stiamo aspettando

    quanto ci mettete?

 

 
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