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  1. #1
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    Predefinito Domande per gli odierni fascisti

    salve a tutti, sono nuovo ma molto interessato alla discussione con gente di sinistra, di destra e di qualsiasi ideale politico(serio).
    apro questo topic per porgere delle domande agli odierni fascisti.
    Sono domande per poter capire meglio questo punto di vista. Non intendo fare provocazioni o offendere.

    -In cosa differite dal socialismo da cui derivate? la tutela delle fasce più deboli e un importante intervento statale è un'idea comune. Quali sono le differenze? un maggior attaccamento alle proprie radici storiche?

    -In un'ipoteca riedizione del ventennio addottereste ancora un metodo antidemocratico e dittatoriale? nei vostri ideali odierni è prevista una democrazia o cos'altro?

    -Siete favorevoli all'uso della violenza in stile squadrismo per poter arrivare all'obbiettivo finale?

    -Quali sono le vostre idee riguardo al razzismo? e quali le vostre posizioni sull'immigrazione attuale?

    ringrazio tutti quelli che risponderanno in modo serio e ponderato. Il "voi" è chiaramente impersonale, le mie domande si riferiscono quindi agli ideali fascisti odierni, non a singoli punti di vista.
    Vi ringrazio
    Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda

  2. #2
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito Re: Domande per gli odierni fascisti

    Testo originale scritto da Dialogante
    salve a tutti, sono nuovo ma molto interessato alla discussione con gente di sinistra, di destra e di qualsiasi ideale politico(serio).
    apro questo topic per porgere delle domande agli odierni fascisti.
    Sono domande per poter capire meglio questo punto di vista. Non intendo fare provocazioni o offendere.

    -In cosa differite dal socialismo da cui derivate? la tutela delle fasce più deboli e un importante intervento statale è un'idea comune. Quali sono le differenze? un maggior attaccamento alle proprie radici storiche?

    -In un'ipoteca riedizione del ventennio addottereste ancora un metodo antidemocratico e dittatoriale? nei vostri ideali odierni è prevista una democrazia o cos'altro?

    -Siete favorevoli all'uso della violenza in stile squadrismo per poter arrivare all'obbiettivo finale?

    -Quali sono le vostre idee riguardo al razzismo? e quali le vostre posizioni sull'immigrazione attuale?

    ringrazio tutti quelli che risponderanno in modo serio e ponderato. Il "voi" è chiaramente impersonale, le mie domande si riferiscono quindi agli ideali fascisti odierni, non a singoli punti di vista.
    Vi ringrazio

    dunque, innanzitutto benvenuto nel forum...
    rispondere per tutti è impossibile sopratutto nella nostra area cosi frammentata.....quindi ti rispondero secondo quello che penso io...


    -penso che la differenza importante tra noi e il socialismo, sia che il Fascismo è un socialismo possibile, è un socialismo che non si fa strada con l'odio di classe ma al contrario predica la pace sociale e la fine del dissidio capitale-lavoro, è quella terza via tra capitalismo e socialismo che si incentra sulla socializzazione delle aziende, cioè con la partecipazione dei dipendenti ai consigli d'amministrazione (e quindi alle decisioni) e agli utili dell'impresa.
    unità d'intenti tra datori e lavoratori per il bene della comunità nazionale.

    -riedizioni del ventennio non ce ne saranno ne ora ne mai, il fascismo per come si presento allora è finito, anche perchè allora si trattava di un movimento di reduci, figlio della prima guerra mondiale.....era insomma un movimento del suo tempo che va consegnato alla storia e che andrebbe finalmente studiato in modo obbiettivo e libero dall'arroganza culturale delle sinistre antifasciste.
    noi siamo antidemocratici non perchè non vogliamo confrontarci con gli altri ma perchè siamo contro questa democrazia, marionetta dei poteri forti e delle lobby.


    -l'uso della violenza? beh, noi non siamo gandhiani come i verdi, per noi la violenza quando non è gratuita ma è indirizzata a un fine è legittima.
    ma il problema oggi è, conviene usarla? secondo me no, la violenza oggi serve solo ad isolarci ancora di più dalla società che noi invece dovremmo avvicinare. oggi la vera violenza è la visibilità sui mezzi di comunicazione..
    guardate Berlusconi, è a capo di un partito di intrallazzatori e arrampicatori sociali, eppure è capo del governo grazie ai miliardi spesi per la propaganda elettorale sopratutto televisiva, questa è la vera violenza di oggi perchè è il miglior modo per convincere l'italiano medio borghese seduto sul divano a nutrirsi di stronzate da televisione...


    -la parola razzismo ormai ha raggiunto oggi un carattere molto negativo, parliamo di differenzialismo, cioè di riconoscere l'esistenza di diverse razze, contro la visione egualitaria e multirazziale dei buonisti di destra e sinistra che stanno distruggendo la nostra identità e la nostra tradizione.



    spero di aver risposto in modo esauriente...

  3. #3
    Nuovo Iscritto
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    sobborghi veneti
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    Predefinito

    risposta estremamente interessante e utile, ti ringrazio.
    Tuttavia vorrei continuare la discussione per chiarire alcuni concetti
    -la socializzazione delle aziende non è un punto in comune con il socialismo? se mi sbaglio, sai dirmi qual'è la differenza per favore?

    -la forma di governo che allora prediligereste qual'è? una democrazia organizzata in altro modo?
    quale trattaemnto per l'opposizione, se ne è prevista una?

    -la differenziazione tra razze è una sorta di divisione in base alle varie caratteristiche/abilità di ogni razza?
    su cosa si basa?

    -un'altra domanda: qual'è la vostra posizione riguardo al raporto con la chiesa e con la religione cattolica?
    avete idee laiche o siete d'accordo con un ingerenza vaticana?

    grazie
    Il fatto che un'opinione sia ampiamente condivisa non è affatto una prova che non sia completamente assurda

  4. #4
    Cuore Nero
    Ospite

    Predefinito

    Testo originale scritto da Dialogante
    risposta estremamente interessante e utile, ti ringrazio.
    Tuttavia vorrei continuare la discussione per chiarire alcuni concetti
    -la socializzazione delle aziende non è un punto in comune con il socialismo? se mi sbaglio, sai dirmi qual'è la differenza per favore?

    -la forma di governo che allora prediligereste qual'è? una democrazia organizzata in altro modo?
    quale trattaemnto per l'opposizione, se ne è prevista una?

    -la differenziazione tra razze è una sorta di divisione in base alle varie caratteristiche/abilità di ogni razza?
    su cosa si basa?

    -un'altra domanda: qual'è la vostra posizione riguardo al raporto con la chiesa e con la religione cattolica?
    avete idee laiche o siete d'accordo con un ingerenza vaticana?

    grazie

    ecco, adesso scendi nel particolare quindi avrai una risposta diversa da ogni forumista, sopratutto sull'ultimo punto che è un punto dolente...quello della religione cristiana...

    -la socializzazione delle aziende è un punto in comune con il socialismo (non mi riferisco ai partiti socialisti di oggi tipo Nuovo PSI visto che non so se la contemplano ma al socialismo riformista in generale), ma sopratutto anche con la nostra Costituzione che ne parla se non mi sbaglio nell'articolo 46, ovviamente mai applicato.
    noi non chiediamo altro che l'applicazione della costituzione, e non è una cosa che avviene spesso da parte nostra.
    ovviamente non siamo socialisti massimalisti (tranne qualcuno), cioè io non sono per l'abolizione della proprietà privata, anzi sono per tutelare la piccola proprietà e colpire le grandi proprietà. penso sia questa la differenza tra noi e la sinistra radicale.
    insomma io non vedo come ladro chiunque ha la partita IVA, nonostane la mia famiglia sia una famiglia di lavoratori dipendenti.



    -mah, sulla forma di governo non ho le idee molto chiare.....sicuramente sono per una repubblica presidenziale..dove una delle due camere parlamentari sia riservata ai rappresentanti delle categorie lavorative.....questa è la più alta forma di democrazia.
    il trattamento dell'opposizione, niente vioenza l'ho gia detto prima, oggi non conviene....
    solo i centri sociali penso verrebbero chiusi a ferro e fuoco..insieme alla messa al bando della massoneria e delle sette segrete.


    - per me esistono razze che nella storia sono riuscite a fare grandi cose e razze che non ci sono riuscite, quindi è ovvio che non siamo tutti uguali, che chi ha più capacità e superiorità di valori...
    ma ad oggi, sarebbe gia una vittoria far passare la teoria che le razze esistono perchè il sinistrato medio crede ancora alle fiabe tipo "le razze non esistono" ...
    poi sulle razze ti rimando ad altri forumisti più esperti....


    - sull'ultimo punto ti rispondo secondo il mio pensiero di cristiano....sono contro l'ingerenza del vaticano ma sono per riconoscere alla religione cattolica una posizione di riguardo rispetto alle altre religioni....
    inoltre sono per la chiusura di moschee e sinagoghe perchè si tratta di religioni estranee alla nostra tradizione...
    altri forumisti atei o addirittura filoislamici ti risponderanno in modo molto diverso..

  5. #5
    fedalmor
    Ospite

    Predefinito Re: Domande per gli odierni fascisti

    Testo originale scritto da Dialogante
    salve a tutti, sono nuovo ma molto interessato alla discussione con gente di sinistra, di destra e di qualsiasi ideale politico(serio).
    apro questo topic per porgere delle domande agli odierni fascisti.
    Sono domande per poter capire meglio questo punto di vista. Non intendo fare provocazioni o offendere.
    Benvenuto.


    -In cosa differite dal socialismo da cui derivate? la tutela delle fasce più deboli e un importante intervento statale è un'idea comune. Quali sono le differenze? un maggior attaccamento alle proprie radici storiche?
    Non è "propriamente" una differenza, quanto un'evoluzione: se il comunismo è una teoria socialista anti-nazionale e anti-statale, internazionalista in senso ecumenico e materialista, il fascismo è un'evoluzione nazionalista, statalista ed etno-identitaria del socialismo, che si pone l'obiettivo economico del superamento del corporativismo, - la cosiddetta "socializzazione" dell'RSI del '43 - l'ambizione paideutica di un'educazione di Stato, fortemente permeata di storia e cultura occidentale (dalla Grecia classica al Terzo Reich, - ora che, ahinoi, non è più attualità - dal medioevo alla "questione palestinese"), la concezione spirituale della vita (sia essa laica, pagana o, cristiana), il recupero dei valori tradizionali - che va di pari passo con l'educazione - e la salvaguardia geopolitica e culturale delle identità nazionali (in primis, la propria, ma - specie in questo contesto "mondialista" - anche quella dei popoli europei, mediorientali e asiatici), il protezionismo sul prodotto italiano (da non confondere con un'improbabile autarchia "post litteram") e - più in generale - volta al primato degli Italiani, riconoscendo nello Stato nazionale il macro-cosmo ideale per il superamento di "urbanismi", "provincialismi" e "regionalismi", che permangono a livello culturale e tradizionale e di costume a formare la "koiné" linguistica, letteraria, artistica e culturale dell'Italia unita.


    -In un'ipoteca riedizione del ventennio addottereste ancora un metodo antidemocratico e dittatoriale? nei vostri ideali odierni è prevista una democrazia o cos'altro?
    Ogni epoca fa storia a sé: nessuno vuole una "restaurazione" del ventennio, non tanto per un giudizio formalmente negativo - come sono soliti esprimersi "gli altri" - quanto per la consapevolezza che, cambiati i tempi, non sarebbe più né possibile né auspicabile un ritorno retrogrado ad un'esperienza conclusa. Il fascismo è futurista, "progressista", non reazionario: sebbene le prerogative storico-culturali abbiano sovente la meglio sulla "real politik", è opinione comune che il fascismo debba avere, oggi, un ruolo diverso da quello di ieri, senza per questo dover rinunciare ai valori cardine che ne costituiscono l'essenza.


    -Siete favorevoli all'uso della violenza in stile squadrismo per poter arrivare all'obbiettivo finale?
    Lo "squadrismo" s'inserisce in un contesto in cui la violenza politica era prassi comune: il tanto osannato Giolitti non si scomponeva a far sparare ai sindacalisti in sciopero, anche se nessuno l'ha mai condannato per questo. Allo stesso modo, il fascismo ha usato nei primi del novecento gli strumenti che erano propri di quell'epoca, esattamente come il nazional-socialismo in Germania, il comunismo sovietico in Russia e per giunta anche il capitalismo consumista negli Stati Uniti (vedasi la "questione sindacale" prima e l'anti-comunismo poi e l'imperialismo poi). L'unico errore che hanno fatto - i Tedeschi, peraltro - è stato quello d'appuntare ciò che accadeva. I Russi che hanno fatto sparire tutto hanno provocato danni ben peggiori, ma tra la vittoria della guerra e il nuovo blocco anti-atlantico che ha avuto collaborazionisti in Europa e soprattutto in Italia s'è insabbiato tutto. Ancor oggi è difficile che ri-emerga, e comunque non sarà mai condannato come il nazional-socialismo o, il fascismo... per tutta una serie di ragioni. Detto questo, lo squadrismo oggi non servirebbe a nulla, e non sempre <<il fine giustifica i mezzi>>.


    -Quali sono le vostre idee riguardo al razzismo? e quali le vostre posizioni sull'immigrazione attuale?
    L'immigrazione non è una soluzione. Basterebbe questo "slogan": non favorisce lo sviluppo del terzo mondo, non ri-equilibra la distribuzione mondiale delle risorse economiche, non crea alcun progresso umano. Al contrario, genera contrasti culturali insanabili che creano vere e proprie guerre civili e terroristiche, siano esse di religione, di razza e/o etnia o, quant'altro. Il "razzismo" è un modo distorto di vedere l'etno-identitarismo: è uno stupido sillogismo della serie <<se difendo la mia identità significa che la ritengo superiore, ergo devo distruggere tutte le altre>>. È un discorso che può avere validità - certo negativa - per la religione, che prevede e giustifica solo se stessa e, dunque, in virtù di un sapere epistemico non può controllare ciò che la nega. Il nazionalismo e l'identitarismo etnico sono due discorsi ben diversi: dal protezionismo e la salvaguardia della propria cultura e dei propri valori può emergere un dialogo internazionale e intercomunitario che arricchisca, in ogni senso, l'esperienza umana... ma dalla distruzione dei propri valori e la non curanza verso la propria cultura non può che sorgere una sommissione incondizionata all'identità più forte "sulla piazza", che nel mondo moderno si traduce in filo-americanismo becero in stile "McDonald's"; un impoverimento che crea danni tali all'Europa e all'Italia da non essere né indipendenti né (quindi liberi) nella propria auto-gestione e nella politica internazionale, perché proni all'interesse americano, un padrone di cui siamo servi, consapevoli o inconsapevoli, perché preferiamo la sua cultura e la sua economia alla nostra, pur avendo abitudini in entrambi i sensi inconciliabili. Gli Stati Uniti vanno bene in America, non in Italia dove le dimensioni sono ridotte, c'è un forte campanilismo e una tradizione storico-culturale millenaria: un popolo senza storia e senza cultura può permettersi un nichilismo materialista simile perché non conosce altro, ma nel "vecchio continente" non si può buttare al macero un'esperienza secolare in virtù di nuovi pseudo-valori che possono avere un senso d'aggregazione solo negli Stati Uniti, per tutta una serie di motivazioni.

    Per questo motivo, l'immigrazione non è concepibile, perché anzitutto crea una nuova servitù, quindi perché genera destabilizzazioni in loco, che siano criminali o, culturali o, morali: ogni cultura è fortemente legata al territorio in cui si sviluppa e incompatibile con un territorio e con una popolazione dalla diversa conformazione e di abitudini e tradizioni diverse. Come sarebbe improponibile che un Italiano adottasse in Iraq le proprie abitudini, così è altamente improbabile che un Pakistano trovi in Italia la sua "Mecca": e non è per disgusto o, denigrazione delle altrui prerogative, quanto per lucida riflessione sul contesto geopolitico proprio e altrui. Perché generare incompatibiltà in patria, quando si può stimolare e accrescere se stessi, comunque in un contesto di sviluppo anti-colonialista ed equamente sostenibile!? Non è razzismo: non c'è simpatia o, antipatia per questo o, quel popolo... si tratta semplicemente di una posizione ponderata. Terrorismo o, non terrorismo che sia.


    ringrazio tutti quelli che risponderanno in modo serio e ponderato. Il "voi" è chiaramente impersonale, le mie domande si riferiscono quindi agli ideali fascisti odierni, non a singoli punti di vista.
    Vi ringrazio
    Non esiste un modo impersonale di trattare le cose. Né in politica, né in nessun altro ambito. E per noi fascisti, che siamo anche individualisti (ma non nel significato più egoistico del termine), è improponibile. Mi auguro ti possa andar bene comunque...

  6. #6
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    Predefinito Re: Re: Domande per gli odierni fascisti

    Testo originale scritto da Avanguardista


    -riedizioni del ventennio non ce ne saranno ne ora ne mai, il fascismo per come si presento allora è finito, anche perchè allora si trattava di un movimento di reduci, figlio della prima guerra mondiale.....era insomma un movimento del suo tempo che va consegnato alla storia e che andrebbe finalmente studiato in modo obbiettivo e libero dall'arroganza culturale delle sinistre antifasciste.
    noi siamo antidemocratici non perchè non vogliamo confrontarci con gli altri ma perchè siamo contro questa democrazia, marionetta dei poteri forti e delle lobby.



    spero di aver risposto in modo esauriente...
    Non puoi rispondere a domande rivolte ai "Fascisti" ed avere questa visione...

    Se il Fascismo è finito tu allora cosa sei?

    Nelle altre risposte hai attinto appieno alla dottrina del Fascismo... allora il Fascismo è ancora vivo e applicabile.

    Perchè dobbiamo ancora avere paura del Fascismo? Per rendere grazia ai compagni e per avere il permesso di parlare?

    Quanto ci fa paura la parola Fascismo... più a noi che al resto del mondo...

  7. #7
    Cuore Nero
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    Predefinito Re: Re: Re: Domande per gli odierni fascisti

    Testo originale scritto da Nolan
    Non puoi rispondere a domande rivolte ai "Fascisti" ed avere questa visione...

    Se il Fascismo è finito tu allora cosa sei?

    Nelle altre risposte hai attinto appieno alla dottrina del Fascismo... allora il Fascismo è ancora vivo e applicabile.

    Perchè dobbiamo ancora avere paura del Fascismo? Per rendere grazia ai compagni e per avere il permesso di parlare?

    Quanto ci fa paura la parola Fascismo... più a noi che al resto del mondo...


    no, guarda....non hai capito il senso di quello che ho detto...
    io non ho assolutamente paura a definirmi fascista....
    ho detto semplicemente che il Fascismo PER COME SI PRESENTO' ALLORA E' FINITO.....
    il Fascismo come fenomeno del novecento è finito....le idee per fortuna rimangono ....

  8. #8
    fedalmor
    Ospite

    Predefinito

    Testo originale scritto da Dialogante

    -la socializzazione delle aziende non è un punto in comune con il socialismo? se mi sbaglio, sai dirmi qual'è la differenza per favore?
    È una prospettiva differente. Non c'è abolizione della proprietà privata, perché il diritto alla proprietà è inalienabile. Non più case popolari in sub-affitto statale (che pure un tempo hanno avuto un senso e sono state dal fascismo stesso istituite), ma case di proprietà (come il mutuo sociale): non aziende di Stato, ma interventismo dello Stato nell'economia ed equità/abolizione del padronato attraverso la socializzazione che è partecipativa agli utili in percentuale all'investimento, economico o lavorativo che sia, parimenti tutelato dallo Stato. Non è una "dittatura del proletariato", ma la distruzione del proletariato stesso come classe sociale: differenziazione dell'individuo su base meritocratica.


    -la forma di governo che allora prediligereste qual'è? una democrazia organizzata in altro modo?
    quale trattaemnto per l'opposizione, se ne è prevista una?
    Meritocrazia: aristocrazia basata sulle capacità dell'individuo. Non c'è una "maggioranza" o, un'"opposizione", perché ad essere eletto è l'individuo, non il partito. In uno Stato che si riconosce sui princìpi fondamentali del fascismo non c'è bisogno di strumentali divisioni partitiche: è la forma di Stato - fascista - che genera la forma di governo.


    -la differenziazione tra razze è una sorta di divisione in base alle varie caratteristiche/abilità di ogni razza?
    su cosa si basa?
    Non c'è alcuna differenziazione razziale, perché semplicemente non sono previste etnie diverse da quelle autoctone. Il rapporto extrastatale è paritario: io, Italiano, mi confronto con un Palestinese sullo stesso livello, nel dibattito internazionale, mentre sul mio territorio il Palestinese è ospite e io nel suo. Un concetto già ellenico che nessuno, specie la sinistra "socratica", ha mai condannato... ma, se a sostenerlo è un fascista, allora subentra la pregiudiziale.


    -un'altra domanda: qual'è la vostra posizione riguardo al raporto con la chiesa e con la religione cattolica?
    avete idee laiche o siete d'accordo con un ingerenza vaticana?

    grazie
    Qui tocchi un punto dolente. Il mio rapporto sarebbe di convivenza diffidente: completa e formale rinuncia a tutto ciò che è temporale, libertà di culto condizionata - come per le altre religioni - alla propaganda politica eventualmente prodotta in tali sedi.

  9. #9
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    Benvenuto Dialogante! Spero che questo 3D abbia un lungo seguito... hai sollevato tematiche interessanti la cui discussione contribuirà a far emergere punti in comune e in contrasto all'interno di Dx Radicale.
    Per il momento ascolto.........

  10. #10
    Evoliano di sinistra
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    Prossimo al nulla, laggiu' nell'abisso io conduco da solo la mia lotta.......In ogni caso nessun rimorso
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    Predefinito Re: Domande per gli odierni fascisti

    Testo originale scritto da Dialogante
    salve a tutti, sono nuovo ma molto interessato alla discussione con gente di sinistra, di destra e di qualsiasi ideale politico(serio).
    apro questo topic per porgere delle domande agli odierni fascisti.
    Sono domande per poter capire meglio questo punto di vista. Non intendo fare provocazioni o offendere.

    -In cosa differite dal socialismo da cui derivate? la tutela delle fasce più deboli e un importante intervento statale è un'idea comune. Quali sono le differenze? un maggior attaccamento alle proprie radici storiche?

    -In un'ipoteca riedizione del ventennio addottereste ancora un metodo antidemocratico e dittatoriale? nei vostri ideali odierni è prevista una democrazia o cos'altro?

    -Siete favorevoli all'uso della violenza in stile squadrismo per poter arrivare all'obbiettivo finale?

    -Quali sono le vostre idee riguardo al razzismo? e quali le vostre posizioni sull'immigrazione attuale?

    ringrazio tutti quelli che risponderanno in modo serio e ponderato. Il "voi" è chiaramente impersonale, le mie domande si riferiscono quindi agli ideali fascisti odierni, non a singoli punti di vista.
    Vi ringrazio
    Ti rispondero' in modo personale, e cioe' come aplico la mia visione del mondo (con tutti i miei limiti) ai temi da te posti:
    -1 Senza problemi anche su questo forum ho potato avanti visioni in ambito economico estremamente socialiste, arrivando a teorizzare coerentemente con una platonica visione comunistico-aristocratica l'abolizione della proprieta' privata....Le differenze col pensiero socialista classico e quello comunista sono in radice, in quanto essi partendo da una visione del mondo e della vita solamente economico-proprietaria e credendo nell'eguaglianza di tutti gli uomini, credono di realiizzare la giustizia sociale e l'eguaglianza sopra citata.
    Noi crediamo che ogni uomo e' qualitativamente diverso l'uno dall'altro e che debba occupare il proprio posto all'interno della comunita' coerentemente col proprio essere.
    Quindi noi ci battiamo per l'instaurazione di un ordine gerarchico fondato sul cio' che si e' loro i social-comunisti affermano un sistema che comunque si fonda sul cio' che si possiede proprio come il liberal-capitalismo
    2 Credo che la democrazia sia una delle piu' grosse ingiustizie mai esistite, equiparare tutti gli uomini ed illuderli di essere liberi perche' si mandano a votare una volta l'anno e' aberrante....non credo altresi' nella riedizione di un ventennio, il Fascismo e' morto in armi 60 anni fa oggi sono ancora vivi e perenni i principi e gli ideali che lo hanno animato, principi, ideali e valori che attraversano ed hanno attraversato 5000 anni di storia europea;
    3) Ammetto e condivido l'uso politico della violenza, in un periodo di transizione rivoluzionaria tutto e' ammesso.....Quello che non ammetto e' la metodologia del terrore tramite le bombe che colpiscono la popolazione civile, attribuita 30 anni fa ai fascisti ed oggi agli integralisti islamici
    4)Non mi piace definirmi razzista in quanto questo concetto rimanda a troppo a borghesi paure del diverso...Io non ho paura di nessumo, amo le diversita' e combatto per la salvaguardia di esse. Credo fermamente nell'esistenza delle razze umane e voglia la salvaguardia delle differenze di esse...Mi definisco razzialista o razzista differenzialista.
    Sono fermamente contrario all'immigrazione, longa mano del sistema capitalista e globalizzatore, e naturalmente rifiuto la societa' multirazziale

 

 
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