Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 22
  1. #1
    Cavaliere d'oro
    Data Registrazione
    12 Dec 2003
    Località
    L'ultima ridotta d'Italia
    Messaggi
    13,879
     Likes dati
    3,668
     Like avuti
    1,628
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Wink Per una jihad giudeo-cristiano

    Mentre noi consentiamo che accanto alle chiese delle nostre parrocchie fioriscano moschee, nella stragrande maggioranza dei paesi musulmani non è concesso costruire una chiesa. Peggio, mentre i musulmani non consentono la reciprocità dei nostri principi e valori, noi ci concediamo la decostruzione relativistica di quegli stessi princìpi e valori e teorizziamo il dialogo, anche quando - come scrive ancora padre Gheddo - "occorre riconoscere che il dialogo come lo concepivano i padri del Concilio ha portato scarsi frutti". Forse mi sbaglio o mi preoccupo inutilmente. Ma vedo un rischio: che il timore delle scelte induca i cristiani a pensare che, se il cristianesimo comporta oneri gravosi, allora è meglio affievolire la fede, indulgere al dialogo a qualunque costo o abbassare la voce piuttosto che rischiare un conflitto. Ma il cristiano debole, come il pensatore debole, alla fine diventa un cristiano arrendevole.

    Un esempio di questa debolezza mi sembra di poterlo scorgere nel modo in cui è stata affrontata e si è negativamente risolta la questione del richiamo alle radici cristiane nel preambolo della Costituzione dell'Europa unita. Perché è andata così? Non perché non sia vero che l'Europa non abbia radici cristiane. Tutto il contrario. E' vero che la maggior parte delle nostre conquiste derivano, positivamente o criticamente, da lì, dal messaggio del Dio che si è fatto uomo. E' vero che, senza questo messaggio, che ha trasformato gli individui in persone, essi non avrebbero dignità. E' vero che i nostri valori, diritti e doveri di uguaglianza, tolleranza, rispetto, solidarietà, compassione, nascono da quel sacrificio di Dio. E' vero che il nostro atteggiamento verso gli altri - di qualunque condizione o ceto o aspetto o cultura essi siano - dipende dalla rivoluzione cristiana. E' vero che le nostre stesse democrazie ne sono informate, compreso quella preziosa laicità delle istituzioni che distingue ciò che è di Dio da ciò che è di Cesare, ciò che è dello Stato da ciò che è dell'individuo. E così via.

    E allora, perché è andata così? Perché lo stesso appello insistente del Papa non è stato accolto? Perché i popoli cristiani dell'Europa non si sono mobilitati per innalzare la loro bandiera, mentre a milioni si sono messi in marcia per la pace e il dialogo anche con coloro che attaccano espressamente i valori fondanti dell'Occidente? La mia risposta è: perché - nell'era del relativismo trionfante - il vero non esiste più, la missione del vero è considerata fondamentalismo, e la stessa affermazione del vero fa paura o solleva timori. Forse si sta avverando la profezia negativa della Veritatis splendor (n.101), l'"alleanza fra democrazia e relativismo etico".

    Il relativismo - e questa è la vera ragione morale della mia critica ad esso - affievolisce le nostre difese culturali e ci prepara o rende inclini alla resa. Perché ci fa credere che non c'è niente per cui valga combattere e rischiare. Perché non ci dà più argomenti o ce ne dà di sbagliati persino quando altri volesse toglierci il Crocifisso dalle scuole. O perché, mentre vuol farci credere di essere alla base dello Stato laico, liberale e democratico, alla fine, messo alle strette, si converte in quel dogmatismo laicista di Stato che vieta alle ragazze di fede islamica di indossare lo hijab a scuola.

    Lo sbadiglio dell'Occidente
    Sono alla conclusione. Mi si potrà chiedere: ma perché combattere e rischiare? C'è forse una guerra? La mia risposta è: dall'Afghanistan al Kashmir alla Cecenia alle Filippine all'Arabia Saudita al Sudan alla Bosnia al Kosovo alla Palestina alla Turchia all'Egitto all'Algeria al Marocco, e altrove, in gran parte del mondo islamico e arabo gruppi consistenti di fondamentalisti, radicali, estremisti - Talebani, al Qaeda, Hezbollah, Hamas, Fratelli musulmani, Jihad islamica, Gruppo armato islamico, e molti altri ancora - hanno dichiarato guerra all'Occidente, la jihad. Lo hanno detto, scritto, diffuso a chiare lettere. Perché non prenderne atto?

    Si dirà: sono atti di terrorismo da parte di gruppi di fanatici. Rispondo: temo di no, il terrorismo è lo strumento di una guerra culturale e armata. Si dirà ancora: non si può a nostra volta combattere con le armi. Rispondo: spero sinceramente che non si debba, ma se, come già accade, l'Occidente fosse costretto ad usare la forza, perché escluderla? Se la forza giusta e di difesa, lo stesso cristianesimo non ammette forse una forza giusta e per difesa?

    Non mi si fraintenda, per disattenzione o magari deliberatamente. Non si speculi sotto o dietro le mie parole. Non sto perorando una dichiarazione di guerra dell'Occidente. Sto perorando un'altra cosa, che a me sembra anche più importante: sto perorando la consapevolezza che esiste un conflitto di cultura e in armi che alcuni - molti, troppi - hanno dichiarato all'Occidente. Non sto chiedendo il rifiuto del dialogo. Sto chiedendo un'altra cosa, che è più fondamentale: sto chiedendo la consapevolezza che il dialogo non serve a niente se, in anticipo, uno dei dialoganti dichiara che una tesi vale l'altra. Questa duplice consapevolezza la vedo poco presente in Occidente, soprattutto in Europa. E non la trovo diffusa nello stesso cristianesimo europeo, che a me oggi appare timido, sconcertato, angosciato. C'è una ragione profonda di questa scarsa consapevolezza, che capisco e rispetto. L'idea stessa di una guerra di civiltà o di religione fa paura. Accanto a questa che capisco, c'è una ragione che invece non capisco: si tratta dell'idea della "colpa dell'Occidente".

    Ora, l'Occidente è costato al mondo colonialismo, imperialismo, nazionalismo, antisemitismo, nazismo, fascismo, comunismo. Avendo mangiato i frutti avvelenati dell'albero della conoscenza, non è un paradiso terrestre. E però non possiamo fermarci agli errori e anche orrori dell'Occidente. Se si deve fare un bilancio corretto, occorre mettere i meriti accanto ai torti, e se si vuole celebrare un processo equo, occorre contrapporre la difesa all'accusa. "La civiltà occidentale - ha affermato un penetrante scrittore, Pietro Citati - ha grandissime colpe, come qualsiasi civiltà umana. Ha violato e distrutto continenti e religioni. Ma possiede un dono che nessuna altra civiltà conosce: quello di accogliere... tutte le tradizioni, tutti i miti, tutte le religioni, tutti o quasi tutti gli esseri umani" (P. Citati, "L'Occidente senza forza e l'esercito del terrore", Repubblica, 31 marzo 2004). E un altro grande scrittore, Mario Vargas Llosa, ha detto della civiltà occidentale: "il suo merito più significativo, quello che, forse, costituisce un ‘unicum' nell'ampio ventaglio delle culture mondiali... è stata la capacità di fare autocritica" (M. Vargas Llosa, "Occidente. L'agonia del paradiso", La Stampa, 18 aprile 2004).

    Fare autocritica, ammettere gli errori, correggerli, punire chi ha sbagliato, è linguaggio e dovere laico. Riconoscere le colpe ed espiarle è espressione ed esperienza cristiana. Si può seguire l'una o l'altra strada, ma non possiamo dimenticarci chi siamo, chi vogliamo essere, chi dobbiamo essere. "La democrazia - ha scritto ancora Vargas Llosa - è un evento che provoca sbadigli nei paesi in cui esiste uno stato di diritto". Spero che non sia così. Ma se lo è, allora, io credo, dobbiamo cominciare a stropicciarci gli occhi e a svegliarci.

    Marcello Pera
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  2. #2
    Guido Keller
    Ospite

    Predefinito

    e perchè non solo cristiana??

    perchè continuare a dunire due cose inavvicinabili?

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    03 Jun 2003
    Località
    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
    Messaggi
    8,772
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Per una jihad giudeo-cristiano

    Originally posted by Rick Hunter
    nella stragrande maggioranza dei paesi musulmani non è concesso costruire una chiesa.
    Nestoriani, Caldei, Copti... a me mi risulta che le chiese le abbiano.

  4. #4
    email non funzionante
    Data Registrazione
    03 Jun 2003
    Località
    Umbria. Dove regna "Il Capitale" oggi più spietatamente. Votano la guerra, parlano di pace... sinistra "radikale", sei peggio dell'antrace ! Breaking news: (ri)nasce il partito dell'insurrezione !
    Messaggi
    8,772
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Viva il Jihad tao-buddhista !

  5. #5
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    22 Jul 2002
    Messaggi
    17,110
     Likes dati
    18
     Like avuti
    1,849
    Mentioned
    24 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Ah, certamente infatti i giudeocristiani non fanno niente :Afganinstan , Irak, palestina..non ci sono battaglie di sorta.
    La famosa artista idolo delle folle :" si figuri che uno ha addirittura scritto che avrei dovuto investire i MIEI soldi comprando un bar! Io!!!! La barista!!!!"

  6. #6
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    12 Apr 2009
    Messaggi
    15,823
     Likes dati
    10
     Like avuti
    232
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    un ragionamento degno di Al Zarqawi... come diceva il vecchio? la religione, oppio dei popoli

    Paolo

  7. #7
    esterno alla massa
    Data Registrazione
    30 Mar 2009
    Località
    RDS
    Messaggi
    5,043
     Likes dati
    323
     Like avuti
    1,022
    Mentioned
    16 Post(s)
    Tagged
    2 Thread(s)

    Predefinito

    Rick Hunter mi faresti una cortesia?
    Non postare più articoletti di quello squallido individuo, pera marcia.
    Posta articoli anche dei più stupidi, dei piu filo americani, di tutti quelli che vuoi - io li leggerò.
    Ma quelli di pera marcia non li leggerò perchè costui oltre ad essere uno stupido è una persona falsa.

  8. #8
    Cavaliere d'oro
    Data Registrazione
    12 Dec 2003
    Località
    L'ultima ridotta d'Italia
    Messaggi
    13,879
     Likes dati
    3,668
     Like avuti
    1,628
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    Originally posted by Galois
    Rick Hunter mi faresti una cortesia?
    Non postare più articoletti di quello squallido individuo, pera marcia.
    Posta articoli anche dei più stupidi, dei piu filo americani, di tutti quelli che vuoi - io li leggerò.
    Ma quelli di pera marcia non li leggerò perchè costui oltre ad essere uno stupido è una persona falsa.
    Nessuno ti obbliga mi pare.
    Quando le armi saranno fuorilegge, solo i fuorilegge avranno le armi

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    21 Oct 2004
    Messaggi
    15,123
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito

    C'è un UNICO errore in quest'articolo di Pera: quando afferma che l'Islam ha dichiarato guerra all'Occidente.
    In realtà l'Islam non ha dichiarato guerra all'Occidente MA AL MONDO INTERO.
    I musulmani sono in guerra con i buddisti, i confuciani, gli animisti, gli indù, i cristiani, gli ebrei......tutti quelli che non sono islamici.
    In 1400 anni l'Islam non ha mai dato nè avuto un solo giorno di pace. Dovunque sono maggioranza islamizzano la minoranza, dovunque sono minoranza in aumento (Europa) si preparano a fare altrettanto, dovunque sono in minoranza statica (Filippine, Kashmir) cercano di separarsi. Sanno stare solo dove sono tutti islamici, se no sono sfracelli.
    Questa setta guerriera fagocita e omologa a forza qualsiasi cultura diversa. In tutto il mondo i confini tra Islam e Dhar Al Harb grondano sangue a fiotti!

  10. #10
    Forumista esperto
    Data Registrazione
    06 Mar 2002
    Località
    A, A
    Messaggi
    25,261
     Likes dati
    1
     Like avuti
    7
    Mentioned
    1 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Per una jihad giudeo-cristiano

    Originally posted by Rick Hunter
    Mentre noi consentiamo che accanto alle chiese delle nostre parrocchie fioriscano moschee, nella stragrande maggioranza dei paesi musulmani non è concesso costruire una chiesa. Peggio, mentre i musulmani non consentono la reciprocità dei nostri principi e valori, noi ci concediamo la decostruzione relativistica di quegli stessi princìpi e valori e teorizziamo il dialogo, anche quando - come scrive ancora padre Gheddo - "occorre riconoscere che il dialogo come lo concepivano i padri del Concilio ha portato scarsi frutti". Forse mi sbaglio o mi preoccupo inutilmente. Ma vedo un rischio: che il timore delle scelte induca i cristiani a pensare che, se il cristianesimo comporta oneri gravosi, allora è meglio affievolire la fede, indulgere al dialogo a qualunque costo o abbassare la voce piuttosto che rischiare un conflitto. Ma il cristiano debole, come il pensatore debole, alla fine diventa un cristiano arrendevole.

    Un esempio di questa debolezza mi sembra di poterlo scorgere nel modo in cui è stata affrontata e si è negativamente risolta la questione del richiamo alle radici cristiane nel preambolo della Costituzione dell'Europa unita. Perché è andata così? Non perché non sia vero che l'Europa non abbia radici cristiane. Tutto il contrario. E' vero che la maggior parte delle nostre conquiste derivano, positivamente o criticamente, da lì, dal messaggio del Dio che si è fatto uomo. E' vero che, senza questo messaggio, che ha trasformato gli individui in persone, essi non avrebbero dignità. E' vero che i nostri valori, diritti e doveri di uguaglianza, tolleranza, rispetto, solidarietà, compassione, nascono da quel sacrificio di Dio. E' vero che il nostro atteggiamento verso gli altri - di qualunque condizione o ceto o aspetto o cultura essi siano - dipende dalla rivoluzione cristiana. E' vero che le nostre stesse democrazie ne sono informate, compreso quella preziosa laicità delle istituzioni che distingue ciò che è di Dio da ciò che è di Cesare, ciò che è dello Stato da ciò che è dell'individuo. E così via.

    E allora, perché è andata così? Perché lo stesso appello insistente del Papa non è stato accolto? Perché i popoli cristiani dell'Europa non si sono mobilitati per innalzare la loro bandiera, mentre a milioni si sono messi in marcia per la pace e il dialogo anche con coloro che attaccano espressamente i valori fondanti dell'Occidente? La mia risposta è: perché - nell'era del relativismo trionfante - il vero non esiste più, la missione del vero è considerata fondamentalismo, e la stessa affermazione del vero fa paura o solleva timori. Forse si sta avverando la profezia negativa della Veritatis splendor (n.101), l'"alleanza fra democrazia e relativismo etico".

    Il relativismo - e questa è la vera ragione morale della mia critica ad esso - affievolisce le nostre difese culturali e ci prepara o rende inclini alla resa. Perché ci fa credere che non c'è niente per cui valga combattere e rischiare. Perché non ci dà più argomenti o ce ne dà di sbagliati persino quando altri volesse toglierci il Crocifisso dalle scuole. O perché, mentre vuol farci credere di essere alla base dello Stato laico, liberale e democratico, alla fine, messo alle strette, si converte in quel dogmatismo laicista di Stato che vieta alle ragazze di fede islamica di indossare lo hijab a scuola.

    Lo sbadiglio dell'Occidente
    Sono alla conclusione. Mi si potrà chiedere: ma perché combattere e rischiare? C'è forse una guerra? La mia risposta è: dall'Afghanistan al Kashmir alla Cecenia alle Filippine all'Arabia Saudita al Sudan alla Bosnia al Kosovo alla Palestina alla Turchia all'Egitto all'Algeria al Marocco, e altrove, in gran parte del mondo islamico e arabo gruppi consistenti di fondamentalisti, radicali, estremisti - Talebani, al Qaeda, Hezbollah, Hamas, Fratelli musulmani, Jihad islamica, Gruppo armato islamico, e molti altri ancora - hanno dichiarato guerra all'Occidente, la jihad. Lo hanno detto, scritto, diffuso a chiare lettere. Perché non prenderne atto?

    Si dirà: sono atti di terrorismo da parte di gruppi di fanatici. Rispondo: temo di no, il terrorismo è lo strumento di una guerra culturale e armata. Si dirà ancora: non si può a nostra volta combattere con le armi. Rispondo: spero sinceramente che non si debba, ma se, come già accade, l'Occidente fosse costretto ad usare la forza, perché escluderla? Se la forza giusta e di difesa, lo stesso cristianesimo non ammette forse una forza giusta e per difesa?

    Non mi si fraintenda, per disattenzione o magari deliberatamente. Non si speculi sotto o dietro le mie parole. Non sto perorando una dichiarazione di guerra dell'Occidente. Sto perorando un'altra cosa, che a me sembra anche più importante: sto perorando la consapevolezza che esiste un conflitto di cultura e in armi che alcuni - molti, troppi - hanno dichiarato all'Occidente. Non sto chiedendo il rifiuto del dialogo. Sto chiedendo un'altra cosa, che è più fondamentale: sto chiedendo la consapevolezza che il dialogo non serve a niente se, in anticipo, uno dei dialoganti dichiara che una tesi vale l'altra. Questa duplice consapevolezza la vedo poco presente in Occidente, soprattutto in Europa. E non la trovo diffusa nello stesso cristianesimo europeo, che a me oggi appare timido, sconcertato, angosciato. C'è una ragione profonda di questa scarsa consapevolezza, che capisco e rispetto. L'idea stessa di una guerra di civiltà o di religione fa paura. Accanto a questa che capisco, c'è una ragione che invece non capisco: si tratta dell'idea della "colpa dell'Occidente".

    Ora, l'Occidente è costato al mondo colonialismo, imperialismo, nazionalismo, antisemitismo, nazismo, fascismo, comunismo. Avendo mangiato i frutti avvelenati dell'albero della conoscenza, non è un paradiso terrestre. E però non possiamo fermarci agli errori e anche orrori dell'Occidente. Se si deve fare un bilancio corretto, occorre mettere i meriti accanto ai torti, e se si vuole celebrare un processo equo, occorre contrapporre la difesa all'accusa. "La civiltà occidentale - ha affermato un penetrante scrittore, Pietro Citati - ha grandissime colpe, come qualsiasi civiltà umana. Ha violato e distrutto continenti e religioni. Ma possiede un dono che nessuna altra civiltà conosce: quello di accogliere... tutte le tradizioni, tutti i miti, tutte le religioni, tutti o quasi tutti gli esseri umani" (P. Citati, "L'Occidente senza forza e l'esercito del terrore", Repubblica, 31 marzo 2004). E un altro grande scrittore, Mario Vargas Llosa, ha detto della civiltà occidentale: "il suo merito più significativo, quello che, forse, costituisce un ‘unicum' nell'ampio ventaglio delle culture mondiali... è stata la capacità di fare autocritica" (M. Vargas Llosa, "Occidente. L'agonia del paradiso", La Stampa, 18 aprile 2004).

    Fare autocritica, ammettere gli errori, correggerli, punire chi ha sbagliato, è linguaggio e dovere laico. Riconoscere le colpe ed espiarle è espressione ed esperienza cristiana. Si può seguire l'una o l'altra strada, ma non possiamo dimenticarci chi siamo, chi vogliamo essere, chi dobbiamo essere. "La democrazia - ha scritto ancora Vargas Llosa - è un evento che provoca sbadigli nei paesi in cui esiste uno stato di diritto". Spero che non sia così. Ma se lo è, allora, io credo, dobbiamo cominciare a stropicciarci gli occhi e a svegliarci.

    Marcello Pera
    Pera chi?
    Questo?

    "Marcello Pera ritiene che la nuova Costituzione dell'Unione Europea debba essere ispirata ai valori della laicità. In un'intervista che verrà pubblicata sul prossimo numero dell'Espresso, il presidente del Senato racconta la sua infanzia e sottolinea di non essere mai stato religioso: 'Non ho mai cominciato. Nonostante i rosari, sono sempre stato un non credente... Non dobbiamo infilare Dio nella Costituzione europea o inseguire su tutto le posizioni della Chiesa. Da quando non c'è più la Democrazia Cristiana, che era un grande partito laico, vedo troppi politici che cercano in tutti i modi di lusingare un eventuale elettorato cattolico'..." (Ansa, 28 novembre 2002).

    O questo?


    "In Europa c'è una congiura anti-cristiana, un pregiudizio molto diffuso. L'Europa, non riconoscendo le sue comuni radici cristiane nella sua Costituzione, ha perso una straordinaria occasione di definire se stessa e di darsi un'anima. Tutti gli europei dovrebbero dirsi cristiani" (Marcello Pera, la Repubblica, 31 ottobre 2004)


 

 
Pagina 1 di 3 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 25-08-08, 11:14
  2. Risposte: 30
    Ultimo Messaggio: 07-06-06, 19:51
  3. Per un jihad giudeo-cristiano
    Di Rick Hunter nel forum Imperial Regio Apostolico Magnifico Senato
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 28-07-05, 20:15
  4. Marcello Pera : per un Jihad Giudeo-Cristiano
    Di peppe (POL) nel forum Centrodestra Italiano
    Risposte: 4
    Ultimo Messaggio: 22-05-04, 11:16
  5. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 07-01-04, 01:08

Tag per Questa Discussione

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito