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    Predefinito Senza pudore: Berlusconi fa lavorare il parlamento di notte per sistemare i processi

    Il disegno di legge che permette lo spostamento dei processi da Berlusconi e Previti da Milano terrà impegnato il parlamento anche di notte.

    Il 4 luglio è stata depositata la sentenza che non sposta i processi da Milano.

    Il 9 luglio uno zelante UDC ha presentato il disegno di legge che lo rende possibile.

    Verrà approvato prima delle ferie. Mai disegno di legge fu più veloce.

    Lo hanno decisp Berlusconi, Previti, Schifani, Pecorella e gli altri avvocati di Forza Italia in una apposita riunione.
    Complimenti agli uomini del fare.


    Corriere della Sera, 22.7.02

    Il progetto di legge aumenta le possibilità di chiedere il trasferimento di un procedimento e blocca la sentenza in attesa di decisione

    Processi, anche sedute notturne per cambiare

    «Legittimo sospetto» sull’imparzialità delle toghe, a rischio i giudizi che riguardano Berlusconi e Previti


    ROMA - Cinque convocazioni in due giorni, comprese due sedute notturne, tra martedì e giovedì. Un giorno per sbrigare la proroga del «carcere duro» per i mafiosi, e due per discutere e approvare (secondo le intenzioni della maggioranza) la norma che reintroduce il «legittimo sospetto» sull’imparzialità del giudice tra le cause di trasferimento di un processo da un tribunale all’altro. E sarà proprio questo disegno di legge ad occupare gran parte del tour de force previsto a partire da domani alla commissione Giustizia del Senato. Una proposta nata direttamente dai rivoli dei dibattimenti milanesi chiamati «toghe sporche» dove sono imputati Silvio Berlusconi e Cesare Previti, che evidentemente si vuol trasformare al più presto in realtà; se venisse approvata, i legali del premier e dell’ex-ministro vedrebbero tolti di mezzo un bel po’ di ostacoli sulla strada dello spostamento dei processi, e comunque della loro sospensione in attesa del verdetto della Cassazione. Il disegno di legge firmato dal senatore dell’Udc Melchiorre Cirami è stato presentato due settimane fa, e se saranno rispettati i tempi previsti potrebbe essere approvato dall’aula prima delle ferie estive. La metà del percorso parlamentare in meno di un mese: quasi un record, che ricorda altre leggi foriere di furiose polemiche (come quella sulle rogatorie, approvata un anno fa dal Senato giusto alla vigilia delle ferie estive) e alimenta il dubbio di provvedimenti studiati ad hoc per far varare dal Parlamento ciò che gli avvocati non si riescono a ottenere nelle aule di giustizia.
    Tutto nasce, infatti, dall’istanza di rimessione con la quale i legali del premier e degli altri imputati hanno chiesto di non essere giudicati dai magistrati del distretto di Milano, ritenuti non più «liberi» dopo anni di polemiche sulle vicende giudiziarie di Silvio Berlusconi. Se proprio non siete d’accordo con noi, hanno spiegato i difensori davanti alle Sezioni unite della Cassazione chiamate a decidere, chiedete almeno alla Corte costituzionale di sancire l’incostituzionalità della norma che non prevede il «legittimo sospetto» tra le cause di rimessione del processo; questo perché la legge delega del 1987 contemplava quella circostanza, ma il governo la lasciò fuori dal codice di procedura penale.
    La Cassazione non ha nemmeno esaminato se, nel caso dei processi milanesi, il «legittimo sospetto» sull’imparzialità dei giudici sia fondato o meno. Ha però ritenuto «non manifestamente infondata» la questione sollevata dagli avvocati di Berlusconi, e s’è rivolta alla Consulta. Senza sospendere i dibattimenti in corso, come volevano gli avvocati, proprio perché non s’è addentrata nella «valutazione critica della denunciata situazione locale».
    Tutto questo è accaduto tra il 30 maggio (giorno della decisione) e il 4 luglio (giorno del deposito delle motivazioni). La risposta della Consulta - che oltre a poter decidere a favore o contro l’incostituzionalità della norma attuale, secondo alcuni potrebbe anche rispedire l’ordinanza al mittente poiché non ha valutato la «rilevanza» della questione nello specifico processo in cui è stata sollevata - è prevista per l’autunno. Ma il 9 luglio il senatore Cirami, citando espressamente l’ordinanza delle Sezioni unite, ha presentato un disegno di legge di tre articoli in cui si prevede: 1) il trasferimento di un processo anche sulla sola base del «legittimo sospetto» dell’imparzialità del giudice; 2) che sollevata la questione il processo si possa sospendere, ma in ogni caso non debba arrivare alle fasi conclusive e alla sentenza (una vecchia disposizione già cancellata dalla Consulta); 3) l’applicazione della nuova norma ai procedimenti in corso.
    Anche se Cirami ha dichiarato che il suo testo non nasce per favorire Berlusconi o Previti, bensì per «colmare un vuoto normativo sancito dalla Cassazione», nemmeno il più ingenuo degli ingenui potrebbe negare il nesso tra la proposta e i processi milanesi. E la volontà di risolvere il caso per legge, nel senso auspicato dai difensori, prima che che la Consulta dica la sua. Anche perché se la questione di diritto esiste (ma la «lacuna» lamentata fu sancita con articolate considerazioni di stimati tecnici del diritto, tra cui autorevoli avvocati), è la fretta nel volerla chiudere a far crescere i «legittimi sospetti» di una manovra legata al destino giudiziario del premier e dell’ex-ministro. «E’ stato il gruppo del proponente a chiedermi l’accelerazione» spiega il senatore di An Antonino Caruso, presidente della Commissione giustizia dove l’opposizione annuncia battaglia. «Comunque - aggiunge - è difficile fare previsioni, poiché sono in gioco aspetti politici e tecnici non da poco». Così non da poco, in effetti, da consigliare una discussione meno affrettata. «Ho calcolato che avremo ben sedici ore a disposizione», insiste Caruso.
    L’estate calda della «questione giustizia», insomma, prosegue. Sollecitata, secondo cronache non smentite della scorsa settimana, da una riunione tenutasi a casa Berlusconi dove s’è discusso anche della necessità di approvare la legge Cirami al più presto. Presenti, oltre al premier, il responsabile giustizia di Forza Italia Gargani e il capogruppo al Senato Schifani. E poi gli avvocati-deputati Pecorella e Ghedini. E l’onorevole Cesare Previti.

    Giovanni Bianconi

  2. #2
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    brunik non dirmi che non approfitterai di questo grandissimo e giustissimo provvedimento!!! non dirmi che sei uno dei pochissimi italiani che non riceverà beneficio da questo immenso provvedimento!!! chi infatti non vorrebbe vedere spostato il suo processo(che tutti noi italiani abbiamo), ingiusto perchè in mano alle toghe rosse, in un altro tribunale... la totalità del popolo italiano dovrebbe infatti utilizzare questa norma... così come la totalità della popolazione italiana è stata beneficiata con la legge sulle rogatorie, sul falso in bilancio, sul rientro di capitali illecitamente esportati all'estero... e come la Tremonti: quale italiano infatti non può godere di sgravi fiscali per reinvestire gli utili in diritti televisivi e cinematografici???

    cordialmente
    haring

  3. #3
    Alessandra
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    Quello che è stato notiziato da Brunik, è esattamente ciò che dovrebbe avvenire ogni qualvolta vi sia la rimessione di una questione di legittimità costituzionale alla Corte Costituzionale. Mi spiego. Una volta che il giudice a quo, in tal caso è la Corte di Cassazione, ritiene non manifestamente infondata la questione e la rimette alla Corte Costituzionale, il Parlamento avrebbe il dovere giuridico di evitare l'eventuale pronuncia di incostituzionalità apportando le modifiche necessarie alla legge impugnata.

    Nel caso di specie, la legge delega (ossia la legge con la quale il Parlamento ha delegato il Governo ad emanare il decreto legislativo che è poi in sostanza divenuto il nuovo c.p.p.), prevedeva il legittimo sospetto, previsione non rispettata dal Governo che l'ha completamente tralasciata. Ora, poichè come principio generale il decreto legislativo è quello che disciplina minuziosamente ciò che in linea generale è stato stabilito dalla legge delega, il primo non può nè andare oltre nè andare sotto ciò che stabilisce la normativa, chiamiamola così, quadro. Quindi è molto prevedibile che la Corte Costituzionale si pronuncerà per la illegittimità del decreto legislativo nella parte in cui non prevede il legittimo sospetto come causa che comporta il trafserimento del giudizio.

    Detto questo, e ritornando allo scandalo del lavoro anche notturno del Parlamento, la cosa vergognosa è che questo dovrebbe avvenire sempre, o comunque nei maggiori casi possibili, ogni volta che è stata investita la Corte Costituzionale di una pronuncia relativa alla illegittimità di una legge, perchè il legislatore ha il dovere di provvedere e di rimediare all'errore (sempre che ravvisi che l'errore vi sia), ancor prima della pronuncia della Corte. Cosa che in Italia non avviene quasi mai se non quando quella modifica interessi esclusivamente chi ci governa.

  4. #4
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    il problema nr. 1 del parlamento italiano


    cazzate


    Berluschini pagati per dirci come vanno le cose


    Una vittima delle toghe rosse è tornato al lavoro. Buon appetito.

  5. #5
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    Sempre di più senza pudore: l'avv.to di Berlusconi dice che questa legge lo danneggia e che viene fatta per tutelare noi cittadini con gli stessi problemi di Berlusconi ( )

    E intanto fanno lavorare il parlamento di notte, per fare in tempo a proteggerci prima dell'estate. Così andiamo tutti in ferie tranquilli.

    Corriere della Sera, 23.7.02
    L’INTERVISTA / Il deputato-difensore del premier: non esiste solo lui, il testo Cirami è anche per chi ha lo stesso problema

    Ghedini: le norme sui processi? Controproducenti per Berlusconi

    «Come legale questo provvedimento mi è indifferente. Il presidente del Consiglio non si interessa di giustizia: è il cliente perfetto»


    ROMA - Entra nel vivo la discussione sulla «legge Cirami» che infuoca i rapporti tra maggioranza e opposizione. La commissione Giustizia del Senato inizia oggi, a colpi di sedute notturne, il dibattito sul ddl presentato da Melchiorre Cirami(Udc), che reintroduce il «legittimo sospetto» tra le cause di rimessione del processo ad altra sede. Intanto riprende alla Camera l’esame della modifica dell’articolo 68 sull’immunità e, in commissione Giustizia, quella sulla «legge Anedda» che rende le ricusazioni più semplici. Il deputato Niccolò Ghedini (FI) respinge l’accusa che ci sia un’offensiva estiva della Cdl per risolvere i guai giudiziari del premier. E sulla «legge Cirami» sorprende: «Come difensore di Berlusconi questo provvedimento mi è indifferente. Anzi il cancan mediatico che ha sollevato è controproducente».
    Non favorirà il trasferimento a Brescia del processo «toghe sporche»?
    «Possiamo tranquillamente aspettare che si pronunci la Corte Costituzionale: dopo l’ordinanza delle Sezioni Unite della Cassazione, o dichiara la norma esistente anticostituzionale o dice che ricomprende la legittima suspicione (e se fa così andiamo a Brescia)».
    E’ così scontato?
    «La Cassazione ha analizzato il caso specifico e ha detto che non è irrilevante».
    Non è sospetto l’interesse della Cdl sul provvedimento?
    «Non esiste solo Berlusconi, ma anche cittadini con lo stesso problema».
    La norma però nasce dal processo Berlusconi.
    «Molte leggi sono nate da pronunciamenti delle Sezioni Unite. Basti pensare alla "legge Sofri" sulla competenza dei processi di revisione».
    Ma questo incalzare di provvedimenti, dalla legge Anedda all’emendamento Palma ...
    «Chiariamo: la legge Anedda è nata come rivisitazione del problema della rimessione dei processi. La questione è stata poi stralciata dalla commissione Giustizia della Camera in epoca non sospetta. Se avessimo voluto, questa norma avremmo potuto farla sei mesi fa».
    Ha detto a Cirami che la legge non vi giova?
    «Non lo conosco. L’ho incrociato una volta.».
    Esclude una trattativa con gli alleati su questi temi?
    «Le strategie sulla giustizia di Forza Italia le fa Peppino Gargani. Se c’è non la fanno con me. E certo non la fa Berlusconi che di giustizia non si interessa: è il cliente perfetto».

    Virginia Piccolillo

  6. #6
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    Stanno lavorando come matti ma forse non ce la fanno. Lunedì si decide se il disegno di legge più urgente nella storia della Repubblica riuscirà a completare l'iter in meno di un mese, eventualmente scavalcando problemi meno gravi per Previti.


    Corriere della Sera, 24.7.02

    GIUSTIZIA / Lunedì decideranno i capigruppo. Commissione su Tangentopoli, Palazzo Madama accelera

    Trasferimento dei giudizi, rischia di slittare il «legittimo sospetto»


    ROMA - Rischia di slittare a settembre l’approvazione da parte del Senato del disegno di legge Cirami. Il provvedimento che introduce il legittimo sospetto tra le cause del trasferimento di un processo potrebbe non trovare spazio nell’ordine del giorno dell’aula di Palazzo Madama, intasato prima della pausa estiva. Una decisione sarà presa solo lunedì dalla conferenza dei capigruppo. In ogni caso la commissione Giustizia stringe i tempi: oggi scade il termine per gli emendamenti. Fino a ieri sera non ne erano stati presentati. Poi si procederà a tappe forzate. Per discutere sul legittimo sospetto, i due poli non aspettano di entrare in commissione. Melchiorre Cirami, il senatore dell’Udc che ha firmato la proposta, ci scherza: «L’obiettivo è colmare un vuoto legislativo - dice - e se poi mi definiscono il "sarto di Berlusconi", credo di essere un buon sarto». Giuliano Pisapia (Prc) chiede di sospendere la discussione perché un «provvedimento analogo è già in discussione alla Camera». Il riferimento è al cosiddetto ddl Anedda. Testo dal quale, sottolinea però Michele Saponara (Fi), «la rimessione del processo è già stata tolta». Accelerazione anche per la commissione d’inchiesta su Tangentopoli. Domani sarà presentato un testo unificato. I Ds avvertono: «Non consentiremo un processo politico alla magistratura». E lo scontro si allarga ad amnistia e indulto. Alla Camera è iniziato l’esame del provvedimento che semplifica la procedura parlamentare: maggioranza semplice e non più qualificata. I Ds parlano di «amnistia per Previti». La maggioranza dice che l’iniziativa punta a risolvere il caso Sofri. Infine l’immunità, dove alle liti si aggiunge una svista. In commissione è stato respinto un emendamento con il risultato - spiega il ds Giovanni Kessler - di permettere le ispezioni personali nei confronti dei parlamentari.
    Lorenzo Salvia

  7. #7
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    Questa gentaglia dovrebbe essere bandita da ogni contesto sociale; e NON DA OGGI!!
    Assieme a TUTTI coloro che li hanno e li stanno assecondando sia all'atto pratico (complici e collusi parlamentari ed extraparlamentari) sia dal punto di vista etico. morale e CIVILE (bananas di ogni genere)!!!

    Si accettano "pentimenti".

  8. #8
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    Sempre più senza pudore.

    Previti scrive una lettera al Corriere nella quale piagnucola sulla faziosità. La colpa del Corriere? Ha dato notizia del disegno di legge ipotizzando che potesse avvantaggiarlo. Queste cose non si fanno. Il Corriere non si concventra abbastanza sulle colpe dei giudici, e si interessa troppo di quello che fa il parlamento.

    IL fatto che il parlamento continui a emanare riforme della giustizia che avvantaggiano lui e Berlusconi è solo un caso. Magari fossero così influenti, Berlusconi e Previti.

    LA LETTERA

    «I miei processi, i magistrati di Milano e il Corriere »


    Gentile direttore, spiace, e francamente fa anche rabbia, vedere come il suo giornale, il primo quotidiano d’Italia, da sempre considerato il più equilibrato e obiettivo nelle critiche come negli elogi, dispensati in modo bipartisan a seconda della scelta dei commentatori, abbia invece deciso da tempo di spendere il suo nome e il suo prestigio per sposare «in toto» la causa della Procura di Milano nei processi che vedono imputati me e il presidente Berlusconi. Su quei processi, il «Corriere» procede in modo monodirezionale, senza un solo cedimento della linea colpevolista, sia nel merito sia nel modo di conduzione della difesa processuale.
    Nessuno, tantomeno io (nonostante qualcuno pensi il contrario), chiede giudizi che non siano più che obiettivi. Ma mi domando, e Le domando: perché mai leggo solo articoli che, invece di soppesare le diverse argomentazioni in gioco, partono dal presupposto che io voglia bloccare i processi attraverso pratiche ostruzionistiche, ottenere uno scivolo giudiziario a colpi di provvedimenti legislativi, con ciò coinvolgendo nella complicità un’intera classe politica, la maggioranza del centrodestra? Possibile che io non sia riuscito a leggere un solo commento critico circa il comportamento della Procura di Milano e degli stessi giudici? Eppure, di motivi per porsi quanto meno un interrogativo sul modo di condurre indagini e udienze ce ne sono da riempire un faldone. Sì, un faldone giudiziario. Ma niente, sul vostro giornale non ho letto nemmeno una parola critica, anche se il rispetto del diritto e delle regole di garanzia dovrebbe essere garantito a tutti: al cittadino Rossi, come ai cittadini Previti o Berlusconi. O forse Lei pensa che in quanto presidente del Consiglio o deputato della Repubblica, dobbiamo accettare un diritto affievolito? Mi spiego meglio. Quando viene compiuto un qualsiasi passo, legislativo o amministrativo, che con una lettura maliziosa possa apparire come un possibile appiglio per i miei difensori, m’imbatto in intere paginate del «Corriere della Sera», con cronache, retroscena e l’immancabile commento, quasi esclusivamente a firma di Giovanni Bianconi, che accusa questa maggioranza di essere al servizio dei problemi giudiziari del premier e di Previti (magari fossi ancora così influente per il partito o la coalizione da determinarne la linea politica, nonostante sei anni d’incredibile persecuzione giudiziaria nei miei confronti!) Quando invece chi mi accusa, o chi dovrebbe giudicarmi in modo imparziale, ha atteggiamenti che hanno fatto sobbalzare autorevoli giuristi imparziali, quindi non usati come arieti per ottenere la condanna mia e di Berlusconi, il Suo quotidiano si limita alla cronaca nuda e cruda dei fatti. Senza altri commenti, senza censure alla magistratura. Anzi, quasi per pareggiare il conto - a questo punto per me è lecito sospettare - il giorno dopo appare il solito gratuito articolo al curaro contro di me.
    Ne abbiamo avuto un esempio proprio nel numero di oggi ( ieri per chi legge ndr) del Suo giornale, che si è ben guardato anche solo dal sollevare un dubbio sul fatto che la Procura di Milano abbia criticato pesantemente il comportamento di un’altra Procura (quella di Perugia) che sta conducendo un’inchiesta sulla manipolazione - accertata attraverso un incidente probatorio - della prova regina (quella che ha fatto scattare le ordinanze di custodia cautelare) dei processi contro di me: la falsa intercettazione al bar Mandara. Non volete far commenti? Benissimo. Ma scrivere un articolo, peraltro datato e su materie già abbondantemente trattate nei giorni scorsi, sul presunto ddl favorevole ai miei processi è davvero un modo singolare per nascondere quanto di grave sta avvenendo a Milano.
    Nessun dubbio balena nella mente del commentatore circa il fatto che una delle prove della manipolazione, il cd-rom con la copia originale dell’intercettazione, sia andato distrutto «nella concitazione» (sono parole del procuratore aggiunto di Milano) di consegnare gli atti agli investigatori. Secondo quanto scritto dal Suo quotidiano, il dischetto sarebbe caduto per terra andando in mille pezzi, neanche fosse di cristallo. Ha mai provato a distruggere un cd-rom, lanciandolo per terra e facendolo finire in mille pezzi? Sa quanta forza ci vuole anche solo per piegarlo? Ma di questi interrogativi sul Suo quotidiano non ne ho letto uno, eppure i giornalisti dovrebbero sempre cercare la verità.
    Viene distrutta una possibile prova della manipolazione - non dico ci sia dolo, ma un piccolo dubbio mi viene - e si preferisce fare libero esercizio d’interpretazione su tutt’altro: il ddl Cirami sul legittimo o sospetto. E su questo si nega l’evidenza. La Cassazione ci dice che esiste un vuoto normativo, precisa che il legislatore ha mancato non inserendo esplicitamente nel Cpp il legittimo sospetto tra le cause di remissione di un processo, ed è ancora più chiara nel sollecitare il Parlamento a riparare all’errore. Cosa avvenuta negli anni passati ogni qual volta è stata sollevata una questione di legittimità Costituzionale sulla mancata realizzazione alla lettera di una legge delega. Ma poiché in questi casi non si parlava di processi a Berlusconi e Previti, il Parlamento ha colmato le lacune senza polemiche e in modo rapido, anticipando così il giudizio della Consulta.
    Adesso che riguarda una norma sacrosanta, ma che può intaccare i processi dei soliti Berlusconi e Previti, ci si straccia le vesti, si cerca di bloccare il colpo di mano, dimostrando con ciò che è l'opposizione a muoversi «ad personam» e che preferisce negare garanzie alla generalità dei cittadini perché così facendo si favoriscono anche Berlusconi e Previti. Sembra quasi si ipotizzi, poi, che tra il plotone, sempre più numeroso ma sempre più inesistente alla prova dei fatti, di magistrati da me influenzati ci siano anche i nove giudici - o parte di essi - delle Sezioni unite che hanno parlato di quel vuoto normativo. È normale tutto questo? O forse Bianconi intende contestare anche la Corte costituzionale che, parlando di sospensione dei processi in seguito a un’istanza di remissione, ha emesso non uno ma due provvedimenti che negano la sospensione solo quando la richiesta di spostamento fosse reiterata al solo scopo di bloccare il corso della giustizia? In questo caso la Consulta è stata chiara: devono andare comunque a sentenza. L’Alta corte ha invece fatto salvo il caso in cui la richiesta di spostamento del processo sia stata presentata una sola volta, e quindi senza alcun intento ostruzionistico: la sentenza deve attendere l’esito dell’istanza di rimessione. Il ddl Cirami intende chiarire questo, solo questo.
    Concludendo. Non chiedo censure a mio favore. Se una qualsiasi questione sia dal Suo giornale non condivisa, mi aspetto - nel pieno e libero rispetto del diritto di critica - un corsivo che spieghi le motivazioni del vostro dissenso. Ma mi sarei aspettato, e questo non è mai avvenuto, analogo atteggiamento sui verbali a favore degli imputati fatti sparire dalla Procura, su un dischetto che misteriosamente va in mille pezzi proprio nel giorno in cui viene acquisito da un’altra Procura che indaga sulle prove manipolate dagli investigatori, sul teste Ariosto ascoltato a più riprese in modo occulto prima del suo ingresso ufficiale nell'inchiesta e con il quale si è trattato su contropartite di rilevante peso economico, sull’Ocse che promuove a pieni voti le leggi sulle rogatorie e sul falso in bilancio dopo che l’opposizione - e anche il Suo quotidiano - le ha massacrate, collegandole a una supposta attività sotterranea per salvare Berlusconi dai processi. L’elenco delle anomalie dei magistrati di Milano è lungo, l’elenco dei vostri commenti anche su una di queste anomalie è inesistente. Possibile che il «Corriere della Sera» sia davvero convinto che i processi sulle cosiddette «toghe sporche» siano stati condotti in ogni parte, in ogni udienza, senza il minimo abuso, senza un solo passo falso? Abbiamo avuto sentenze della Cassazione e della Corte Costituzionale ignorate, testimoni cassati o non riascoltati, nonostante fossero fondamentali per dimostrare l’innocenza degli imputati, anticipazione di giudizi da parte di giudici. E, in ultimo, la questione Pacifico. È stato deciso, contro il parere delle difese, di riunificare i processi Imi-Sir e Lodo Mondadori. Da oltre un mese, uno degli imputati, Attilio Pacifico, si è seriamente ammalato ed è stato sottoposto a due interventi chirurgici. Ebbene, cosa voleva fare il tribunale? Stralciare la sua posizione, contraddicendo se stesso e dimostrando di perseguire un solo obiettivo: la condanna degli imputati, non importa attraverso quali strade. Di tutte queste anomalie, o anche una sola di esse, non ho trovato un solo commento critico sul Suo giornale. Mi dolgo per questo. Non per chiedere di essere da voi difeso; ho degli ottimi avvocati. Ma per ottenere quel diritto di cittadinanza e di reciprocità che dovrebbe essere alla base dello Stato di diritto, soprattutto su un quotidiano che ha fatto dell’autorevolezza, del prestigio e dell’obiettività il suo biglietto da visita.

    Cesare Previti ------- Spiace che nella comprensibile ansia di difendersi, l’onorevole Previti esprima opinioni sull’informazione giudiziaria del Corriere inesatte e ingenerose. La magistratura di Milano non è esente da critiche. E il Corriere non ha mancato di formularle. Anche quando il suo procuratore generale ha lasciato con un discorso rimasto celebre. Così come abbiamo stigmatizzato alcuni comportamenti corporativi della magistratura, ultimo caso lo sciopero delle toghe. Ma le notizie sono notizie, comprese quelle che provengono dal Parlamento e possono incidere sui processi in corso. Se sono fondate si pubblicano senza chiedersi preventivamente se facciano gli interessi dell’accusa o della difesa. A quest’ultima abbiamo dato sempre grande spazio, come avvenne il 20 gennaio scorso con un’ampia intervista all’onorevole Previti, piena di pesanti rilievi a pm e giudici, firmata proprio da Giovanni Bianconi. Diversi sono stati gli interventi dell’onorevole che il Corriere ha volentieri ospitato e che avrebbe pubblicato anche senza i cortesi solleciti di Palazzo Chigi. Cogliamo l’occasione per invitare l’onorevole Previti in via Solferino per un aperto e libero dibattito su giustizia e informazione del quale potremmo dare conto ai lettori. Lo aspettiamo.

  9. #9
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    Predefinito

    La solita storia: se non posso comprarti ti minaccio.

  10. #10
    Estremista del Welfare
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    Predefinito Leggendo tra le righe...

    Originally posted by brunik
    Diversi sono stati gli interventi dell’onorevole che il Corriere ha volentieri ospitato e che avrebbe pubblicato anche senza i cortesi solleciti di Palazzo Chigi.
    Divertente, cosa avranno voluto dire quelli del Corriere con "che avrebbe pubblicato anche senza i cortesi solleciti di Palazzo Chigi"?

    Che forse Palazzo Chigi sollecitava a pubblicare i discorsi di previti?
    Ma non ha altro o di meglio a cui pensare?

 

 
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