Roma. Una ragazza sorride: “Non pensavo che potesse essere così semplice”. Una giovane dottoressa in camice bianco spiega: “Se sei sotto le dieci settimane non hai bisogno di intervento: i nostri metodi delicati richiedono solo pochi minuti”. E una coppia felice si tiene per mano: “E’ stato importante per noi farlo nell’intimità della nostra casa”.
E’ la presentazione americana non di una speciale ceretta ma dell’aborto “leggero”, chimico, comodamente a casa propria, l’aborto con la pillola Ru486, approvata negli Stati Uniti dalla Federal Drug Administration nel 2000 e adesso possibile a Torino, ospedale Sant’Anna.
Quattrocento donne su cui sperimentare, cioè quattrocento aborti per testare l’efficacia, l’emorragia, le contrazioni, la felice espulsione dell’embrione in poche ore e nel proprio bagno.
Eccetto quel cinque per cento di casi in cui la pillola non funziona e allora bisognerà procedere al raschiamento, eccetto quelle sfortunate a cui bisognerà fare in fretta (entro due ore) una trasfusione per via del sangue che non si ferma (in Francia una donna è morta così, di aborto leggero).
I radicali esultano e anzi attendono “con ansia la cascata di richieste di ulteriori sperimentazioni da parte di altri ospedali” (quindi una cascata di aborti sperimentali, si augura Bruno Mellano, segretario dei radicali piemontesi), mentre il ministro della Salute, Francesco Storace, contesta le autorizzazioni e spiega che oggi al Sant’Anna cominceranno le verifiche dell’Agenzia italiana del farmaco perché “le bugie hanno le gambe corte”.
Ma intanto la pillola abortiva, quella “del mese dopo” è già diventata una nuova frontiera di civiltà, modernità e comodità, una cosa per cui battersi, è diventata, come ha detto in Francia il suo creatore, Etienne Emile Baulieu, poco più che un metodo contraccettivo: “Gli aborti sono in calo da quando si usa la Ru486”, come se questo non fosse un vero aborto, un’interruzione di gravidanza entro la sesta (o settima, o decima, dipende dai paesi) settimana.
In Francia gli aborti chirurgici sono circa duecentomila all’anno (uguali da trent’anni, non uno di meno), gli altri non si contano neanche perché la Ru486 dal 2004 si vende in farmacia, così è tutto molto più semplice. Una pillola per far distaccare l’embrione, inibendo l’ormone della gravidanza, un’altra per provocare le contrazioni (“puoi prenderla nel momento più conveniente per te”, sono le indicazioni della Ru486 per la città di New York, “e insieme assumere antidolorifici”), una visita medica per controllare che non ci sia più nessun bambino. “Possono sorgere complicazioni, come una continua, potente perdita di sangue che può richiedere una trasfusione, o una gravidanza con malformazioni del feto”, ma se funziona è una serena evacuazione di figlio indesiderato, un modo veloce, economico e poco invasivo per liberarsi di un problema banale, un mal di testa, un’ulcera, una tonsillite, un bambino.
Anche il figlio ha il suo anticorpo
Infatti contro la gravidanza si sta preparando un vaccino, come per la rosolia. “Anti-baby”, si chiama, e le sperimentazioni avvengono in India, dove i diritti delle donne si contano in base al numero degli aborti e le femmine non sempre hanno il diritto di nascere: per l’anti-baby si somministra una sostanza che provoca nell’organismo la produzione di anticorpi adatti a inibire il proseguimento di una gravidanza, con l’azione tipica dei vaccini che combattono i virus.
Effetto collaterale è la sterilità definitiva, effetto immediato è la percezione della gravidanza come di una malattia come le altre da cui difendersi.
Con indifferenza: pillola del giorno dopo, pillola contraccettiva, pillola del mese dopo (abortiva), pillola-vaccino, tutto è uguale perché tutto è ugualmente efficace, tutto volto a tutelare la “salute delle donne”.
Eugenia Roccella ha scritto domenica su Avvenire che “la contraccezione abortiva… rende l’aborto, non solo di fatto, ma anche sul piano simbolico ed etico, un anticoncezionale come gli altri”. Come mettere la spirale, come prendere un’aspirina.
“Questa è la mia quarta esperienza - ha scritto al sito newyorchese dell’aborto “early” (quello delle prime settimane) Donna, che questa volta ha usato la Ru486 – e sicuramente la migliore, davvero veloce: grazie per rendere questo un buon giorno da ricordare e non cattivo, è stato peggio lavorare tre ore che abortire”.
- E Terry: “Le pillole sono fantastiche, è abortire senza la procedura e senza nessuno intorno. Le raccomando davvero a tutti”.
Da il Foglio
saluti
breve appunto: che siano comunque "aborti" non ci piove, ma il tono dell'articolo dimostra un "sciocco" fastidio per la "nuova facilità" che queste pillole offrono a chi vuole abortire.
Anche essere contrari all'aborto non giustifica preferire l'aborto doloroso.
E inutile cattiveria.
saluti




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