Ringrazio vivamente della veloce, gelida e compiuta risposta.
S'evince bene la vostra natura dalle righe che ho lette.
Mi sta benissimo la condicio sine qua non: proclamare papa il papa, alle vostre orecchie suona come una ingiuria ed io non intendo di offendere nessuno.
Comunque vi dico qualche cosa su di me, che magari può trovare punti in contatto con le vostre tesi: almeno nel metodo.
Mi rivolgo a G.N. perché mi ha cortesemente e celermente risposto.
Caro GuelfoNero non credo di sbagliare dicendo che tu come me non appartieni alla Chiesa Docente, né tanto meno al Sacro Collegio al quale soltanto spetta il diritto di eleggere canonice il Sommo Pontefice. Io guardo la storia ed emetto giudizi. Essi poi li possono essere giusti o sbagliati, ma mi faccio una opinione dei fatti che vedo.
Ebbene, apprendo che per te la Sede, garanzia della Unità della Chiesa di Cristo e di Verità, è vacante verisimilmente dalla morte di Pio XII, di santa memoria. Io mi riporto colla mente a quell'anno.
I Cardinali si sono riuniti in un legittimo conclave -tra le eminenze vi era pure quel Santo del Cardinale Siri alla cui condotta io mi ispiro- e hanno eletto il Cardinale Roncalli a Sommo Pontefice il quale assunse il nome di Giovanni XXIII. Io so, perché è tradizione della Chiesa, che il Papa è tale al momento medesimo in cui accetta la sua elezione in Summum Pontificem. Insieme con Papa acquista la Autorità su tutta la Chiesa e la esercita legittimamente. Quando il Cardinal Decano presento Giovanni XXIII all' Urbe, l'orbe cattolico si inginocchiò in ossequio al Pontefice e dalla sua Augusta Persona ricevette la beneditione.
Se questi era il Papa, allora nel suo magistero era infallibile.
Il discorso può essere fatto anche per Montini. I cardinali in legittimo conlave lo elessero -tra questi c'era anche Siri- a legittimo Papa. E se legittimo Papa anche legittimamente esercitava il suo magistero in modo infallibile. Cardinale Siri (creato Cardinale Prete del titolo di Santa Maria della Vittoria nel 1953 da Pio XII) poi, intorno ai documenti del Concilio Vaticano II, disse che bisogna leggerli in ginocchio, quindi vuol dire che secondo lui erano espressione della Chiesa Docente che, in quanto assistita dallo Spirito Santo, è infallibile.
Ecco dal mio punto di vista, se uno aderisce al Sinodo Vaticano Primo in cui si definisce come domma che il Papa è infallibile cum locutus est ex cathedra, nell'esercizio del suo ministero, non può aspettarsi che un Successore di Pietro dichiari o promulghi documenti eretici. I Vescovi riuniti in concilio NON, ripeto, NON sotto il Papa, non sono espressione della Chiesa Docente, e quindi possono sbagliare. Ma il Vaticano Secondo si svolse in comunione con Giovanni XXIII e Paolo VI i quali sono stati eletti legittimamente e legittimamente hanno preso possesso della Cattedra Romana. Quindi problemi di legittimità io non li vedrei...
Leggendo bene quello che tu dici, mi sembra più ragionevole dire che la Santa Sede è vacante da Pio XII e poi spiegare perché il conclave del 1958 non ha eletto legittimamente un Pontefice.
Perché insisto sul conclave? Perché mi chiedo come possa un Papa, infallibile nel magistero, insegnare dottrine errate. Io il tuo ragionamento, lo ripeto, lo posso condividere se mi si dimostra che Giovanni XXIII, Paolo VI, Giovanni Paolo I e Giovanni Paolo II non sono stati eletti legittimamente. Ecco, questo è un punto oscuro del tuo ragionamento, ovvero un punto che faccio fatica a digerire.
Tu mi dici che non è solo un fatto di Papa o non Papa. E citi i riti della Messa di Paolo VI, della Cresima etc... Non sono d'accordo: tutta la questione si regge prorpio sulla proposizione "La sede è vacante dal dicembre 1964 o dall'ottobre 1958".
E ciò è evidente perché se si riconoscessero come Pontefici Paolo VI e i suoi successori, nessuno oserebbe contestare un decreto del Papa: contra sententiam vel decretum Romani Pontificis...
Qui ti dico due cose della mia esperienza personale. Io avverto una diversità di stile di governo -Pio XII stava a tavolino, Giovanni Paolo II governa in giro per il mondo- e dal 1958 ci sono state molte riforme. Ma vedi, non spetta a me di dire se sono tutte necessarie: vengono dal Papa legittimamente eletto? Ed allora ubbidisco. Io non sono chiamato a discutere quanto il Vicario di Cristo comanda: così fa il buon cristiano cattolico. Certo, l'uinico punto è questo: chi comanda è o no il Vicario di Cristo? Cioè ha o non ha l'autorià e il potere di comandare? Se si risponde negativamente si fa una affermazione davvero grave che va giustificata teologicamente.
Tu citi che i riti delle cresime non sono liturgici, ma sai anche che è liturgico quello che la Chiesa dice di essere liturgico. Il criterio con cui S.R.E. giudica è quello teologico: credo Deo revelanti, non theologo opinanti. E la logica della Telogia è esposta nel trattato teologico de locis theologicis che è considerata dottrina comune. Ora da lì si capisce che essendo il Papa luogo della teologia, non ha senso contestare i suoi decreti.
Esempio pratico a me non sembra una buona cosa che il Sacro Collegio sia così numeroso: mi trovavo meglio con la linea di Pio XII che procedette sì alla internazionalizzazione ma invariando il numero di componenti. Il motivo è semplice: un cardinale solo può creare delle amarezze in un conclave, per esempio... Eppure non mi sogno di impugnare i decreti dei suoi successori. E la cosa non la farei a meno che non mi si dimostri che in realtà dal '58 non si è eletto nessun Papa.
Al termine di questo mio breve intervento, ringrazio ancora Guelfo Nero che mi ha permesso di approfondire questo tema. Naturalmente -ho intravista segnata la strada prorpio nella sua lettera- approfondirò le sue posizioni: sarà una fruttuosa ricerca.
Pace,
Card. Minoretti




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