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San Gennaro purtroppo esiste davvero di NANTAS SALVALAGGIO
C' è chi ha paura di Virginia Woolf, come nella famosa commedia di Edward Albee; e chi invece ha il terrore del Guinness dei Primati. È il caso di Arzano, periferia a Nord di Napoli, 40 mila abitanti. Appena si è sparsa la notizia che avrebbe meritato l'Oscar mondiale per il più alto numero di "invalidi totali in perfetta salute", i suoi notabili si sono improvvisamente acquattati. Muti i telefoni del Municipio, delle Asl. È come se la nebbia della Val Padana sia scesa in quella terra solatia, di modo che non si possa più distinguere il bianco dal nero, e il giusto dal truffaldino. Perfino i giornali stranieri si sono occupati della surreale vicenda di Arzano, dove un'intera, numerosa famiglia di venti persone ha ottenuto una pensione per invalidità completa, con diritto all'accompagnamento. Ma casualmente un poliziotto ha scoperto che taluni di questi portatori di handicap giocavano nelle squadre di pallone giovanili, altri frequentavano palestre o gareggiavano in corse ciclistiche. L'aspetto più curioso dello scandalo è che in un piccolo centro, dove tutti si conoscono, nessuno abbia mosso un dito o alzato una voce. Eppure è noto che, vigente la nostra polverosa burocrazia, risolvere felicemente una pratica non è impresa facile.
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In origine postato da Wotan
Esatto! Dov'é l' avvocato di ogni sorta di gaglioffo quando seve?:D
Paolo
stamattina un pò a spezzoni ho sentito radio 24 che trattava proprio l'argomento....oramai non sanno neanche più che scusanti trovare, ma attenzione è uscito il fatto dei venti perchè il più eclatante perchè tutti della stessa famiglia, ma in questo controllo ne han trovati un centinaio di falsi invalidi
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In origine postato da Proletario
Mi
Dire che le spese avvengono tutte al sud è un'affermazione meramente ipotetica, la quale deve essere verificata alla luce dei fatti.
LE ALLEGRE CICALEdi SABINO CASSESEIl presidente della Repubblica ha auspicato ieri che, nel ridefinire i compiti delle Regioni, si eviti l’«aumento degli oneri finanziari per la pubblica amministrazione che deriverebbe da una duplicazione di competenze o da una moltiplicazione delle strutture amministrative». Il ministro per le Riforme istituzionali, Calderoli, parlando lunedì scorso alla Camera dei deputati, ha annunciato che, nelle norme finali della nuova versione di riforma costituzionale, è stato previsto che il trasferimento di funzioni dallo Stato alle Regioni avvenga «senza un aggravio di costi complessivi». Basta una clausola generale di questo tipo per soddisfare il criterio enunciato dal presidente della Repubblica? Sono molto scettico circa il valore effettivo di clausole del tipo indicato e ancor più quando esse sono usate nel contesto dei rapporti Stato-Regioni. Infatti, innanzitutto, non c’è una autorità competente a fare un calcolo complessivo dei costi. Le Regioni hanno autonomia di bilancio e la Ragioneria generale dello Stato ha da tempo perduto il controllo del quadro d’insieme, salvo ciò che riguarda il patto di stabilità interno. In secondo luogo, valutazioni dei costi vanno compiute prima, non ex post , quando il danno si è già prodotto. E, purtroppo, i nostri federalisti si sono dimostrati finora allegre cicale. Infatti, dal 2002, mentre funzioni, uffici e personale statali dovevano essere trasferiti alle Regioni, le strutture centrali dello Stato hanno visto aumentare in modo cospicuo dipartimenti, direzioni generali ed altri uffici centrali. E in periferia è accaduto anche di peggio: sono aumentate le direzioni generali periferiche e sono state ripristinate strutture statali prima confluite negli uffici territoriali del governo (presso questi ultimi avrebbero dovuto confluire i residui uffici decentrati dello Stato, in modo da limitare il numero dei doppioni). Se si vogliono evitare doppioni, occorre agire sulla mobilità del personale, trasferendo dipendenti alle Regioni cui vengono attribuite le funzioni. Ma questa è una operazione difficile, di cui il governo si è dimostrato incapace. Basta ricordare che in Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Friuli, negli uffici statali, vi sono vuoti di organico del 60 per cento, mentre, all’opposto, in Campania, Calabria e Sicilia vi sono eccedenze di organico del 70 per cento. Nonostante questa situazione, il 98 per cento della mobilità è avvenuta, in questi anni, su richiesta dei dipendenti o sulla esclusiva base delle loro preferenze, senza che venissero stabiliti incentivi per avere una più razionale distribuzione del personale. Per questi motivi sono scettico circa l’efficacia di formule costituzionali di salvaguardia, che avranno un mero valore retorico. E temo che i buoni intenti di chi governa l’economia, di introdurre lo zero-base budgeting , si scontreranno con una realtà amministrativa tutt’altro che razionale, ma di fronte alla quale si dovrà cedere, perché la macchina burocratica messa in moto nel 2002 ha un costo più alto e comporta impegni obbligatori, che dovranno essere onorati.
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Il Sud sommerge il Nord di impiegati pubblici, che ci giudicano, ci arrestano, ci taglieggiano e, soprattutto CI PORTANO VIA POSTI DI LAVORO con i loro 110 e lode comperati.
Questa e' la peggiore opera pubblica a favore del Sud e a sfavore del Nord!
Tra l' altro, la metropolitana di Catania, 2 stazioni in semiperiferia dove non ci va nemmeno un cane, vi sembra un' opera utile?
E le case popolari di Enna, costruite a picco sul baratro che si sgretola ogno giorno di piu', sono utili per chi, ovviamente dei vostri (chi cazzo ci va a stare in un buco tipo Enna?), ci vive, aspettando che crollino con dentro la famigghia?