Citazione:
In origine postato da ZENA
Un Veneto che va a Milano, un Piemontese che sverna in Liguria, un Emiliano che elegge Verona a sua dimora.... Ma insomma, ma perchè non facciamo, come diceva Miglio, una grande regione padana autonoma che superi questo regionalismo italiano volto al "dividi et impera" e alla moltiplicazione burocratico/clientelare? I giusti e inalienabili diritti alla specificità non abbisognano dell'attuale regionalismo, ma di ampie autonomie locali sul modello elvetico.
Quanto sarebbe più facile per la Padania instillarsi nelle coscienze se... Esistesse davvero, anche solo, inizialmente, come regione a statuto ordinario? Quanto sarebbe più facile la battaglia autonomista se avessimo la "muscolatura" di una macro-area?
Capisco che il Veneto sia e si senta una realtà a sé, e che quindi dovrebbe prendersi una forte pausa di riflessione. Ma gli autonomisti liguri, lombardi, piemontesi, emiliani, romagnoli, che vantaggi hanno dalla divisione? I vantaggi sono tutti dalla parte di Roma, che ha buon gioco nel sottrarci materie come trasporti,energia, cultura, ambiente, ordine pubblico.
Forse noi ragioniamo troppo spesso come se la Padania esistesse già: ma se a quel punto possiamo dividerci come vogliamo, secondo criteri etnici, storici, creativi, adesso è il momento di ritrovare unità e di rilanciare un progetto di autonomia oscurato dai centri di potere e perfino da noi stessi. Quale argomento più forte, strategico e inespugnabile (meno costi, meno consiglieri, meno impiegati pubblici, migliore gestione delle economie di scala) di una regione padana capace di rivoluzionare, con la sua sola esistenza, i rapporti di potere vigenti, scuotendo enormemente l'identità popolare, può fare al caso nostro?
Saggio e condivisibile discorso; il fatto è caro Zena che troppi padani vogliono vendere la pelle dell'orso prima di averlo ucciso.