La strategia Ma Al Qaeda sta fallendo
Il mese scorso la Gran Bretagna è stata attaccata due volte da un nemico che approfitta dell’apertura delle società libere per uccidere e terrorizzare dall’interno di quelle stesse società. Poco dopo il massacro del 7 luglio, esprimendo il sentimento dei suoi connazionali, un americano ha scritto all’ambasciata britannica a Washington: «Chi attacca Londra non conosce la storia. Chi ha fatto questo scoprirà che non esistono amici migliori di un britannico, né un nemico peggiore».
In seguito a una tale atrocità, è fondamentale per noi tentare di comprendere ciò che spinge gli estremisti a compiere stragi. Come già per attacchi precedenti, i fondamentalisti e i loro simpatizzanti addurrano le solite vuote giustificazioni, che in passato includevano antichi oltraggi reali o presunti, tra i quali: il dispiegamento di truppe statunitensi in Arabia Saudita dopo il 1991, al fine di evitare un attacco di Saddam Hussein; la fondazione di Israele nel 1948; la dissoluzione dell’Impero ottomano circa 80 anni fa; la Reconquista della Spagna, strappata ai Mori nel 1492; le Crociate, la prima delle quali risale al 1095.
Oggi la principale motivazione è la campagna condotta dalla coalizione contro gli estremisti in tutto il mondo e la cosiddetta «occupazione» di Paesi musulmani da parte dell’Occidente. In realtà, le forze della coalizione operano in Afghanistan e Iraq su richiesta di governi democraticamente eletti. Sono stati gli estremisti, non la coalizione, a prendere di mira e assassinare innumerevoli civili musulmani nei barbarici attacchi degli ultimi mesi. C’è chi pare convinto che soddisfare le richieste dei fondamentalisti—ritiro da Afghanistan e Iraq incluso — possa porre termine alle loro pretese e scongiurare futuri attacchi.Ricordiamo, però, che quando i terroristi colpirono l’America l’11 settembre 2001, era un governo islamico radicale a guidare l’Afghanistan e a ospitare capi di Al Qaeda, di fatto indisturbato dalla comunità internazionale. Mentre Saddam Hussein restava saldamente aggrappato al potere in Iraq e pareva conquistare consenso per i suoi tentativi di porre fine alle sanzioni delle Nazioni Unite.
In realtà, gli estremisti islamici hanno a lungo mostrato interesse per un possibile attacco alla Gran Bretagna. Nel gennaio 2003, la polizia britannica ha evitato un probabile attacco con la ricina—una sostanza velenosa—due mesi prima dell’inizio dell’Operazione Iraqi Freedom. Nei vent’anni precedenti l’11 settembre, ben prima dell’impegno della coalizione in Afghanistan e Iraq, gli estremisti hanno continuato a uccidere e sequestrare civili innocenti in luoghi come Teheran, Beirut, Arabia Saudita, Berlino, New York, navi nel Mediterraneo o jet in volo sulla Scozia.
Gli estremisti non cercano il negoziato con l’Occidente. Vogliono che l’America, la Gran Bretagna e gli altri alleati della coalizione abdichino ai propri principi e rinneghino l’impegno con gli amici musulmani nel mondo. Nel 2002,Osama Bin Laden invocava la deposizione dei governi islamici moderati. Il visionario progetto di Al Qaeda di imporre intolleranza e radicalismo si estende molto al di là del Medio Oriente. In particolare, ciò che gli estremisti non tollerano è il riconoscimento dell’uguaglianza tra uomini e donne e la libertà di espressione, segni distintivi delle società libere.
Appena qualche giorno dopo il primo attacco di Londra, un fondamentalista, accusato di aver assassinato un regista olandese per un film ritenuto offensivo nei confronti dell’Islam, dichiarava pubblicamente che avrebbe ucciso ancora se ne avesse avuto l’opportunità. Non c’è «pace separata» che tenga, con un simile nemico. Gli attacchi dell’11 settembre hanno provocato l’ira e la reazione di un Paese e di una civiltà. Da allora, gli estremisti hanno perso ospitalità e sostegno popolare in Afghanistan e Iraq, sono ricercati in tutti i continenti da una coalizione globale che non ha precedenti.
Hanno risposto con mezzi di ogni tipo, dagli zaini alle auto, per uccidere centinaia di persone innocenti in Spagna, Turchia, Kenya, Indonesia, Russia e, ora, a Londra. Tentano di distruggere ciò che non hanno saputo costruire in mille anni e di uccidere persone che non sono riusciti a persuadere. Hanno fallito l’11 settembre. Stanno fallendo in Iraq e in Afghanistan. Conoscendo i britannici, possiamo affermare che con gli attacchi di Londra gli estremisti hanno senza alcun dubbio fallito ancora.
Donald Rumsfeld
05 agosto 2005
http://www.corriere.it/Primo_Piano/E...rumsfeld.shtml




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