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Basta fare un rapido giro in Internet e scoprirai che nel 2002 il procuratore generale della Cassazione Favara (http://www.repubblica.it/online/cron...dati/dati.html) affermava che il 96,6% dei furti era impunito mentre il totale dei delitti era impunito nell’oltre 80% dei casi. Senza tenere conto che quando si può non si va nemmeno a denunciare i delitti tanto è solo un’altra rogna. Quindi sono cifre molto in difetto. Dato che c’è molto meno quindi del 5% di probabilità di essere raggiunti dalla giustizia rubare conviene. Questo si che è elementare!
Per quanto riguarda la durata dei processi civili siamo intorno ai 7 anni il che equivale a non garantire nessuna giustizia e soprattutto nessun risarcimento perché nel frattempo il valore dei danni richiestiti subisce un drastico ridimensionamento a causa del passare del tempo e dell’inflazione.
Dato che a fare danni quasi sempre non si finisce di fronte alla giustizia e nei pochissimi casi in cui si è chiamati a risarcire si paga dopo una decina d’anni comportamenti fare danno e assumere comportamenti irresponsabili conviene.
Citazione:
Originally posted by aguas
Di fronte ai delitti impuniti ce ne sono molti altri che non si commettono per paura della punizione.
Contesto la cifra del 95% e ti faccio notare che spesso basta la paura della punizione (es: essere denunciati) per non aver la tentazione di ripetere il delitto.
Semplicistico è inoltre ridurre la tutela dello stato al campo penalistico. Ci sono i tribunali civili che assicurano molto di più la tutela. Quando si devono sborsare dei soldi si sta attenti a non fare sciocchezze, e se la sciocchezza si fa si ha una seria probabilità di pagarla.
Elementare...
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Anzitutto l'inflazione viene conteggiata nel risarcimento. Il tasso legale di inflazione è superiore a quello dei prezzi di mercato.
Al tasso di inflazione si aggiunge anche la rivalutazione monetaria, in certi casi.
La durata media dei processi non è di 7 anni, se non per cause di particolare complessità. Una causa al giudice di pace si esaurisce tra 6 mesi e 2 anni.
Una di tribunale 2-4 anni.
I casi di appello rappresentano solo il 5% delle sentenze. Ancora meno quelli che vanno in Cassazione. Sugli appelli e le Cassazioni si conteggiano i 7 anni di cui tu parli.
Senza parlare delle cause di pronta soluzione, come i decreti ingiuntivi, le sentenze sulo stato e la capacità delle persone (separazioni, divorzi, interdizione ecc)
Senza parlare di tutte le controversie che vengono evitate per la paura di pagare le pese di giudizio (che, di regola, sono a carica di chi ha torto).
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Ci vogliono appunto 7 anni per addivenire a una sentenza definitiva.
Anche se poi fosse corrisposta l'inflazione sui ritardi sulla liquidazione dei danni ciò non basterebbe a risarcire chi ha diritto a quella somma. Infatti l'inflazione non tiene conto dell'utile che sui può ottenere impiegando quei fondi: corrispondere l'inflazione serve solo a manatenere la parità di potere d'acquisto.
Quindi dato che una causa dura così a lungo chi ha da perdere dalla definizione della stessa ha il massimo interesse prorogarla in tutti i modi perchè in questo modo arreca un bel danno a chi ha ragione.
L'ennesima ragione per capire che la giustizia di stato è la più infame delle ingiustizie dato che perseguita i più deboli (quelli che avrebbero il vantaggio maggiore da processi veloci e efficienti) e agevola i malfattori che hanno più mezzi e possono aspettare (efra aspettare) senza alcun danno
Se davvero poi i giudici fanno pagare al perdente in giudizio la perdita di potere d'acquisto causata dal ritardo dalla giustizia dello stato si tratta di una follia oltre che di una ingiustizia. Come è possibile addebitare a chi perde la causa danni che lui non ha causato?
Citazione:
Originally posted by aguas
Anzitutto l'inflazione viene conteggiata nel risarcimento. Il tasso legale di inflazione è superiore a quello dei prezzi di mercato.
Al tasso di inflazione si aggiunge anche la rivalutazione monetaria, in certi casi.
La durata media dei processi non è di 7 anni, se non per cause di particolare complessità. Una causa al giudice di pace si esaurisce tra 6 mesi e 2 anni.
Una di tribunale 2-4 anni.
I casi di appello rappresentano solo il 5% delle sentenze. Ancora meno quelli che vanno in Cassazione. Sugli appelli e le Cassazioni si conteggiano i 7 anni di cui tu parli.
Senza parlare delle cause di pronta soluzione, come i decreti ingiuntivi, le sentenze sulo stato e la capacità delle persone (separazioni, divorzi, interdizione ecc)
Senza parlare di tutte le controversie che vengono evitate per la paura di pagare le pese di giudizio (che, di regola, sono a carica di chi ha torto).