Jamie Doward:” Il papa ha ‘occultato’ l’inchiesta sugli abusi sessuali”
Una lettera confidenziale rivela che Joseph Ratzinger ordinò ai vescovi di non svelare gli abusi sessuali su minori perpetrati da ecclesiastici
Papa Benedetto XVI ha dovuto recentemente far fronte alle dichiarazioni che lo accusano di aver “ostacolato la giustizia”, in riferimento alla sua volontà di mantenere segreta l’inchiesta interna della Chiesa cattolica sullo scandalo degli abusi sessuali su minori.
L’ordine venne impartito tramite l’invio di una lettera segreta - di cui l’Observer è entrato in possesso - inviata nel marzo del 2001 ad ogni vescovo della Chiesa cattolica.
Nella lettera si affermava come la Chiesa dovesse riservarsi il diritto di non rendere pubbliche le proprie indagini per oltre 10 anni dal momento in cui le vittime degli abusi avessero raggiunto l’età adulta. La lettera portava la firma del cardinale Joseph Ratzinger, il successore di Giovanni Paolo II.
I legali delle vittime hanno dichiarato che questa iniziativa aveva un duplice obiettivo: evitare che le ipotesi di reato diventassero di pubblico dominio e impedire che gli organi di polizia ne venissero a conoscenza. Gli avvocati accusano Ratzinger di aver commesso una chiara azione di ostacolo al normale corso della giustizia.
La lettera, che menzionava il compimento di ‘atti di estrema gravità’, fu inviata dalla Congregazione per la Dottrina della Fede, l’ufficio vaticano di fatto erede della Santa Inquisizione, per lungo tempo diretto da Ratzinger. Veniva chiaramente illustrata la posizione della Chiesa in merito a diverse questioni, dalla celebrazione del sacramento dell’eucarestia non da parte di cattolici alle molestie sessuali perpetrate da clericali nei confronti di minorenni.
La lettera di Ratzinger affermava che in questi casi la Chiesa poteva legittimamente rivendicare una propria autonoma giurisdizione.
La lettera affermava che la ‘giurisdizione’ della Chiesa doveva avere inizio dal giorno in cui il minore avesse compiuto i 18 anni d’età e, inoltre, per i successivi 10 anni.
Essa prevedeva come i resoconti delle ‘indagini preliminari’ su ogni singolo caso di abuso dovessero essere inviate all’ufficio di cui Ratzniger era a capo, il quale si riservava l’opzione di riferirne a speciali tribunali privati, al cui interno le cariche di giudice, pubblico ministero, notaio e rappresentante legale venivano ricoperte esclusivamente da ecclesiastici.
‘Situazioni di questo tipo sono coperte dal segreto pontificio’, concludeva la lettera di Ratzinger. L’infrazione del segreto pontificio in qualsiasi momento del periodo dei dieci anni di giurisdizione della Chiesa veniva intesa come una grave azione, perseguibile anche attraverso la minaccia di scomunica.
Della lettera di Ratzinger si è fatto riferimento in una causa avviata contro una chiesa del Texas all’inizio di quest’anno, a difesa di due giovani vittime di abusi. I legali hanno accusato Ratzinger di aver ostacolato il corso della giustizia.
Daniel Shea, il legale delle due vittime che hanno fatto riferimento alla lettera, ha affermato: “La lettera si commenta da sola. Bisognerebbe chiedersi: perché mai il segreto sulle indagini deve rimanere così a lungo? È un’ostruzione al normale corso della giustizia”.
Padre John Beal, professore di diritto canonico all’Università Cattolica degli Usa, nel corso della propria deposizione l’otto aprile scorso, ha riferito sotto giuramento all’avvocato Shea come la lettera ampliasse i poteri di giurisdizione e di controllo della Chiesa sui crimini sessuali perpetrati da ecclesiastici.
La lettera di Ratzinger era stata co-firmata dall’arcivescovo Tarcisio Bertone, il quale due anni fa rilasciò un’intervista nella quale accennava alla contrarietà della Chiesa nel consentire a soggetti esterni di indagare sui presunti abusi sessuali perpetrati. “Secondo il mio punto di vista, la richiesta secondo cui un vescovo debba essere obbligato a denunciare agli organi di polizia gli atti di pedofilia commessi da un prete è completamente infondata”.
L’avvocato Shea ha contestato l’idea secondo la quale i presunti casi di pedofilia debbano essere giudicati da tribunali speciali. “Essi impongono procedure di riservatezza. Se la legge imponesse agli organi competenti di affrontare il caso, questi potrebbero collaborare con i tribunali. Ma se non una causa non verrà mai risolta senza indagini. Se si impone di mantenere il riserbo prima per diciotto anni poi per altri dieci, i responsabili la faranno franca”, ha aggiunto.
Un portavoce del Vaticano ha rifiutato di commentare la lettera di Ratzinger. “Non trattandosi di un documento pubblico, non è possibile parlarne”.
Fonte: http://www.guardian.co.uk/pope/story...469131,00.html
Tradotto da Luca Donigaglia per Nuovi Mondi Media
http://blog.radioradicale.it/blog/da...mo/001078.html
Ratzinger e le inchieste sulla pedofilia
Dagospia è l'unico mezzo di informazione in Italia a riprendere le notizie che già da alcuni giorni i media inglesi stanno scovando per parlare non solo della luci, ma anche delle ombre che si profilano sul nuovo papato di Joseph Ratzinger. Non sono i soliti tabloid a strillare allo scandalo ma a scendere in campo sono gli autorevoli Observer (Guardian) e Indipendent. Questa la notizia: si accusa l'ex Cardinale Joseph Ratzinger, per anni alla guida della Congregazione per la Dottrina della Fede di aver garantito la protezione al padre Marcial Maciel Degollado, fondatore dei Legionari di Cristo, accusato di molestie sessuali e pedofilia nei confronti di ex appartenenti all'ordine. Della questione si parla in una lettera di Ratzinger inviata a tutti i vescovi cattolici nel maggio del 2001, che Dagospia riporta e che vi riproponiamo. Tra le altre cose, nella missiva, il cardinale Ratzinger, dava ordine che la Chiesa investigasse in segreto sulle accuse di abusi sessuali su minori, tenendo i risultati delle inchieste segreti per dieci anni dopo il compimento della maggiore età da parte della vittima. Le accuse, secondo quanto riferiscono i giornali inglesi, sono a tutt'oggi portate avanti da tre professori, un insegnante, un avvocato, un ingegnere, e un prete. Tutti ex appartenenti all'ordine fondato da Marcial Maciel Degollado, i quali accusano il religioso di molestie avvenute negli anni '40, '50, '60. Da una lettera di uno di loro, padre Juan Vaca, allo stesso Maciel Degollado inviata al Vaticano nel 1997 è iniziata l'inchiesta. Un'inchiesta che però è rimasta al palo. "La lettera di padre Vaca - scrive Dagospia - giunse nella mani di Ratzinger dal vescovo di New York, John R. McCann, e il suo contenuto - alcuni stralci del quale sono stati pubblicati dall'"Independent" - lascia pochi dubbi: «Tutto quello che ha fatto contraddice la Chiesa e l'ordine. Quante innumerevoli volte mi ha svegliato nel cuore della notte, abusando della mia innocenza. Notti di paura, così tante notti di assoluto terrore: tante notti di sonno perduto, che la mia stessa salute psicologica è stata messa in pericolo..."»
Quattro anni dopo la denuncia del 1997 arriva la lettera di Ratzinger di cui abbiamo detto. Essa, oltre alla firma dell'attuale Papa, porta anche quella dell'arcivescovo Tarcisio Bertone, che in un'intervista di due anni fa riportata dall'"Observer" diceva: «Secondo la mia opinione, la richiesta che un vescovo sia obbligato a contattare la polizia per denunciare un prete che commette atti di pedofilia non è fondata...». La lettera fa ora parte dei documenti in possesso di una corte texana dove l'avvocato di due presunte vittime di abusi da parte di un prete, ha depositato le accuse contro una chiesa del luogo e lo stesso Ratzinger, sostenendo la tesi che l'allora cardinale si sia reso colpevole di ostruzione alla giustizia. «L'avvocato è Daniel Shea, noto alle cronache - aggiunge Dagospia - per aver scoperto negli archivi vaticani, due anni fa (in pieno scandalo preti pedofili in America), un documento in latino risalente al 1962, con tanto di sigillo di Papa Giovanni XXIII, che fu spedito a tutti i vescovi del mondo per istruirli a tenere ben nascosti i casi di violenza sessuale all'interno della Chiesa». Della questione riportata a galla in questi giorni dai giornali inglesi se ne è occupato approfonditamente anche Sandro Magister qualche anno fa in un articolo molto documentato.
Corriere della Sera 05 marzo 2005
IL VATICANO ALLA RICE: AIUTO PER IL PROCESSO
Il segretario di Stato del Vaticano, cardinale Angelo Sodano, ha chiesto al Segretario di Stato USA, Condoleeza Rice (nella foto durante la visita in vaticano dell'8 febbraio scorso) che il governo americano intervenga sulla causa per pedofilia in discussione davanti alla Corte di Luisville, in Kenttuky, nel quale il Vaticano è chiamato a rispondere economicamente per gli abusi compiuti sui minori dalla diocesi locale. La santa sede ha fatto presente al dipartimento USA la sua posizione di Stato sovrano e sostiene l'immunità come previsto dalla legge internazionale.
Peccato che la legge escluda dall'immunità coloro che hanno commesso crimini contro cittadini di uno stato. In questo caso la violenza di pedofilia sui bambini.”




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