SONDAGGI IN POPPA / Il Carroccio convinto di raddoppiare grazie alle battaglie contro Islam ed euro. I centristi puntano tutto sull'immagine di Casini / A LEGA E UDC CONVIENE CORRERE DA SOLI



ROMA Dopo essersele date di santa ragione per tutta la legislatura, ora Lega e Ude sono accomunati dalla medesima tentazione: andare da soli alle elezioni Politiche del 2006. Che il Carroccio stia pensando alla traversata solitaria è una voce che nei palazzi della politica circola da almeno un mese. Per gli ex-Dc, invece, è una novità assoluta svelata ieri dal ministro Mario Baccini in un'intervista al Foglio. «Se si continua così, noi ci rifiuteremo di andare a sbattere contro il muro», afferma il ministro della Funzione Pubblica, «a settembre io stesso chiederò di convocare la direzione nazionale del partito per considerare la possibilità di andare da soli alle Politiche. Posto che siamo due anni e mezzo che la Cdl perde le elezioni, noi vogliamo offrire agli elettori moderati un progetto nuovo e credibile». Poi a Libero il ministro corregge un po' il tiro, anche se la sostanza resta: «La possibilità di correre da soli è l'ultima spiaggia che noi ovviamente cercheremo di evitare a tutti i costi. Ma gli elettori ci hanno chiesto in più occasioni una nuova offerta politica, che a questo punto non può che essere quella del partito unico, con un forte richiamo al Partito popolare europeo». Un'uscita che ha provocato l'immediata reazione di Forza Italia. «La sortita di Baccini ci ricorda molto la favola di Esopo del lupo e dell'agnello», osserva il vice coordinatore azzurro Fabrizio Cicchitto, «ma il senso della loro proposta politica è sempre meno chiaro». «Cicchitto vive nel paese dei Balocchi, ma gli italiani nelle ultime tornate elettorali hanno dimostrato di non credere alle favole», replica Baccini.
LA SFIDA DEI CENTRISTI

Le parole del ministro centrista fanno seguito all'appello lanciato da Pier Ferdinando Casini a marciare spediti verso il partito unico e la casa comune dei moderati, ovvero «la svolta necessaria per rilanciare il centrodestra». Insomma, mettendo insieme le parole di Baccini e quelle del presidente della Camera, il messaggio dcll'Udc a Berlusconi è il seguente: attento Silvio, perché o ti metti d'impegno nel realizzare il partito unico prima del voto del 2006, facendoti poi da parte per lasciar la guida a C asini, oppure noi siamo pronti a uscire dalla Cdl e correre da soli. Un'accelerazione non da poco, dovuta al fatto che il Cavaliere da una parte non vede di buon occhio la nascita del partito unico prima del voto, mentre dall'altra ha detto chiaramente agli alleati di non essere disposto a lasciare la leadership della Cdl. Questo ha spinto gli ex-Dc a forzare la mano, mettendo in campo il loro numero 1, il loro fuoriclasse, Casini, lasciando invece Marco Follini sullo sfondo.

Tattiche che non sono sfuggite a una vecchia volpe della politica come Bobo Maroni, che ieri stilla Padania affermava: «Casini ormai non parla più come presidente della Camera, ma solo come leader di partito». E il ministro del Welfare ha poi spiegato qual è, se secondo lui, la strategia della terza carica dello Stato. «Pier ha in mente di sostituire il Cavaliere. Gli scenari possibili sono due: quello minimale prevede la costituzione del partito unico con Fi, An e Udc, con a capo lo stesso Casini; quello massimale vede la nascita della vecchia De e passa per la modifica della legge elettorale ìn senso proporzionale prima del voto. Il suo obbiettivo è quello di far fuori Berlusconi e la Lega (a cui Casini ha offerto solo un accordo "tecnico" e non politico, ndr)».
BOSSI STA ALLA FINESTRA

E il Carroccio? La Lega Nord per ora sta alla finestra, sicura che qualsiasi sia la scelta, il Carroccio cade in piedi. «Se la Cdl si rompe, noi andiamo da soli e facciamo un pieno di voti», osservano da via Bellerio, «con i consensi che abbiamo ottenuto grazie alla battaglia contro l'euro e alla crociata anti íslamica, puntiamo a raccogliere molti un bel po' di voti anche sotto il Po. Se invece gli alleati fanno il partito unico, a quel punto per noi, a destra, raccogliendo i voti degli scontenti dì An e Forza Italia, si aprirebbe una prateria elettorale che ci consentirebbe di fare un accordo col partito unico da una posizione di forza». Ipotesi, questa, confermata dallo stesso Maroni. «Non siamo totalmente contraria questo progetto», osserva il ministro del Welfare, «la Lega se ne sta fuori, ma si potrebbe ipotizzare lo stesso rapporto che c'è in Germania tra la Cdu e la Csu bavarese, che comanda in baviera e determina le scelte politiche della coalizione». Quello di diventare la Csu padana è un sogno che il Carroccio vorrebbe realizzare mettendo insieme anche le altre forze autonomiste presenti nel Paese, con in testa il movimento siciliano di Raffaele Lombardo. E, guarda caso, il "treno delle riforme" organizzato dal ministro Roberto Calderoli partirà a settembre proprio dal Sud, dalla Calabria.

Ma quanto prenderebbero Lega e Udc correndo da soli? Allo stato attuale, con i rispettivi partiti alleati all'interno della Casa delle Libertà, secondo gli ultimi sondaggi ,il Carroccio viene dato al 5 per cento (anche se una ricerca interna di via Bellerio indica la Lega addirittura al 7), mentre i centristi sono al 5,7 percento. Presentandosi da soli alle Politiche, il partito di Bossi può puntare, invece, al 7-8 per cento, mentre I'Udc potrebbe arrivare al 6,5. Insomma, entrambi i partiti, chi più e chi meno, ci guadagnano. Ma a perdere è l'intera coalizione.

Gianluca Roselli

Libero 13-08-2005