Citazione:
In origine postato da Emiliano
x Fabiosko:
non è una contraddizione assoluta. In fondo, si puo' vivere benissimo senza dover per forza considerare l'etnia, la chiusura identitataria, la tutela di questo è quello. Noi, ci basiamo su altri aspetti, mentre voi, a mio avviso, davvero vi basate su sogni, idee metastoriche, ancestrali e medievali, come la razza, l'etnia, la potenza nazionale, ecc..
Per noi il problema è eliminare ogni forma di oppressione, sia essa politica, economica, sociale, religiosa, ecc...l'uomo diverra' davvero libero, quando la liberta' potra' essere realizzata abbattendo le catene della schiavitu'. Per me l'esistenza di uno stato, di un'autorita' sul lavoro che controlla e gestisce da solo la produzione, è già una forma di riduzione della liberta'. Eccerto, che gli interessi del singolo devono ricadere sulla comunita', e forse, solo in questo ci assomigliamo. E' impensabile, in una societa' socialista, immaginare che ognuno pensi solo a se stesso, a produrre per se', a vivere per se', questo è gia' un sistema esistente, il capitalismo, che noi vogliamo superare.
La differenza tra il mio messaggio e quello liberal-capitalista, è che il mio/nostro, internazionalismo è un pensiero che porta a ragionare sulla necessita' materiale, di unire le forze produttive di tutti i paesi, e opporle a quelle capitaliste di tutti i paesi. In quest'ottica non cè tempo per pensare al nazionalismo e alla tutela della razza, oltre che perchè non ci interessa, essendo che il socialismo è mondiale. La globalizzazione liberista, ha in seno un internazionalismo che è solo di facciata, e serve solo a generare un sistema di oppressione su scala mondiale, ma non perchè intende davvero arrivare allo sviluppo di tutte le nazioni del mondo. Quello lo vuole solo il socialismo.
Vedi Emiliano il problema e' che non allontanandosi da postulati economistici e materialisti poni in essere un sistema che altro non e' l'altra faccia del liberal-capitalismo