A NOI non ci tratta bene, ma per voi dovrebbe essere interessante.
fatemi sapere che ve ne viene.
vi posto l'introduzione.
tutto il libro lo trovate qui: http://cosmos.homelinux.net/destra.html
La Destra e gli Altri
Antiautoritari Anonimi
1. INTRODUZIONE
Lo scopo iniziale di questo libro era quello di prendere in considerazione una parte ben precisa della Destra radicale, quella che da anni cerca di trovare ascolto presso la Sinistra rivoluzionaria e gli anarchici, di instaurare un dialogo. Non è un mistero per nessuno che ci siano estremisti di destra pronti a correrci incontro, a stringerci la mano. Il nostro intento era dunque quello di affrontare una volta per tutte questo problema anche perché, alla luce dei recenti avvenimenti, l'invito a bere dallo stesso calice in cui si disseta la peste bruna rischia di farsi assillante e, quel che è peggio, di trovare qualcuno disposto ad accettarlo. Poi, mano mano che raccoglievamo materiale e ci riflettevamo sopra, ci siamo accorti di non poterci limitare a seguire quel progetto, di essere costretti ad ampliare la nostra prospettiva. Innanzitutto non è possibile operare una precisa distinzione all'interno della Destra, checché ne dicano gli esperti in materia - che tanto amano sottolineare la «grande eterogeneità» della Destra italiana - e gli estremisti di destra, che ci accuseranno di gretto superficialismo. Di fatto non esiste una Destra che sta in parlamento, istituzionale e integrata; una estrema Destra che ci guarda in cagnesco, truce e squadrista; un'altra ancora che ci strizza l'occhiolino, moderna e possibilista; e tutt'e tre ben definibili ed identificabili. Esiste la Destra e basta. Il fascismo è essenzialmente spiritualismo, attaccamento a valori ritenuti eterni. Quindi, ad una ferrea fedeltà a questi valori accompagna un'assoluta flessibilità di mezzi. Il fascista non dà alcun significato, alcuna importanza allo strumento che adopera, non lo collega in alcun modo ai fini che si prefigge, poiché reputerebbe di insozzare il sacro con il profano. Ecco perché per la Destra a livello operativo tutto è lecito, dalla presenza in parlamento alle stragi sui treni. Perciò è fuori luogo operare dei "distinguo" al suo interno, un passatempo per sociologi, per intellettuali desiderosi di sviscerare bene tutti i particolari della questione per mettersi la coscienza a posto. Del resto per rendersene conto basta pensare a Pino Rauti, che è stato di volta in volta fuori e dentro il partito missino, pro e contro il terrorismo, orgoglioso repubblichino e fautore dello «sfondamento a sinistra»; oppure a Stefano Delle Chiaie, ex sprangatore di comunisti, ex infiltrato ed ora disponibile alleato. I legami, i contatti, gli aiuti, che durante tutto il dopoguerra sono intercorsi fra Destra istituzionale e Destra radicale, e fra le diverse frazioni di quest'ul_tima, dimostrano come non sia affatto sbagliato fare - scusate l'involontario gioco di parole - di tutta l'erba un fascio. Non soltanto non si può criticare una sola parte della Destra, ma è anche impossibile criticare la Destra senza criticare la Sinistra. Giustamente Daniel Guérin asseriva che «il fascismo è il risultato delle carenze del socialismo». Ma, a loro volta, queste carenze sono il risultato della natura del "socialismo".


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