WASHINGTON - Parlava a ruota libera un po' di tutto: la sua attrazione per Clark Gable, una notte di sesso con Joan Crawford, le difficolta' a rompere con Robert Kennedy, i progetti di interpretare Shakespeare, le ragione del fallimento dei matrimoni con Joe Di Maggio e Arthur Miller. Ma nelle misteriose registrazioni delle conversazioni tra Marilyn Monroe e il suo psichiatra, poco prima della morte dell' attrice, non sembra esserci traccia di pulsioni suicide.
Come l'assassinio di Jfk e la morte di Elvis Presley, la scoperta del cadavere nudo di Marilyn sul letto della sua casa californiana, il 5 agosto 1962, non riesce a diventare un caso chiuso in America. Nel giorno del 43mo anniversario della morte, segnato come di consueto dal pellegrinaggio di fan sulla tomba dell'attrice a Los Angeles, le teorie sul complotto per uccidere Marilyn riprendono quota. Ad alimentarle sono dei nastri che sarebbero stati custoditi per anni e poi distrutti dal dottor Ralph Greenson, il suo psichiatra e confidente, morto nel 1979.
L'unica persona che avrebbe ascoltato i nastri, trascrivendone fedelmente ampie parti, e' l'ex procuratore John Miner, che all'epoca indago' sulla morte di Marilyn.
Dopo aver lasciato trapelare spezzoni delle trascrizioni negli anni scorsi, Miner a 86 anni ha deciso di farli pubblicare dal Los Angeles Times, che ha rilanciato con enfasi la teoria dell'ex investigatore: i barbiturici che furono trovati nel corpo di Marilyn non erano stati ingeriti volontariamente, a uccidere l'attrice sarebbe stato un clistere fatale di tranquillanti, somministrato dopo aver fatto perdere i sensi alla diva 36enne con un drink avvelenato.
L'esistenza dei nastri e' un mistero. Miner e' l'unico testimone vivente a saperne qualcosa e tutto si basa solo sul suo racconto. Ma l'ex procuratore gode di stima da parte degli ex investigatori del caso e le sue trascrizioni sembrano accurate. Greenson gli avrebbe fatto ascoltare i nastri negli anni Settanta, quando lo psichiatra veniva sospettato di aver ucciso Marilyn. Il suo accordo con l'attrice - secondo la versione di Miner - era che la Monroe poteva parlare a ruota libera perche' Greenson le garantiva il segreto professionale. ''Lei e' la sola persona - avrebbe detto Marilyn allo psichiatra, secondo le trascrizioni di Miner - che sapra' mai i pensieri piu' privati e segreti di Marilyn Monroe. Ho assoluta fiducia in lei, so che non li rivelera' ad anima viva''.
Greenson avrebbe seguito con l'attrice il metodo della 'libera associazione' di pensieri, lasciandola libera di parlare di quello che preferiva, per trarne conclusioni mediche.
Ne emerge una Marilyn assai diversa dallo stereotipo dell' attrice bella ma 'oca', che discuteva di Freud, spiegava di amare i libri di Joyce e sosteneva che si preparava a interpretare Shakespeare. Spuntano anche gli impulsi sessuali della bionda leggenda di Hollywood, che rivelava di aver baciato con passione Clark Gable sul set de 'Gli Spostati' per fargli capire quello che provava per lui. Era andata a letto con la Crawford, ''ma la volta successiva che l'ho vista, lei voleva un altro giro e le ho detto in faccia che non mi piaceva molto farlo con una donna. Dopo che l'ho respinta, e' diventata una vipera''.
Marilyn continuava ad amare Di Maggio, ma riteneva che non ci fosse possibilita' che il loro matrimonio funzionasse: ''Joe non poteva restare sposato a Marilyn Monroe, la famosa star del cinema - raccontava -, perche' nella sua testa dura di italiano aveva l'immagine di una tradizionale moglie italiana. Doveva essergli fedele, fare quello che diceva lui e dedicarsi tutta a lui. Dottore, lei sa che non sono il tipo''. Quanto a Miller, ''e' stato un mio errore sposarlo, non suo. Non ha mai stimato la mia intelligenza, non condivideva la sua vita intellettuale con me e a letto eravamo cosi' cosi'''.
L'attrice, nelle presunte trascrizioni, mostrava grande ammirazione per il presidente John Kennedy e timore invece per il fratello Bob: ''Non c'e' spazio per lui nella mia vita, immagino che dovrei avere il coraggio di affrontarlo e ferirlo. Voglio che qualcuno gli dica che e' finita. Ho cercato di farlo fare al presidente, ma non riesco a raggiungerlo''. Marilyn era anche ossessionata dalla propria domestica, Eunice Murray (che ne scopri' il cadavere), perche' temeva volesse pubblicare un libro di rivelazioni sulla sua vita privata. Secondo Miner, lo psichiatra gli aveva rivelato che niente nelle loro sedute faceva pensare a propositi suicidi. L'ex procuratore non ha mai messo le trascrizioni a disposizione degli investigatori, ma ora vorrebbe riaprire il caso, esumando Marilyn dalla sua cripta al Westwood Village Memorial Park e facendo eseguire una nuova autopsia.




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