Risultati da 1 a 4 di 4

Discussione: "Il Rito Segreto"

  1. #1
    VINCIT OMNIA VERITAS!
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Località
    "O voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto'l velame de li versi strani."
    Messaggi
    2,120
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito "Il Rito Segreto"

    Dioniso e Demetra, Iside e Mitra, riti notturni di iniziazione e pratiche orgiastiche, danze e musiche estatiche. A Roma, al Colosseo, per la prima volta una grande mostra racconta i culti misterici dell’antichità, con un repertorio di oltre 70 opere




    Roma - Il visionario Omero li decantava, il pragmatico Aristotele li liquidava come esperienze da cui non si imparava niente, lo scrittore Apuleio, invece, si divertiva a sperimentarne tutti i riti iniziatici. Cesare li tollerava, ma Augusto ne proibì le cerimonie nei templi. Lo storico Clemente Alessandrino ne ha rivelato la parola d’ordine per accedervi, una sorta di password dei nostri tempi, ed Erodoto ne ha documentato tutte le cerimonie orgiastiche. Il commediografo Aristofane ne derideva le pratiche di castità e digiuno, mentre il drammaturgo Euripide ne celebrò la mistica suggestione. Silla, Cicerone e Marco Antonio ne erano dei veri fan e gli imperatori Claudio e Caligola ne vollero fare quasi dei culti ufficiali. A corte de’ Medici, i neoplatonici fiorentini Marsilio Ficino, Pico della Mirandola, Angelo Poliziano li sfoggiavano nei giochi allegorici. Mozart li celebrava in modo subliminale nel Flauto magico. E chissà se l’ex Police Steward Copeland, da anni oramai appassionato della pugliese Notte della Taranta, sa che quei balli invasati del Salento sono loro figli. Sono i “culti misterici” del mondo antico, quei fenomeni di religiosità esoterica alternativa al culto ufficiale, professati in gran segreto - se rivelati, pena la morte o la confisca dei beni - di notte, cui si accedeva con iniziazioni individuali, uomini e donne, schiavi e ricchi, senza distinzione di sesso o ceto sociale. Esperienze di eccitazione mistica per conquistare un contatto col divino, sulla scia dei dilemmi atavici dell’uomo sul significato della vita e sulla speranza di una salvezza.

    Culti che hanno brulicato dall’epoca omerica al tardo impero romano, valicando i confini delle poleis greche per sedurre sempre più adepti in una dimensione ecumenica globale, e che ora vengono raccontati per la prima volta in una grande mostra “Il rito segreto. Misteri in Grecia e a Roma”, che invade per sei mesi, dal 22 luglio all’8 gennaio, il secondo ambulacro del Colosseo, e che segna il debutto alla guida della Soprintendenza archeologica di Roma di Angelo Bottini, succeduto ad Adriano La Regina. Una rassegna che vuole documentare un patrimonio dell’antichità legato all’impalpabile emozionale, all’esperienza indicibile e ineffabile della divinità, e costruito materialmente su cerimonie, rituali, danze e cortei. E per fare questo raccoglie un repertorio di 70 selezionati pezzi provenienti da musei esclusivamente dell’Italia centro-meridionale, dove sfilano statue, idoli, teste e busti, frammenti di crateri, affreschi, altari, rilievi, vasi dipinti, epigrafi, un’oggettistica variegata made in Magna Grecia dove la decorazione figurativa riesce a rivelare quel mistero e quel segreto.

    Scenografie di riti orfici e dionisiaci, protagonisti dei misteri eleusini, frame di pratiche oracolari, il tutto incastonato in un allestimento che in armonia col tema della mostra punta alla suggestione del visitatore, dove la parata di splendidi pezzi archeologici è scortata da un tappeto di suoni e lingue antiche, voci fuoricampo che leggono testi antichi, videoproiezioni che ripercorrono l’affabulazione dei misteria fin nell’attualità. Si comincia con gli oracoli, la risposta dello scalpitante mondo greco-romano al mistero del futuro. Un potere illuminante intriso di femminismo ante-litteram, perché esercitato da una donna, la profetessa o sacerdotessa che parlava per conto della divinità, elargendo oscuri vaticini in uno stato di trance. Lo documenta la splendida “Fanciulla di Anzio” proveniente da Palazzo Massimo, identificata come la Pizia di Delfi.

    Ci si inebria con Dioniso-Bacco e i suoi riti estatici e processioni orgiastiche di giovani seguaci iniziati, Menadi, Satiri, Sileni, che esaltati dal suono di flauti e timpani raggiungevano l’estasi - l’essere fuori di sé - e l’entusiasmo - l’avere il dio dentro di sé. Un culto che godette dei favori in alte sfere politiche se si pensa che nel 500 a.C. Scila, re degli Sciti, si fece iniziare e partecipò alle processioni. Repressi dal Senato romano nel 186 a.C. furono riammessi da Cesare, per non parlare dell’arte nelle catacombe cristiane che recuperò quelle figure salvifiche. E degnamente ricco appare il repertorio in mostra, con pezzi come l’altare istoriato con danze di Menadi della Centrale Montemartini, vasi attici e italioti, sarcofagi dal Museo archeologico di Napoli. Intrigante è anche tutto il complesso mitico-rituale dei misteri eleusini, nome che deriva da Eleusi, città attica vicina ad Atene, sede del culto esoterico-iniziatico a Demetra, dea del grano. Non altro che la festa di primavera e delle stagioni, dove i partecipanti all’iniziazione commemoravano la sofferenza di Demetra - Cerere nel culto romanizzato - per il ratto della figlia Kore - Persefone - da parte di Ade - Plutone - e, per intercessione di Zeus, il suo temporaneo ritorno sulla terra.

    Culti agrari della fertilità, del ciclo vitale delle stagioni, della protezione dei raccolti che si diffusero ampiamente nella Magna Grecia, in Sicilia, Calabria, Puglia. A rievocare il culto in mostra, la celebre Urna Lovatelli dal Museo Nazionale Romano, e soprattutto i pinakes, le tavolette votive in terracotta con rilievi policromi rinvenuti a Locri, sulla costa ionica della Calabria, accostate all’Acrolito Ludovisi, la testa colossale, trovata a Roma ma di sicura provenienza locrese, probabilmente l’Afrodite del tempio in contrada Marasà riedificato dopo il 477 a.C., appartenente alla statua costruita secondo la tecnica acrolitica, usata per raggiungere grandi dimensioni statuarie, dove solo le membra scoperte erano di marmo o pietra e le restanti di legno. Fino alle tre maestose sculture fittili delle Grandi Dee rinvenute nel santuario di Ariccia, vicino Roma, ora conservate al Museo delle Terme, in forma di busto, cioè nel loro simbolico riemergere dagli Inferi.

    E si chiude il percorso con i culti misterici orientali che, anche grazie ad Alessandro Magno, arrivarono dalla Siria, dalla Persia, dall’Egitto a sedurre schiere di adepti, forti delle loro organizzazioni capeggiate da sacerdoti. Dall’Asia Minore ecco Cibele, signora della natura selvaggia e indomabile, scortata da fieri leoni al suono di crotali e flauti, insieme ad Attis,il suo giovane e bellissimo figlio e sposo, signore del mondo vegetale e della fecondità stagionale. Ed ecco Iside, dall’Egitto, partita alla ricerca del cadavere dello sposo, il re Osiride fatto a pezzi dal fratello Seth e dispero nel Nilo, è regina del cielo e della terra, delle leggi e della giustizia, patrona dell’agricoltura e della navigazione, dell’amore e della maternità, che reca in grembo il figlio Horus destinato a governare in terra, mentre Osiride nell’Oltretomba.

    Dalla Persia, Mitra, dio del cielo diurno, dell’ordine cosmico e etico, amico benefico, soccorritore degli uomini giusti, nemico dei malvagi. Culto monoteistico che richiama la tradizione cristiana. Un’opera su tutte, a documentare l’esotismo di questi misteria, il famoso idolo di bronzo rinvenuto dal santuario del Gianicolo (Roma) dedicato a divinità siriache - la cui ultima fase risale al IV secolo d.C. - che rappresenta una figura maschile, il cui corpo è avvolto da sette spire di un serpente, allusive alle sette sfere celesti. Forse è l’egiziano Osiride, forse il siriaco Adone, divinità, comunque, legata al ciclo delle stagioni, che nasce e muore ogni anno, immagine clou dell’allegoria della morte e della rinascita del seguace prima e dopo l’iniziazione.

    (Laura Larcan)

    Notizie utili - “Il rito segreto. Misteri in Grecia e a Roma”, dal 22 luglio all’8 gennaio 2006, Colosseo, piazza del Colosseo, Roma. La mostra è curata da Angelo Bottini.
    Orari: fino al 31 agosto tutti i giorni, 8,30-19.15; dal 1 al 30 settembre 8,30-19; dal 1 al 29 ottobre 8,30-18,30; dal 30 ottobre all’8 gennaio 8,30-16,30. Chiuso 25 dicembre e 1 gennaio.
    Ingresso: intero €10, ridotto €6.
    Informazioni: tel. 0639967700.
    Catalogo: Electa.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  2. #2
    Mjollnir
    Ospite

    Predefinito

    Benvenuto Eymerich, e grazie per la segnalazione.
    potrebbe essere una buona occasione per tornare a Roma ...

  3. #3
    VINCIT OMNIA VERITAS!
    Data Registrazione
    13 Sep 2002
    Località
    "O voi che avete gli intelletti sani, mirate la dottrina che s'asconde sotto'l velame de li versi strani."
    Messaggi
    2,120
     Likes dati
    0
     Like avuti
    0
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Lungo viaggio nei culti oscuri

    Lungo viaggio nei culti oscuri (Il Giornale, 1/8/2005)
    - di CATERINA NAPOLEONE -

    Non è facile al giorno d'oggi, dopo duemila anni di cristianesimo, comprendere i riti magici del mondo pagano che avvenivano in uno stato di esaltazione e di istintività che proprio la religione cristiana ha cercato in tutti i modi di contenere e di reprimere. La mostra «Il rito segreto. Misteri in Grecia e a Roma», ospitata come meglio non si poteva, nei bui corridoi del Colosseo, in un luogo nel quale ancora oggi aleggiano le oscure vicende del mondo antico, tenta di diradare le nebbie che avvolgono le insolite statue esposte _ di Iside,
    di Demetra, di Cerere, di Cibele, di Dioniso, di Mitra -, ispirate ai culti misterici del paganesimo; ma finisce per dare spiegazioni semplicistiche senza riuscire a penetrare nei profondi recessi dell'animo pagano che attraverso questi riti cercava di evadere dagli schemi imposti dalla società e dalla religione ufficiale.
    Tutti i culti misterici non erano che una scappatoia eterodossa per aggirare l'ortodossia pagana, o per contestarla. Erano infatti riti di contestazione che si proponevano di combattere dall'interno le angosce della vita che la stessa religione non era riuscita a risolvere.
    E quindi non c'erano remore all'uso di agenti esterni come il vino e le droghe che riuscivano ad aggirare le innumerevoli paure: la paura della morte, dell'aldilà, del male, della stessa cattiveria umana. Erano dunque riti di contestazione scatenati collettivamente in quel genere di esaltazione che iniziò con i riti dionisiaci, corroborati dal vino e dalle droghe. E la figura di Dioniso, che incontriamo più volte nella tragedia greca e che ispirò la furia esoterica e orgiastica delle Baccanti, si ripropone nella mitologia romana nella figura di Bacco protettore della vite e del vino.
    L'orgia bacchica non era in effetti che un tentativo di sfuggire alle angosce della vita sentite dagli uomini del mondo antico forse con maggior intensità di oggi, sprofondati com'erano nell'ignoranza dei fenomeni naturali.
    Certamente questi riti, che volevano rompere gli schemi creati dalla religione per contenere i bisogni degli uomini, non potevano non essere segreti. Non solo perché il potere non li accettava a cuor leggero, ma perché investivano bisogni, aspirazioni, stati d'animo che uscivano dalla normalità e dalle regole di una vita quotidiana spesso ardua.
    Dai culti eleusini a quelli di Dioniso, a quelli ancor più segreti di Mitra, che richiedevano per gli adepti una forma di segretezza assoluta sconfinante nella clandestinità, alla quale dovevano adeguarsi i seguaci.
    L'inconoscibile sconfinava nell'irrazionale e molti culti misterici vanno a ripescare i loro miti nella più antica mitologia egizia. Al punto che alcuni culti romani, come quello della Fortuna Primigenia, vennero associati a quello di Iside alla quale tuttavia erano dedicati molti templi a Roma e nella penisola italiana.
    Insieme ad altre bellissime statue, quali l'enigmatico sacerdote egizio in marmo rosso antico proveniente da Villa Adriana a Tivoli, ai bassorilievi, ai marmi e alle terracotte votive, un idolo avvolto nelle spire dorate di un serpente raffigura meglio di ogni altra opera qui esposta lo spirito di questa mostra ispirata fortemente dalla magia.
    "In girum imus nocte et consumimur igni"

  4. #4
    Quirite Romano Italico
    Data Registrazione
    05 Feb 2003
    Località
    Villa Triturrita - Regio VII Etruria
    Messaggi
    162
     Likes dati
    0
     Like avuti
    1
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Re: Lungo viaggio nei culti oscuri

    Originally posted by Eymerich
    Lungo viaggio nei culti oscuri (Il Giornale, 1/8/2005)
    - di CATERINA NAPOLEONE -
    (...)
    ...ma finisce per dare spiegazioni semplicistiche senza riuscire a penetrare nei profondi recessi dell'animo pagano che attraverso questi riti cercava di evadere dagli schemi imposti dalla società e dalla religione ufficiale.
    Tutti i culti misterici non erano che una scappatoia eterodossa per aggirare l'ortodossia pagana, o per contestarla. Erano infatti riti di contestazione che si proponevano di combattere dall'interno le angosce della vita che la stessa religione non era riuscita a risolvere.

    Mah, a me pare che la giornalista dia un'interpretazione materialista (stavo per scrivere “marxista”) dei Misteri. Riti di contestazione? Chi legge le fonti capisce che si trattava di esperienze religiose. Chi partecipava ai riti misterici faceva esperienza diretta del divino, cosa che non accadeva con i culti tradizionali.



    Ecco un esempio a proposito dei Misteri di Iside:

    "Ascolta, dunque, e credi: è tutto vero.
    Guadagnai i confini della morte, misi il piede sulla soglia di Proserpina e tornai indietro, trascinato attraverso tutti gli elementi; nel cuore della notte vidi il sole vibrare di luce radiosa, venni alla presenza degli dèi inferi e degli dèi celesti e li adorai da vicino."
    (Apuleio, Metamorfosi, XI, 23)


    In quest'altro brano, invece, Plutarco parla dell'esperienza eleusina e la mette in rapporto con le esperienze di pre-morte:

    "...In questo modo (l'anima) è sprovvista di conosenza, tranne quando è ormai in punto di morte; in quel momento fa un'esperienza analoga a quella provata da coloro che si sottopongono all'iniziazione ai grandi misteri. Perciò anche il verbo “morire” come l'azione che esso esprime sono simili al verbo “essere iniziato” e all'azione da questo denotata.

    Dapprima si erra faticosamente, smarriti, correndo timorosi attraverso le tenebre senza raggiungere alcuna meta; poi, prima della fine, si è invasi da ogni tipo di terrore, spavento, tremore, sudore e angoscia. Finalmente una meravigliosa luce viene incontro e si è accolti da luoghi puri e da prati, dove risuonano voci e si vedono danze, dove si odono solenni canti ieratici e si hanno sante apparizioni. Tra questi suoni e queste visioni, ormai perfetti e pienamente iniziati, si diviene liberi e si procede senza vincoli con ghirlande di fiori sul capo, celebrando i sacri riti assieme agli uomini santi e puri; si osserva la massa degli uomini che vivono qui sulla terra, non iniziari e non purificati, calpestarsi espingersi insieme nel fanfo e nella polvere, attanagliati dalla paura per i mali della morte a causa della mancanza di fiducia nei beni dell'Aldilà. Così si può comprendere come l'intreccio e la connessione con il corpo sia per l'anima contro natura..."
    (Plutarco, fr. 178; da Stobeo, Flor. 52, 49, V)

 

 

Discussioni Simili

  1. Risposte: 28
    Ultimo Messaggio: 30-09-13, 22:34
  2. Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 06-02-10, 22:01
  3. Risposte: 48
    Ultimo Messaggio: 10-07-08, 17:34
  4. Risposte: 3
    Ultimo Messaggio: 01-07-02, 19:25

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  
[Rilevato AdBlock]

Per accedere ai contenuti di questo Forum con AdBlock attivato
devi registrarti gratuitamente ed eseguire il login al Forum.

Per registrarti, disattiva temporaneamente l'AdBlock e dopo aver
fatto il login potrai riattivarlo senza problemi.

Se non ti interessa registrarti, puoi sempre accedere ai contenuti disattivando AdBlock per questo sito