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  1. #11
    Liberale hayekiano
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    Sono in completo disaccordo con quanto scritto sopra.

    Il bath oltre a essere un partito di stampo fascista e autoritario era lo strumento con cui una etnia (rectius: una oligarchia di una etnia) del paese, i sunniti, opprimeva politicamente e economicamente le altre.

    Io che ho ancora in mente le sofferenze del popolo curdo non posso che essere inorridito da chi plaude ai nostalgici di Saddam.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

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  2. #12
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    In Origine postato da Ortega
    Sono in completo disaccordo con quanto scritto sopra.

    Il bath oltre a essere un partito di stampo fascista e autoritario era lo strumento con cui una etnia (rectius: una oligarchia di una etnia) del paese, i sunniti, opprimeva politicamente e economicamente le altre.

    Io che ho ancora in mente le sofferenze del popolo curdo non posso che essere inorridito da chi plaude ai nostalgici di Saddam.

    Pro lu narrer comente aiat iscritu cudhu: "Franti, tu uccidi tua madre"....

    Ja menzus si faedamus in italianu, gai mi cumprendes.

    Il "Baath" non è Saddam, e Saddam non è il Baath(abc della storia araba moderna).
    Quanto alla tua conoscenza delle vicende irachene mi pare di capire che tu sia l'ennesima prova di quanto la propaganda, in evo odierno, mieta più vittime delle droghe sintetiche

    Poi...questa moda, dilagante ormai anche in Sardinnya, di appioppare patenti di "fascismo" ovunque e comunque(anche oltre i confini spazio-temporali) sta superando i limiti della decenza e del buon gusto.
    Non ne posso più. Non ne possiamo più.
    Studiate. Leggete. Chiedete.
    E se proprio volete stare dalla parte di chi i popoli li opprime, per dio almeno ditelo, apertis verbis.
    Qui non c'entrano le ragioni ideologiche, ma i fondamenti della carta delle Nazioni Unite, e la negazione di 50 anni di diritto internazionale al riguardo del diritto all'autodeterminazione dei popoli(oggi, tra l'altro e tra gli altri, vi è un movimento curdo alleato del Ba'ath nella resistenza).
    Ora vi inorridite, ma quando sarà il vostro turno....che farete?

    Davvero siamo esausti. Esausti.

    Leggere, studiare, documentarsi.
    Altrimenti ricordare il buon Wittgentsein:
    "Ciò di cui non si può parlare, è meglio tacerlo".

    Fiero di inorridire i benpensanti e fiero di custodire i semi generati dallo splendido esempio di Anghelu Caria.

    un nazionalista sardo

  3. #13
    Liberale hayekiano
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    Mi pare indiscutibile che il baath è stato ANCHE saddam, come si può ben vedere dai vostri stessi precedenti messaggi.

    Ribadisco che non siano altro che un manipolo di assassini, sporchi del sangue di numerosi loro connazionali, civili inermi.

    Il popolo iracheno- meglio, I POPOLI iracheni, non meritavano anche questo dopo le distruzioni apportate da una guerra stupida e feroce.

    Chiedi a qualche torturato da Saddam, o a qualche vedova curda, l'amore che porta per il Baath...
    e poi mi parli di autodeterminazione dei popoli!

    Io ritengo che OGGI, dopo quello che è ormai accaduto, gli amici dell'Iraq dovrebbero impegnarsi affinchè la costituzione sia quanto più possibile democratica, condivisa e rappresentativa, per costruire insieme una nazione autonoma e padrona del proprio destino. Non essere filoamericani non deve significare auspicare dittature e raìs.

    E con questo ti saluto, caro "nazionalista"... con la consapevolezza che, se riusciremo a realizzare il sogno della Sardigna indipendente, il futuro che auguro per l'Isola nostra sarà radicalmente diverso quanto gli auguri tu.

    ista seguru ca su sardu l'allego e lu cumprendo menzus chi a tie.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  4. #14
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    In Origine postato da Ortega
    Mi pare indiscutibile che il baath è stato ANCHE saddam, come si può ben vedere dai vostri stessi precedenti messaggi.

    Ribadisco che non siano altro che un manipolo di assassini, sporchi del sangue di numerosi loro connazionali, civili inermi.

    Il popolo iracheno- meglio, I POPOLI iracheni, non meritavano anche questo dopo le distruzioni apportate da una guerra stupida e feroce.

    Chiedi a qualche torturato da Saddam, o a qualche vedova curda, l'amore che porta per il Baath...
    e poi mi parli di autodeterminazione dei popoli!

    Io ritengo che OGGI, dopo quello che è ormai accaduto, gli amici dell'Iraq dovrebbero impegnarsi affinchè la costituzione sia quanto più possibile democratica, condivisa e rappresentativa, per costruire insieme una nazione autonoma e padrona del proprio destino. Non essere filoamericani non deve significare auspicare dittature e raìs.

    E con questo ti saluto, caro "nazionalista"... con la consapevolezza che, se riusciremo a realizzare il sogno della Sardigna indipendente, il futuro che auguro per l'Isola nostra sarà radicalmente diverso quanto gli auguri tu.

    ista seguru ca su sardu l'allego e lu cumprendo menzus chi a tie.

    No b'at duda ki tue su sardu lu allegas, cumprendes, iscries menzus ke a mie...no est custu s'arrejonu de su cale semus faedhende...

    Le semplificazioni non conducono da nessuna parte: il "Baath è stato anche Saddam"... prima dovresti documentarti su come e perchè "è stato anche Saddam". E su cosa "è stato Saddam".

    Il "Baath è stato anche Saddam" tanto quanto "l'europa è stata anche l'inquisizione, le crociate, ecc.ecc."....


    "Un manipolo di assassini"?
    Vedi, farsi raccontare il mondo dagli origami mediatici di un Lerner, Mimun, Mentana, Feltri, Belpietro,MAGDI ALLAM, ecc....è una cosa che alla fine produce questi risultati.

    Ti garantisco che nella vita io odio la volgarità, e mi spiace di esserlo stato con te. Ma certe cose sono davvero, alla lunga, esasperanti.

    Ti faccio notare la tua incongruenza con un esempio; tu dici:
    "Io ritengo che OGGI, dopo quello che è ormai accaduto, gli amici dell'Iraq dovrebbero impegnarsi affinchè la costituzione sia quanto più possibile democratica, condivisa e rappresentativa, per costruire insieme una nazione autonoma e padrona del proprio destino."

    In base a questa logica gli italiani avrebbero dovuto tenersi la repubblica di salò....o i catalani e baschi(dovrebbero tenersi) la Spagna...lo vedi che c'è qualcosa che non funziona?
    Sai cos'è?
    E' che quando si vuole sfuggire la realtà(che è fatta ancora di "colonialismo" ed "imperialismo") perchè troppo orrida, per cercare di trovare rifugio nelle proprie più ottimistiche visioni, ricavate dalla proiezione distorta che del mondo danno i media occidentali, si finisce sempre col gettare merda sugli oppressi e le loro lotte...è una catena logica...non si sfugge.


    Dici: "con la consapevolezza che, se riusciremo a realizzare il sogno della Sardigna indipendente, il futuro che auguro per l'Isola nostra sarà radicalmente diverso quanto gli auguri tu"

    Andiamo!
    Ora mi vuoi accusare di voler fare della Sardegna una dittatura "saddamita" o "baathista"????? Ma che c'entra? Che ne sai tu di quello che voglio io?

    Fin dal principio ho sempre detto: "Saddam non è il Baath e il Baath non è Saddam". Se la cosa ti irrita molto, mi spiace.
    - Intendiamoci, certo io sul legittimo presidente dello stato iracheno, Saddam Hussein, ho una opinione diversa(che non vuol dire apologia, condivisione o adorazione) rispetto a chi ha scelto di credere, tout court, allle panzane degli sterminatori dei popoli....eh...scandalo!-

    Dici: "E con questo ti saluto, caro "nazionalista"... ."

    Sì, sono un nazionalista sardo, senza virgolette prego. E me ne vanto. La cosa ti turba?

    Guarda, non ce l'ho con te. Credimi. Ti chiedo anche scusa se ti ho offeso. Ma, ti prego, documentati un po su altri siti(almeno)!

    Se hai pazienza, te ne giro un paio io:

    www.aljazira.it/

    http://www.uruknet.info/?p=-4&bh=2

    Pace e fratellanza.


    Ah, ancora una cosa: ometti di ricordare che l'embargo di dodici anni, più la deliberata contaminazione radioattiva dell'Iraq, voluti dagli USA e dai loro lacchè, sono costati qualcosa come 1.500.000 morti civili iracheni, dei quali solo 500.000 neonati e bambini.
    Gli ultimi due anni di guerra "appena" 100.000 civili iracheni...
    Ci sarebbero voluti 20 Saddam per fare una cosa del genere...ed invece è bastata la (una) "democrazia occidentale"..ma tant'è...se oggi appena dici una cosa del genere ti indagano per "terrorismo internazionale"....bei tempi amico mio....bei tempi.

  5. #15
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    Al compagno Iolao:
    I morti sono ormai quasi 1800000 dal '91 ad oggi, ma quello che più fa rabbrividire che in iraq come nei balcani è stato compromesso ogni più remoto sogno di un futuro, che al limite dovranno condividere con una contaminazione radioattiva compromettente (come se la Sardegna fosse tutta come Quirra) ... dellla serie, George il chimico ...
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  6. #16
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    Sono totalmente d'accordo sulla pericolosità di costringere nelle nostre semplificazioni la complessità del mondo. Ma a mio parere sei tu a peccare di un manicheismo di fondo. Per cui o si milita con i c.d. teconconservatori o si plaude alla c.d. resistenza irachena, o Rumsfeld o Zarkawi, tertium non datur. E naturalmente, da una parte ci sono gli oppressi e dall'altra gli oppressori.

    Io credo invece che gli oppressi siano nel mezzo, e che non v'è ragione per cui l'avvento di nuovi oppressori mi debba portare a simpatizzare coi vecchi (tramutatisi in resistenti), mentre chi prima pativa sotto l'inferno delle bombe ora deve vivere nel terrore di un attentato. Ritengo che dovremmo auspicare per Baghdad una futuro SERIAMENTE democratico, nè da regime fantoccio statunitense nè da ...premierato a vita saddamita.

    Non sono, a differenza di te, un grande esperto di cose arabe, ho altre passioni. Ma ti assicuro che l'accusa di fascismo al baath era molto meno avventata di quanto pensi. Certo, se vogliamo essere improntati al massimo rigore storico non possiamo riferire il termine fascismo a regimi diversi da quello di Mussolini, perchè ogni fenomeno storico è uguale a se stesso e solo a sè; ma se lo intendiamo come categoria più ampia, come insieme di autoritarismo (con annesso rapporto tra il capo e la massa), populismo unito a vaghe rivendicazioni sociali, nazionalismo come collante fondamentale, identificazione del partito unico con l'intero apparato statale (il solo Baath era autorizzato al reclutamento degli ufficiali), a me pare che il baath -almeno nelle sue recenti incarnazioni storiche- vi rientri eccome. In quanto al carattere socialista che caratterizzava molte sue rivendicazioni, almeno in partenza, immagino conosciate tutti il primo programma, quasi bertinottiano, dell'esordiente partito fascista...per non parlare della laicizzazione che se respinge la teocrazia non esita a fare uso strumentale e sciovinista delle tradizioni religiose.


    Nell'Iraq di Saddam gli oppositori venivano rispettati? Le etnìe diverse da quella araba avevano uguali diritti individuali e sociali ?In che misura le gente partecipava a decidere del proprio destino, che il timoniere saddam aveva generosamente posto nelle proprie mani? C'era un processo pubblico e con le dovute garanzie?

    Queste son domande, non maliziose, cui ognuno che si occupi del problema dovrebbe cercare di rispondere. E trarre le dovute conseguenze. Io, che ho il difetto di rimanere sentimentalmente attaccato a qualche vecchio arnese della democrazia liberale, mi son fatto una certa idea.

    In quanto ai cosidetti resistenti, ripeto che non riconosco la loro pretesa di rappresentare il popolo iracheno. Nei siti che mi hai segnalato devo dire di non aver scorto il minimo dispiacere per i numerosi iracheni (soprattutto civili) che le loro azioni hanno ucciso, in numero maggiore dei soldati americani.

    Infine vorrei farti notare che i paralleli che tu mi proponi (salò, spagna/baschi, etc.) non sono adeguati. Salò, scusami tanto, non mi pare c'entri proprio un accidente, retorica a parte; i rappresentanti della costituente irachena hanno di certo più legittimazione di quanta ne avesse il rais. Per quanto riguarda spagna/catalani e baschi, mi pare proprio il contrario. Ricordo che in Iraq si voleva imporre l'ideologia nazionalista panaraba del baath a vaste etnie che arabe non sono prima di tutto curdi (che la no fly zone ha salvato dall'estinzione, se pure con altri fini molto più gretti) e turcomanni, nonchè gli sciiti che oltre ad avere una cultura religiosa peculiare sono etnicamente persiani. All'oppressione di un dittatore su tutti si aggiungeva l'oppressione di un gruppo etnico sugli altri, in un paese unito a forza. Io, appoggerò come sempre ho fatto la richiesta di indipendenza curda, verso gli arabi come verso i turchi.

    p.s. circa il nazionalista: dati i personaggi che spesso si sono arrogati questa qualifica, può ben sorgere qualche perplessità. Io preferisco qualificarmi come nazionalitario, ma probabilmente intendiamo esprimere lo stesso concetto, nel qual caso nulla quaestio.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  7. #17
    Liberale hayekiano
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    Mi spiace ingombrare il forum, ma vorrei chiarire la mia posizione prima che mi si accusi di essere manutengolo di rumsfeld o belpietro et similia.

    Riporto qui di sotto un documento del partito comunista iracheno che prima dell'inizio del conflitto proponeva una via per aiutare davvero gli iracheni. E' un documento che, pur non essendo comunista, mi sento di sottoscrivere nella sua totalità,


    Urgent Appeal 5/2/2003


    Oppose War Plans
    Declare Your Solidarity with the Iraqi People

    To Depose the Despotic Dictatorship

    And Establish Genuine Democracy



    For the third time in less than three decades, the people of Iraq are being pushed over the precipice towards imminent catastrophe as the US accelerates the drumbeat of war for the purpose of reinforcing its hegemony. We appeal to world public opinion to stop the war before it starts, and to spare the people of Iraq, victims of two destructive wars, a genocidal economic sanctions régime, and over three decades of tyrannical rule by Saddam Hussein and his clique, further misery, despair and death. Another war would seriously threaten any semblance of regional, as well as global, peace.



    Averting war and warding off the looming catastrophe is an urgent task.



    We also appeal to all advocates of peace, democracy and peoples’ right to decide their destiny with their own free will, and world public opinion at large, to:



    1. Support the struggle of the Iraqi people and their democratic opposition forces to depose Saddam Hussein’s dictatorship and to establish a federal, democratic Iraq for all its inhabitants.

    2. Convene an international conference on Iraq under the auspices of the United Nations, with the participation of the Iraqi democratic opposition forces, to develop effective means, based in international legitimacy, for assisting the Iraqi people to depose the despotic dictatorship, establish genuine democracy and avert the dangers of war.

    3. Enforce UN Resolution 688 (April 1991) that pertains to guaranteeing human rights in Iraq, and recommendations by Mr. Van der Stoel, former UN Special Rapporteur for human rights in Iraq, which were endorsed by the UN General Assembly.

    4. Press for a UN resolution to present Saddam Hussein and his close associates for trials at an international tribunal for crimes committed against the Iraqi people and humanity.

    5. Withdraw political and diplomatic recognition of the current Iraqi government, and refuse to receive members of the ruling dictatorial clique.

    6. Effectively enforce the process of UN inspections of Weapons of Mass Destruction in Iraq, in accordance with relevant UN resolutions and international legitimacy.
    Il liberalismo è la suprema generosità.

  8. #18
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    Casteddu - SRDN - «Custa pòpulos est s'ora de estirpare sos abusos! A terra sos malos usos, a terra su dispotismu! Gherra gherra a s'egoismu e gherra a sos opressores! Custos tirannos minores est pretzisu umiliare!»
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    In Origine postato da Ortega
    In quanto ai cosidetti resistenti, ripeto che non riconosco la loro pretesa di rappresentare il popolo iracheno. Nei siti che mi hai segnalato devo dire di non aver scorto il minimo dispiacere per i numerosi iracheni (soprattutto civili) che le loro azioni hanno ucciso, in numero maggiore dei soldati americani.
    Se i resistenti rappresentino o meno il popolo irakeno, a deciderlo non siamo nè io nè te è ma è il popolo irakeno.
    E, a giudicare da come la Resistenza sia radicata, una consistente parte del popolo irakeno non solo appoggia ma collabora attivamente con essa.
    Ti invito comunque a non confondere la Resistenza vera, le cui azioni sono esclusivamente contro le forze occupanti o al limite contro la nuova polizia irakena funzionale all'occupante, con le vergognose e provocatorie stragi di civili del (se davvero esiste...) provocatore zarkawi (=al quaeda=cia).

    In Origine postato da Ortega
    i rappresentanti della costituente irachena hanno di certo più legittimazione di quanta ne avesse il rais.
    Se permetti, anche fra la peggiore dittatura "fatta in casa" e una imposta dall’esterno (e in quanto tale, comunque, mai migliore) dopo l’attacco e l’occupazione alla propria nazione sovrana, ad avere la maggiore legittimità è di gran lunga la prima.

    Per quanto riguarda il Kurdistan, questione che mi sta molto a cuore, naturalmente appoggio la lotta per l’indipendenza della più grande nazione senza stato del mondo.
    Ma contemporaneamente sono per l’unità della grande nazione araba (gli sciiti irakeni sono assolutamente arabi, sono quelli iraniani a essere persiani) e appoggio la legittima causa del panarabismo.
    Tant’è che in Iraq i curdi parlano curdo, gli sciiti e i sunniti (che non sono un etnia bensì un differente indirizzo religioso) parlano arabo.
    Questa belligeranza fra sciiti e sunniti è una cosa, se non montata ad arte, incredibilmente ingigantita dall’occupante che spera così di scatenare una assai improbabile guerra civile che darebbe un colpo di grazia alla Resistenza.
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  9. #19
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    In Origine postato da Ortega
    Mi spiace ingombrare il forum, ma vorrei chiarire la mia posizione prima che mi si accusi di essere manutengolo di rumsfeld o belpietro et similia.

    Riporto qui di sotto un documento del partito comunista iracheno che prima dell'inizio del conflitto proponeva una via per aiutare davvero gli iracheni. E' un documento che, pur non essendo comunista, mi sento di sottoscrivere nella sua totalità,

    ...
    Non credo, Ortega, che nessuno qui ti accusi di "essere manutengolo di rumsfeld" (almeno io non lo faccio), ma se proprio qualcuno intende farlo non penso che citare un documento di quella vergonosa dirigenza di venduti che infanga il buon nome della causa comunista, possa essere utilile a tua discolpa...

    Posto in seguito due documenti (uno parziale, uno completo) della base del Partito Comunista Irakeno, tradita da dei dirigenti che si sono macchiati del più grave, vile e infamena atto che un essere umano (e ancor più un comunista) possa compiere: vendere la propria patria all'invasore e, come se non bastasse, mettersi fedelmente a servizio di questo.
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

  10. #20
    28 de Abrili - Juventudi Sarda
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    Predefinito Articolo apparso da www.resistenze.org con parte di un comunicato

    In un documento reso pubblico lo scorso 13 dicembre, si lanciano dure critiche contro alcuni dei principali dirigenti del partito, per aver trasformato il Partito Comunista Iracheno in un alleato dell'imperialismo statunitense.

    Dopo aver tracciato il percorso del partito dal 1991 (inizio della prima guerra contro l'Iraq, Guerra del Golfo, conseguente all'invasione del Kuwait), si fa una durissima critica contro la posizione adottata, dopo l'invasione dell'Iraq, di collaborazione con l'esercito occupante e contro islamisti e "sabotatori", i quali, tra le altre questioni, dovevano essere immediatamente denunciati. Quest’atteggiamento è considerato dal Partito Comunista Iracheno (Quadro) come di "collaborazione col nemico".

    Di fronte a tale situazione il PCI(Q) si allinea con "la nostra gente eroica ed i suoi valorosi combattenti della resistenza, che stanno portando avanti il compito di scacciare gli occupanti”.

    Senza abbandonare i suoi obiettivi di lotta per pace, democrazia e uguaglianza tra la gente e le nazioni, senza abbandonare i principi in favore dell'edificazione di una "società socialista, democratica e libera", il PCI(Q) considera che, nella situazione attuale d’occupazione, "la resistenza nazionale armata è l'unico mezzo capace di schiacciare l'occupante e di espellerlo dall'Iraq". Ogni obiettivo si situi al di fuori di quest’ambito "deve essere rimandato a dopo la liberazione".

    Seguono alcuni stralci dal comunicato: "Confidiamo nella resistenza patriottica armata, l'appoggiamo nelle sue correnti religiose o politiche". (...) "Un comunista che cooperi con l'occupazione commette il più grande atto di tradimento nazionale." (...) "Il comportamento e le azioni dell’attuale dirigenza del Partito Comunista Iracheno non rappresentano il partito ed i patrioti iracheni" (...) Non ci spaventeremo di fronte ad accuse idiote come quella che stiamo patrocinando il terrorismo o che gli diamo supporto. Sono gli USA che hanno dichiarato guerra al mondo intero senza rispettare la legge internazionale o quella divina. Pertanto, invitiamo tutti gli oppositori degli USA e tutti coloro che si oppongono all'invasione ed alla colonizzazione delle genti, a venire in Iraq a lottare insieme ai loro fratelli nella resistenza od a lavorare nei loro rispettivi paesi in questa prospettiva" (...) "Non accetteremo nessun governo sotto occupazione, né alcun incarico di commissariamento sotto le Nazioni Unite; non accetteremo nessuna forza internazionale in territorio iracheno, per nessuna ragione; siamo noi che possiamo tutelare la sicurezza della nostra patria e costruire le nostre istituzioni" (...) "Ogni energia va impiegata nel resistere all'occupazione, in primo luogo militare!".
    SOTZIALISMU! INDIPENDENTZIA!

 

 
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