Risultati da 1 a 10 di 10
  1. #1
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    Predefinito Regione Lazio, nomine Asl ed Ospedali: Luci ed Ombre

    Roma, 4 agosto 2005 - Cambi al vertice della sanità regionale: il Lazio ha nominato ieri i capi delle aziende sanitarie locali e i direttori dei principali poli ospedalieri. Molte le novità ma anche qualche ritorno per uno dei settori più problematici del bilancio locale, in cui è iscritto un buco di circa 425 milioni di euro che, se non verrà risanato, causerà il commissariamento della Regione.
    La scelta della Giunta è stata quella di azzerare i vertici decisi cinque anni fa dall'amministrazione precedente e sostituirli con 15 manager provenienti anche da altre regioni.

    Alla Asl di Roma centro va Carlo Saponetti, attualmente direttore di Struttura complessa presso l'ospedale San Giovanni di Roma, alla Rm B Flori Degrassi, direttrice del presidio ospedaliero "G. Salesi" di Ancona e un'altra donna alla Rm C, Elisabetta Paccapelo, spostata dalla B.


    L'attuale presidente del Cda di Farmacap, Giuseppina Gabriele, dirigerà la Rm D, alla Rm E andrà Pietro Grasso, direttore sanitario dell'azienda ospedaliera dell'Università di Padova e alla Rm F Marco Biagini, che arriverà dal dipartimento di nefro-urologia dell'ospedale San Paolo di Civitavecchia e Padre Pio di Bracciano. Infine, la Rm G sarà guidata da Giovanni Di Pilla, già direttore di Asl nell'Alto Molise, la Rm H da Luciano Mingiacchi, che lascerà il polo ospedaliero H4 di Frosinone.

    Rivoluzioni anche nelle altre province: il nome più prestigioso è quello di Giancarlo Zotti, chirurgo del cardarelli di Napoli, chiamato a dirigere l'azienda di Frosinone, a Latina andrà Ernesto Petti, spostato dalla Usl 7 di Siena, a Viterbo Giuseppe Maria Antonio Aloisio, primario di Nefrologia e dialisi alla Asl 4 di Terni, infine, a Rieti, un dirigente d'industria, Gabriele Bellini, della Micron Technology Italia s.r.l.


    Per quanto riguarda gli ospedali della Capitale, Adolfo Pipino, dopo l'esperienza del Cardarelli di Napoli, dirigerà il S. Filippo Neri, Luigi Macchitella, dal Santa Maria di Terni passerà al San Camillo. Grande ritorno per Luigi D'Elia al San Giovanni, che aveva guidato durante la presidenza Badaloni.

    Nuova nomina anche per il 118: Vitaliano De Salazar, attuale direttore della divisione Servizi funebri e cimiteriali dell'Ama.
    È soddisfatto Piero Marrazzo, che con questi nomi ha chiuso una partita cruciale per la sua amministrazione, nonostante la maggioranza non si sia dimostrata molto compatta: il veto dei partiti più "piccoli", come Udeur, Sdi, Comunisti italiani, Italia dei valori e Verdi aveva fatto slittare la decisione e anche dopo l'accordo non si risparmiano le critiche: "Non condivido le nomine in due Asl - fa sapere il capogruppo di Prc Ivano Pedruzzi - è un colpo fortissimo della partitocrazia, formalizzeremo il nostro dissenso in commissione Sanità".

    Approvazione piena, invece, da parte del responsabile enti locali della Margherita, Giuseppe Fioroni: "Tornano alla guida delle varie strutture persone competenti, è stato rispettato il diritto alla salute che è un elemento caratterizzante del lavoro della Giunta attuale". "Nomi di altissimo livello", commenta il vicepresidente della Commissione Affari sociali della Camera, Giuseppe Petrella; positivi, ma più cauti i giudizi del capogruppo regionale Dl, Mario Di Carlo, e dell'ex direttore del San Camillo ora al Cardarelli di Napoli, Claudio Clini: "C'è molto da lavorare, ma le premesse per il rilancio ci sono tutte".

  2. #2
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  3. #3
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    SANITA': LAZIO, CARAPELLA "BENE METODO MARRAZZO"

    "Vorrei intanto esprimere soddisfazione per il metodo scelto da Marrazzo per le nomine dei nuovi direttori generali delle Asl e delle aziende ospedaliere - ha dichiarato il consigliere regionale dei Ds Giovanni Carapella - del resto questa delicata partita, di fondamentale importanza per il governo della sanita', non puo' certo diventare come la nazionale di calcio dove tutti si sentono commissari tecnicni, con in tasca la propria formazione. E' sempre delicato e impegnativo conciliare competenze, capacita' manageriali, con il criterio della rappresentanza. Ma a conferma del fatto che il metodo scelto e' quello giusto ci sono anche i commenti positivi che vbengono dal mondo della sanita' e dalla realta' sociale della Regione. Seguiremo con attenzione lo svolgersi degli eventi, ma l'inizio e' sicuramente confortante". ()

  4. #4
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    SANITA': LAZIO, META "CON NOMINE SI CHIUDE PAGINA BUIA"

    "Con le nomine ufficializzate ieri da Marrazzo si chiude una pagina buia nel governo delle Asl - ha dichiarato il segretario regionale dei Ds Michele Meta - Una pagina che ha portato al disastro, non solo per quanto riguarda i conti ma anche per la qualita' dell'assistenza. Servivano nuovi vertici in tutte le Asl e le aziende ospedaliere, l'avevamo annunciato e abbiamo mantenuto l'impegno. Il faro che ha ispirato le scelte di Marrazzo e' stata la competenza, la qualita' dei direttori generali. E' stato questo il nostro assillo, in un quadro di equilibrio. E' stata un'impresa straordinariamente impegnativa, ma il risultato complessivo e' in linea con le nostre aspettative. Le scelte fatte sono tutte di alto livello, con punte di vera eccellenza. Resta qualche dissenso, qualche distinguo, ma vedrete che anche le perplessita' manifestate da alcuni esponenti della maggioranza saranno superate dal lavoro che iniziera' da subito. Questa squadra, insomma, ha tutte le carte in regola per raggiungere gli obiettivi che ci siamo dati fin dal programma elettorale: riportare sotto controllo i conti della sanita' in un quadro di miglioramento del servizio sanitario". ()

  5. #5
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    SANITA': LAZIO, CAPOGRUPPO CDL CRITICI SU NOMINE

    Posizioni molto critiche dei capogruppo dei partiti della Cdl alla Regione Lazio sulle nomine nella sanita'. "Se il buongiorno si vede dal mattino non si profila niente di buono all'orizzonte della Regione Lazio. Riteniamo le nomine dei direttori delle Asl illegittime e sbagliate. Dovevano essere avvicendati solo quei manager che avevano demeritato, mentre si e' provveduto a effettuare una vera e propria 'epurazione'. Modello Pol Pot. Oltretutto per dare spazio, tra l'incredulita' e il dissenso di molti partiti del centrosinistra, ad alcuni responsabili dello sfascio finanziario della sanita' regionale.

    Faremo un'oppisizione implacabile a tutela del diritto alla salute dei cittadini conquistato duramente in cinque anni di governo Storace". E' quanto dichiara il capogruppo di An, Fabio Rampelli. "L'ansia spasmodica di occupare poltrone ha annebbiato nella maggioranza la mente di qualcuno, portando alla scelta dei nuovi manager delle Asl secondo una logica di lottizzazione che e' illegittima, poiche' la rescissione dei contratti dei direttori generali fino a ieri in carica e' contraria a quanto stabilisce la legge Bindi del 1999". E' l'opinione del capogruppo di FI, Raffaele D'Ambrosio: "I dirigenti prescelti hanno infatti l'obbligo di raggiungere gli obiettivi stabiliti dalla Giunta regionale e solo di questo devono rispondere, i loro contratti sono di natura privatistica e non cessano con la decadenza dell'organo esecutivo.

    L'atteggiamento della Giunta Storace rispetto a queste nomine fu completamente diverso, tanto che rimasero al loro posto alcuni direttori generali nominati sotto la gestione Badaloni-Cosentino. Vecchi manager faranno ricorso al Tar e lo vinceranno, la Giunta sara' costretta a pagare doppi stipendi facendo finire il Lazio nel mirino della Corte dei Conti". Sarcastico il consigliere di FI, Stefano De Lillo: "Prenotiamo una puntata di 'Mi manda Raitre' per denunciare l'aggravio finanziario di 4milioni di euro che la Giunta dovra' pagare ai manager in 'doppia fila'".

    Per il consigliere di An, Tommaso Luzzi: "Mi sembra di rivivere le scelte compiute dal centronistra nel 1995 quando furono nominati i manager non in base alla capacita' ma seguendo la logica della lottizzazione e delle tessere di sindacato e di partito. Abbiamo ricevuto solo stasera le schede di valutazione dei nuovi manager, quindi non riteniamo che costoro siano in grado di meritare questi ruoli". Per capogruppo dell'Udc, Luciano Ciocchetti, "le nomine avvengono in base a una legge nazionale e lo Statuto regionale non va a modificare, e non potrebbe, la normativa nazionale. inoltre l'elenco degli idonei approvato dalla giunta il 26 luglio non e' stato ancora pubblicato sul Burl e quindi e' come se non esistesse. Mi pare - conclude Ciocchetti - che il terremoto provocato da vari esponenti del centrosinistra dimostri che non vi e' condivisione su queste scelte e che l'indicazione di nomi sconosciuti dimostra che la famosa asticella e' stata talmente abbassata da indurci a dire che la montagna ha partorito il topolino. Quindi prospettiamo gravi danni per i cittadini dal punto di vista della gestione sanitaria". ()

  6. #6
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    SANITA': LAZIO, D'AMATO "NON TUTTI NOMI ECCELLENTI"

    "Dal lavoro dei saggi mi aspettavo di piu', sicuramente ci sono dei nomi eccellenti ma questa valutazione non vale per tutti". Questo, in sintesi, il giudizio espresso da Alessio D'Amato, capogruppo PdCI, sulle nomine dei nuovi dirigenti Asl del Lazio giunte nella tarda serata di ieri. "C'e' stata sicuramente discontinuita' nelle designazioni, specie in confronto al metodo adoperato dalla Giunta Storace - afferma D'Amato - , ma rimangono alcuni punti interrogativi. Accanto infatti ai nomi nuovi che saranno certamente ben motivati, e ai quali formuliamo i nostri migliori auguri di buon lavoro riservandoci di esprimere specifiche valutazioni su cio' che produrranno, ci sono manager rinominati che hanno gia' svolto questa funzione in passato, ricevendone giudizi non sempre lusinghieri. L'indicazione che mi sento di dare, e che deve valere per tutti, e' quella di puntare al miglioramento della sanita' pubblica e di invertire la tendenza negativa avviata dall'attivita' dei manager dell'era Storace". ()

  7. #7
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    Sanita': Lazio- Robilotta (Nuovo Psi), Nomine Direttori Asl Condizionate Da Politica
    Di (Ala/Pe/Adnkronos)



    Roma, 4 ago. (Adnkronos)- ''E' grazie allo spoil system previsto dallo statuto che il presidente della Regione Lazio Piero Marrazzo ha potuto fare le nomine delle Asl all'inizio del suo mandato, diversamente da come era accaduto a noi''. E' quanto afferma il capogruppo del Nuovo Psi alla Regione Lazio, Donato Robilotta.

  8. #8
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    Sanita': Lazio- Mozzetta (Prc), Perplessi Su Nomine Direttori Asl (2)


    (Adnkronos) - ''Prendiamo atto, comunque, -conclude Mozzetta- di non essere i soli ad aver manifestato perplessita' sulla qualita' di alcune nomine e l'intenzione a ritenere certe scelte soggette a verifica, proprio al fine di proseguire la lotta contro i disservizi e le operazioni affaristiche. Detto questo ribadiamo il nostro dissenso che formalizzeremo nelle sedi opportune, a cominciare dalla commissione Sanita' del Consiglio regionale''.

  9. #9
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    Varate le nomine Asl: bufera su Marrazzo e maggioranza in crisi
    fonte: Il Giornale

    Lazio: E alla fine Marrazzo passò come un carrarmato sulla sua maggioranza. Nonostante gli inviti a riflettere, a prendere tempo, a rispettare tutti i partiti della coalizione, in serata sono giunte le nomine dei direttori delle Asl e delle aziende ospedaliere della regione.

    E ora la giunta Marrazzo può cominciare a tremare davvero. «Le numerose osservazioni di Rifondazione comunista per correggere alcune scelte indicate non sono state prese assolutamente in considerazione - la reazione a caldo di Ivano Peduzzi, capogruppo del Prc alla Pisana -. Siamo molto perplessi soprattutto sulle nomine dei direttori delle Asl di Civitavecchia e Viterbo e per il San Giovanni».

    Ma scorriamo la lista. Carlo Saponetti è finito alla Asl Roma A, Flori Degrassi alla Roma B, Elisabetta Paccapelo alla C mentre alla D è andata Giusy Gabriele, già assessore alle Politiche per la promozione della Salute della giunta Rutelli. Pietro Grasso, Marco Biagini, Giovanni Di Pilla e Luciano Mingiacchi sono andati, rispettivamente, alle Asl E, F, G e H.

    Le nomine contestate in particolar modo da Rifondazione sono quelle di Giuseppe Maria Aloisio alla Asl di Viterbo e quella di Luigi D'Elia al San Giovanni.

    Giancarlo Zotti sarà il nuovo direttore generale della Asl di Frosinone, Ernesto Petti e Gabriele Bellini invece sono finiti a capo di quelle di Latina e Rieti. Adolfo Pipino e Luigi Macchitella, infine, dirigeranno rispettivamente le aziende ospedaliere del San Filippo Neri e del San Camillo.

    Il mal di pancia nella maggioranza, comunque, ha faticato a rimanere sotto traccia nel pomeriggio. E già prima dell'ufficializzazione dei nomi erano iniziati mugugni e richieste.

    Due i motivi del malessere. Il primo riguarda i circa 4 milioni di euro spesi per l'operazione: i direttori esonerati continueranno a ricevere gli stipendi fino alla scadenza naturale del contratto

    Il secondo motivo è politico. Ogni partito avrebbe voluto dire la sua sulle nomine, soprattutto i più piccoli. «Rappresentiamo la maggioranza in commissione Sanità e siccome serve il nostro parere bisogna trovare un accordo» auspicava Alessio D'Amato, capogruppo dei Comunisti Italiani. «La nostra non è una minaccia», teneva a precisare, mentre si diceva certo dell'«impegno nella direzione giusta» da parte della Giunta. Come è finita poi lo sappiamo. Stessa posizione critica era espressa dall'Udeur: «Temiamo che il presidente della Giunta Regionale non stia tenendo conto dei rischi che la sua coalizione sta correndo sulla vicenda delle nomine» la minaccia di Mauro Fabris, coordinatore nazionale del partito.

    Superata dagli eventi, poi, la «pausa di riflessione» che auspicava ancora ieri pomeriggio Regino Brachetti, sempre dell'Udeur. Rimasto inascoltato anche Roberto Manzione della Margherita che invitava a «revocare solo i vertici incapaci». Se apparivano scontate le critiche da parte dell'opposizione («Alcuni dei direttori nominati sono gli stessi della giunta Badaloni che ha prodotto i famosi 7.400 miliardi di lire di deficit. Inoltre cosi si assumono la responsabilità di pagare due stipendi per ogni Asl e azienda», è l'affondo del capogruppo Udc Luciano Ciocchetti) la sorpresa è arrivata dalla perplessità espressa dai sindacati.

    In una nota il segretario regionale della Fials-Confsal Gianni Romano ha contestato la scelta di effettuare le nuove nomine, poiché «il Lazio è già agli ultimi posti per la durata dell'incarico dei direttori delle Asl, e questa operazione, che non è un buon esempio di trasparenza, demotiva ancor di più gli addetti ai lavori».

    Ma ancora più preoccupante per Marrazzo e per la tenuta della sua maggioranza il silenzio imbarazzato del principale partito della coalizione. «Per ora non commentiamo», è stato la gelida risposta del capogruppo Ds alla Pisana Giuseppe Parroncini a chi gli chiedeva un parere sulle nomine.

  10. #10
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    In origine postato da danny78
    Varate le nomine Asl: bufera su Marrazzo e maggioranza in crisi
    fonte: Il Giornale


    Il mal di pancia nella maggioranza, comunque, ha faticato a rimanere sotto traccia nel pomeriggio. E già prima dell'ufficializzazione dei nomi erano iniziati mugugni e richieste.

    Due i motivi del malessere. Il primo riguarda i circa 4 milioni di euro spesi per l'operazione: i direttori esonerati continueranno a ricevere gli stipendi fino alla scadenza naturale del contratto

    Il secondo motivo è politico. Ogni partito avrebbe voluto dire la sua sulle nomine, soprattutto i più piccoli. «Rappresentiamo la maggioranza in commissione Sanità e siccome serve il nostro parere bisogna trovare un accordo» auspicava Alessio D'Amato, capogruppo dei Comunisti Italiani. «La nostra non è una minaccia», teneva a precisare, mentre si diceva certo dell'«impegno nella direzione giusta» da parte della Giunta. Come è finita poi lo sappiamo. Stessa posizione critica era espressa dall'Udeur: «Temiamo che il presidente della Giunta Regionale non stia tenendo conto dei rischi che la sua coalizione sta correndo sulla vicenda delle nomine» la minaccia di Mauro Fabris, coordinatore nazionale del partito.
    Insomma, stiamo facendo fuori un po' di direttori lottizzati da Storace. E dato che non siamo lottizzatori ma andiamo almeno in parte in base al merito, i piccoli partitini hanno da ridire.
    Ah, dimenticavo, i vecchi lottizzati di Storace non hanno nemmeno la dignità di rinunciare allo stipendio quando cessano di lavorare (e si pappano 4 milioni di euro)

 

 

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