Corsa contro il tempo a sud della penisola di Kamchatka
L'equipaggio del sommergibile ha riserve d'ossigeno per 24 ore
Affonda un sottomarino in Russia
ore contate per salvare i sette marinai
L'imbarcazione è rimasta incagliata a 190 metri di profondità
Il comando della marina ha chiesto aiuti a Giappone e Usa.
MOSCA - Un piccolo sottomarino militare russo con a bordo sette marinai è rimasto incagliato mercoledì (ma lo si è appreso solo oggi) sui fondali dell'Oceano Pacifico, a sud della penisola di Kamchatka, nell'estremo Oriente russo. Gli uomini prigionieri negli abissi, sette tra ufficiali e sottufficiali, hanno riserve di cibo e acqua per cinque giorni, ma ossigeno solo per 24 ore, come ha precisato il portavoce del comando generale della marina russa, da Mosca.
L'imbarcazione, un batiscafo AS-28 della classe "Priz", lungo circa 13 metri e mezzo e alto 5,7, è rimasto intrappolato a una profondità di 190 metri dopo essersi impigliato in una rete oceanica. Questo piccolo sommergibile solitamente viene usato per operazioni di salvataggio e recupero, ma al momento dell'incidente stava effettuando una semplice esercitazione di routine.
Per salvare l'equipaggio il comando della marina russa ha chiesto aiuto agli Usa, oltre che al Giappone. Contatti sono stati già avviati tra il comandante della flotta russa del Pacifico, Viktor Dmitriev e quello della flotta americana, ha riferito il portavoce dell'ammiragliato Igor Dygalo.
Sul posto si trovano già una decina di imbarcazioni di soccorso russe, mentre una flottiglia giapponese è stata inviata stamane, ma non è ancora giunta a destinazione. Secondo il portavoce della flotta russa del Pacifico, capitano Aleksandr Kosolakov, i sette del batiscafo mantengono in ogni caso contatti con la superficie attraverso un sistema di eco sottomarina e non mostrano per ora segni di panico.