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Discussione: Glorie del Cardinalato

  1. #11
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato

    Ultima modifica di Luca; 11-02-12 alle 18:43

  2. #12
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato

    Come i forumisti più provvisti sapranno, all'Eminentissimo Boggiani è dedicato il mese di Aprile del calendario di Sodalitium di quest'anno.

  3. #13
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato

    Citazione Originariamente Scritto da Luca Visualizza Messaggio
    Cardinale Gaetano De Lai

    Il Padre Antonelli, postulatore della causa di canonizzazione di san Pio X, nella Disquisitio, tra i cardinali più vicini al Sodalium Pianum, oltre ai già citati Vives y Tuto e Van Roussum, segnalò anche Gotti e Sevin. Il card. Girolamo Maria Gotti (1834-1916), di Genova, carmelitano, Prefetto della S. C. di Propaganda Fidei, fu un altro elemento di congiunzione tra Leone XIII (che lo volle cardinale nel 1895) e il pontificato di san Pio X. Il card. Hector-Irénée Sévin (1852-1916), di Belley, fu nominato da san Pio X nel 1912 arcivescovo di Lione e creato cardinale nel concistoro del 25 maggio 1914 (il suo nome non compare nella lista di mons. Benigni, poiché fu redatta prima di quel concistoro).
    Il padre Antonelli, nelle carte processuali, indicò anche i nomi di due cardinali che possono essere considerati tra i più rappresentativi di questo paragrafo dedicato al Sacro Collegio: il card. De Lai (già citato da mons. Benigni) e il card. Boggiani.
    Il card. Gaetano De Lai nacque a Malo, nel vicentino, il 26 luglio 1853. Dopo gli studi seguiti al Seminario Romano, fu ordinato sacerdote il 16 aprile 1876. Fu dapprima chiamato a lavorare alla S. Congregazione del Concilio; pochi mesi dopo l’elezione al Soglio (1903) san Pio X lo nominò prima pro-segretario e poi Prefetto della stessa Congregazione Concistoriale e nel concistoro del 16 dicembre 1903 lo creò cardinale-diacono. Il card. De Lai rimase Prefetto della S. Congregazione del Concilio sino al 1928, al servizio quindi di tre pontefici: san Pio X, Benedetto XV e Pio XI. Fu anche membro della commissione per la stesura del Codice di Diritto Canonico. Ricevette la consacrazione episcopale dalle mani del Papa il 17 dicembre 1911, nella Cappella Sistina. Morì il 24 ottobre 1928 all'età di 75 anni e fu sepolto al Verano. Nel 1929 il corpo fu traslato nella città natale di Malo e inumato nell’antica pieve di Santa Libera.
    Fu l’uomo forte del pontificato di san Pio X, che seguì con convinzione e dedizione nel combattimento contro l’eresia modernista e i suoi fiancheggiatori liberali.
    In questo senso, al card. De Lai non sfuggì il prezioso lavoro che i cattolici integrali svolgevano a servizio della S. Sede: vediamo insieme qualche esempio. Scrivendo a mons. Andrea Scotton, preso di mira dai liberali per i suoi scritti, il card. De Lai precisava che “anche lo zelo ha i suoi difetti: ma senza approvarli, non si può sopprimere o non riconoscere il merito dello zelo e dell’azione laboriosa per la difesa vigilante della verità e della giustizia. Siate dunque tranquillo e continuate il vostro cammino con forza e coraggio” (Disquisitio, lettera del card. De Lai a mons. Andrea Scotton del 12/3/1911). Il card. Ferrari, arcivescovo di Milano, che si distinse per l’accondiscendenza nei confronti dei modernisti (la sua azione fu premiata post-mortem nel 1987, quando fu “beatificato” da Giovanni Paolo II), col card. Maffi guidava la stampa cattolica liberale (il cd. trust della “stampa di penetrazione”). I tentativi di Ferrari di censurare i giornali anti-modernisti si infransero nella risolutezza del card. De Lai, che lo ammonì con queste parole: “è sempre meglio eccedere un po’ nel combattere il male, che tacere e lasciarlo aumentare” (Disquisitio, lettera del card. De Lai al card. Ferrari del 9/1/1911).
    De Lai si prodigò in particolare per il Sodalitium Pianum (SP), l’espressione più incisiva dell’opera di mons. Benigni. Grazie al card. De Lai, il SP ottenne tre “Brevi” di san Pio X, segno tangibile dell’approvazione del Papa per il lavoro di Benigni. Dopo la morte del Pontefice, il cambiamento di circostanze risultò fatale al SP, sino allo scioglimento deciso da mons. Benigni (22/8/1914). De Lai non abbandonò l’amico di tante battaglie, e nell’agosto 1915 favorì la ricostituzione del SP prima dello scioglimento definitivo e scrisse: “nutro fiducia che questa associazione così ristabilita non mancherà di essere benedetta dal Signore, avendo come fine la sua gloria” (Disquisitio, lettera del card. De Lai a mons. Benigni del 5/8/1915).
    Possiamo affermare che sino ad oggi gli storici cattolici non hanno saputo (o voluto?) tratteggiare nel modo adeguato il ruolo che ebbe il card. De Lai durante il pontificato di san Pio X, ruolo più incisivo rispetto a quello avuto dal pur fedele card. Raffaele Merry del Val (1865-1930), Segretario di Stato di Papa Sarto
    All'eminentissimo De Lai è dedicato il mese d'Ottobre del calendario di Sodalitium.

  4. #14
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato



    S.E.R. Cardinale Bartolomeo D'Avanzo
    ( 1811-1884)

    Il 18 marzo 1851, già professore presso il Seminario di Nola con cattedra di Teologia Dommatica e Lingua Ebraica, fu eletto, dalla Santa Sede, a Vescovo di Castellaneta e Mottola, ricevendo la consacrazione episcopale 10 giorni dopo, il 28 Marzo 1851. Sei anni dopo, il Vescovo Bartolomeo D’Avanzo veniva trasferito nella Diocesi di Calvi e Teano rimanendo comunque, per 13 anni ancora, Amministratore Apostolico delle Diocesi di Castellaneta e Mottola.
    E’ importante rilevare, ai fini di una corretta informazione sui tempi e le modalità della sua attività episcopale nella nostra Diocesi, come materialmente egli farà ingresso nella sua nova Diocesi solo sette anni dopo la sua nomina, nel 1867. Questo accadde perché, durante il viaggio che avrebbe dovuto condurlo nella nuova sede episcopale, alcuni non meglio identificati loschi figuri attentarono alla sua vita esplodendo contro la sua carrozza quattro colpi di fucile dei quali il primo fracassò l’interno della carrozza, il secondo gli ferì il polso della mano destra, il terzo gli sfiorò le costole uscendo sotto l’ascella sinistra ed il quarto lo colpì al petto. Quest’ultimo sarebbe stato senza dubbio mortale, se non si fosse miracolosamente arrestato sulla Croce Pettorale. Fu, quindi, in particolare a causa di questo attentato e più in generale per le complessa, soprattutto per il clero, situazione politica di quel tempo che egli fu costretto a postdatare il suo ingresso in Diocesi.
    Giunto finalmente a Teano ebbe modo di iniziare la sua opera. Come si evince dalla sua biografia, egli comprò e riedificò, nel 1880, quasi completamente il vecchio monastero di S. Reparata con l’annesso giardino, e ne fece dono alla Congregazione dei Liquorini. Ancora a Teano l’opera sua più bella fu, senza dubbio, il Duomo con la maestosa cupola a mosaico raffigurante il trionfo dell’Immacolata, l’artistico portico ed il soffitto con al centro il quadro di S. Giovanni Evangelista, il tutto andato, purtroppo, quasi completamente distrutto, insieme con l’episcopio ed il Seminario, durante i bombardamenti aerei del 1943. A Pignataro Maggiore abbellì sontuosamente la Cappella, già detta del Sacramento, adornandola di un’artistica statua dell’Immacolata, opera del celebre scultore Citarelli, e restaurò, quasi interamente, il Palazzo Vescovile.
    L’8 Dicembre 1869 , Mons. D’Avanzo fu chiamato a Roma, all’apertura del Concilio Vaticano, Concilio tecnicamente mai concluso, quale membro della Commissione “De Fide”. Proprio qui arriveranno per lui i maggiori riconoscimenti che lo porteranno alla nomina di Cardinale.
    Ricorderanno alcuni, che nel Concilio Vaticano I, a proposito della Costituzione prima “De Ecclesia Christi”, riguardante il Primato del Papa, si apriva un duro dibattito, al quale presero parte ben 58 Padri Oratori, sul capitolo IV che tratta della “Infallibilità”. Contro di essa si schierò un certo cattolicesimo liberale, tanto che una significativa minoranza dei padri del Concilio (prevalentemente francesi, tedeschi e nord americani) preferì abbandonare Roma per non dare voto contrario al momento dell’approvazione, pur non sottraendosi all’accettazione del medesimo una volta approvato.
    La Deputazione “De Fide” affidò proprio a Monsignor D’Avanzo l’incarico di rispondere e confutare le opposizioni proposte. Il giornale “L’Unità cattolica”, come riportato nel volume II dell’opera “Atti episcopali e nuovi opuscoli”, ne parla nei seguenti termini: “Sabbato 18 ed oggi 20 (1870 n.d.r.) si sono tenute le solite Congregazioni plenarie del Concilio; ed in quella di questa mattina Monsignor D’Avanzo, Vescovo di Calvi e Teano, ha fatto un discorso in nome della Commissione De Fide per rispondere a vari argomenti svolti nella Congregazione di Sabbato; discorso che ha quasi mossa l’augusta Assemblea a far plauso. L’eloquentissimo ragionamento di questo Prelato, che è fra i più dotti del Concilio, si può dire che ha fermata la formola definitiva. Oggi nei circoli Episcopali non si parla di altro che del brillante successo di questo grande ingegno italiano”.
    La votazione generale diede un risultato clamoroso: 533 sì e 2 no.
    Il 18 luglio 1870, veniva definitivamente approvata la Costituzione dommatica sulla Chiesa “Pastor Aeternus”.In essa, il testo della definizione dell’Infallibilità, tranne due aggiunte, è perfettamente identico a quello presentato da Mons. D’Avanzo in un suo voto privato. (Mansi – Collectio Conciliorum – t. I – 52, 1183 – n. 35).
    Il Sommo Pontefice Pio IX, in riconoscimento degli altissimi meriti acquisiti dal Vescovo Bartolomeo D’Avanzo sia durante i 24 anni di Episcopato, sia, soprattutto, nel corso del Concilio Vaticano I, venne decorato della Porpora Romana.
    Neo-Cardinale da Roma fece ritorno nella sua diocesi di Calvi e Teano, stando alle cronache del tempo fu una vera e propria apoteosi. Purtroppo, appena un anno dopo, nel 1877, colto da improvviso malore, fu costretto a lasciare le sue dilette diocesi di Calvi e Teano, per ritirarsi nella nativa Avella dove muore, il 20 ottobre 1884, all’età di 73 anni.
    (Autore: Antonio Micillo)
    Ultima modifica di Guelfo Nero; 14-10-10 alle 00:44

  5. #15
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato



    S.E.R. Cardinal Tommaso Zigliara o.p. (1833-1893)

    Cardinale nel 1879, prefetto della congregazione degli studi, presidente dell'Accademia San Tommaso d'Aquino, vescovo eletto di Frascati nel 1893.

    Collaboratore della Scienza Italiana. Autore del Saggio sui Principii del Tradizionalismo (1865); Osservazione sopra Alcune Interpretazioni della Dottrina Ideologica di S. Tommaso d'Aquino, dal Professore G. C. Ubaghs (Viterbo, 1870); Della Luce Intellettuale e dell'Ontologismo, secondo le Dottrine dei ss. Agostino, Bonaventura e Tomaso (Roma, 2 vols.1871); Summa Philosophica in usum Scholarum (3 vols., 1876); De Mente Concilii Viennensis in Definitione Unionis Animae cum Corpore (1878), Theses philosophicae (1881-83). La sua "Summa Philosophica" fu testo obbligatorio in tutti i seminari. La sua opera "Della Luce Intellettuale" fu la confutazione serrata e definitiva del tradizionalismo filosofico francese e dell'Ontologismo, due esiziali errori filosofici.
    Ultima modifica di Luca; 24-07-11 alle 01:28

  6. #16
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    S.E.R. Cardinal Alessandro Barnabò (1801-1874)

    Sacerdote nel 1833, cardinale nel 1856, Prefetto della Sacra Congregazione
    DE PROPAGANDA FIDE dal 1856 alla morte, strenuo assertore del Primato e dell'Infallibilità pontificia presso gli orientali, non intervenne mai al Concilio Vaticano ma lavorò "acriter et vehementer" per la proclamazione del Dogma.
    Rimase memorabile una frase, pronunciata nella seduta del 22 marzo 1870 di fronte agli spropositi del tristo Strossmayer che, più volte richiamato dalla presidenza, non voleva discendere dall'ambone. L'eminentissimo disse a voce alta dal suo posto: "Se io fossi il presidente, gli tirerei il campanello in faccia".
    Ultima modifica di Luca; 28-07-11 alle 17:13

  7. #17
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    S.E.R. Cardinal Filippo De Angelis (1792-1877)

    Vescovo titolare di Leuce nel 1826, di Cartagine nel 1830, Nunzio in Svizzera e in Portogallo, Arcivescovo di Montefiascone nel 1838, poi Arcivescovo di Fermo dal 1839 alla morte, Cardinale nel 1838, Presidente delegato del Concilio Vaticano dal 30 dicembre 1869 alla sospensione. Forte e operoso sostenitore dei diritti della Santa Sede e dell'Infallibilità pontificia.

  8. #18
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato



    S.E.R. Cardinal Annibale Capalti (1811-1877)

    Sacerdote, Membro della Congregazione dei Riti, Segretario della Propaganda Fide, Cardinale nel 1868, Prefetto della Congregazione degli Studi nel gennaio 1870, Presidente vicario del Concilio Vaticano, fermo propugnatore dell'Infallibilità Pontificia e attento custode dell'ordine nei lavori conciliari.

  9. #19
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato



    S.E.R. Cardinal John Fisher, vescovo di Rochester, cardinale prete del titolo di San Vitale, assassinato il 22 giugno 1535 dal novello Decio, Enrico VIII Tudor.
    Beatificato da Papa Leone XIII il 29 dicembre 1886, canonizzato infallibilmente da Papa Pio XI il 19 maggio 1935.

  10. #20
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    S.E.R. Cardinale Jean Baptiste Francois Pitra O.S.B. (1812-1889)

    Estratti da un discorso tenuto il 18 giugno 1870 al Concilio Vaticano

    "E ora sorgano gli innografi anonimi e perciò antichi, forse anche più santi, ragion per cui il proprio nome ci nascosero, sorgano dunque, celebrino Pietro, non tanto l'apostolo, chiuso nel tempo dell'umana vita ma il pontefice della Chiesa, maestro e araldo, IMMORTALE nei suoi romani successori.
    "O Pietro, pietra inconcussa nella tua fede, Tu conservi la pienezza della Chiesa", "Pietro è la pietra della Fede", "Tu, fatto tempio della Santissima Trinità, Tu, divino interprete, annunziatore di verità, santifica ed illumina quelo che con fede ti venerano".
    "Te beato ti chiamò Cristo, ti chiamò Pietro con proprio nome, pietra e base della Chiesa, pietra che non può essere distrutta".
    "Sei stato fatto primo vescovo di Roma, tu base e colonna della città ortodossa sopra tutte le altre, fulcro della Chiesa di Cristo, che le porte dell'Inferno, per la promessa del Signore, non abbatteranno."
    "Hai dato stabilità alla tua chiesa, o Signore, sulla stabilità di Pietro". "O Pietro, tu basamento degli apostoli, tu pietra della Chiesa cristiana, tu primizia dei cristiani che pasci le pecorelle, che difendi gli armenti del tuo ovile". "Tu meritatamente e veramente designato, sei pietra di fede e clavigero di grazia". "O Pietro, pietra di fede, Tu con giusto nome sei chiamato pietra, quando il Signore fortificò l'inconcussa fede della Chiesa, ti fece sommo pastore di tutte le pecore immaginabili, ti fece ottimo custode delle porte celesti, affinchè tu le apra a tutti coloro che vi bussano con fede. In te fondò la Chiesa immobile, su cui non prevarranno le porte degli inferi, affinchè non vincano le ciarle degli eretici, nè la distrugga l'arroganza dei barbari"[...]"Noi celebriamo, fedeli, Pietro, pietra di fede". "Vedendo in Te, Pietro,la forza inespugnabile della tua fede, Cristo Cristo ti stabilì come fondamento della Chiesa".
    "Comprasti, onestissimo Pietro, una perla inestimabile e trovasti la prima cattedra che esista sotto il cielo, Tu fulcro della fede, Tu basamento della Chiesa, Tu sigillo e coronide, Tu che sei la sublimità sacra dei sommi apostoli, Tu che sei anche la solidissima base della Chiesa, o Pietro, fortunatissimo tra tutti, tu Duce del coro degli Apostoli, patrono e divino Prototrono".
    "O beato, come bocca di tutti e ispirato da Dio esclamasti: tu sei figlio del Dio vivente, perciò hai ricevuto un premio pari ai tuoi meriti e Cristo, che è egli stesso fondamento, chiamandoti pietra e fondamento, ti ha stabilito su una cattedra irreprensibile.[...]

 

 
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