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Discussione: Glorie del Cardinalato

  1. #1
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    Predefinito Glorie del Cardinalato

    Tra le "perdite" di interi threads dovute alla chiusura triste e imprevedibile di Pol.net abbiamo dovuto annoverare certamente quella di "Glorie del Cardinalato", un thread costruito in cinque anni di lavori e ricerche e consacrato alle figure più fulgide tra gli Eminentissimi Principi della Chiesa.
    Non avevamo ovviamente salvato nulla e nulla quindi abbiamo potuto recuperare. Ci sembra però utile e bello tentare di riprodurre, prendendo spunto da una nota testè pubblicata dal "Centro Studi Federici" su Facebook, questo bel thread del passato. Ci vorrà tempo ma non disperiamo di poterlo in gran parte ricostruire. Nel gran deserto di un Concistoro popolato solo da ombre e fantasmi generati da una più che decennale vacanza della Sede Apostolica, ci sembra giusto ricordare chi invece onorò la Sacra Porpora, servendo il Papa e la Chiesa in spirito di Fede e fedeltà.

    Guelfo Nero

  2. #2
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato

    I "Cardinali del Sodalitium pianum"


    In questo paragrafo dovremmo indicare i nomi dei numerosi cardinali che servirono fedelmente la Chiesa nel periodo che stiamo esaminando, ad iniziare dal card. Giacomo Antonelli (1806-1876), Segretario di Stato e figura preponderante del regno di Pio IX. Ci limitiamo semplicemente ai cardinali indicati da due documenti relativi al pontificato di san Pio X. In una nota confidenziale del 1913, redatta in previsione del futuro conclave che sarebbe seguito alla morte di san Pio X (e che si tenne poi nell’estate del 1914), mons. Benigni indicava i nomi dei cardinali che riteneva più vicini all’azione anti-modernista del Papa di Riese. Fra questi vi erano tre cardinali che ricevettero il galero da Leone XIII, e che rappresentavano quindi la continuità tra i due pontificati: Vives y Tuto, Gennari e Della Volpe. Spiccavano inoltre i nomi di cinque cardinali creati dallo stesso Pio X nel concistoro del 27 novembre 1911: De Lai (di cui parleremo in seguito), Dubillard, Nagl, Pompilj, Van Rossum. Il card. José Vives y Tuto (1854-1913), cappuccino spagnolo, fu creato cardinale nel 1899 e nel 1908 nominato da Papa Sarto Prefetto della Congregazione dei religiosi. Confessore di san Pio X, gli si attribuisce la parte morale dell’enciclica Pascendi. Il card. Casimiro Gennari, (1839-1914) di Maratea, scelto cardinale nel concistoro del 15 aprile 1901, nel 1908 fu voluto da san Pio X come Prefetto della S. C. del Concilio. Il card. Francesco Salesio Della Volpe (1844-1916), di Ravenna, fu creato cardinale in pectore nel concistoro del 15 aprile 1899; il suo nome fu poi reso pubblico nel concistoro del 15 aprile 1901. San Pio X lo scelse nel 1908 come Prefetto degli Archivi Vaticani e nel 1911 come Prefetto della S. C. dell’Indice. Il card. François-Virgile Dubillard (1845-1914), di Soye, nella Franca Contea, fu nominato da san Pio X nel 1907 arcivescovo di Chambery, in Savoia. Il card. Franz Xavier Nagl (1855-1913), viennese, nel 1911 ricevette dal Papa l’incarico di arcivescovo di Vienna; fu anche consigliere dell’Imperatore Francesco Giuseppe. Il card. Basilio Pompilj (1858-1931), di Spoleto, fu prima Vicario generale di Roma e poi membro del Sant’Uffizio. Il card. Willem Van Rossum (1854-1932), redentorista olandese, fu voluto da san Pio X a capo della pontificia Commissione Biblica e poi nominato da Benedetto XV Prefetto della S. Congregazione di Propaganda Fide.

    By Centro Studi "Federici"

  3. #3
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato



    S.E.R. Cardinale Giacomo Antonelli (1806-1876)
    Segretario di Stato di Papa Pio IX

  4. #4
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato



    S.E.R. Cardinale José de Calasanz Félix Santiago Vives y Tutó (1854-1913)
    Ultima modifica di Guelfo Nero; 08-12-09 alle 00:57

  5. #5
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato



    S.E.R. Cardinal Willem Marinus van Rossum (1854-1932)

  6. #6
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato

    Citazione Originariamente Scritto da Guelfo Nero Visualizza Messaggio


    S.E.R. Cardinale Giacomo Antonelli (1806-1876)
    Segretario di Stato di Papa Pio IX
    Il Card. Antonelli, sebbene in politica ecclesiastica ed estera fosse un degno sostenitore della linea del grande pontefice Pio IX, nella vita privata era piuttosto frivolo e religiosamente indifferente.
    Del resto, la stessa foto che hai postato, carissimo, la dice lunga sul suo atteggiamento "casual", ben lungi dall'immagine tradizionale di un principe della Chiesa. Tra l'altro non fu mai sacerdote, ma mi pare divenne solo diacono.
    Quindi, penso che forse è bene distinguere di questo cardinale l'aspetto pubblico e quello privato.
    Personalmente preferisco il successore, S.E.R.ma il Card. Giovanni Simeoni, che fu grande mecenate e collezionista d'arte.



    Comunque, posto altre due immagini del card. Antonelli.



    Ultima modifica di Augustinus; 08-12-09 alle 10:18

  7. #7
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato

    In effetti l'Eminentissimo Antonelli, anche su una questione rilevante come il dibattito sull'Infallibilità durante il Concilio Vaticano, si tenne piuttosto in disparte, senza condividere la "passione papale" e ultramontana di altri cardinali e vescovi. Certamente fu un docile e fedele strumento di Papa Pio IX, specialmente nelle annose questioni politiche che attraversarono quel lungo Pontificato. Lo segnaliamo per questo, non per altro.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato

    Cardinale Gaetano De Lai

    Il Padre Antonelli, postulatore della causa di canonizzazione di san Pio X, nella Disquisitio, tra i cardinali più vicini al Sodalium Pianum, oltre ai già citati Vives y Tuto e Van Roussum, segnalò anche Gotti e Sevin. Il card. Girolamo Maria Gotti (1834-1916), di Genova, carmelitano, Prefetto della S. C. di Propaganda Fidei, fu un altro elemento di congiunzione tra Leone XIII (che lo volle cardinale nel 1895) e il pontificato di san Pio X. Il card. Hector-Irénée Sévin (1852-1916), di Belley, fu nominato da san Pio X nel 1912 arcivescovo di Lione e creato cardinale nel concistoro del 25 maggio 1914 (il suo nome non compare nella lista di mons. Benigni, poiché fu redatta prima di quel concistoro).
    Il padre Antonelli, nelle carte processuali, indicò anche i nomi di due cardinali che possono essere considerati tra i più rappresentativi di questo paragrafo dedicato al Sacro Collegio: il card. De Lai (già citato da mons. Benigni) e il card. Boggiani.
    Il card. Gaetano De Lai nacque a Malo, nel vicentino, il 26 luglio 1853. Dopo gli studi seguiti al Seminario Romano, fu ordinato sacerdote il 16 aprile 1876. Fu dapprima chiamato a lavorare alla S. Congregazione del Concilio; pochi mesi dopo l’elezione al Soglio (1903) san Pio X lo nominò prima pro-segretario e poi Prefetto della stessa Congregazione Concistoriale e nel concistoro del 16 dicembre 1903 lo creò cardinale-diacono. Il card. De Lai rimase Prefetto della S. Congregazione del Concilio sino al 1928, al servizio quindi di tre pontefici: san Pio X, Benedetto XV e Pio XI. Fu anche membro della commissione per la stesura del Codice di Diritto Canonico. Ricevette la consacrazione episcopale dalle mani del Papa il 17 dicembre 1911, nella Cappella Sistina. Morì il 24 ottobre 1928 all'età di 75 anni e fu sepolto al Verano. Nel 1929 il corpo fu traslato nella città natale di Malo e inumato nell’antica pieve di Santa Libera.
    Fu l’uomo forte del pontificato di san Pio X, che seguì con convinzione e dedizione nel combattimento contro l’eresia modernista e i suoi fiancheggiatori liberali.
    In questo senso, al card. De Lai non sfuggì il prezioso lavoro che i cattolici integrali svolgevano a servizio della S. Sede: vediamo insieme qualche esempio. Scrivendo a mons. Andrea Scotton, preso di mira dai liberali per i suoi scritti, il card. De Lai precisava che “anche lo zelo ha i suoi difetti: ma senza approvarli, non si può sopprimere o non riconoscere il merito dello zelo e dell’azione laboriosa per la difesa vigilante della verità e della giustizia. Siate dunque tranquillo e continuate il vostro cammino con forza e coraggio” (Disquisitio, lettera del card. De Lai a mons. Andrea Scotton del 12/3/1911). Il card. Ferrari, arcivescovo di Milano, che si distinse per l’accondiscendenza nei confronti dei modernisti (la sua azione fu premiata post-mortem nel 1987, quando fu “beatificato” da Giovanni Paolo II), col card. Maffi guidava la stampa cattolica liberale (il cd. trust della “stampa di penetrazione”). I tentativi di Ferrari di censurare i giornali anti-modernisti si infransero nella risolutezza del card. De Lai, che lo ammonì con queste parole: “è sempre meglio eccedere un po’ nel combattere il male, che tacere e lasciarlo aumentare” (Disquisitio, lettera del card. De Lai al card. Ferrari del 9/1/1911).
    De Lai si prodigò in particolare per il Sodalitium Pianum (SP), l’espressione più incisiva dell’opera di mons. Benigni. Grazie al card. De Lai, il SP ottenne tre “Brevi” di san Pio X, segno tangibile dell’approvazione del Papa per il lavoro di Benigni. Dopo la morte del Pontefice, il cambiamento di circostanze risultò fatale al SP, sino allo scioglimento deciso da mons. Benigni (22/8/1914). De Lai non abbandonò l’amico di tante battaglie, e nell’agosto 1915 favorì la ricostituzione del SP prima dello scioglimento definitivo e scrisse: “nutro fiducia che questa associazione così ristabilita non mancherà di essere benedetta dal Signore, avendo come fine la sua gloria” (Disquisitio, lettera del card. De Lai a mons. Benigni del 5/8/1915).
    Possiamo affermare che sino ad oggi gli storici cattolici non hanno saputo (o voluto?) tratteggiare nel modo adeguato il ruolo che ebbe il card. De Lai durante il pontificato di san Pio X, ruolo più incisivo rispetto a quello avuto dal pur fedele card. Raffaele Merry del Val (1865-1930), Segretario di Stato di Papa Sarto

  9. #9
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato


  10. #10
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    Predefinito Rif: Glorie del Cardinalato

    Terminiamo la sezione “cardinalizia” con il card. Tommaso Pio Boggiani, che nacque il 19 gennaio 1863 a Bosco Marengo (Alessandria), il paese natale di san Pio V. Boggiani fu molto marcato dalla figura del suo illustre concittadino, di cui seguì le orme entrando nel convento domenicano di Bosco. I nomi dei santi patroni che scelse al momento di consacrarsi nell’Ordine dei frati predicatori, esprimono il suo ardente amore per l’ortodossia cattolica: san Tommaso d’Aquino, il grande teologo, e san Pio V, il grande inquisitore e papa tridentino. Dopo aver seguito gli studi nei conventi domenicani di Chieri (Torino), e di Graz, nella Stiria, ricevette diversi incarichi: missionario a Costantinopoli, superiore dei domenicani a Ragusa, professore alla facoltà di Filosofia a Graz, parroco a S. Maria di Castello a Genova e poi professore al seminario diocesano della città ligure. San Pio X lo nominò Visitatore apostolico in ben ventitrè diocesi del Nord Italia, tra cui Milano, Bologna e Verona, col mandato di debellare i focolai di modernismo. Risultò particolarmente gravosa la visita inquisitoriale alle diocesi romagnole, dove si erano insinuati molti seguaci delle nuove dottrine. In quella circostanza l’azione di Boggiani fu in parte vanificata da un altro cardinale, Domenico Svampa (1851-1907), arcivescovo di Bologna e già vescovo di Forlì, che mostrò un’ostinata quanto insensata indulgenza per quei preti che avevano abbracciato le idee modernistiche.
    Nel 1908 padre Boggiani fu eletto da san Pio X vescovo di Adria (dove fu accolto a sassate) e chiamato poi alla S. C. Concistoriale. Benedetto XV lo creò cardinale il 4 dicembre 1916. Nel 1919 fu promosso arcivescovo di Genova, ma il card. Boggiani dimissionerà due anni dopo la nomina, a causa di un forte contrasto con i vertici del Partito Popolare, che si dimostrarono così non solo aconfessionali ma anche anticlericali. Il partito di don Sturzo non perdonò a Boggiani la lettera pastorale del 1920, L’azione Cattolica e il Partito Popolare Italiano, nella quale il cardinale denunciò gli errori e le omissioni riscontrate nel programma del PPI, proibì ai fedeli di prendere parte attiva alla vita del partito e vietò alle associazioni cattoliche di concedere locali per le riunioni.
    I cattolici integrali non mancarono di sostenere il card. Boggiani: mons. Benigni pubblicò un dossier sulla dirigenza genovese del partito di don Sturzo e don de Töth, nel 50° anniversario della professione religiosa di frà Tommaso Pio, scrisse, in riferimento al burrascoso biennio ligure, che “pochi vescovi lasciarono in si breve tempo mole più grande di documenti di sapienza e esperienza” (Fede e Ragione del 22-29/9/1929). Nel 1927 Pio XI lo scelse come legato papale al Congresso eucaristico di Bologna e nel 1935 lo nominò Cancelliere di S. Romana Chiesa, carica che mantenne fino alla morte, che sopraggiunse a Roma il 26 febbraio 1942.
    Il suo corpo riposa nella chiesa parrocchiale di Bosco Marengo, cittadina dove il Boggiani volle edificare un monumento in onore di san Pio V, inaugurato nel 1936

 

 
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