Inutili i tentativi di fermare la fuga. Pesano l´addio di Costa e il crac Festival. Gattorno: "Organizzeremo un´altra manifestazione"

L´aereoporto dirotta Seatrade

Pochi voli al Colombo: per questo Genova perde la rassegna

Monzani: "Avevamo anche garantito degli shuttle-bus da Nizza, ma non è bastato"
In lizza Napoli e Barcellona, ma l´evento potrebbe diventare itinerante

L´addio della Costa e il crac della Festival avevano dato il primo robusto scossone a una Genova non più capitale delle crociere. Il resto lo ha fatto l´aeroporto, marginale rispetto alle grandi rotte internazionali. Così gli inglesi di Seatrade hanno detto basta: Genova e la sua Fiera non ospiteranno più "Seatrade Med", la grande vetrina dedicata al business delle crociere e dei traghetti, seconda al mondo solo a quella di Miami, che per le ultime cinque edizioni aveva puntato sulla Lanterna. Da mesi i manager inglesi avevano lanciato l´allarme, manifestando l´intenzione di chiudere con l´esperienza genovese, nonostante l´appuntamento richiamasse regolarmente migliaia di delegati e operatori del settore, con un notevole indotto sulla città. Non li convinceva l´idea di organizzare l´edizione del 2006 (Seatrade Med ha cadenza biennale) in quel porto scivolato a metà della classifica del business crocieristico italiano, ferito nell´immagine e nella sostanza dalla fuga a Savona della Costa e dal fallimento della Festival. Non li convinceva soprattutto la scarsità di collegamenti del "Colombo" con le destinazioni internazionali. Per un po´ hanno trattato, accettando il pressing del presidente dell´authority Giovanni Novi e dei vertici di "Stazioni Marittime", la società che gestisce il traffico passeggeri del porto. Ma alla fine hanno deciso e venerdì sono arrivati a Genova per ufficializzare la loro decisione, lasciando di sasso una Lanterna in netta ripresa sul fronte dei traffici (nel 2005 i crocieristi verranno raddoppiati rispetto all´orribile 2004).
«Consapevole del rischio che stava correndo, la Fiera si è impegnata in questi mesi per attrarre l´attenzione delle autorità genovesi sulla questione - spiega il presidente Franco Gattorno - Abbiamo anche offerto la disponibilità ad assumere un ruolo organizzativo diretto, prima svolto da Stazioni Marittime e proponendo di destinare nuove risorse finanziarie per concrete azioni di rilancio. Ma nonostante il sostegno all´evento di comune, regione e camera di commercio gli organizzatori hanno scelto di lasciare Genova già dal 2006».
La nuova sede non è stata ancora decisa, anche se la scelta dovrebbe essere circoscritta fra i porti di Napoli (che dispone di un aeroporto che movimenta oltre quattro milioni e mezzo di passeggeri) e di Barcellona. «Abbiamo davvero fatto di tutto per trattenerli - spiega con amarezza il direttore di Stazioni Marittime Edoardo Monzani - Fin da febbraio il presidente Novi ha intavolato una trattativa serrata con gli inglesi, incontrandoli a più riprese. Abbiamo messo sul tavolo centosessantamila euro in più rispetto all´ultima edizione, ma è stato tutto inutile. I motivi? Costa e Festival hanno sicuramente pesato, ma gli inglesi si sono sempre lamentati del nostro aeroporto e della scarsità dei suoi collegamenti internazionali». E ora? La speranza, secondo Monzani, è che l´evento possa almeno rimanere in Italia. «Sappiamo che Napoli ha manifestato la sua disponibilità a ospitare Seatrade e che il dialogo è aperto, ma anche Barcellona si è fatta avanti - continua Monzani - Potrebbe però anche accadere che, dalla prossima edizione, Seatrade Med diventi itinerante, spostandosi cioè ogni due anni da un porto all´altro del Mediterraneo. E allora anche Genova potrebbe tornare in gioco». Difficile, comunque, che a breve gli inglesi possano ancora puntare sulla Lanterna. E questo, nonostante le ultime edizioni avessero richiamato a Genova il gotha mondiale del business crocieristico. La crisi del 2004 ha spinto la Lanterna troppo indietro rispetto ai concorrenti italiani, Savona, Civitavecchia, Venezia. Porti che fino a due anni Genova guardava dall´alto in basso e che ora deve rincorrere. Può essere che, alla fine, mettendo sul terreno di gioco una nuova Stazione Marittima, con il restyling del Mille, del Doria e la disponibilità dal 2008 del Ponte Parodi, la città torni a essere protagonista. Ma anche allora resterebbero tutti i limiti di un aeroporto come il "Colombo", ben gestito, con i conti regolarmente in utile, arricchitosi ultimamente di nuovi voli, ma sempre costretto a veleggiare attorno alla ventesima posizione, soffocato da troppi scali concorrenti nel raggio di duecento chilometri e incolpevole nel dover fare i conti con un bacino d´utenza ridotto. La Fiera, comunque, non rinuncia alla sfida. «E´ inaccettabile che il comparto crocieristico e cantieristico non abbia un punto di riferimento fieristico a Genova - dice Gattorno - La Fiera si impegnerà direttamente per realizzare un nuovo evento professionale, ricercando partnership qualificate con realtà internazionali».
di MASSIMO MINELLA

(La Repubblica - Genova)

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