Lettera a Indipendentzia Repubrica de Sardigna.
Ciao a tottus,
sono circa due anni che non prendo parte ad una discussione politica sul web, e in un certo senso questa è la prima volta che lo faccio non da militante di questo o di quel movimento politico o associazione culturale, ma semplicemente da elettore. In tutto questo tempo di cose ne sono davvero successe tante, ed è chiaro che se si sta così a lungo lontano dalle prime file non si colgono appieno tutte le sfumature; ma io non ho mai smesso di interessarmi di politica, e anche se solo dalle retrovie, mi sono ugualmente fatto un’idea su quanto è accaduto all’indipendentismo in questi due anni. La nascita di Irs e la velocità con cui ha conquistato la simpatia ed il consenso di una vastissima fetta dell’elettorato indipendentista e “non solo”, hanno a parer mio dimostrato che l’aspirazione all’indipendenza nazionale dei sardi, non è relegata a ruolo di stampella o ruota di scorta dell’ormai logoro autonomismo di stampo sardista, ma che anzi, l’indipendentismo è in continua evoluzione e crescita, in quanto idea viva e massima aspirazione di libertà di un popolo, altro che utopia irrealizzabile…. di questo se ne sono resi perfettamente conto anche i nemici dell’indipendenza nazionale, quelli che per intenderci, difendono i loro piccoli e squallidi privilegi economici e sociali, conquistati a discapito degli interessi della collettività e derivanti dalla sudditanza cui è soggetta la “regione sardegna” nei confronti dello stato italiano. Per dirla brevemente credo che Irs abbia contribuito enormemente a cambiare l’atteggiamento di molti sardi nei confronti dell’indipendentismo, attraverso una moderna forma di espressione politica, ma soprattutto tracciando una linea di demarcazione netta fra quanto rappresentato storicamente dall’autonomismo e dal federalismo sardista e l’indipendentismo, che di fatto è tutt’altra cosa!!! È ovvio che c’è ancora molto da fare e che la strada da voi appena intrapresa è lunga e non priva di ostacoli, ma questo è certamente il modo giusto per cominciare, quindi vi faccio i miei più sinceri complimenti.
Tuttavia sono molte le domande che vorrei porvi affinché siano chiare anche le “sfumature” che forse non sono stato del tutto in grado di cogliere; mi auguro pertanto che questo mio intervento possa suscitare un dibattito sereno ed amichevole ma soprattutto delle risposte esaurienti.
Prima di passare alle domande, devo però fare una doverosa premessa: per come la vedo io, Irs non è il solo ed unico movimento indipendentista sardo; non si può certo far finta che Sardigna Nazione Indipendentzia non esista. Di recente ho frequentato qualche riunione nella sezione di Sassari e posso dire di aver toccato con mano che anche lì c’è grande entusiasmo e voglia di fare e che non mancano nuove elaborazioni politico-teoriche.
Secondo me attualmente la differenza tra i Irs e SNi è puramente concettuale; faccio un esempio affinché sia più chiaro ciò che intendo dire: il primo non si definisce nazionalista, mentre il secondo si, ma entrambi affermano di lottare per l’indipendenza nazionale e per la riqualificazione della nostra cultura. Detto questo, si dovrebbe cercare di comprendere quali significati e quali valori vengono attribuiti dai due movimenti a questi termini; significati e valori che non possono essere enunciati attraverso semplici slogan, ma che vanno accuratamente spiegati, perché è proprio su tali spiegazioni che si dovrebbe attuare una propaganda politica seria. Può non essere affatto negativo che esistano due movimenti indipendentisti, sempre che questi siano abbastanza maturi da rivolgersi all’elettorato sardo mettendo in luce le proprie peculiarità ed evitando di scadere in inutili e sterili polemiche del tipo: “noi siamo i veri indipendentisti e voi invece no!” (Chi è abilitato a dare la patente di indipendentismo?) I sardi sapranno scegliere coscientemente e sceglieranno chi risulterà più convincente e credibile; possiamo starne certi!
Ai movimenti indipendentisti spetta il difficile compito di presentare strategie e progetti politico-economici sui quali si regga l’idea dell’indipendenza nazionale. Altrimenti la lotta sarà vana e senza sbocco. Dico questo anche perché non credo affatto che sa “cussenzia de sos sardos” sia stata completamente rimossa, semplicemente la gente comune (giovani, anziani, lavoratori, disoccupati, casalinghe ecc.), non vuole essere ulteriormente presa per il culo, quindi vota chi “promette loro in cambio qualcosa…” della serie: “votami che ti procuro un lavoro”….. ed ecco perché la stragrande maggioranza dei sardi preferisce ancora i partiti italiani: per clientelismo e per paura di finire - qualora decidessero di imboccare altre strade -, dalla padella alla brace.
La sfida è tutta nostra! Lo ripeto:l’indipendentismo può vincere solo se saprà essere C R E D I B I L E ! ! !
Personalmente ho sempre sostenuto che feste, slogan, bandiere, striscioni, blitz, manifestazioni ecc. siano assolutamente indispensabili in quanto danno “visibilità”, ma che da soli non siano comunque sufficienti a spiegare le ragioni della lotta. È necessario elaborare e discutere programmi economici, politici e sociali. Bisogna dimostrare, dati alla mano, che in Sardigna le risorse non mancano affatto, e poi spiegare come s’intende utilizzarle, altrimenti non si crea un vero movimento di liberazione nazionale ma solo un movimento di protesta. Per dirla tutta ritengo che si dovrebbe prospettare al popolo sardo un nuovo modello di società, nel quale sia possibile vivere bene, liberi e felici; proprio così, liberi e felici, perché la gente deve smetterla di pensare che gli indipendentisti vogliono far campare i sardi a pane e patate….. e voi in proposito come la pensate?
Su quali presupposti intendete muovere i passi verso la liberazione della nostra terra? È o non è opportuno a parer vostro affrontare tematiche economiche “prima di” e “per” arrivare all’indipendenza?
Per concludere vorrei dire che sabato 30 luglio ero presente con alcuni amici a S.Cristina de Paule a Sa Festa Manna de Irs, e non credo fosse solo per la suggestione del luogo che si respirava davvero un aria di festa….
A menzus biere,
Su tempus est oe, indipendentzia!!!
Zuanne
Giovanni Fara




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