Citazione:
Testo originale scritto da avversario
Credo di intuire di cosa parli Cornelio, e non mi sembra sia una cazzata.
Poi magari lo spiegherà lui nel dettaglio, ma se quello che vuole dire è di essere maggiormente realisti, mi vede perfettamente d'accordo.
Un qualcosa che si avvicina all'analisi di Freda all'inizio de "La disintegrazione del sistema".
Comunque, se si voleva mirare ad altro, noi di quest’«altro», finora, non abbiamo mai realmente, compiutamente parlato. E io sono sicuro che se avessimo veramente considerato e posseduto quest’«altro», noi non avremmo a questo contenuto fornito un contenente, o, meglio, un’etichetta, o, meglio ancora, una «immagine di marca» rappresentata dalla parola ?«Europa». ?Sono affiorate tali e tante componenti spurie, da respingere, da sotterrare; sono intervenuti tanti — oso dire: troppi — fattori, che hanno adulterato e corrotto questo liquido europeo sino a renderlo liquame, perché esso possa ancora subire positivamente un processo di decantazione. L’Europa e una vecchia baldracca che ha puttaneggiato in tutti i bordelli e che ha contratto tutte le infezioni ideologiche — da quelle delle rivolte medievali dei Comuni a quelle delle monarchie nazionali antimperiali; dall’illuminismo al giacobinismo, alla massoneria, al giudaismo, al sionismo, al liberalismo, al marxismo. Una baldracca, il cui ventre ha concepito e generato la rivoluzione borghese e la rivolta proletaria; la cui ?anima e stata posseduta dalla violenza dei mercanti e dalla ribellione degli schiavi. E ?noi, a questo punto, vorremmo redimerla, sussurrandole parole magiche: dicendole, per ?esempio, che essa deve concedersi esclusivamente agli «europei”... da Brest a Bucarest??!! ?Noi abbiamo alzata la bandiera dell’Europa senza comprendere che questa non poteva rappresentare per noi alcun significato valido e ?omogeneo: senza osservare quanti fossero i fili e i lacci da cui era composto il suo tessuto stracciato e quanto sterco esso nascondeva! ?Abbiamo preferito, insomma, nascondere la nostra incapacità di voler scegliere ciò che per noi vi era di autentico e vero, e di saper respingere quanto vi era di spurio e di equivoco in seno alla ?tradizione (cioè, in questo caso, alla storia) europea, illudendoci di colmare tale vuoto col ricorso alla formula, alla parola «Europa». ?
Mi sembrano parole attualissime, oggi più che mai.