Firenze, l'ingresso passerà, probabilmente, da 6,5 a 10 euro
Il soprintendente: "Fino ad oggi il costo era pressoché simbolico"
Uffizi, cresce il prezzo del biglietto
"Scelta obbligata, con rammarico"

Ma in 15 anni il ticket per la galleria è aumentato di 80 volte


ROMA - Balzello per il biglietto di ingresso alla galleria degli Uffizi di Firenze. Un provvedimento che il soprintendente al Polo museale fiorentino Antonio Paolucci annuncia di aver appreso dal ministero dei Beni culturali, accettandolo ma "con rammarico".

Il soprintendente avrebbe voluto che l'ingresso ad uno dei più importanti musei italiani fosse gratis, come avviene per le biblioteche. Paolucci osserva però che "ormai i musei si sono sganciati dal loro ruolo di luoghi di cultura e sono diventati luoghi dello spettacolo". Quindi, se "il museo sta diventando una moda, un uso del tempo libero, se è così, allora bisogna pagare. E lo dico con desolazione". Attualmente la visita costa 6,5 euro. "Immagino che qualcuno proporrà di fare cifra tonda e portarla a 10 euro. Mi sembra tanto, ma sono i prezzi dei musei d'Europa".

"Capisco il ministro Buttiglione - spiega il soprintendente - e capisco l'angoscia che si prova vedendo che i denari a disposizione sono infinitamente inadeguati di fronte alle sterminate attese di un Paese che ha un patrimonio come quello italiano. L'ideale sarebbe che i musei fossero gratis, come lo sono le biblioteche. Del resto, per gran parte del XX secolo il costo dei biglietti dei musei è stato pressoché simbolico".

Poi, però, l'aria è cambiata e Paolucci ha analizzato la crescita del prezzo del biglietto di ingresso, che evidentemente, tanto simbolica non è stata: "Basta dire che i prezzi dei biglietti degli Uffizi e dell'Accademia a Firenze, dagli inizi degli anni Ottanta sono aumentati di 80 volte. Nessun servizio, la luce, i treni, le poste, è cresciuto così tanto in 15 anni. Questo vuol dire che il museo è stato gradualmente omologato allo spettacolo. Oggi entrare agli Uffizi costa quanto entrare al cinema. C'è stato questo slittamento dell'uso del museo come luogo del turismo e dello spettacolo. Ma lasciatemi esprimere il dispiacere di chi vorrebbe che il museo mantenesse il ruolo per cui è stato inventato: educare la gente, dare modelli, essere un luogo dove si impara e si diventa più civili".

Qualche anno fa, Paolucci definì il cortile degli Uffizi "un Bronx monumentale". "Lo è ancora - ripete oggi - basti pensare agli extracomunitari, agli accattoni, alle statue umane".

Infine, sulle lunghe code, pena quasi inevitabile per chi voglia visitarli, il professore osserva che esse sono dovute "ai metal detector, che sono agli Uffizi, ma anche a Palazzo Pitti e all' Accademia". Inoltre, sottolinea, "questi controlli si sommano alla coda dovuta al fatto che sono musei antichi e alle norme sul numero massimo di gente che può entrare".

E se le code hanno determinato un calo dei visitatori agli Uffizi in luglio (-11% rispetto al luglio 2004), il dato complessivo dei musei fiorentini, però, segna un aumento dell' 1,14%. "Evidentemente - conclude Paolucci - la gente si è stancata di fare la coda e preferisce frequentare altri luoghi artistici, come Palazzo Pitti o il Bargello. E' una tendenza a ben guardare positiva, perché serve a distribuire in modo più equilibrato i flussi turistici".

(8 agosto 2005)