Trascorrono i giorni e si delinea sempre di più tutto ciò che ruota intorno al caso AntonVeneta. Alla luce delle ultime rivelazioni sembra proprio che la scalata a Rcs per il controllo del “Corriere della sera”, la lotta per Antonveneta e l’assalto di Unipol su Bnl siano tre storie strettamente collegate. Chi c’è dietro tutto questo? Ecco il vero tormentone dell’estate! Che dietro Ricucci ci sia soltanto Ricucci, come l’immobiliarista ama spesso affermare, non ci ha mai creduto nessuno e non ci crederà mai nessuno. Stefano Ricucci, un certo giorno della sua vita, ebbe probabilmente la fortuna di incontrare nel suo laboratorio di odontotecnico un personaggio importante che rimane tuttora ignoto. Potrebbe essere chiunque. Sinceramente non credo che il mistero del primo mattone di Ricucci sia soltanto una montatura della stampa. Ma come fa un personaggio sconosciuto come Ricucci a trovare in poco tempo il denaro necessario ai suoi investimenti immobiliari e finanziari? Per arrivare ad acquistare partecipazioni consistenti in Rcs (20,9%), AntonVeneta (5%), Bpi (2,4%) e forse anche in Mps (2%) sono necessarie enormi quantità di denaro. Ecco che si presenta sulla scena il finanziatore occulto di Ricucci il cui nome è Giampiero Fiorani, il numero uno di Bpi (ex Bpl). Grazie alle intercettazioni telefoniche che danno la possibilità di cercare un filo conduttore, Ricucci sembra intenzionato a lanciare un’Opa su Rcs per garantirsi il controllo del “Corriere della Sera”. A questo punto una possibilità sembra quella che lega Ricucci al premier Silvio Berlusconi. Berlusconi, in vista delle prossime elezioni politiche, è intenzionato a prendere il controllo del “Corriere della Sera”, in modo da poterne influenzare la linea editoriale, tramite un prestanome che sarebbe Ricucci il quale viene finanziato da Giampiero Fiorani. Ma perché Fiorani? Appena laureato in Scienze Politiche, l'allora leader della Lodi Angelo Mazza lo mette a lavorare sull'entrata nella Banca Rasini, ex banca dei Rovelli indicata da Sindona come la banca del riciclaggio della mafia a Milano e poi assorbita dalla Bpl che custodisce le carte di tutte le operazioni riservate, di cui il padre di Silvio Berlusconi era stato uno degli esponenti di spicco e dove sono transitati i conti delle holding in cui è frazionato il capitale Fininvest. E perché l’aiuto di Fazio? L’amicizia tra Fiorani e Fazio si consolida nel periodo in cui le polemiche con Tremonti e la Lega sulle vicende del risparmio occupano le prime pagine dei giornali. In Parlamento se ne chiedono le dimissioni e si discute di imporre un mandato a termine per il Governatore della Banca d'Italia. Poi il vento, all'improvviso, cambia. E "La Padania" comincia magicamente a difenderlo a spada tratta nella sua guerra per l'italianità delle banche. Che cosa è successo? La risposta la troviamo nel crack del Credieuronord, banca della Padania, costituita dalla Lega e finita con un buco che rischia di mettere sul lastrico tremila ex soci militanti e sotto inchiesta esponenti di spicco della Lega. Si cerca qualcuno per salvarla: visti i conti, la Popolare di Milano si rifiuta, ma Fiorani no. La prende, la aggiunge alla sua collezione e in cambio incassa per il Governatore l'appoggio incondizionato della Lega. Così, quando si presenta alla battaglia più importante, quella per il controllo di AntonVeneta, Fiorani ha a sua disposizione il fondamentale appoggio strategico del Governatore e il sostegno di un gruppo di finanzieri d’assalto senza scrupoli dediti alle scalate e alle speculazioni come il bresciano Chicco Gnutti e Giovanni Consorte di Unipol. Le intercettazioni poi svelano un altro particolare interessantissimo: una telefonata di Fiorani a Gnutti poco dopo la mezzanotte del 12 luglio che chiama in ballo Silvio Berlusconi. Fazio ha appena dato il via libera all’Opa di Bpi su AntonVeneta. «Ho sentito il Presidente (Silvio Berlusconi) commosso della cosa…», dice Fiorani. Gnutti afferma di aver parlato direttamente con il premier e garantisce: «Gli ho detto che andremo avanti in Rcs e che ci deve dare una mano». Risponde Fiorani: «Digli di chiamare il Number One (il Governatore della Banca d’Italia Antonio Fazio, è scritto sulla nota a lato)». E Gnutti: «Ho detto a Berlusconi che se non ci da una mano la sinistra prende tutto». Ancora Fiorani: «Ne parleremo domani a voce…la sinistra in questo momento ci ha appoggiati più di quanto abbia fatto il Governatore». In un’altra telefonata Ricucci, al telefono con l’amministratore delegato di Rai Cinema Giancarlo Leone, dice: «Ho incontrato Prodi, Fassino, D'Alema e Berlusconi e ho rappresentato a loro i miei piani e le mie intenzioni su Rcs, così come ho fatto con Banca d'Italia e Consob». Prodi, Fassino e D’Alema prontamente smentiscono la notizia. La situazione a questo punto sembra abbastanza chiara anche se forse, osservando con attenzione la conversazione telefonica tra Fiorani e Gnutti, potrebbe anche essere che Ricucci & co. stiano giocando al rialzo tra destra e sinistra per la linea editoriale del Corriere in vista delle prossime elezioni politiche. Di sicuro la ragnatela è talmente fitta che probabilmente la verità non verrà mai completamente fuori e i veri burattinai come al solito rimarranno impuniti. E, come se non bastasse, il premier sta già lavorando su una legge riguardante l’utilizzo delle intercettazioni da parte delle procure e la loro pubblicazione sui giornali. Un’ altro pugno alla trasparenza? Forse è vero che in Italia le intercettazioni telefoniche sono più numerose di quelle realmente necessarie, ma se non fossero venute fuori quelle conversazioni probabilmente la maggior parte delle porcherie alle quali stiamo assistendo in questi giorni sarebbero rimaste ignote a tutti noi. Secondo il premier si tratta di una legge che va a tutelare tutti. E cos’altro avrebbe dovuto dire alla stampa? Forse ha paura che qualche conversazione sua o di qualche suo amico finisca sui giornali perché altrimenti non si spiega tanta premura. Non stiamo forse aspettando una decente riforma del risparmio da anni? Allora benissimo, la riforma del risparmio può attendere e intanto in un mese preparano la legge che tutela le conversazioni private tra compagni di merende. Chissà cosa voterà la sinistra a questo punto! Sinceramente speravo che il centrodestra avesse più buonsenso e prendesse le distanze da questi personaggi subdoli. Invece a quanto pare preferisce il suicidio politico. Come vincere le elezioni 2006? Ovvio! Prendendo le parti di Fazio e amici! Probabilmente questa è la triste conferma che Berlusconi e compagni non hanno meritato la fiducia degli italiani. Quando poi le prossime elezioni politiche saranno vinte dal centrosinistra, nel centrodestra inizierà il solito squallido teatrino dei processi. In quel momento forse capiranno il suicidio politico. Come dice il famoso proverbio: chi è causa del suo mal pianga se stesso!
Massimiliano Michele Mellone
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