http://www.kataweb.it/articolo/1059440
Niente nudo alla Magione, le suore si ribellano alla foto
di Sara Scarafia
Suor Punya ha l'espressione di un bambino beccato con le mani nella marmellata. Una suora, si sa, non dice certo le bugie. E lei, che è la madre superiora dell'ordine di Madre Teresa di Calcutta di Palermo, confessa subito. «Non potevo accettare che quell'immagine fosse stata appesa proprio a casa nostra». Si tratta di una delle gigantografie del fotografo David LaChapelle che da ieri vestono le pareti della Kalsa.
Il convento, che si trova proprio al centro di piazza Magione, è diventato cornice di una delle immagini dell'artista americano: una donna dai capelli biondissimi, con indosso solo un paio di jeans, si cinge il seno con le braccia. Le labbra sono rosso fuoco e lo sguardo provocatorio. Per le suore di Madre Teresa è davvero troppo. «Capisco le ragioni dell'arte - dice la madre superiora - ma appendere una foto dal chiaro messaggio sessuale sulla parete di un convento è inaccettabile». Così, ieri mattina, le suore hanno deciso di protestare. Pennelli alla mano, si sono arrampicate su una scala e hanno danneggiato l´immagine: prima l´hanno strappata nella parte inferiore, poi l´hanno imbrattata con una vernice azzurra. «Non volevamo arrivare a tanto - continua - ma non ci hanno dato scelta. Quando i tecnici la stavano montando, ho provato a spiegare loro che non era il posto giusto, ma mi hanno risposto che eseguivano degli ordini e che la struttura del convento era di proprietà comunale».
Suor Punya, comunque, non le manda a dire. «Stamattina (ieri, ndr) ho incontrato sia il sindaco Diego Cammarata che LaChapelle». I due, infatti, stavano presentando l´evento a pochi passi dal convento. «Al fotografo - racconta la suora - ho detto che mi sembrava assurdo sprecare il proprio talento per produrre arte pornografica. Con le sue capacità, secondo me, deve mirare a realizzare opere dai significati più profondi. Al sindaco, invece, ho fatto notare che forse un convento non è il posto ideale per ospitare una foto di questo genere e lui, un po´ imbarazzato, mi ha assicurato che farà di tutto per farla spostare da qualche altra parte». E se la madre superiora riesce anche a sorridere sull´accaduto, le altre sorelle sono proprio indignate. «Ma dov´è finita la moralità?» tuona una. «Come si fa ad appendere certe foto in un quartiere come questo? - le fa eco un´altra che avrà poco più di vent´anni e vuole rimanere nell´anonimato - Il problema non è la morale cattolica, ma il rispetto per la dignità della donna. In questo quartiere le giovani convivono con la prostituzione e il degrado. Una rassegna come quella organizzata dal Comune dovrebbe insegnare loro che possono riscattarsi e non diffondere ancora di più la cultura dei soldi, del sesso e del potere».
La gente del posto, però, non la pensa così. «Non mi sembra un´immagine scandalosa - dice Giusy, una giovane mamma che vive in piazza Magione - Le suore hanno esagerato». Incalza Maria: «In fondo si capisce che sono foto fatte apposta per incuriosire. Non ci trovo niente di male». Anche il signor Giuseppe è d´accordo: «L´arte è arte» dice guardando l´immagine incriminata, mentre la moglie gli tira le orecchie e lo invita a girarsi dall´altra parte.
Per risolvere l´incidente diplomatico, ieri alcuni membri dello staff di Kals´art sono andati a trovare le monache. «Abbiamo chiarito l´accaduto - dicono gli organizzatori - C´è stato un malinteso con la ditta che si occupa delle affissioni. L´immagine non doveva essere appesa sulla facciata del convento. Quando ci siamo accorti dell´accaduto, ci siamo un po´ imbarazzati, ma per fortuna tutto si è risolto». Una nuova gigantografia della foto, quindi, sarà sistemata da un´altra parte. La vecchia ormai è da buttare. Chi danneggia un bene che, in qualche modo, diventa pubblico potrebbe essere denunciato. Ma le suore sono già state perdonate. «Non possiamo credere siano state loro - concludono - Comunque non verrà denunciato proprio nessuno».
9 agosto 2005




Rispondi Citando
