Scrivo questo post perchè sto leggendo il libro uscito nel 2000 di Fasanella-Sestieri-Pellegrino, "Segreto di stato". E' incredibile quello che c'è scritto, non sono neppure a metà ma mi ha già quasi sconvolto... contiene una chiave di lettura diversa della strategia della tensione che ha coinvolto il nostro paese negli anni '60/'70, differente da quella tradizionale della sinistra che si limita a dire che tutto fu fatto contro i comunisti. Pellegrino interpreta i fatti in relazione alla "questione mediterranea" ,all'autonomia cioè che certi personaggi della politica italiana volevano dare al nostro paese in quest'area, facendo cozzare i nostri interessi contro quelli angloamericani. IN quest'ottica, la manovalanza fascista fu usata sicuramente da chi nel nostro paese osteggiava politiche progressiste (il centrosinistra morì di fatto nel '64 dopo il tentato golpe De Lorenzo, che per Pellegrino fu solo un' "intentona" utile come minaccia), ma a un livello più alto la funzione era totalmente diversa.
IN Italia agivano tranquillamente uomini del mossad, e un partito politico come il Psdi fu fondato su pressione diretta degli americani e serviva principalemente come copertura a elementi fascisti che si riciclavano in politica (abbastanza agghiacciante come cosa ).
E' comunque possibile secondo me oggi scrivere un passato condiviso, partendo dal presupposto che ammettere ingerenze scorrette nel nostro paese e nella nostra democrazia non vuol dire che era meglio vivere in un regime sovietico (e il pericolo oggi manco c'è). Vuol dire però avere un certo spirito critico e non accettare a scatola chiusa tutte le azioni che si compiono al di là dell'atlantico; questo non sarebbe una brutta cosa, specialmente per i tanti che oggi si riempiono costantemente la bocca di parole come "patria" e "orgoglio di essere italiani"...




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