Colin Campbell. Geologo, in pensione ma attivo, vive a Dublino e ha sempre lavorato nella valutazione delle riserve e nella localizzazione dei giacimenti per Amoco, Fina, Bp, Texaco, Shell, ChevronTexaco ed Exxon, e in una dozzina di paesi diversi. Da qualche anno dirige l'Association for the study of peak oil (Aspo), organismo indipendente che analizza tutte le statistiche disponibili sulle riserve di greggio nel mondo. Con le sue ricerche, Campbell è diventato il guru della fine del petrolio. O piuttosto della sua carenza.
Lo scienziato infatti non dice che il petrolio smetterà di scorrere negli oleodotti tra qualche anno, ne resta ancora molto: "Finora sono stati estratti circa 944 miliardi di barili. Ne rimangono 746 da estrarre nei giacimenti già individuati, in quella che viene definita la riserva accertata. E 142 miliardi in quelle che vengono chiamate riserve da scoprire. Queste cifre vanno messe in relazione con i consumi attuali, tenendo conto del loro aumento".
Così si vedrà che "il peak oil – cioè una situazione di carenza cronica – arriverà nel 2006". Con tutto ciò che comporterà: aumento rapido e drammatico dei prezzi dei viaggi, dei trasporti, del riscaldamento, dell'agricoltura, del commercio, di tutti i prodotti in plastica. In altre parole è la fine di uno stile di vita. Oppure la guerra per preservarlo.
Gli ottimisti
Vediamo adesso lo scenario dei petro-ottimisti. Le compagnie dicono di non aver problemi, che le loro riserve non diminuiscono e non aumentano. La Bp ha affermato che secondo i suoi calcoli "ai ritmi attuali di consumo, nel mondo rimangono riserve di greggio per quarant'anni".
Dimentica però di dire che il ritmo dei consumi non rimane "attuale" ma cresce vertiginosamente. Inoltre le società del settore dicono spesso il falso ed è probabile che alcune delle più grandi abbiano gonfiato i dati sulle loro riserve per soddisfare gli azionisti.
A loro volta i governi non hanno alcun interesse ad allarmare inutilmente i cittadini. Chi si assumerebbe il rischio di annunciare agli elettori che un litro di super senza piombo costerà cinque euro nel 2010? L'Agenzia internazionale dell'energia (Aie), portavoce dei governi, stima che il peak oil arriverà tra il 2013 e il 2037. Come si può vedere la forchetta è molto vasta: il petrolio rende folli e la paura che finisca provoca stime sempre più opposte, come se i protagonisti si preparassero alla battaglia finale.
In questi giorni in Venezuela ci si appresta a trivellare il petrolio pesante dell'Orinoco. Un petrolio così denso che finora si riteneva impossibile da portare in superficie. La forza di aspirazione necessaria è tale che ci vuole molta energia per far girare le macchine. Molta energia, cioè molto petrolio
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