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Discussione: 11 - Marco D'Aviano - Austria e Italia

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    Zarskoeselo
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    Predefinito 11 - Marco D'Aviano - Austria e Italia

    Grande predicatore del secolo XVII, taumaturgo, artefice della salvezza dell’Europa cristiana dai turchi, Carlo Domenico Cristofori, in religione Padre Marco, nacque ad Aviano, da degni e distinti genitori, il 17 novembre 1631. In età conveniente, ricevette una prima istruzione da un precettore del paese, poi i genitori lo affidarono al collegio dei Gesuiti di Gorizia. Un giorno, al rientro degli allievi da una passeggiata, mancò all’appello: era fuggito per andare a convertire i Turchi! Dopo due giorni di cammino batté sfinito alla porta dei Cappuccini di Capodistria, dove sentì la chiamata di Dio. Il 21 novembre 1648 vestì l’abito nel noviziato di Conegliano. Ordinato sacerdote il 18 settembre 1655, fu successivamente nominato superiore del convento di Belluno, poi di quello di Oderzo, e nel 1675 fu trasferito a Padova. Voleva dedicarsi esclusivamente alla preghiera e alla contemplazione, ma i suoi superiori lo richiamavano spesso per tenere le prediche in chiesa e per realizzare le missioni popolari. Iniziò anche ad operare dei miracoli.



    L’apostolo dell’Impero



    La sua fama di predicatore e di taumaturgo si diffuse non solo nel Veneto, ma per tutta Europa. Dovunque si recasse a predicare, la sua presenza era un avvenimento che attirava folle e sconvolgeva le popolazioni. Le sue prediche erano solitamente accompagnate da eclatanti conversioni e guarigioni miracolose. Sollecitato dai superiori, egli intraprese lunghi viaggi all’estero nel corso dei quali strinse rapporti privati e diplomatici con molti governanti.



    Giunsero richieste ai superiori e al Papa per avere lo straordinario apostolo.



    Compiuta la missione in Fiandra, ancora attraverso la Germania e la Svizzera, M. ritornò in Italia, ma per breve tempo. Sollecitato da continue richieste da parte del re di Spagna, il papa avrebbe voluto che M.arco si recasse in quella nazione. Avrebbe dovuto imbarcarsi a Genova, ma poiché soffriva il mare, gli si richiese un lasciapassare per la Francia meridionale, che Luigi XIV ostinatamente rifiutò.



    Nel 1680 si recò nel Tirolo. Fu accolto trionfalmente a Innsbruck, dove il duca Carlo V di Lorena venne personalmente a incontrarlo. Giuntogli davanti, si gettò in ginocchio e non volle alzarsi prima di avergli baciato i piedi. Più tardi volle fare con lui la confessione generale e ricevere la comunione. Carlo V gli chiese anche una grazia personale: essendosi fratturato la gamba destra in una caduta da cavallo, non poteva camminare che con l’aiuto delle grucce. Appena ricevuta la benedizioni di padre Marco, i dolori scomparvero e non ebbe più bisogno di alcun sostegno. Il duca divenne suo figlio spirituale.



    Da Innsbruck proseguì per la Baviera, dove ricevette un’accoglienza non meno trionfale da parte del duca reggente Massimiliano Filippo. In una sola giornata, padre Marco compì ben 117 guarigioni miracolose, diligentemente certificate da documenti che il duca stesso fece stendere e pubblicare. Da Monaco si recò a Salisburgo, dove il principe arcivescovo lo trattò quasi alla stregua di un messaggero celeste. La cattedrale era troppo piccola per contenere le folle.



    Scendendo lungo il Danubio, padre Marco andò a Linz, dove lo ricevette con rispetto e venerazione l’imperatore Leopoldo I. L’imperatrice volle addirittura riceverlo in ginocchio. Vi si trattenne quindici giorni, durante i quali s’instaurò tra Marco e Leopoldo un rapporto destinato ad avere notevoli effetti sulla vita politica del tempo. L'imperatore, rimasto famoso per la lunga durata del suo governo (quarantasette anni) e per la complessità del carattere, trovò nel cappuccino il proprio confidente e consigliere, come dimostra la lunga corrispondenza intercorsa tra i due.





    L’8 ottobre padre Marco era a Neuburg. Allo sbarco venne a riceverlo il conte palatino Filippo Guglielmo con i sei figli e lo accompagnò personalmente alla sua residenza, dove la consorte e le cinque figlie lo ricevettero in ginocchio. Il giorno dopo, mentre predicava nella chiesa di S. Pietro, una statua della Madonna cominciò a muoversi rivolgendo il suo sguardo verso il pulpito. La notizia del miracolo si diffuse in tutta la Germania, rincuorando i cattolici e gettando i protestanti nello stupore.



    L’apostolato di padre Marco aveva una forte impronta anti protestante. Nelle sue prediche non mancava mai di rivolgere agli eretici ferventi appelli perché ritornassero all’ovile. Le conversioni furono così numerose che i capi protestanti dovettero proibire ai propri correligionari di assistere alle prediche del cappuccino italiano.



    Ritornato a Venezia, nella primavera successiva intraprese un nuovo viaggio per le Fiandre, attraverso la Francia. Con pretesti burocratici, ma in realtà per motivi politici, Luigi XIV non permise al cappuccino di passare per Parigi; anzi, e pare in malo modo, lo fece accompagnare alla frontiera. Compiuta la missione in Fiandra, ancora attraverso la Germania e la Svizzera, Marco ritornò ritornò in Italia attraverso la Germania e la Svizzera. - infatti per motivi pretestuosi re Luigi XIV non permise di passare per Parigi - .In Italia rimase per breve tempo. Sollecitato da continue richieste da parte del re di Spagna, il papa avrebbe voluto che il cappuccino si recasse in quella nazione. Avrebbe dovuto imbarcarsi a Genova, ma poiché soffriva il mare, gli si richiese un lasciapassare per la Francia meridionale, che Luigi XIV ostinatamente rifiutò.



    Usava a favore dei malati e bisognosi, una particolare formula di benedizione che rimase famosa, procurandogli qualche grattacapo da parte delle Autorità ecclesiastiche; i fedeli che lo avvicinavano gli strappavano gli abiti di dosso, con scene di fanatismo, per avere un suo ricordo come reliquia, tanto era il suo “odore di santità”.



    La crociata contro i turchi



    Dopo trionfali viaggi per Paesi Bassi, Germania, Svizzera e Italia settentrionale, le vicende del tempo ricondussero padre Marco in Austria, dove fu accolto dall’Imperatore ormai diventato suo figlio spirituale. Nei loro numerosi e lunghi colloqui, un tema ricorreva costantemente: la minaccia turca. Dopo un periodo di decadenza, la potenza musulmana si era risvegliata sotto l’egida del gran visir Kara Mustafá e incombeva sull’Europa. Costui non nascondeva i suoi terribili progetti: espugnare Vienna e Praga, spezzare le forze cristiane sul Reno, e marciare su Roma per fare di San Pietro le scuderie del sultano Maometto IV.



    Il beato Papa Innocenzo XI già da tempo tentava in tutti i modi di unire i principi cristiani in una Lega Santa contro la mezzaluna. Gli unici accorsi all’appello del Sommo Pontefice, però, erano la Polonia di Jan III Sobieski ed alcuni stati germanici come la Baviera, la Renania e la Sassonia.

    Nel 1684 Padre Marco era riuscito a far entrare nella Lega Santa anche Venezia e soleva dire che, se avesse potuto parlare con Luigi XIV, avrebbe convinto anche lui.



    Nell’aprile 1683 un’armata turca di 150.000 uomini e trecento cannoni si mise in marcia sotto il comando del sultano Maometto IV in persona e del suo gran visir Kara Mustafá. L’Imperatore scrisse allora a padre Marco: “Il nemico viene con una potenza e un sì numeroso esercito, che da cento anni in qua non se n’era visto uno di simile”. Il 12 luglio le avanguardie turche arrivarono ai dintorni di Vienna.



    Cappellano dell’esercito imperiale



    In tali circostanze drammatiche, padre Marco d’Aviano fu convocato dal Papa come cappellano dell’esercito imperiale. “Veramente è necessaria la presenza di Vostra Paternità — scriveva il conte palatino Filippo Guglielmo — perché prevedo che senza di essa non faremo niente”. Effettivamente rivalità, ambizioni e interessi personali minacciavano di rallentare, se non di impedire, qualsiasi azione militare da parte cristiana. Fu qui che provvidenzialmente si inserì l’azione personale di padre Marco. Nel consiglio di guerra del 5 settembre, egli riuscì ad appianare tutte le divergenze. Il comando supremo fu conferito a Jan III Sobieski.



    L’8 settembre, festa della natività di Maria, prima di dar inizio alla marcia verso Vienna, padre Marco volle preparare spiritualmente l’esercito.



    Di fronte alle truppe schierate, a tutti i comandanti e al fior fiore della nobiltà tedesca e polacca, celebrò la Santa Messa servita dallo stesso Jan Sobieski. Il re di Polonia scrisse a sua moglie: “Padre Marco ci ha rivolto un’esortazione straordinaria. Ci ha domandato se avevamo fiducia in Dio; e alla nostra unanime risposta che l’avevamo piena e intera, ci ha fatto ripetere con lui più volte: Gesù! Maria! Gesù! Maria! Poi ci ha fatto recitare l’atto di dolore e ha impartito la solenne benedizione papale”.



    Dopo la funzione padre Marco passò in rassegna tutto l’esercito con la croce in mano, rivolgendo ai singoli corpi parole di fede e d’incoraggiamento. La sera dell’11, alla vigilia della battaglia, egli celebrò la Messa, poi tenne un breve e infiammato discorso, e alla fine, da una posizione soprelevata, lesse a gran voce una preghiera da lui stesso composta per impetrare l’assistenza divina sulle armi cristiane; poi col suo crocifisso benedisse l’esercito.



    All’alba del 12 settembre 1683 un velo di nebbia copre la collina di Kahlenberg che sovrasta la città di Vienna, capitale dell’Impero. L’esercito europeo assiste alla messa preparatoria officiata dal frate cappuccino friulano Padre Marco d’Aviano. Nella sua predica rammenta tutte le atrocità compiute dai turchi e dai loro alleati bosniaci, zingari e albanesi in Serbia, Ungheria, Carinzia, Friuli...



    Il re di Polonia è comandante di quell’armata, il principe Eugenio di Savoia-Carignano, conte di Soissons, (1663 – 1736) è a capo della cavalleria imperiale; si accingeono ad affrontare un avversario di forza soverchiante: 70.000 uomini contro 150.000 e un’artiglieria di grosso calibro di cui l’Europa non dispone.



    Dall’altra parte gli eserciti ottomani del Gran Visìr Kara Mustafà, Mustafà “il nero“, schierati dietro il vessillo del Profeta affidatogli dal sultano Maometto IV e infiammati dalle incitazioni dello sceicco Vani Effendi che trae dall’apparizione sconvolgente della Cometa di Halley il presagio della vittoria mondiale dell’Islam sui popoli cristiani d’Europa. La battaglia infuria per un giorno intero, con sorti alterne.

    Eugenio di Savoia, dopo aver spezzato l’assedio con le sue seimila lance padane, riesce ad entrare in città a portare aiuto agli esausti 11.000 uomini del conte Starhenberg. Leopoldo I verificò sul campo nell'assedio di Vienna il valore del ventenne Principe Eugenio - poi conosciuto come il "Gran Capitano" - che combattè la sua ultima battaglia a 72 anni.





    L’attacco della Santa Lega gode di un tale impeto, da travolgere in poche ore le difese ottomane e costringere Kara Mustafá alla ritirata. Durante la battaglia padre Marco non smise di andare di schiera in schiera a rincuorare e a benedire i combattenti, spingendoli sempre avanti contro i seguaci di Maometto. Ogni volta che vedeva i turchi lanciarsi all’attacco, alzava verso di loro il crocifisso, dicendo: “Ecco la croce del Signore, fuggite schiere avversarie!” La vittoria dei cristiani fu totale, sicché i turchi abbandonano il campo lasciando sul terreno più di diecimila caduti.



    Ed è Padre Marco d’Aviano a officiare il solenne Te Deum nel Duomo di Santo Stefano, da dove sollecita l’Imperatore, il Re polacco e il Principe Eugenio a continuare la guerra fino alla liberazione di Budapest e di Belgrado dall’oppressore ottomano.



    Già all’indomani della vittoria, padre Marco nuovamente incita i capi cristiani a continuare la crociata, riprendendo immediatamente i combattimenti. A partire da quel momento divenne, nelle parole di un prelato veneziano, “il braccio destro della Santa Lega” alla quale aderì, infine, la Russia. Nel febbraio 1684 scrisse a Leopoldo I: “Sono dispostissimo a servire la Vostra Maestà Cesarea nell’armata con il sangue e con la vita”. Come cappellano dell’esercito, padre Marco manteneva vivo fra i soldati l’ideale per il quale combattevano: la loro non era una guerra qualsiasi, era una crociata.



    Egli riuscì a vedere la sconfitta definitiva dell’Islam in Europa partecipando, sempre in prima linea, alle battaglie di Budapest (1684-1686), Neuhäusel (1685), Mohacz (1687) e Belgrado (1688), fino alla pace di Karlowitz (1689).



    La campagna della Lega Santa contro i turchi ha liberato, una dopo l’altra, la Carinzia, la Slovenia, la Croazia, l’Ungheria, la Transilvania e consistenti territori della Serbia e della Valacchia. Le “Porte di Ferro“ del Danubio ritornano in mani europee e l’Impero ottomano, con la Pace di Karlowitz del 1699, rinuncia definitivamente alla conquista dell’Europa continentale. Ed è a quella campagna di terra che dobbiamo, assieme alla vittoria sui mari a Lepanto, se oggi viviamo in paesi di tradizioni cristiane, religiose e civili, dove la distinzione tra Stato e Chiesa, nel rispetto delle singolarità, ha permesso uno sviluppo della civiltà, che, seppure sempre caratterizzato dalla finitudine della storia, non ha eguali nel mondo.

    Non fu solo un uomo di battaglie e alfiere della cristianità contro gli ottomani, ma anche uomo di carità e proprio a lui si rivolsero ottocento turchi che nel 1688 a Belgrado, erano rimasti asserragliati in un castello, oramai temevano per la loro vita, in pochi giorni erano stati uccisi 12.000 di loro e frate Marco si prodigò per la loro salvezza.



    Terminate le guerre Marco d’Aviano riprese instancabile la sua opera pastorale, scotendo le coscienze, combattendo il peccato, diventando operatore di pace e di unione. Il 25 luglio 1699, ripartì ormai a 68 anni, per Vienna, sobbarcandosi la fatica di quello che fu l’ultimo viaggio: "Non ne posso piú - disse -, ma il Papa comanda ". Era affetto da un tumore che lo consumava. A Vienna fu costretto a letto, ed il 13 agosto, stringendo il S. Crocefisso tra le mani, morì assistito dall’Imperatore.



    Dopo solenni funerali, il suo corpo ebbe l’insigne favore di trovare riposo definitivo (nel 1703) nella cripta dei Cappuccini di Vienna, accanto alle tombe imperiali; il suo sepolcro enne subito venerato dai fedeli. Di lui rimangono alcuni trattatelli ascetici, che godettero ai suoi tempi grande diffusione.



    Nel 1891 ebbe inizio il processo ordinario a Vienna e a Venezia, concluso nel 1904. S. Pio X nel 1912 introdusse il processo apostolico che si concluse a Vienna e Venezia nel 1920. La Positio historica venne approntata nel 1966. Motivi prettamente ideologici (erano in molti a non voler esaltare un personaggio così combattivo!) ne ritardarono, però, la conclusione Nel 1990 venne presentata la Postulatio per l'esame dell'eroicità delle virtú, esaminata e approvata nel 1991.



    Il 23 Aprile 2002 Giovanni Paolo II promulgò il decreto di riconoscimento del miracolo attribuito all'intercessione del Venerabile Marco d'Aviano.



    È stato beatificato in Piazza s. Pietro a Roma, da papa Giovanni Paolo II. il 27 aprile 2003. La memoria liturgica ricorre il 13 agosto.



    Padre Marco d’Aviano fu tante cose, ma certamente il momento più esaltante e vertiginoso della sua vita fu durante la battaglia di Vienna, nella quale si fece strenuo difensore della cristianità e dell’Europa dal pericolo di essere islamizzata, e la situazione attuale conferisce una sorprendente attualità a Padre Marco che, benché come cristiano, fosse un difensore della pace, non poté non farsi difensore della sua fede, delle sue tradizioni, delle sue radici storiche e quindi del suo popolo e della sua terra: anche per queste ragioni è stato riconosciuto Beato!



    La sua figura poco ricordata in Italia, invece si studia a scuola in Austria e nell’Europa dell’Est.

    Egli, di solito, viene raffigurato nell'atto di predicare Il pittore polacco Matejko, in un quadro conservato nella Pinacoteca Vaticana, lo ha raffigurato a cavallo, dietro Giovanni Sobieski, nel trionfo dopo la liberazione di Vienna. A Padre Marco d’Aviano è intitolato l’aeroporto internazionale di Trieste
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  2. #2
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    Egli fu una figura davvero stupenda e meritevole.
    Ho un libro a casa sulla sua interessantissima storia.
    NOI SIAMO LA VERA ITALIA !
    RICOSTRUIAMO LA NOSTRA PATRIA !

  3. #3
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    Lightbulb Re: 11 - Marco D'Aviano - Austria e Italia

    12 SETTEMBRE 2018: anniversario della battaglia di Vienna del 12 settembre 1683 (onore al Papa Innocenzo XI, a Padre Marco d'Aviano, al Re Giovanni III Sobieski, al Principe Eugenio di Savoia e a tutti i combattenti per Dio, Uno e Trino, per la Grande Patria dell'Europa cattolica, per la Santa Chiesa e per il Cattolicesimo!), FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI MARIA…



    "Il Santo Nome di Maria, 12 settembre"
    "Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria"
    Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria
    http://www.unavoce-ve.it/pg-12set.htm
    «12 SETTEMBRE IL SANTO NOME DI MARIA.»



    Santissimo Nome di Maria
    http://www.santiebeati.it/search/jump.cgi?ID=69950




    "SS. Nome di Maria - Sodalitium"
    SS. Nome di Maria - Sodalitium
    http://www.sodalitium.biz/ss-nome-maria/
    «12 settembre, SS. Nome di Maria.

    “Festa del santissimo Nome della beata Maria, che il Sommo Pontefice Innocenzo undecimo ordinò che si celebrasse per l’insigne vittoria riportata a Vienna, in Austria, contro i Turchi, col patrocinio della stessa Vergine”.
    1. O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo Nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità. Ave Maria.
    2. O amabile Gesù, per l’amore con cui pronunziasti tante volte il Nome della tua cara Madre e per la consolazione che a Lei procuravi nel chiamarla per nome, raccomanda alle sue speciali cure questo povero tuo e suo servo. Ave Maria.
    3. O Angeli Santi, per la gioia che vi procurò la rivelazione dei Nome della vostra Regina, per le lodi con cui lo celebraste, svelatene anche a me tutta la bellezza, la potenza e la dolcezza e fate che io lo invochi in ogni mio bisogno e specialmente in punto di morte. Ave Maria.
    4. O cara Sant’Anna, buona mamma della Madre mia, per la gioia da te provata nel pronunciare tante volte con devoto rispetto il Nome della tua piccola Maria o nel parlarne con il tuo buon Gioacchino, fa’ che il dolce nome di Maria sia continuamente anche sulle mie labbra. Ave Maria.
    5. E Tu, o dolcissima Maria, per il favore che Dio Ti fece nel donarti Egli stesso il Nome, come a sua diletta Figlia; per l’amore che Tu sempre ad esso mostrasti concedendo grandi grazie ai suoi devoti, concedi anche a me di rispettare, amare ed invocare questo soavissimo Nome. Fa’ che esso sia il mio respiro, il mio riposo, il mio cibo, la mia difesa, il mio rifugio, il mio scudo, il mio canto, la mia musica, la mia preghiera, il mio pianto, il mio tutto, con quello di Gesù, affinché dopo essere stato pace del mio cuore e dolcezza delle mie labbra durante la vita, sia la mia gioia in Cielo. Così sia. Ave Maria.
    Benedetto sempre sia, il Santo Nome di Maria.»
    http://www.sodalitium.biz/wp-content...-1-186x300.jpg





    http://www.sodalitium.biz/sante-messe/

    http://www.sodalitium.biz/s-messa-provincia-verona/

    “Sodalitium - IMBC.”
    https://www.youtube.com/user/sodalitium

    “Omelie dell'I•M•B•C a Ferrara.”
    https://www.facebook.com/OmelieIMBCFerrara/

    http://www.oratoriosantambrogiombc.it/




    «Don Floriano Abrahamowicz - Domus Marcel Lefebvre
    https://www.youtube.com/user/florianoabrahamowicz/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/
    http://www.domusmarcellefebvre.it/santa-messa-1.php »




    Vienna, 12 settembre 1683 - Centro Studi Giuseppe Federici
    http://www.centrostudifederici.org/v...ettembre-1683/
    “Centro studi Giuseppe Federici – Per una nuova insorgenza Comunicato n. 66/18 del 12 settembre 2018, SS. Nome di Maria
    Vienna, 12 settembre 1683
    La battaglia di Vienna, Anno Domini 1683.”
    http://www.centrostudifederici.org/w.../8694013_1.jpg





    https://www.agerecontra.it/2018/09/v...ione-islamica/
    http://www.donbosco-torino.it/image/...-di-Vienna.jpg

    https://www.agerecontra.it/2014/05/a...-risorgimento/


    https://www.agerecontra.it/2014/03/a...itare-a-tutti/
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    “Chi è Maria? Catechismo mariano”
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    https://www.sursumcorda.cloud/images...hini-retro.jpg
    "Titolo: Chi è Maria? Catechismo mariano
    Sottotitolo: Piccola Somma mariana di Padre Roschini
    Autore: Padre Gabriele Maria Roschini

    Curatore: Carlo Di Pietro
    Collana: Mariologia
    Facciate: 156
    Formato: 14,8x21 (A5)
    Carta: Avoriata 90 gr
    Copertina: Patinata lucida 300 gr
    Finitura: Brossura fresata PUR
    ISBN: 9788890074769
    Contiene anche: Illustrazioni e comodo indice degli articoli
    Sommario
    • Prefazione 7
    • Necessità dello studio di Maria 9
    • Fonti 11
    • I princìpi della dottrina Mariana 13
    • Vantaggi e Divisione 17
    • Storia di Maria 19
    • Il Dogma mariano 29
    • La predestinazione di Maria 31
    • Maria nella predizione profetica 35
    • La missione di Maria nella sua attuazione 39
    • La Madre di Dio 41
    • La Mediatrice degli uomini 45
    • La Corredentrice del genere umano 47
    • La Madre spirituale degli uomini 51
    • La Dispensatrice di tutte la grazie 53
    • La Regalità di Maria 57
    • I privilegi riguardanti l’anima di Maria 61
    • Le perfezioni di cui fu ripiena l’anima di Maria 69
    • I privilegi riguardanti il corpo di Maria 75
    • I privilegi riguardanti sia l’anima che il corpo 77
    • Natura del culto Mariano 83
    • Legittimità del culto Mariano 87
    • Elementi o atti del culto Mariano 89
    • Utilità del culto Mariano 93
    • Origine e sviluppo del culto Mariano 99
    • Pratiche del culto Mariano 103
    • Le principali preghiere a Maria Santissima 123
    • Indice degli articoli con numero di pagina 135
    In sintesi
    Alessandro Roschini nacque a Castel Sant’Elia (Viterbo) nell’anno 1900, prese il nome di Gabriele Maria quando, giovanissimo, entrò nell’Ordine dei Servi di Maria. Sacerdote nel 1924, dottore in Filosofia e maestro in sacra Teologia, consacrò l’intera sua vita alla Madonna, che amò con pietà profonda ed onorò con la predicazione, con l’insegnamento ininterrotto nell’arco di oltre mezzo secolo (anche presso le Università Pontificie di Roma Marianum e Lateranum), con fondamentali studi mariologici e con dotte pubblicazioni. Fu Consultore del Sant’Uffizio e Vicario Generale dell’Ordine (O. S. M.). Nel 1939 fondò la rivista Marianum. Morì a Roma il 12 settembre (Festa del Nome di Maria) del 1977. Teologo di fama mondiale, è considerato il mariologo per eccellenza. Il suo Catechismo mariano è composto da 235 articoli, semplici ma eruditi, ed è un’esposizione chiara, ordinata e sintetica di tutto ciò che riguarda la storia, il dogma ed il culto mariano, secondo la forma classica di domande e risposte. Leggiamo nella Prefazione: «La parola Catechismo, in questo caso almeno, non è affatto sinonimo di insegnamento elementare e per bambini. Esso, quindi, può andare anche tra le mani degli adulti, ossia, di tutti coloro che vogliono procurarsi una cultura sinteticamente completa intorno alla Vergine Santa. È perciò una piccola Somma mariana». Il libro «Chi è Maria? Catechismo mariano», per Sursum Corda, è stato curato dal giornalista e saggista lucano Carlo Di Pietro. Sursum Corda non ha scopo di lucro ed usa interamente i propri introiti per le attività associative e per le opere di misericordia spirituale e corporale."





    «Carlo Di Pietro - Sursum Corda
    12 settembre, Santissimo Nome di Maria.

    “Festa del santissimo Nome della beata Maria, che il Sommo Pontefice Innocenzo undecimo ordinò che si celebrasse per l’insigne vittoria riportata a Vienna, in Austria, contro i Turchi, col patrocinio della stessa Vergine”.
    O adorabile Trinità, per l’amore con cui scegliesti ed eternamente Ti compiacesti del Santissimo Nome di Maria, per il potere che gli desti, per le grazie che riservasti ai suoi devoti, fa’ che esso sia anche per me fonte di grazia e di felicità. Ave Maria.
    Dalla bacheca di don Ugo Carandino.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a9&oe=5C1A26E6





    «"La festa di oggi fu estesa alla Chiesa Universale dal beato Innocenzo XI, in ricordo e ringraziamento della vittoria del 1683 a Vienna contro gli invasori Turchi. Fu proprio Papa Innocenzo XI l'artefice della vittoria: col suo paziente e decisivo lavoro diplomatico, anche attraverso la figura di padre Marco d'Aviano, spronò i principi cattolici - accecati dai nazionalismi dell'epoca - a formare una coalizione di stati capaci di sventare il pericolo musulmano.

    Il Papa sognava addirittura di riconquistare Costantinopoli, attraverso un'ardita alleanza tra europei e persiani che mai si realizzò (anche a causa del Regno di Francia).
    Innocenzo XI fu beatificato da Papa Pio XII nel 1956.
    Questa festa appartiene quindi unicamente al Cattolicesimo romano (il Papa, padre d'Aviano, i principi e gli eserciti degli stati cattolici...), non al laicismo massonico (magari in salsa anti-musulmana) che nel 1789 scatenò la guerra contro la Cristianità e che oggi sostiene lo stato israeliano, che si basa sulla negazione della divinità di Gesù Cristo e che ha quasi cancellato la presenza cristiana in Terra Santa."
    Dalla bacheca di don Ugo Carandino.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...7d&oe=5C32F298










    Tradidi quod et accepi
    http://tradidiaccepi.blogspot.com/


    https://www.facebook.com/catholictradition2016/
    «Sancti et Sanctae Dei, orate pro nobis.»
    https://scontent-mxp1-1.xx.fbcdn.net...a1&oe=5C2E6D92





    “IL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA
    Doppio maggiore.
    Paramenti bianchi.
    Guéranger, L'anno liturgico - Il Santo Nome di Maria

    Come qualche giorno dopo Natale si celebra il Santo Nome di Nostro Signore Gesù Cristo, così dopo la festa della Natività di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima, si glorifica il suo Santo Nome. Otto giorni dopo la nascita della Vergine, come era uso presso i Giudei, i suoi Genitori, ispirati da Dio, dicono san Gerolamo e sant'Antonino, la chiamarono Maria. Per ciò, durante l'Ottava della Natività, la liturgia ha una festa che ci fa onorare questo Santo nome. Tale festa fu concessa per la prima volta alla Diocesi di Cuenca (Spagna) nel 1513 da Papa Giulio II. Poi fu concessa a Milano e a Napoli. Finalmente fu estesa a tutta la Chiesa Latina dal beato Innocenzo XI, fissandola dapprima alla Domenica successiva alla Natività di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima - trasferita poi alla data odierna da San Pio X nella sua Riforma del Breviario -, “ob insignem victoriam sub ejusdem Vírginis Maríæ præsidio de immaníssimo Turcárum tyranno, cervicibus pópuli christiáni insultante, Viennæ in Austria partam” (Breviario Romano): in ringraziamento cioè della Vittoria di Vienna che la Lega Santa, radunata dal Sommo Pontefice e capitanata da Jan Sobieski, re di Polonia, ottenne, il 12 settembre 1683, contro i Turchi, che assediavano Vienna e minacciavano l'Occidente.
    «Il nome della Vergine, dice il Vangelo, era Maria». «Il nome di Maria è paragonato all'olio [cfr. Cant. I, 3], perché, dopo il nome di Gesù, sopra tutti gli altri nomi, rinvigorisce i deboli, intenerisce gli induriti, guarisce i malati, dà luce ai ciechi, dona forza a chi ha perso ogni vigore, lo unge per nuovi combattimenti, spezza la schiavitù del demonio e, come l'olio sorpassa ogni liquore, sorpassa ogni nome" (Riccardo di san Lorenzo, De Laudibus B. M. V., l. II, c. 2). I Padri e i Dottori nei loro studi si sono esercitati nell'interpretare il Nome benedetto della Madre di Dio: quasi settanta i significati proposti. «Il nome Maria in ebraico significa Signora» come ben dice san Pier Crisologo. Questo nome ben si conviene alla Vergine Santissima in quanto che, come Madre di Nostro Signore Gesù Cristo, partecipa in qualche modo della signoria di Gesù su tutto il mondo. Pronunziare il suo nome, è affermare la sua grande potenza. Inoltre, sant'Alberto Magno scelse quattro significati di tal nome - “illuminatrice, stella del mare, mare amaro, signora o padrona" (In Lucam, I, 27) - che indicano la alta dignità della Vergine come Colei che ci porta Cristo e che a lui ci conduce, come Corredentrice e come Regina universale.
    Offriamo il Santo Sacrificio a Dio per onorare il Santissimo Nome di Nostra Signora Beata Vergine Maria Santissima e ottenere, mediante la sua preghiera, di sperimentare sempre e in ogni luogo la sua protezione (Postcommunio).
    In questa festa, chi confessato e comunicato assiste alla Messa solenne, per concessione del beato Innocenzo XI il 17 luglio 1672, confermata da Pio IX il 3 giugno 1856 acquista Indulgenza Plenaria applicabile ai Defunti. Quest'ultimo poi ha dichiarato che coll'acquisto di tale Indulgenza, basta anche la Messa Parrocchiale o Conventuale, celebrata da un prete solo, come avviene in campagna, o fra le Comunità Religiose.
    * Sermone di san Bernardo Abate.
    Omelia 2 su Missus, verso la fine.
    «E la Vergine, dice, si chiamava Maria» (Luc. 1,27). Parliamo un po' anche di questo nome, che s'interpreta stella del mare, e che conviene perfettamente alla Vergine Madre. Ella infatti è paragonata giustissimamente a un astro, perché come l'astro emette il suo raggio senza alcuna sua alterazione, così la Vergine ha dato alla luce un Figlio senza pregiudizio della sua verginità. E come il raggio non diminuisce per nulla lo splendore dell'astro, così il Figlio della Vergine non toglie niente all'integrità di lei. Essa è dunque quella nobile stella sorta da Giacobbe, il cui raggio illumina il mondo intero, il cui splendore e rifulge nei cieli, e penetra negli abissi; riluce ancora per tutta la terra, e, scaldando più le anime che i corpi, fa crescere la virtù e consuma i vizi. Essa è, dico, quella bella e magnifica stella necessariamente posta al disopra di questo mare profondo e vasto, brillante pe' suoi meriti, luminosa pe' suoi esempi.
    O chiunque tu sia, che nel mare di questo mondo ti senti piuttosto sballottare tra procelle e tempeste, che camminare sulla terra, non torcere gli occhi dal fulgore di questa stella, se non vuoi essere sommerso dai flutti. Se insorgono i venti delle tentazioni, se urti negli scogli delle tribolazioni, riguarda la stella, invoca Maria. Se sei agitato dalle onde della superbia, dell'ambizione, della maldicenza, della gelosia, riguarda la stella, invoca Maria. Se la collera o l'avarizia o le seduzioni della carne agitano la fragile navicella dell'anima, guarda a Maria. Se turbato per l'enormità dei delitti, confuso per la laidezza della coscienza, atterrito per la severità del giudizio, ti senti trascinare nella voragine della tristezza, nell'abisso della disperazione, pensa a Maria.
    Nei pericoli, nelle angustie, nelle perplessità, pensa a Maria, invoca Maria. Non si parta dalla tua bocca, non si parta dal tuo cuore; e, per ottenere l'appoggio delle sue preghiere, non perdere mai di vista gli esempi della sua vita. Seguendo lei, non devii; pregandola, non disperi; pensando a lei, non erri; s'ella ti sostiene, non caschi; s'ella ti protegge, non hai a temere; s'ella ti accompagna, non t'affatichi; s'ella ti è propizia, giungerai al termine, e così sperimenterai in te stesso quanto giustamente fu detto: «E la Vergine si chiamava Maria».
    Questo venerabile nome, già onorato da molto tempo in certe parti dell'orbe cristiano, con culto speciale, dopo l'insigne vittoria riportata a Vienna in Austria col soccorso della medesima Vergine Maria sul crudelissimo sultano dei Turchi, che minacciava di soggiogare i popoli cristiani, Papa Innocenzo XI ordinò, che, a perenne memoria di tanto beneficio, si celebrasse ogni anno nella Chiesa universale.
    SANTA MESSA
    ** Omelia di san Pier Crisologo.
    Sermone 142 sull'Annunciazione.
    Avete udito oggi, fratelli carissimi, un Angelo trattare con una donna della riabilitazione dell'uomo. Avete udito trattarsi di ricondurre l'uomo alla vita per il medesimo cammino, che l'aveva condotto alla morte. E un Angelo tratta con Maria della salvezza, perché un altro angelo aveva trattato con Eva della sua rovina. Avete udito questo Angelo rivelare il mezzo ineffabile di costruire col fango della nostra carne un tempio alla divina maestà. Avete udito come un mistero incomprensibile ponga Dio sulla terra e l'uomo nei cieli. Avete udito come la fragile natura del nostro corpo è fortificata dall'esortazione d'un Angelo a portare tutta la gloria della Divinità.
    Infine, affinché in Maria la terra friabile del nostro corpo non si sprofondasse sotto il peso enorme del celeste edificio, e affinché nella Vergine questo virgulto delicato, che doveva portare il frutto di tutto il genere umano, non si rompesse, l'Angelo a togliere ogni timore, prese subito a dire: «Non temere, Maria» (Luc. 1,30). Prima d'enunziare il motivo della sua missione, egli fa intendere alla Vergine con questo nome qual è la sua dignità: infatti, il nome Ebraico, Maria, in Latino significa Sovrana. L'Angelo dunque la chiama Sovrana, perché, destinata ormai a Madre del Dominatore, smetta il timore proprio della servitù, colui che spunterà da lei avendole ottenuto colla propria autorità, ch'ella nascesse e fosse chiamata Sovrana. «Non temere, Maria, perché hai trovato grazia» (Luc. 1,30). È vero: chi ha trovato grazia non sa temere: E tu hai trovato grazia.
    È beata, ché sola fra tutti meritò di udire: «Hai trovato grazia». Quanta? Quanta aveva detto prima: piena. E veramente piena, essendosi la grazia riversata a flutti abbondanti su questa creatura, così che l'aveva penetrata e riempita: «Perché hai trovato grazia presso Dio» (Ibi). Nel dir ciò, l'Angelo stesso è stupito che, o solo una donna, o tutti gli uomini abbiano meritato la vita per una donna; l'Angelo è sbigottito al vedere scendere nell'angusto seno d'una vergine tutto Dio, che l'universo intero non può contenere. Quindi è che l'Angelo indugia, quindi è che chiama la Vergine con ciò ch'esprime il suo merito, la saluta menzionando la grazia, e a lei che ascolta svela a poco a poco il suo messaggio, senza dubbio affin di farne risaltare il significato, e a poco a poco finisce di calmare la sua lunga trepidazione.”
    https://sardiniatridentina.blogspot....maria.html?m=1
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    «QUINTO GIORNO INFRA L'OTTAVA DELLA NATIVITÀ DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. »
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    “SACRO SETTENARIO IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA. (8 - 14 Settembre).

    San Paolo della Croce, come di Gesù Crocifisso, così di Maria Addolorata fu devotissimo fin dalla sua prima adolescenza. La continua meditazione dei patimenti di Gesù e dei dolori di Maria, gl'infuse tanto orrore al peccato, che per conto suo conservò la battesimale innocenza per tutto il lungo corso della sua vita; e per combattere il peccato negli altri, si fece zelantissimo apostolo del Crocifisso e dell'Addolorata. Già più che ottantenne costretto a letto dall'età e dall'infermità, quando partivano o ritornavano i suoi figli dalle strepitose missioni di allora, li benediceva con grande effusione, gl'incoraggiava a combattere satana ed il peccato, ed esclamava commosso: Oh se avessi trent'anni di meno! Vorrei uscire in campo aperto a combattere questo mostro esecrando! Ecco l'essenza della devozione all'Addolorata: l'odio al peccato, che le uccise il Figlio (da Meditazioni di un Passionista sui dolori di Maria, Roma, 1938, n.12)”
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    «NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DELL'ESALTAZIONE DELLA SANTA CROCE DI NOSTRO SIGNORE GESÙ CRISTO. (5 - 13 Settembre).»
    “MESE DI SETTEMBRE: MESE DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA ADDOLORATA.”
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    “NOVENA IN PREPARAZIONE DELLA FESTA DEL SANTISSIMO NOME DI NOSTRA SIGNORA BEATA VERGINE MARIA SANTISSIMA. (3 - 11 Settembre).”
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    “DELLE VIRTÙ DI MARIA SANTISSIMA di Sant'Alfonso Maria de' Liguori. (Glorie di Maria, n. 584-593).”
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    https://www.radiospada.org
    https://www.facebook.com/radiospadasocial/?fref=nf
    «12 SETTEMBRE 2018; il SANTO NOME DI MARIA»
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    “L'11-12 Settembre 1683 a Vienna gli Ussari Alati di Giovanni III Sobieski, re di Polonia, salvano l'Europa Cristiana dall'assalto del'Impero Ottomano.”
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    “Il 12 settembre 1866 moriva a Cagliari l'Arcivescovo Emanuele Marongiu Nurra.

    Nato a Bessude (Sassari) il 28 marzo 1794, si laureò in teologia e poi in utroque iure all’Università di Sassari. Nel 1817 fu ordinato Sacerdote. Nei primi anni Venti fu bibliotecario dell'Accademia di Superga a Torino per volontà de Re Carlo Felice. In questo periodo fu intimo di san Giuseppe Cafasso. Nel 1825 viene annoverato fra i Canonici del Capitolo Turritano di cui diviene Vicario. Dal 1830 al 1842 fu Vicario generale dell'Arcidiocesi di Sassari. Nel 1842 fu eletto e consacrato Arcivescovo di Cagliari. Nelle lettere pastorali represse con zelo le idee gianseniste, protestanti e liberali che circolavano nel Regno, con pari ardore difese la superiorità del Sacerdozio sul Regno. Criticò aspramente e condannò la cacciata dei Padri Gesuiti e l'esproprio dei loro beni (1848), e l'arbitraria abolizione dei privilegi ecclesiastici (1849-1850). Parimenti comminava ai fautori di tali provvedimenti eversivi la scomunica maggiore e proibiva ai confessori di assolverli, cosa che per esempio capitò a Giovanni Siotto Pintor. Dopo questi atti, il governo di Torino reagì espellendo il Presule dal Regno. L'Arcivescovo Varesini di Sassari già era stato ridotto agli arresti per non aver voluto esser giudicato da un tribunale laico. Visse in esilio dal 1850 al 1866 presso Pio IX che gli offrì il titolo di vicario generale della basilica Vaticana (1851), poi il patriarcato di Costantinopoli (1855), infine l’arcipretura della basilica Liberiana (1865). Tutto egli rifiutò, continuando a considerarsi pastore della sua Diocesi, che governò a mezzo delle lettere pastorali. Durante il periodo romano tradusse, primo in Italia, la "Regula pastoralis" di san Gregorio Magno.”
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    "Les Amis du Christ Roi de France"
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    https://militesvirginismariae.wordpress.com/

    "Sede Vacante -"
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    Ligue Saint Amédée
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    «Intransigeants sur la doctrine ; charitables dans l'évangélisation [Non Una Cum].»
    12 septembre : le Saint Nom de Marie :: Ligue Saint Amédée
    “12 septembre : le Saint Nom de Marie.”
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    AVE MARIA!!!
    Luca, Sursum Corda - Habemus Ad Dominum!!!
    ADDIO GIUSEPPE, mio caro fratello di sangue e spirito, sono LUCA e nel mio CUORE sarai sempre PRESENTE!
    NOI 2 insieme, uniti OLTRE LA MORTE ed il tragico DESTINO SIA IN TERRA CHE IN CIELO, per SEMPRE VEDREMO LA LUCE - SURSUM CORDA!

 

 
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