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    Predefinito Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili
    Nella Messa con i membri della Commissione Teologica Internazionale


    CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 1° dicembre 2009 (ZENIT.org).- Il vero teologo è colui che non cede alla tentazione di misurare con la propria intelligenza il mistero di Dio, spesso svuotando di senso la figura di Cristo, ma è colui che è cosciente della propria limitatezza.

    E’ quanto ha detto in sintesi – secondo la cronaca offerta dalla Radio Vaticana – Benedetto XVI durante l’omelia per la Messa celebrata, martedì mattina, con i membri della Commissione Teologica Internazionale, impegnati da ieri nella Plenaria annuale.

    Per il Papa i teologi saccenti che studiano la Sacra Scrittura come certi scienziati studiano la natura sono simili agli antichi scribi che indicarono ai Magi la strada per Betlemme

    Costoro, ha detto il Pontefice, sono “grandi specialisti: possono dire dove nasce il Messia” ma “non si sentono invitati ad andare”. La notizia “non tocca la loro vita, rimangono fuori. Possono dare informazioni, ma l’informazione non diventa formazione della propria vita”.

    “E così anche nel nostro tempo, negli ultimi duecento anni, osserviamo la stessa cosa – ha aggiunto –. Ci sono grandi dotti, grandi specialisti, grandi teologi, maestri della fede che ci hanno insegnato tante cose. Sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza. Ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo: che questo Gesù era realmente Figlio di Dio”.

    “Si potrebbe facilmente fare grandi nomi della storia della teologia di questi duecento anni dai quali abbiamo imparato tanto, ma non è stato aperto agli occhi del loro cuore il mistero”, ha sottolineato.

    Questo modo di procedere, ha affermato, “si mette sopra Dio”. “Si pesca nelle acque della Sacra Scrittura con una rete che permette solo una certa misura per questi pesci e quanto va oltre questa misura non entra nella rete e quindi non può esistere”.

    “E così il grande mistero di Gesù, del Figlio fattosi uomo, si riduce a un Gesù storico, realmente una figura tragica, un fantasma senza carne e ossa, uno che è rimasto nel sepolcro, è corrotto, è realmente un morto”, ha continuato.

    Tuttavia, la storia della Chiesa è ricca di uomini e donne capaci di riconoscere la loro piccolezza al cospetto della grandezza di Dio, capaci di umiltà e dunque di arrivare alla verità, “da Bernardette Soubirous a Santa Teresa di Lisieux con una nuova lettura della Sacra Scrittura, non scientifica, ma entrando nel cuore della Sacra Scrittura, fino ai santi e beati del nostro tempo: suor Bakhita, madre Teresa, Damian de Veuster”.

    Il Papa ha quindi indicato questi “piccoli che sono anche dotti” come modelli cui ispirarsi per “essere veri teologi che possono annunciare il suo mistero perché toccati nella profondità del loro cuore”.

    Tra questi ha poi annoverato anche San Paolo, che “nella prima lettera a Timoteo, si chiama ignorante in quel tempo, nonostante la sua scienza. Ma il risorto lo tocca. Diventa cieco e diventa realmente vedente. Comincia a vedere. E il dotto grande diviene un piccolo e proprio così vede la stoltezza di Dio che è saggezza, sapienza più grande di tutte le saggezze umane”.

    I lavori della Commissione Teologica Internazionale, presieduta dal Cardinale William Levada, proseguiranno in Vaticano fino al 4 dicembre prossimo. In questa prima sessione del nuovo quinquennio, la Commissione deciderà i temi da trattare nei prossimi cinque anni e l’organizzazione concreta dei lavori.

    Tra i temi che il Cardinale Presidente ha chiesto alla Commissione di prendere in considerazione figura la questione della metodologia teologica, già affrontata durante il precedente quinquennio.

    Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili « Segni dei tempi
    “Pray as thougheverything depended on God. Work as though everything depended on you.”

  2. #2
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Questo Papa mi piace sempre di più.

    Peccato che Codino non abbia risposto a questo tuo intervento.
    Sovranità al Cittadino.

  3. #3
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio Visualizza Messaggio
    Questo Papa mi piace sempre di più.
    Sottoscrivo. Benedetto XVI è un grande.

  4. #4
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Citazione Originariamente Scritto da Valerio Visualizza Messaggio
    Questo Papa mi piace sempre di più.

    Peccato che Codino non abbia risposto a questo tuo intervento.
    uè Valerio, sei tornato! iaociao:

    apetta che leggo e poi "rispondo"...

  5. #5
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    bah, non c'è molto da rispondere... è vero che il Cristianesimo non è una gnosi, ma una prassi, per cui è molto più importante darsi da fare con le opere (opere vere e proprie ma anche la preghiera) che non in astratte riflessioni intellettualistiche.

    Mi sarebbe piaciuto se avesse fatto qualche nome di questi "cattivi maestri" da lui citati in modo vago.

  6. #6
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Citazione Originariamente Scritto da codino Visualizza Messaggio
    bah, non c'è molto da rispondere... è vero che il Cristianesimo non è una gnosi, ma una prassi, per cui è molto più importante darsi da fare con le opere (opere vere e proprie ma anche la preghiera) che non in astratte riflessioni intellettualistiche.

    Mi sarebbe piaciuto se avesse fatto qualche nome di questi "cattivi maestri" da lui citati in modo vago.
    Mi sembra che l'8 Dicembre, in piazza di Spagna, abbia ben esplicitato l'identità alcuni di questi cattivi maestri...

    8 Dicembre 2009
    FESTA DELL'IMMACOLATA
    Papa: «Il meccanismo dei media
    intossica le coscienze»


    Le responsabilità etiche dei media sono state richiamate oggi dal Papa nel discorso pronunciato in piazza di Spagna in occasione del tradizionale omaggio dell'8 dicembre alla statua dell'Immacolata. "Ogni giorno - ha denunciato Benedetto XVI - attraverso i giornali, la televisione, la radio, il male viene raccontato, ripetuto, amplificato, abituandoci alle cose più orribili, facendoci diventare insensibili e, in qualche maniera, intossicandoci, perchè il negativo non viene pienamente smaltito e giorno per giorno si accumula. Il cuore si indurisce e i pensieri si incupiscono".

    "Nella città vivono o sopravvivono - ha continuato il Pontefice - persone invisibili, che ogni tanto balzano in prima pagina o sui teleschermi, e vengono sfruttate fino all'ultimo, finchè la notizia e l'immagine attirano l'attenzione. È un meccanismo perverso, al quale purtroppo si stenta a resistere. La città prima nasconde e poi espone al pubblico. Senza pietà, o con una falsa pietà". Per Papa Ratzinger, "c'è invece in ogni uomo il desiderio di essere accolto come persona e considerato una realtà sacra, perchè ogni storia umana è una storia sacra, e richiede il più grande rispetto".

    "I mass media - ha rilevato il Papa con amarezza - tendono a farci sentire sempre 'spettatorì, come se il male riguardasse solamente gli altri, e certe cose a noi non potessero mai accadere. Invece - ha scandito - siamo tutti 'attorì e, nel male come nel bene, il nostro comportamento ha un influsso sugli altri. Spesso ci lamentiamo dell'inquinamento dell'aria, che in certi luoghi della città è irrespirabile.
    È vero: ci vuole l'impegno di tutti per rendere più pulita la città. E tuttavia c'è un altro inquinamento, meno percepibile ai sensi, ma altrettanto pericoloso: è l'inquinamento dello spirito; è quello che rende i nostri volti meno sorridenti, più cupi, che ci porta a non salutarci tra di noi, a non guardarci in faccia".

    Attraverso l'ottica distorta dei media, ha osservato il Papa davanti alla folla, "vediamo tutto in superficie. Le persone diventano dei corpi, e questi corpi perdono l'anima, diventano cose, oggetti senza volto, scambiabili e consumabili". "Maria Immacolata - ha ricordato Benedetto XVI - ci aiuta a riscoprire e difendere la profondità delle persone, perchè in lei vi è perfetta trasparenza dell'anima nel corpo. È la purezza in persona, nel senso che spirito, anima e corpo sono in lei pienamente coerenti tra di loro e con la volontà di Dio. Voglio rendere omaggio pubblicamente - ha spoggiunto - a tutti coloro che in silenzio, non a parole ma con i fatti, si sforzano di praticare questa legge evangelica dell'amore, che manda avanti il mondo. Sono tanti, anche qui a Roma, e raramente fanno notizia. Uomini e donne di ogni età, che hanno capito che non serve condannare, lamentarsi, recriminare, ma vale di più rispondere al male con il bene. Questo cambia le cose; o meglio, cambia le persone e, di conseguenza, migliora la società".

    "Cari amici romani, e voi tutti che vivete in questa città - ha invocato il Pontefice rivolto ai circa 20 mila presenti che nonostante la pioggia affollavano oggi pomerigio piazza di Spagna, piazza Mignanelli, via Condotti e via Frattina - mentre siamo affaccendati nelle attività quotidiane, prestiamo orecchioalla voce di Maria. Ascoltiamo il suo appello silenzioso ma pressante. Ella dice ad ognuno di noi: dove ha abbondato il peccato, possa sovrabbondare la grazia, a partire proprio dal tuo cuore e dalla tua vita". Così la città, ha assicurato, "sarà più bella, più cristiana, più umana".

    "La città - ha continuato il Papa con voce ferma - è fatta di volti, ma purtroppo le dinamiche collettive possono farci smarrire la percezione della loro profondità. Nel cuore delle città cristiane, Maria costituisce una presenza dolce e rassicurante. Con il suo stile discreto dona a tutti pace e speranza nei momenti lieti e tristi dell'esistenza. Nelle chiese, nelle cappelle, sulle pareti dei palazzi: un dipinto, un mosaico, una statua ricorda la presenza della Madre che veglia costantemente sui suoi figli. Anche qui, in Piazza di Spagna, Maria è posta in alto, quasi a vegliare su Roma".

    "Cosa dice Maria alla città? Cosa ricorda a tutti con la sua presenza?", si è chiesto il Pontefice teologo. "Ricorda - è stata la risposta - che 'dove abbondò il peccato, sovrabbondò la grazià. Ella è la Madre Immacolata che ripete anche agli uomini del nostro tempo: non abbiate paura, Gesù ha
    vinto il male; l'ha vinto alla radice, liberandoci dal suo dominio". "Quanto abbiamo bisogno - ha concluso - di questa bella notizia. La città ha bisogno di Maria, che con la sua presenza ci parla di Dio, ci ricorda la vittoria della Grazia sul peccato, e ci induce a sperare anche nelle situazioni umanamente più difficili".

    Avvenire
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili
    Se mi consentite essere "perfido" come dice G., allora è sicuro che B XVI non l'ha compreso nè l'hanno compreso i membri della Comm. Teol. Intern.

  8. #8
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Citazione Originariamente Scritto da UgoDePayens Visualizza Messaggio
    Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili
    Nella Messa con i membri della Commissione Teologica Internazionale


    CITTA’ DEL VATICANO, martedì, 1° dicembre 2009 (ZENIT.org).- Il vero teologo è colui che non cede alla tentazione di misurare con la propria intelligenza il mistero di Dio, spesso svuotando di senso la figura di Cristo, ma è colui che è cosciente della propria limitatezza.

    E’ quanto ha detto in sintesi – secondo la cronaca offerta dalla Radio Vaticana – Benedetto XVI durante l’omelia per la Messa celebrata, martedì mattina, con i membri della Commissione Teologica Internazionale, impegnati da ieri nella Plenaria annuale.

    Per il Papa i teologi saccenti che studiano la Sacra Scrittura come certi scienziati studiano la natura sono simili agli antichi scribi che indicarono ai Magi la strada per Betlemme

    Costoro, ha detto il Pontefice, sono “grandi specialisti: possono dire dove nasce il Messia” ma “non si sentono invitati ad andare”. La notizia “non tocca la loro vita, rimangono fuori. Possono dare informazioni, ma l’informazione non diventa formazione della propria vita”.

    “E così anche nel nostro tempo, negli ultimi duecento anni, osserviamo la stessa cosa – ha aggiunto –. Ci sono grandi dotti, grandi specialisti, grandi teologi, maestri della fede che ci hanno insegnato tante cose. Sono penetrati nei dettagli della Sacra Scrittura, della storia della salvezza. Ma non hanno potuto vedere il mistero stesso, il vero nucleo: che questo Gesù era realmente Figlio di Dio”.

    “Si potrebbe facilmente fare grandi nomi della storia della teologia di questi duecento anni dai quali abbiamo imparato tanto, ma non è stato aperto agli occhi del loro cuore il mistero”, ha sottolineato.

    Questo modo di procedere, ha affermato, “si mette sopra Dio”. “Si pesca nelle acque della Sacra Scrittura con una rete che permette solo una certa misura per questi pesci e quanto va oltre questa misura non entra nella rete e quindi non può esistere”.

    “E così il grande mistero di Gesù, del Figlio fattosi uomo, si riduce a un Gesù storico, realmente una figura tragica, un fantasma senza carne e ossa, uno che è rimasto nel sepolcro, è corrotto, è realmente un morto”, ha continuato.

    Tuttavia, la storia della Chiesa è ricca di uomini e donne capaci di riconoscere la loro piccolezza al cospetto della grandezza di Dio, capaci di umiltà e dunque di arrivare alla verità, “da Bernardette Soubirous a Santa Teresa di Lisieux con una nuova lettura della Sacra Scrittura, non scientifica, ma entrando nel cuore della Sacra Scrittura, fino ai santi e beati del nostro tempo: suor Bakhita, madre Teresa, Damian de Veuster”.

    Il Papa ha quindi indicato questi “piccoli che sono anche dotti” come modelli cui ispirarsi per “essere veri teologi che possono annunciare il suo mistero perché toccati nella profondità del loro cuore”.

    Tra questi ha poi annoverato anche San Paolo, che “nella prima lettera a Timoteo, si chiama ignorante in quel tempo, nonostante la sua scienza. Ma il risorto lo tocca. Diventa cieco e diventa realmente vedente. Comincia a vedere. E il dotto grande diviene un piccolo e proprio così vede la stoltezza di Dio che è saggezza, sapienza più grande di tutte le saggezze umane”.

    I lavori della Commissione Teologica Internazionale, presieduta dal Cardinale William Levada, proseguiranno in Vaticano fino al 4 dicembre prossimo. In questa prima sessione del nuovo quinquennio, la Commissione deciderà i temi da trattare nei prossimi cinque anni e l’organizzazione concreta dei lavori.

    Tra i temi che il Cardinale Presidente ha chiesto alla Commissione di prendere in considerazione figura la questione della metodologia teologica, già affrontata durante il precedente quinquennio.

    Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili « Segni dei tempi
    Durante la celebrazione in questione, a parità di condizioni, S.S. BXVI ha scelto di celebrare ad Orientem.

  9. #9
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Citazione Originariamente Scritto da Augustinus Visualizza Messaggio
    Se mi consentite essere "perfido" come dice G., allora è sicuro che B XVI non l'ha compreso nè l'hanno compreso i membri della Comm. Teol. Intern.
    Perché ne saresti così certo? A me pare che invece il Santo Padre sia un teologo esattamente nel senso tradizionale del termine. San Tommaso Apostolo, a detta di San Tommaso d'Aquino, fu il primo vero teologo quando di fronte alle ferite del costato di Gesù risorto proclamò "Mio Signore e mio re".
    Penso che la medesima affermazione traspaia da tutti gli scritti e da tutti i discorsi di Papa Ratzinger che finora mi sono capitati sottomano: l'innamoramento di Dio e lo stupore per le sue opere, e la lode per ciò che Egli ha fatto pervadono tutto il pensiero del nostro amato pastore.
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  10. #10
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    Predefinito Rif: Benedetto XVI ai teologi: Dio si lascia comprendere dai più umili

    Citazione Originariamente Scritto da codino Visualizza Messaggio
    bah, non c'è molto da rispondere... è vero che il Cristianesimo non è una gnosi, ma una prassi, per cui è molto più importante darsi da fare con le opere (opere vere e proprie ma anche la preghiera) che non in astratte riflessioni intellettualistiche.

    Mi sarebbe piaciuto se avesse fatto qualche nome di questi "cattivi maestri" da lui citati in modo vago.
    Sai bene che non è Cristiano il rimprovero pubblico ad personam, poichè è un incitamento all'esecrazione, quando invece l'impulso principale del cristiano deve essere comprensione e perdono.

    Pare che Benedetto XVI sia Cristiano.
    Ultima modifica di Valerio; 10-12-09 alle 17:25
    Sovranità al Cittadino.

 

 
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