Storace: servono risorse, rafforzeremo le scorte di farmaci per l’uomo «Allarme polli, 3 milioni di antivirus» Più controlli in porti e aeroporti. Bianchi (Margherita): «Rassicurazioni generiche». Nuovi casi in Kazakistan STRUMENTIVERSIONE STAMPABILEI PIU' LETTIINVIA QUESTO ARTICOLO
ROMA - «Nuovi quantitativi di farmaci antivirali, modifiche in chiave restrittiva del piano di prevenzione, controlli serrati in porti e aeroporti, arruolamento di veterinari». Vacanze rovinate dall’influenza aviaria quelle del ministro della Salute, Francesco Storace, in costante contatto con gli uffici romani: «Abbiamo alzato il livello di sorveglianza e intendiamo andare avanti così. Se oggi il pericolo fosse vicino, saremmo in grado di contrastarlo. Ora però non siamo alla vigilia di una guerra globale. Non c’è ragione di temere il peggio». L’H5N1, il virus che ha infettato allevamenti di polli in varie parti dell’Asia, sembra aver allungato la sua ombra fino agli Urali, sfiorando la Russia europea dopo essersi espanso in Siberia e Kazakistan, dove ci sono stati nuovi casi (ma nessun contagio umano). E in Russia un allevatore avrebbe cercato di vendere migliaia di polli infetti. Bruxelles teme le ondate migratorie d’autunno. Trasportato dagli uccelli la malattia potrebbe arrivare nel vecchio continente. Già 112 volte, in Estremo Oriente, si è trasmessa all’uomo, violando le barriere di specie.
(AP)
SCORTA - Tra le iniziative del ministero, il potenziamento della scorta di farmaci antivirali, utilizzati per l’influenza tradizionale. Secondo una serie di studi costituiscono uno strumento efficace per scongiurare l’insorgenza di complicanze gravi una volta avvenuto il contagio. «Già possediamo 150 mila cicli, stiamo cercando risorse per acquistarne altri 3 milioni - dice Storace -. Siamo in contatto con le aziende per garantirci la disponibilità di un vaccino specifico per la temuta pandemia». Conferma Rino Rappuoli, responsabile della ricerca di Chiron, con sede a Siena, all’avanguardia in questo campo. Gli studi su una profilassi anti H5N1 sono cominciati nel ’97 quando il virus si affacciò ad Hong Kong, infettando decine di milioni di polli, lasciandosi dietro qualche vittima umana. È stato messo a punto un vaccino cosiddetto adiuvato (cioè potenziato dall’aggiunta di una sostanza), basterebbe mezza dose per immunizzare. Per Rappuoli «il governo italiano è stato il più previdente tra quelli europei nell’assicurarsi l’accesso al nostro prodotto. Siamo a buon punto anche se i contratti non sono stati firmati». In caso di reale necessità Chiron sarebbe in grado di produrre 500 mila dosi a settimana con la tecnica della coltura cellulare. Il ricercatore suggerisce però di partire subito con la vaccinazione antipandemica sulle persone a rischio.
VETERINARI - Storace ha in programma nuove iniziative in campo veterinario: «Nella prossima finanziaria vogliamo prevedere fondi per potenziare gli organici e creare un centro di riferimento nazionale per le malattie animali. La sorveglianza è alta in porti e aeroporti, i passeggeri di zone a rischio non possono sbarcare». Dorina Bianchi deputato della Margherita, non è convinta, attacca il governo definendo «generiche le rassicurazioni. Arrivano solo vaghi accenni su un piano anti pandemia e sulla stima del fabbisogno vaccini. Troppo poco». Il capo della Salute replica: «Come al solito i personaggi che cambiano fronte (in questo caso dall’Udc, ndr) sono i più spietati. L’onorevole dimentica che le stesse rassicurazioni provengono dalla Ue. Siamo partiti per primi, ho partecipato personalmente due mesi fa al vertice a Ginevra dell’Organizzazione mondiale della sanità. Polemica miserevole». Al Codacons che chiede la quarantena per polli e pulcini importati il ministro ricorda che l’Italia è «autosufficiente e non ha bisogno di importare pollame o animali». Storace esclude infine che si decida di seguire l’esempio dell’Olanda dove gli allevatori hanno l’obbligo di rinchiudere polli e tacchini in gabbie coperte per prevenire il contatto con uccelli migratori.
Margherita De Bac


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