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In Origine Postato da MrBojangles
19 Agosto 2005
«L’effetto Berlusconi porterà il Polo alla sconfitta»
Weber: cento i collegi incerti. L’Udc da sola? difficile. Ma la sinistra tema i tranfughi
«L’analisi di tutte le elezioni, dal 2000 ad oggi, mostra una tendenza nettamente favorevole al centrosinistra. Ed è molto difficile che la Casa delle Libertà possa invertire il trend». Se terminasse qui, la previsione di Roberto Weber farebbe felici leader ed elettori dell’Unione. Ma la situazione delineata dal presidente della Swg è molto più complessa e la partita per le politiche 2006 è aperta. «I collegi in bilico sono moltissimi - chiarisce Weber - Forse più di un centinaio».
Una valutazione in sintonia con i risultati di una ricerca del servizio studi di Montecitorio che ha proiettato i dati delle Regionali dell’aprile scorso nei collegi uninominali della Camera e li ha confrontati con i risultati delle Politiche 2001. Nel confronto, il centrodestra perderebbe 77 seggi, passando da 223 a 146 deputati. Il centrosinistra, dai 175 seggi del 2001, salirebbe a 252. Ma il dato più rilevante è che in 91 collegi lo scarto tra le due coalizioni è inferiore al 10%. Sarà lì che si deciderà il risultato del 2006. «Anche perché - spiegano dall’Swg - un conto è vincere con dieci seggi di scarto. Ben altra cosa è vincere con settanta».
Stando alle sue previsioni, sono tre le regioni in cui la battaglia per la conquista dei collegi uninominali si preannuncia più aspra e incerta: Puglia, Lazio e Lombardia (soprattutto nei collegi milanesi). In Piemonte, una delle regioni-simbolo del trionfo del centrosinistra alle Regionali, la destra dovrebbe invece mantenere le posizioni. Il risultato dell’aprile scorso fu infatti dovuto in larghissima parte alla forza della candidatura di Mercedes Bresso. Secondo Weber, la grande incognita riguarderà la Sicilia: «È l’unica regione italiana in cui tutto è possibile. Difficilmente si ripeterà il 61 a 0 del 2001. Ma non penso che il recupero del centrosinistra sarà eclatante. Molto dipenderà dalla qualità e dalla novità delle sue proposte».
In una situazione così fluida, tantissimi fattori incideranno sull’esito delle sfide nei collegi uninominali. Ma non si conosce ancora il peso di ciascuna variabile. Un esempio su tutti: il fenomeno dei “transfughi”. Da gennaio, già dodici parlamentari e decine di esponenti locali hanno abbandonato la CdL. Un esodo che potrebbe rivelarsi un arma a doppio taglio per il centrosinistra. «I transfughi - spiega - sono sicuramente utili a livello locale e, se radicati sul territorio, possono garantire il successo in alcuni collegi. Ma a livello nazionale sono controproducenti e incidono negativamente sul voto di opinione. Prendiamo la vicenda di Sgarbi. Un suo approdo nel centrosinistra non sarebbe affatto gradito alle fasce di popolazione più apolitiche». Altra incognita, la posizione che assumeranno l’Udc e la Democrazia cristiana di Gianfranco Rotondi. Secondo alcuni sondaggi, l’uscita dalla Cdl porterebbe l’Udc al 14%. Dati che lasciano scettico Weber: «Non è detto che una simile scelta garantisca voti al partito di Follini. Fare una previsione è difficilissimo. Così come non si può indicare con precisione il peso della nuova Dc».
Lo scenario è ancora tutto da chiarire, dunque, Ma è possibile comunque individuare punti fermi. Senza dubbio, alcuni elementi danneggiano le due coalizioni. Nella Casa delle Libertà, l’elemento negativo ha nome e cognome: Silvio Berlusconi. «È proprio lui il maggiore ostacolo per la vittoria nel 2006. Una sua ricandidatura è il più grosso regalo che può fare al centrosinistra. La crisi del berlusconismo è un fenomeno irreversibile. Rimane da quantificare quale sarà l’entità di tale fenomeno». Un cambio di leadership potrebbe modificare i rapporti di forza tra le due coalizioni ma il beneficio sarebbe comunque parziale e non tale da invertire il trend che vede l’attuale maggioranza in forte affanno. Stesso discorso per la legge elettorale. Cambiamenti in senso proporzionale attenuerebbero ma non cancellerebbero lo svantaggio della CdL.
Notizie positive per l’Unione, quindi. Ma attenzione ad abbassare la guardia dando già per vinta la battaglia. Perché mancano molti mesi ad aprile e perché anche il centrosinistra potrebbe involontariamente fare un paio di regali alla Cdl. «La conflittualità ormai sistemica tra i partiti della coalizione può portare danni molto gravi in termini di immagine e favorire la destra». Altro boomerang per l’Unione, una vittoria risicata di Prodi alle primarie: «Se a ottobre non supererà il 60% di consensi, potrebbe essere un problema. Al contrario, una sua affermazione attorno al 70-75% ne rafforzerebbe la leadership». E ne farebbe un candidato molto forte in vista delle prossime elezioni.
speriamo che il banana resista con la sua candidatura ... ;)