La maggior parte della gente non ne è a conoscenza, ma da dieci anni in Italia esiste una legge, la n° 205 – 95, meglio conosciuta come “legge Mancino”, nata ed utilizzata con l’odioso scopo di reprimere ogni dissidenza e limitazione della inalienabile libertà di pensiero e di parola.
È infatti una legge che pone dei limiti ben determinati ed assoluti alla libertà di pensiero e di parola, stabilendo un pericoloso e preoccupante tentativo di definire quali siano le idee ed i valori legittimi (e legali) e quali siano le idee e i valori illegittimi (e illegali).
Vi è una pericolosa generalità e vaghezza del concetto di “atti di discriminazione per motivi razziali, nazionali o religiosi” che viene facilmente utilizzata con la massima discrezionalità con un "processo alle intenzioni" per colpire colpire partiti, movimenti o persone politicamente scomode.
Le pene accessorie previste (ritiro dei documenti, divieto di partecipare alla vita pubblica, lavoro e rientro coatto, sequestro degli immobili di proprietà), oltre a quelle detentive, mostrano in modo inequivocabile la volontà di colpire, prima ancora che un presunto reato, innanzitutto un modo di essere, di pensare, uno stile di vita. Sono inoltre pene che non vengono applicate neanche, ad esempio, agli spacciatori di sostanze stupefacenti abituali ed incalliti.
Prevede inoltre un giudizio per direttissima che riduce al minimo le garanzie processuali e incide pesantemente su altri specifici reati, laddove le aggravanti per “motivi razziali” si applicano senza considerazione delle attenuanti.
È per tutti questi motivi che la battaglia intrapresa da associazioni e comitati – giusto per citarne uno, il “comitato libera-mente” – è una battaglia a favore e a difesa della LIBERTA’, attaccata da quello che può essere considerato in tutto e per tutto un vero mostro giuridico.
Un mostro giuridico che, per altro, viene applicato, con assoluta prontezza e rigore, a senso unico. Ovvero solo ed unicamente verso quei movimenti (politici o culturali) o verso quei singoli ITALIANI che si richiamano idealmente ai propri valori tradizionali in modo chiaro e limpido.
Farò un esempio per spiegare in modo più chiaro quest’ultima considerazione.
Nel momento in cui una persona di fede musulmana o magari atea si permette di scagliare in pubblico un Crocifisso cristiano, che so, dalla finestra di un ospedale pubblico, o nel cestino dei rifiuti di una scuola media, non correrebbe alcun rischio di essere processata in base alla “legge Mancino”, nonostante questa sia comunque applicabilissima.
Il motivo e tutt’oggi ignoto e avvolto nel mistero.
E di questi casi, negli ultimi anni, qui in Italia ne sono avvenuti a centinaia.
Al contrario, nel momento in cui una persona qualunque, di nazionalità italiana, osasse parlare, magari durante un comizio, o tra degli amici in un pub, oppure con la propria fidanzata, dell’esistenza di grosse differenze culturali tra la civiltà Cristiana e quella, che so, quella Islamica, sostenendo la superiorità della prima – senza per questo voler in alcun modo discriminare la seconda o coloro che si richiamano all’Islam, ma esprimendo semplicemente un proprio parere personale – sarebbe immediatamente punibile ai termini di legge grazie all’applicazione della “legge Mancino”.
Avviene per ciò che semplici ed onesti cittadini si ritrovino a dover scontare qualche mese di carcere – nelle migliori delle ipotesi - , a dover obbligatoriamente rientrare entro le 20.00 nella propria abitazione, a non avere più il diritto di voto, a dover subire il ritiro della patente automobilistica e tanto tanto altro ancora – per aver solo espresso una propria opinione.
E, di casi del genere, ne sono avvenuti e ne avvengono a decine.
Tra il silenzio delle istituzioni, tra il silenzio dei mass-media, tra il silenzio dei partiti politici




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