Sono un tipo un po' testardo lo ammetto, la scalata di Unipol alla BNL non l'ho proprio digerita, perchè..anche se non sono avvezzo a temi economici, sono convinto che le cooperative, avendo un "trattamento particolare" dallo stato.. e dovendo andare incontro alla mutualità, devono dare la maggioranza del loro ricavato ai soci e non utilizzarla per altri scopi.
Informandomi ulteriormente, scavando in internet ho trovato una cosa interessante che penso sia "corretta" e quindi ve la posto.
Bene signori, non sò se sapevate che questo Governo, nel 2003, ha approvato la riforma del diritto societario che riforma anche le Coop, divise ora in 2 tipi, a mutualità Prevalente(in cui piu del 50% dei ricavi deve andare per forza ai soci) e quelle a mutualità NON Prevalente(non vincolate in quel senso).
Indivonate di chi fa parte Unipol?.
Quelle coop a mutualità non Prevalente non hanno un trattamente di finanziamenti dello stato pari alle altre ma...hanno molti sgravi ed agevolazioni eccole qui:
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non sarà soggetto a tassazione l’utile inviato alla riserva ordinaria indivisibile e obbligatoria (la percentuale viene innalzata dal 20% al 30% dell’utile netto) e sarà applicabile la deducibilità dei ristorni corrisposti ai soci.
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Questo crea una ingiustizia nei confronti delle "Normali" imprese che non godono di queste agevolazioni e quindi sono penalizzate.
Vorrei domandare a Fassino che tanto difende le coop..come votò l'opposizione al DDL sul diritto societario. Se non erro votò CONTRO denunciando e GIUSTAMENTE la depenalizzazione del falso in bilancio, che mi pare fosse inclusa nel pacchetto.
Ma non contento sono andato a spulciare su internet ed ho trovato una dichiarazione di fuoco del coordinatore DS per la Sardegna, Pierandrea Costa proprio sulla riforma delle coop.
Eccola qui:
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L’idea cardine (almeno ufficialmente) è quella di distinguere tra cosiddette cooperative “vere” e “finte” cooperative; fin qui nulla da recriminare, lo stesso movimento cooperativo ha più volte sottolineato la necessità di una riforma complessiva che salvaguardi lo spirito mutualistico da eventuali imbrogli.
Ma siamo sicuri che la riforma messa in campo vada proprio nella direzione auspicata, e soprattutto siamo sicuri delle reali intenzioni della destra italiana?
Credo che nessuno si possa sentire offeso se affermo con la massima convinzione che le volontà manifestate siano diametralmente differenti dagli interessi perseguitati, altrimenti non si capirebbe come mai la riforma si sia preoccupata per prima cosa di non considerare consorzi agrari, banche di credito cooperativo e istituti della cooperazione bancaria in genere, come per dire che i fini mutualistici di una cooperativa non sono prerogativa di un modello economico, ma solo di alcune ipologie del modello stesso. La produzione di soldi e pomodori hanno fini mutualistici, mentre la produzione di servizi o abitazioni hanno fini lucrativi, il tutto in maniera arbitraria e a priori.
I criteri per decidere questa differenziazione li sanno solo l’on. La Malfa, il governo di cui fa parte e il sig. Mironi, e qui introduciamo un secondo elemento interessante della riforma.
Il ddl oltre a spezzare l’omogeneità della natura del movimento cooperativo tra diverse tipologie in base solo a cosa si produce e non a come lo si produce, elimina un altro importante principio: la certezza di un quadro di criteri che distingue il modello mutualistico da quello lucrativo. Infatti mantenendo i criteri generali stabiliti dalla nostra costituzione ( almeno quello…) si delinea un quadro di riferimento che è a discrezione del governo, ovvero si da la possibilità al potere esecutivo di scegliere chi può essere riconosciuta come cooperativa e chi no. È palese a tutti che senza una cornice di principi nella quale chi vuole fare cooperazione sa di doversi riconoscere, la distinzione diventale del tutto arbitrale e condizionata alla benevolenza del governo e dei suoi regolamenti.
Ora mi verrebbe da chiedere all’on La Malfa come mai si cerca di demolire un modello che non faceva altro che produrre lavoro, qual è il nocciolo della riforma?
Il problema della destra è quello di eliminare i vantaggi fiscali e previdenziali che caratterizzano il modello mutualistico. Le società cooperative in quanto tali hanno fini mutualistici e quindi hanno il dovere di conservare gli eventuali utili in un fondo indivisibile a beneficio della cooperativa stessa e del sistema cooperativo nel suo insieme, di cui i singoli soci non possono usufruire, neanche in caso di chiusura della cooperativa.
A compensazione di questo dovere e quindi a promozione dei fini mutualistici, la cooperazione gode di alcuni vantaggi fiscali e previdenziali riconosciuti in tutti i paesi sviluppati.
La riforma quindi va ad intaccare i criteri per l’attribuzione di questi vantaggi con l’obbiettivo di avantaggiare alcune realtà rispetto ad altre, magari indebolendo un settore produttivo da sempre inviso alla destra ed alla grossa industria.
http://www.dscagliari.it/notizie/doc/coop.html
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Unipol, societa costituita da cooperative facenti capo alla Lega delle Cooperative, sfruttando proprio il tanto criticato nuovo stato cooperativo ..si stà proponendo come concorrente forte nel mercato economico-finanziario..
Addirittura Fassino arriva a dire che le Coop non sono figlie di un Dio minore.
Ora io mi chiedo perchè i DS hanno criticato tanto quella legge (a parole) e la stanno sfruttando appieno (nei fatti) con Unipol e perchè Fassino appoggia la scalata Unipol ben sapendo che questa società gode ancora di molte "agevolazioni" nei confronti delle altre imprese Non cooperative.?
Se si critica lo strapotere di Berlusconi e le leggi fatte ad personam non si puo poi speculare su leggi che stravolgono il senso della Cooperativa che in pratica rimane solo sulla carta e sulle agevolazioni....e quindi pare proprio un IMBROGLIO...
Non va bene questo, non è trasparente, richiama sempre piu il periodo Craxiano e poco quella Questione Morale che i DS dovrebbero portare avanti.
A voi i Commenti




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